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Roma, 12 dicembre 2011

 

Circolare n. 253/2011

 

Oggetto: Tributi – Previdenza – Manovra del Governo Monti – D.L. 6.12.2011, n. 201, su S.O. alla G.U. n. 284 del 6.12.2011.

 

Si evidenziano le principali misure del decreto salva Italia, con riserva di un commento più approfondito successivamente alla sua conversione in legge.

 

Incentivi alla patrimonializzazione delle imprese - ACE (art.1) – Nell’ambito delle misure sullo sviluppo è stato introdotto un regime denominato “ACE – Aiuto alla crescita economica” destinato a società di capitali, cooperative, enti commerciali e stabili organizzazioni di società straniere che, già con effetto dall’anno d’imposta 2011, possono dedurre dal reddito d’impresa il 3% del capitale proprio apportato nella società in aumento rispetto a quello esistente al 31.12.2010.

 

Deducibilità dell’IRAP (art.2) – A decorrere dal periodo d’imposta 2012 l’importo dell’IRAP determinata sul costo del personale dipendente e assimilato, al netto delle deduzioni spettanti, è deducibile dal reddito d’impresa. Sono state inoltre introdotte deduzioni maggiori per le imprese che occupano personale femminile e giovani fino a 35 anni, nonché per le imprese residenti in Sicilia e Sardegna.

 

Nuovo regime fiscale per attività artistiche e professionali (art.10) – E’ stato introdotto un nuovo regime fiscale agevolato per le imprese individuali e per i professionisti al fine di favorirne la regolarità; i soggetti interessati potranno inviare telematicamente all’Amministrazione finanziaria i loro dati contabili e sarà l’Amministrazione stessa ad eseguire tutti gli adempimenti fiscali e contributivi. Chi si avvarrà del nuovo regime avrà diritto ad una serie di agevolazioni (es. rimborso anticipato dell’Iva a credito). Le disposizioni di attuazione del nuovo regime dovranno essere stabilite con successivi provvedimenti dell’Agenzia delle Entrate.

 

Studi di settore (art.10 commi 9-11) – I contribuenti che si adegueranno agli studi di settore saranno esclusi dagli accertamenti basati sulle presunzioni semplici di cui all’articolo 39 del DPR 600/73 e articolo 54 del DPR 633/72, avranno ridotti di un anno i termini di decadenza per l’accertamento e nei loro confronti la determinazione sintetica del reddito sarà ammessa solo qualora il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un terzo quello dichiarato. Queste facilitazioni si applicheranno a condizione che i contribuenti abbiano comunicato fedelmente i dati rilevanti ai fini degli studi di settore; inoltre i contribuenti, oltreché congrui anche per effetto di adeguamento, dovranno risultare coerenti con gli specifici indicatori previsti dagli studi stessi. Nei confronti dei soggetti non congrui l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza opereranno specifici controlli. La misura si applica già con riferimento alle dichiarazioni relative al 2011.

 

Sanzioni per false comunicazioni fiscali (art.11 commi 1-5) – E’ stata prevista l’applicazione di sanzioni penali per le false autocertificazioni rilasciate dai contribuenti agli uffici fiscali e alla Guardia di Finanza. E’ stato inoltre ampliato l’ambito delle informazioni che le banche e gli altri operatori finanziari devono comunicare all’anagrafe tributaria; i dati potranno essere utilizzati dall’Agenzia delle Entrate anche per l’individuazione dei contribuenti a maggior rischio di evasione.

 

Verifiche in azienda (art.11 comma 7) – E’ stato abolito il divieto di reiterazione nel semestre degli accessi in azienda da parte di qualsiasi autorità competente.

 

Tracciabilità del denaro contante (art.12 comma 1) – E’ stato limitato a 1.000 euro (in precedenza 2.500 euro) il limite per le transazioni in contanti e l’uso di titoli al portatore.

 

IMU, imposta municipale sugli immobili (art.13) – E’ stata anticipata al 2012 l’entrata in vigore dell’imposta municipale sugli immobili che sostituisce l’Ici. L’imposta graverà anche sull’abitazione principale e le sue pertinenze. La base imponibile sarà costituita dalla rendita catastale, già rivalutata del 5%, moltiplicata per coefficienti diversificati a seconda della categoria dell’immobile (es. 60 per gli immobili classificati nella categoria D; 80 per gli uffici categoria A/10). L’aliquota base è dello 0,76% (variabile in più e in meno dello 0,3% a discrezione dei Comuni).

 

Tributo Comunale sui rifiuti e sui servizi (art.14) – Dal 2013 entrerà in vigore il tributo comunale sui rifiuti e sui servizi che raggrupperà la precedente tassa rifiuti e un nuovo tributo sui servizi comunali.

 

Aumento delle accise (art.15) – E’ stata elevata la misura delle aliquote accise dei carburanti; le imprese di autotrasporto potranno chiedere a rimborso i maggiori oneri limitatamente ai consumi di gasolio dei veicoli pari e superiori a 7,5 tonnellate.

 

Tassazione di auto di lusso, imbarcazioni ed aerei (art.16) – Dal 2012 l’addizionale erariale sugli autoveicoli di maggiore potenza viene inasprita; inoltre e’ stata introdotta una tassa di stazionamento per le barche da diporto maggiori di 10 metri e una tassa sugli aeromobili privati diversificata in base al peso del velivolo.

 

Aumento dell’aliquota Iva (art.18) – A decorrere dall’ottobre 2012, se non entreranno in vigore provvedimenti di natura fiscale e previdenziale che consentano il recupero di 4 miliardi di euro nel 2012, 16 miliardi di euro nel 2013 e 20 miliardi di euro nel 2014, le aliquote IVA del 10 e 21 per cento saranno incrementate di 2 punti percentuali. Dal 2014 inoltre subiranno un ulteriore aumento di 0,5 punti percentuali.

 

Imposta di bollo su titoli, strumenti e prodotti finanziari (art.19 c.1) – Dal 2012 l’imposta di bollo sui titoli e strumenti e prodotti finanziari, verrà calcolata in percentuale sul loro valore di mercato o nominale.

 

Pensioni (art. 24) – E’ stata prevista una riforma organica del sistema pensionistico basata sui principi di equità, di flessibilità nell’accesso ai trattamenti e di semplificazione. Questi nel dettaglio gli interventi più rilevanti:

 

·    dal 2012 l’anzianità contributiva per aver diritto alla pensione anticipata (ex pensione di anzianità) sarà pari a 42 anni e 1 mese per gli uomini e a 41 anni e 1 mese per le donne, con penalizzazioni per chi andrà in pensione con meno di 62 anni e soppressione delle cosiddette finestre di uscita in base alle quali attualmente la decorrenza della pensione è differita di 12 o 18 mesi rispetto alla maturazione dei requisiti;

 

·    dal 2012 l’età per la pensione di vecchiaia, ferma restando anche per essa la soppressione delle finestre, passerà a 66 anni per gli uomini e a 62 anni per le donne; l’età pensionabile delle donne continuerà a crescere progressivamente negli anni successivi per raggiungere la soglia dei 66 anni nel 2018; dal 2021 l’età pensionabile sarà pari per tutti i lavoratori (uomini e donne) a 67 anni; i nuovi limiti di età rappresentano requisiti minimi in quanto il lavoratore potrà scegliere di rimanere in servizio fino a 70 anni con diritto alla conservazione del posto di lavoro; a tutti i suddetti requisiti anagrafici si applicheranno dal 2013 gli adeguamenti legati agli incrementi della speranza di vita come previsto dall’attuale ordinamento (legge n. 122/2010);

 

·    sempre dal 2012 il sistema di calcolo contributivo (basato cioè sull’ammontare dei contributi versati) delle pensioni sarà esteso pro rata anche ai lavoratori che alla fine del 1995 avevano maturato 18 anni di contributi ed in base alla precedente riforma Dini potevano continuare a beneficiare del sistema più favorevole di calcolo retributivo (basato cioè sull’ammontare delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di attività);

 

·    blocco per il biennio 2012 e 2013 dell’indicizzazione al costo della vita per le pensioni di importo superiore a 935 euro mensili (pari a due volte il trattamento minimo INPS).

 

Aumento dell’addizionale regionale Irpef (art.28) – Già a decorrere dal corrente periodo d’imposta l’aliquota base dell’addizionale regionale Irpef è stata innalzata all’1,23% (in precedenza 0,9%); le Regioni potranno applicare un’ulteriore aumento dello 0,5%. I datori di lavoro in qualità di sostituti d’imposta dovranno trattenere i maggiori importi relativi al 2011 in occasione del relativo conguaglio fiscale che com’è noto può essere effettuato fino a febbraio 2012.

 

Liberalizzazione nei trasporti (art. 37) – Attraverso uno o più regolamenti del Governo da emanarsi entro 6 mesi sarà realizzata una compiuta liberalizzazione nel settore ferroviario, aereo e marittimo. Tali regolamenti dovranno individuare un’Autorità indipendente tra quelle già esistenti con il compito, tra gli altri, di garantire condizioni di accesso eque alle infrastrutture e alle reti ferroviarie, aeroportuali e portuali.

 

Fabio Marrocco

Allegato uno

Responsabile di Area

M-D/d

 

 

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S.O. alla G.U. n.284 del 6.12.2011 (fonte Guritel)

DECRETO-LEGGE 6 dicembre 2011, n. 201

Disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e  il  consolidamento

dei conti pubblici.

 

                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

 

                              E M A N A

 

                     Il seguente decreto-legge:

 

                               Titolo I

                           Sviluppo ed equita'

 

                               Art. 1

                 Aiuto alla crescita economica (Ace)

 1. In  considerazione  della  esigenza  di  rilanciare  lo  sviluppo

economico del Paese e fornire un aiuto  alla  crescita  mediante  una

riduzione della imposizione sui redditi derivanti  dal  finanziamento

con capitale di  rischio,  nonche'  per  ridurre  lo  squilibrio  del

trattamento fiscale tra imprese  che  si  finanziano  con  debito  ed

imprese che si finanziano con capitale proprio, e rafforzare, quindi,

la struttura patrimoniale delle  imprese  e  del  sistema  produttivo

italiano, ai fini della determinazione del reddito complessivo  netto

dichiarato dalle societa' e dagli  enti  indicati  nell'articolo  73,

comma 1, lettere a) e b), del testo unico delle imposte sui  redditi,

approvato con decreto del Presidente  della  Repubblica  22  dicembre

1986, n. 917, e' ammesso in deduzione un  importo  corrispondente  al

rendimento  nozionale  del  nuovo  capitale   proprio,   secondo   le

disposizioni dei commi  da  2  a  8.  Per  le  societa'  e  gli  enti

commerciali di cui all'articolo 73, comma 1, lettera d),  del  citato

testo unico  le  disposizioni  del  presente  articolo  si  applicano

relativamente alle stabili organizzazioni nel territorio dello Stato.

 2. Il rendimento nozionale del nuovo capitale  proprio  e'  valutato

mediante applicazione dell'aliquota percentuale  individuata  con  il

provvedimento di cui al  comma  3  alla  variazione  in  aumento  del

capitale  proprio  rispetto  a   quello   esistente   alla   chiusura

dell'esercizio in corso al 31 dicembre 2010.

 3. Dal quarto periodo  di  imposta  l'aliquota  percentuale  per  il

calcolo del  rendimento  nozionale  del  nuovo  capitale  proprio  e'

determinata con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze da

emanare  entro  il  31  gennaio  di  ogni  anno,  tenendo  conto  dei

rendimenti  finanziari  medi  dei  titoli  obbligazionari   pubblici,

aumentabili  di  ulteriori  tre  punti  percentuali   a   titolo   di

compensazione del maggior rischio.In via transitoria,  per  il  primo

triennio di applicazione, l'aliquota e' fissata al 3 per cento.

 4.  La  parte  del  rendimento  nozionale  che  supera  il   reddito

complessivo netto dichiarato e'  computata  in  aumento  dell'importo

deducibile dal reddito dei periodi d'imposta successivi.

 5. Il capitale proprio esistente  alla  chiusura  dell'esercizio  in

corso nel primo anno di applicazione della disposizione e' costituito

dal patrimonio netto risultante dal relativo  bilancio,  senza  tener

conto dell'utile del medesimo esercizio. Rilevano come variazioni  in

aumento i conferimenti in denaro  nonche'  gli  utili  accantonati  a

riserva ad esclusione di quelli destinati a riserve non  disponibili;

come variazioni in diminuzione: a) le riduzioni del patrimonio  netto

con attribuzione, a qualsiasi titolo, ai soci o partecipanti; b)  gli

acquisti di partecipazioni in societa' controllate; c)  gli  acquisti

di aziende o di rami di aziende.

 6. Gli incrementi derivanti da conferimenti  in  denaro  rilevano  a

partire    dalla    data    del    versamento;    quelli    derivanti

dall'accantonamento di utili a partire dall'inizio dell'esercizio  in

cui le relative riserve sono formate. I decrementi rilevano a partire

dall'inizio dell'esercizio in cui si sono verificati. Per le  aziende

e le societa' di nuova costituzione si considera incremento tutto  il

patrimonio conferito.

 7. Il presente articolo si applica anche  al  reddito  d'impresa  di

persone  fisiche,  societa'  in  nome  collettivo  e  in  accomandita

semplice in  regime  di  contabilita'  ordinaria,  con  le  modalita'

stabilite con il decreto del Ministro dell'Economia e  delle  Finanze

di cui al comma 8 in modo  da  assicurare  un  beneficio  conforme  a

quello garantito ai soggetti di cui al comma 1.

 8. Le disposizioni di attuazione del presente articolo sono  emanate

con decreto del Ministro  dell'Economia  e  delle  Finanze  entro  30

giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del

presente  decreto.  Con  lo  stesso  provvedimento   possono   essere

stabilite disposizioni aventi finalita' antielusiva specifica.

 9. Le disposizioni del presente articolo si  applicano  a  decorrere

dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2011.

                               Art. 2

          Agevolazioni fiscali riferite al costo del lavoro

                     nonche' per donne e giovani

 1. A decorrere dal periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2012 e'

ammesso in deduzione ai sensi dell'articolo 99, comma  1,  del  testo

unico delle  imposte  sui  redditi,  approvato  con  il  decreto  del

Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive

modificazioni, un importo pari all'imposta regionale sulle  attivita'

produttive determinata ai sensi degli articoli 5, 5-bis, 6, 7 e 8 del

decreto legislativo 15 dicembre 1997, n.  446,  relativa  alla  quota

imponibile delle spese per il personale dipendente  e  assimilato  al

netto delle deduzioni spettanti ai sensi dell'articolo 11,  commi  1,

lettera a), 1-bis, 4-bis, 4-bis.1 del medesimo decreto legislativo n.

446 del 1997.

 2. All'articolo 11, comma 1, lettera a), del decreto legislativo  15

dicembre 1997, n. 446, sono apportate le seguenti modificazioni:

     a) al numero 2),  dopo  le  parole  "periodo  di  imposta"  sono

aggiunte le seguenti: ", aumentato a 10.600 euro per i lavoratori  di

sesso femminile nonche' per quelli di eta' inferiore ai 35 anni";

     b) al numero 3),  dopo  le  parole  "Sardegna  e  Sicilia"  sono

aggiunte le seguenti: ", aumentato a 15.200 euro per i lavoratori  di

sesso femminile nonche' per quelli di eta' inferiore ai 35 anni".

 3. Le disposizioni di cui al comma 2 si applicano  a  decorrere  dal

periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2011.

 

                               Art. 3

      Programmi regionali cofinanziati dai fondi strutturali e

                  rifinanziamento fondo di garanzia

 1.   In   considerazione   della   eccezionale    crisi    economica

internazionale e della conseguente necessita' della  riprogrammazione

nell'utilizzo delle risorse disponibili, al  fine  di  accelerare  la

spesa dei programmi  regionali  cofinanziati  dai  fondi  strutturali

negli anni 2012, 2013 e 2014, all'articolo 32, comma 4,  della  legge

12 novembre 2011, n. 183, dopo la lett. n), e' aggiunta la  seguente:

"o) per gli anni 2012, 2013 e 2014, delle spese effettuate  a  valere

sulle risorse dei cofinanziamenti  nazionali  dei  fondi  strutturali

comunitari. Per le Regioni ricomprese  nell'Obiettivo  Convergenza  e

nel regime di phasing in nell'Obiettivo  Competitivita',  di  cui  al

Regolamento del Consiglio  (CE)  n.  1083/2006,  tale  esclusione  e'

subordinata all'Accordo sull'attuazione del Piano di Azione  Coesione

del 15 novembre 2011. L'esclusione opera nei  limiti  complessivi  di

1.000 milioni di euro per ciascuno degli anni 2012,  2013  e  2014.".

L'esclusione delle spese di  cui  al  periodo  precedente  opera  per

ciascuna regione nei limiti definiti con i criteri di cui al comma 2.

 2. Per  compensare  gli  effetti  in  termini  di  fabbisogno  e  di

indebitamento netto di cui al comma 1, e' istituito  nello  stato  di

previsione del  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  con  una

dotazione, in termini di sola cassa, di 1.000  milioni  di  euro  per

ciascuno degli anni 2012, 2013 e 2014 un "Fondo di compensazione  per

gli interventi volti  a  favorire  lo  sviluppo",  ripartito  tra  le

singole  Regioni  sulla  base  della  chiave  di  riparto  dei  fondi

strutturali 2007-2013, tra programmi operativi regionali, cosi'  come

stabilita dal Quadro Strategico  Nazionale  2007-2013,  adottato  con

Decisione CE C (2007) n. 3329 del 13/7/2007. All'utilizzo  del  Fondo

si provvede, con decreto del Ministro dell'economia e delle  finanze,

su proposta del Ministro per la coesione territoriale, da  comunicare

al   Parlamento   e   alla   Corte   dei    conti,    su    richiesta

dell'Amministrazione interessata, sulla base dell'ordine  cronologico

delle richieste e entro i limiti della dotazione  assegnata  ad  ogni

singola Regione.

 3. Alla copertura  degli  oneri  derivanti  dalla  costituzione  del

predetto fondo si provvede con corrispondente utilizzo delle maggiori

entrate e delle minori spese recate dal presente provvedimento.

 4. La dotazione del Fondo di garanzia a favore delle piccole e medie

imprese di cui all'articolo 2, comma 100, lett. a),  della  legge  23

dicembre 1996, n. 662 e successive modificazioni ed integrazioni,  e'

incrementata di 400 milioni di euro annui  per  ciascuno  degli  anni

2012, 2013 e 2014.

 5. Per assicurare il sostegno alle esportazioni,  la  somma  di  300

milioni di euro delle disponibilita' giacenti sul conto  corrente  di

Tesoreria di cui all'articolo 7, comma 2-bis, del decreto legislativo

31 marzo 1988, n. 143, e  successive  modifiche  e  integrazioni,  e'

versata all'entrata del bilancio statale nella misura di 150  milioni

nel 2012 e 150 milioni nel 2013, a cura  del  titolare  del  medesimo

conto, per essere riassegnata al fondo di cui  all'articolo  3  della

legge 28  maggio  1973,  n.  295,  per  le  finalita'  connesse  alle

attivita'  di  credito  all'esportazione.  All'onere  derivante   dal

presente comma in termini di  fabbisogno  e  indebitamento  netto  si

provvede con corrispondente utilizzo delle maggiori entrate  e  delle

minori spese recate dal presente decreto.

 

                               Art. 4

           Detrazioni per interventi di ristrutturazione,

                   di efficientamento energetico e

             per spese conseguenti a calamita' naturali

 1. Al testo unico delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del

Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,  e  successive

modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

     a) nell'articolo 11,  comma  3,  le  parole:  "15  e  16",  sono

sostituite dalle seguenti: "15, 16 e 16-bis)";

     b) nell'articolo 12,  comma  3,  le  parole:  "15  e  16",  sono

sostituite dalle seguenti: "15, 16 e 16-bis)";

     c) dopo l'articolo 16, e' aggiunto  il  seguente:  "Art.  16-bis

(Detrazione delle spese per interventi  di  recupero  del  patrimonio

edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici)

 1. Dall'imposta lorda si detrae un importo  pari  al  36  per  cento

delle spese documentate,  fino  ad  un  ammontare  complessivo  delle

stesse non superiore a 48.000 euro per unita' immobiliare,  sostenute

ed effettivamente rimaste a carico dei contribuenti che possiedono  o

detengono, sulla base di un titolo idoneo, l'immobile sul quale  sono

effettuati gli interventi:

     a) di cui alle lett. a) b), c) e d) dell'articolo 3 del  decreto

del Presidente della Repubblica 6 giugno  2001,  n.  380,  effettuati

sulle parti comuni di edificio residenziale di cui all'articolo 1117,

n. 1), del codice civile;

     b) di cui alle lettere b), c) e d) dell'articolo 3  del  decreto

del Presidente della Repubblica 6 giugno  2001,  n.  380,  effettuati

sulle singole unita' immobiliari residenziali di qualsiasi  categoria

catastale, anche rurali, e sulle loro pertinenze;

     c) necessari alla ricostruzione o  al  ripristino  dell'immobile

danneggiato a seguito di eventi calamitosi, ancorche' non  rientranti

nelle categorie di cui alle lettere  a)  e  b)  del  presente  comma,

sempreche' sia stato dichiarato lo stato di emergenza;

     d) relativi alla  realizzazione  di  autorimesse  o  posti  auto

pertinenziali anche a proprieta' comune;

     e) finalizzati alla eliminazione delle barriere architettoniche,

aventi ad oggetto ascensori e  montacarichi,  alla  realizzazione  di

ogni strumento che, attraverso la comunicazione, la robotica  e  ogni

altro mezzo di tecnologia piu' avanzata, sia  adatto  a  favorire  la

mobilita' interna ed esterna all'abitazione per le persone portatrici

di handicap in situazioni di  gravita',  ai  sensi  dell'articolo  3,

comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104;

     f) relativi all'adozione di misure finalizzate  a  prevenire  il

rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi;

     g)  relativi  alla  realizzazione  di  opere  finalizzate   alla

cablatura degli edifici, al contenimento dell'inquinamento acustico;

     h)  relativi  alla  realizzazione  di   opere   finalizzate   al

conseguimento  di  risparmi  energetici  con   particolare   riguardo

all'installazione  di  impianti  basati  sull'impiego   delle   fonti

rinnovabili di energia. Le predette opere possono  essere  realizzate

anche in assenza di opere  edilizie  propriamente  dette,  acquisendo

idonea  documentazione  attestante  il  conseguimento   di   risparmi

energetici in applicazione della normativa vigente in materia;

     i) relativi all'adozione di misure antisismiche con  particolare

riguardo all'esecuzione di opere per la messa in  sicurezza  statica,

in particolare  sulle  parti  strutturali,  per  la  redazione  della

documentazione obbligatoria atta a comprovare  la  sicurezza  statica

del  patrimonio  edilizio,  nonche'  per   la   realizzazione   degli

interventi necessari al rilascio della suddetta  documentazione.  Gli

interventi   relativi   all'adozione   di   misure   antisismiche   e

all'esecuzione di opere per la  messa  in  sicurezza  statica  devono

essere realizzati sulle parti strutturali degli edifici  o  complessi

di edifici collegati strutturalmente e comprendere interi edifici  e,

ove riguardino i centri storici, devono essere eseguiti sulla base di

progetti unitari e non su singole unita' immobiliari;

 l) di bonifica dall'amianto  e  di  esecuzione  di  opere  volte  ad

evitare gli infortuni domestici.

 2. Tra le spese sostenute di cui al comma 1 sono comprese quelle  di

progettazione e per prestazioni professionali connesse all'esecuzione

delle opere edilizie e alla messa a  norma  degli  edifici  ai  sensi

della legislazione vigente in materia.

 3. La detrazione di  cui  al  comma  1  spetta  anche  nel  caso  di

interventi   di   restauro   e   risanamento   conservativo   e    di

ristrutturazione  edilizia  di  cui  di  cui  alle  lett.  c)  e   d)

dell'articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 6  giugno

2001, n. 380, riguardanti interi fabbricati, eseguiti da  imprese  di

costruzione o ristrutturazione immobiliare e da cooperative edilizie,

che provvedano entro sei mesi dalla data di termine dei  lavori  alla

successiva alienazione o assegnazione  dell'immobile.  La  detrazione

spetta al successivo acquirente o assegnatario delle  singole  unita'

immobiliari, in ragione di un'aliquota del 36 per  cento  del  valore

degli interventi eseguiti, che si assume in misura  pari  al  25  per

cento  del  prezzo  dell'unita'  immobiliare   risultante   nell'atto

pubblico di  compravendita  o  di  assegnazione  e,  comunque,  entro

l'importo massimo di 48.000 euro.

 4. Nel caso in cui gli interventi di cui al comma  1  realizzati  in

ciascun  anno  consistano  nella  mera  prosecuzione  di   interventi

iniziati in anni precedenti, ai fini del computo del  limite  massimo

delle spese ammesse a fruire della detrazione si  tiene  conto  anche

delle spese sostenute negli stessi anni.

 5. Se gli interventi di cui al comma 1  sono  realizzati  su  unita'

immobiliari   residenziali   adibite   promiscuamente   all'esercizio

dell'arte o della professione,  ovvero  all'esercizio  dell'attivita'

commerciale, la detrazione spettante e' ridotta al 50 per cento.

 6. La detrazione e' cumulabile con  le  agevolazioni  gia'  previste

sugli immobili oggetto di vincolo ai sensi del decreto legislativo 22

gennaio 2004, n. 42, ridotte nella misura del 50 per cento.

 7. La detrazione e' ripartita in dieci quote annuali costanti  e  di

pari importo nell'anno  di  sostenimento  delle  spese  e  in  quelli

successivi.

 8. In caso di vendita dell'unita' immobiliare sulla quale sono stati

realizzati gli interventi  di  cui  al  comma  1  la  detrazione  non

utilizzata in tutto o in parte e' trasferita per i rimanenti  periodi

di imposta, salvo diverso accordo delle parti, all'acquirente persona

fisica  dell'unita'  immobiliare.  In  caso  di  decesso  dell'avente

diritto, la fruizione del beneficio fiscale si trasmette, per intero,

esclusivamente all'erede  che  conservi  la  detenzione  materiale  e

diretta del bene.

 9. Si applicano le disposizioni di cui al decreto del Ministro delle

finanze di concerto con il Ministro dei lavori pubblici  18  febbraio

1998, n. 41, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 13  marzo  1998,  n.

60, con il quale e' stato adottato il "Regolamento recante  norme  di

attuazione e procedure di controllo di cui all'articolo 1 della L. 27

dicembre 1997, n. 449, in materia  di  detrazioni  per  le  spese  di

ristrutturazione edilizia".

 10. Con  successivo  decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle

finanze possono essere stabilite ulteriori  modalita'  di  attuazione

delle disposizioni di cui al presente articolo.";

     d) nell'articolo 24, comma  3  dopo  le  parole:  "e  i)",  sono

aggiunte le seguenti: ", e dell'articolo 16-bis)".

 2. All'articolo 1, comma 17, della legge 24 dicembre 2007,  n.  244,

sono apportate le seguenti modificazioni:

     a) all'alinea, le parole: «2010, 2011 e 2012 »  sono  sostituite

dalle seguenti: «2010 e 2011»;

     b) alla lettera a), le parole: «dicembre 2012»  sono  sostituite

dalle seguenti: «dicembre 2011»;

     c) alla lettera b), le parole: «dicembre 2012»  sono  sostituite

dalle seguenti: «dicembre 2011»  e  le  parole:  «giugno  2013»  sono

sostituite dalle seguenti: «giugno 2012».

 3.  Si  applicano  le  disposizioni  di  cui  all'articolo  25   del

decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni,

nella legge 30 luglio 2010, n. 122.

 4. Nell'articolo 1, comma 48, della legge 13 dicembre 2010, n.  220,

le parole "31 dicembre 2011"  sono  sostituite  dalle  seguenti:  "31

dicembre 2012". La detrazione prevista dall'articolo 16-bis comma  1,

lettera h), del testo unico delle imposte  sui  redditi,  di  cui  al

decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,  n.  917,

come  modificato  dal  presente  articolo,  si  applica  alle   spese

effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2013.

 5. Le disposizioni del presente articolo entrano  in  vigore  il 

gennaio 2012.

 

                               Art. 5

              Introduzione dell'ISEE per la concessione

          di agevolazioni fiscali e benefici assistenziali,

   con destinazione dei relativi risparmi a favore delle famiglie

 1. Con decreto  di  natura  non  regolamentare  del  Presidente  del

Consiglio dei ministri, da emanare previo  parere  delle  commissioni

parlamentari competenti entro il 31  maggio  2012,  sono  riviste  le

modalita' di determinazione dell'ISEE  (Indicatore  della  situazione

economica equivalente) al  fine  di  rafforzare  la  rilevanza  degli

elementi di ricchezza  patrimoniale  della  famiglia,  nonche'  della

percezione di somme anche se esenti da imposizione  fiscale.  Con  il

medesimo  decreto  sono  individuate  le   agevolazioni   fiscali   e

tariffarie, nonche' le provvidenze di  natura  assistenziale  che,  a

decorrere dal 1° gennaio 2013, non possono essere  piu'  riconosciute

ai soggetti in possesso di un Isee superiore alla soglia  individuata

con il decreto stesso. Restano, comunque,  fermi  anche  i  requisiti

reddituali gia' previsti dalla normativa vigente. I risparmi a favore

del bilancio dello Stato e degli enti nazionali di  previdenza  e  di

assistenza  derivanti  dall'applicazione  del  presente  comma   sono

versati all'entrata del bilancio dello Stato per  essere  riassegnati

al fondo per le politiche sociali per essere destinati ad  interventi

in favore delle famiglie numerose, delle donne e dei giovani.

 

                               Art. 6

               Equo indennizzo e pensioni privilegiate

 1. Ferma la tutela derivante dall'assicurazione obbligatoria  contro

gli infortuni e le malattie professionali, sono abrogati gli istituti

dell'accertamento  della  dipendenza  dell'infermita'  da  causa   di

servizio, del rimborso delle spese di degenza per causa di  servizio,

dell'equo indennizzo e della pensione privilegiata.  La  disposizione

di cui al primo  periodo  del  presente  comma  non  si  applica  nei

confronti del personale appartenente al comparto sicurezza, difesa  e

soccorso pubblico. La  disposizione  di  cui  al  primo  periodo  del

presente comma non si applica, inoltre, ai procedimenti in corso alla

data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,   nonche'   ai

procedimenti per i quali, alla predetta data, non sia ancora  scaduto

il termine di presentazione della domanda,  nonche'  ai  procedimenti

instaurabili d'ufficio per eventi occorsi prima della predetta data.

 

                                                         Titolo II

  Rafforzamento del sistema finanziario nazionale e internazionale

 

                              Art. 7

              Partecipazione italiana a banche e fondi

 1. Il Presidente della Repubblica e' autorizzato  ad  accettare  gli

emendamenti  all'Accordo  istitutivo  della  Banca  Europea  per   la

Ricostruzione e  lo  Sviluppo  (BERS),  adottati  dal  Consiglio  dei

Governatori della Banca medesima con le risoluzioni n. 137 e  n.  138

del 30 settembre 2011. Il Ministro dell'Economia e delle  Finanze  e'

incaricato dell'esecuzione della presente disposizione e dei rapporti

da  mantenere  con  l'amministrazione  della  Banca  Europea  per  la

Ricostruzione e lo Sviluppo,  conseguenti  ai  predetti  emendamenti.

Piena ed intera  esecuzione  e'  data  agli  emendamenti  di  cui  al

presente  comma  a  decorrere  dalla  sua  entrata  in   vigore,   in

conformita'  a  quanto   disposto   dall'articolo   56   dell'Accordo

istitutivo della Banca Europea per la Ricostruzione  e  lo  Sviluppo,

ratificato ai sensi della legge 11 febbraio 1991, n. 53 e  successive

modificazioni.

 2. Al fine di adempiere agli impegni dello Stato italiano  derivanti

dalla partecipazione a Banche e Fondi internazionali  e'  autorizzata

la spesa di 87,642 milioni di euro nell'anno 2012, di 125,061 milioni

di euro nel 2013 e di 121,726 milioni di euro nel 2014.  Ai  relativi

oneri si provvede mediante corrispondente  riduzione,  per  gli  anni

2012, 2013 e 2014 dello stanziamento  del  fondo  speciale  di  conto

capitale  iscritto,  ai  fini  del  bilancio   triennale   2012-2014,

nell'ambito  del  programma  «Fondi  di  riserva  e  speciali»  della

missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero

dell'economia  e  delle  finanze  per   l'anno   2012,   allo   scopo

parzialmente  utilizzando  l'accantonamento  relativo   al   medesimo

Ministero.

 3.  Per  finanziare  la  partecipazione  italiana  agli  aumenti  di

capitale nelle Banche Multilaterali di  Sviluppo,  la  somma  di  226

milioni di euro delle disponibilita' giacenti sul conto  corrente  di

Tesoreria di cui all'art. 7, comma 2 bis, del D.Lgs. 31  marzo  1998,

n. 143, e successive modifiche e integrazioni, e' versata all'entrata

del bilancio statale nella misura di 26 milioni di euro nel 2012,  45

milioni di euro nel 2013, 2014 e 2015, 35,5 milioni di euro nel  2016

e 29,5 milioni  di  euro  nel  2017,  per  essere  riassegnata  nella

pertinente missione e programma dello stato di previsione della spesa

del Ministero dell'Economia e delle Finanze.

 

                               Art. 8

           Misure per la stabilita' del sistema creditizio

 1.  Ai  sensi  della   Comunicazione   della   Commissione   europea

C(2011)8744 concernente l'applicazione  delle  norme  in  materia  di

aiuti di Stato alle misure di sostegno alle banche nel contesto della

crisi finanziaria, il Ministro dell'economia e delle finanze, fino al

30 giugno 2012, e' autorizzato a concedere la  garanzia  dello  Stato

sulle passivita' delle banche italiane, con scadenza da tre mesi fino

a cinque anni o, a partire dal 1 gennaio 2012, a sette  anni  per  le

obbligazioni bancarie garantite di cui all'art. 7-bis della legge  30

aprile 1999, n. 130, e di emissione successiva alla data  di  entrata

in vigore del  presente  decreto.  Con  decreti  del  Presidente  del

Consiglio dei Ministri, su  proposta  del  Ministro  dell'economia  e

delle finanze, si procede all'eventuale proroga del predetto  termine

in conformita' alla normativa europea in materia.

 2. La concessione della garanzia di cui al  comma  1  e'  effettuata

sulla  base  della  valutazione  da  parte   della   Banca   d'Italia

dell'adeguatezza della patrimonializzazione della banca richiedente e

della sua capacita' di fare fronte alle obbligazioni assunte.

 3. La garanzia dello Stato di cui  al  comma  1  e'  incondizionata,

irrevocabile e a prima richiesta.

 4. La garanzia  dello  Stato  di  cui  al  comma  1  sara'  elencata

nell'allegato allo stato di previsione del Ministero dell'economia  e

delle finanze di cui all'articolo 31 della legge 31 dicembre 2009, n.

196. Per tale finalita' e' autorizzata la spesa  di  200  milioni  di

euro  annui  per  il  periodo  2012-2016.  I  predetti  importi  sono

annualmente versati su apposita  contabilita'  speciale,  per  essere

destinati alla copertura  dell'eventuale  escussione  delle  suddette

garanzie.  Ad  eventuali  ulteriori  oneri,  si  provvede  ai   sensi

dell'articolo 26, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196,  con

imputazione nell'ambito dell'unita' di voto parlamentare  25.2  dello

stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze.

 5. Ai fini del presente articolo, per banche italiane  si  intendono

le banche aventi sede legale in Italia.

 6. L'ammontare delle garanzie concesse  ai  sensi  del  comma  1  e'

limitata  a  quanto  strettamente  necessario  per  ripristinare   la

capacita'  di  finanziamento  a  medio-lungo  termine  delle   banche

beneficiarie.  L'insieme  delle   operazioni   e   i   loro   effetti

sull'economia sono oggetto di monitoraggio semestrale  da  parte  del

Ministero dell'economia e delle finanze, con il supporto della  Banca

d'Italia, anche al fine di verificare la necessita' di  mantenere  in

vigore l'operativita' di cui al comma 1  e  l'esigenza  di  eventuali

modifiche operative. I risultati delle verifiche sono comunicati alla

Commissione europea; le eventuali necessita' di prolungare la vigenza

delle operazioni oltre i sei mesi dall'entrata in vigore del presente

decreto e le eventuali modifiche operative ritenute  necessarie  sono

notificate alla Commissione europea.  Il  Ministero  dell'Economia  e

delle  Finanze,  sulla  base  degli  elementi  forniti  dalla   Banca

d'Italia, presenta entro il 15 aprile 2012 un rapporto sintetico  sul

funzionamento dello schema di garanzia di cui  al  comma  1  e  sulle

emissioni garantite e non garantite delle banche.

 7. Le banche che ricorrono agli  interventi  previsti  dal  presente

articolo devono svolgere la propria attivita' in modo da non  abusare

del sostegno ricevuto e conseguire indebiti vantaggi per  il  tramite

dello stesso, in particolare nelle comunicazioni commerciali  rivolte

al pubblico.

 8. In caso di mancato rispetto delle condizioni di cui al  comma  7,

il Ministero dell'economia e delle  finanze,  su  segnalazione  della

Banca d'Italia, puo' escludere la banca  interessata  dall'ammissione

alla garanzia di cui al comma 1, fatte salve le  operazioni  gia'  in

essere. Di tale esclusione e'  data  comunicazione  alla  Commissione

europea.

 9.  Per  singola  banca,  l'ammontare  massimo   complessivo   delle

operazioni di cui al presente articolo non puo' eccedere,  di  norma,

il patrimonio di  vigilanza,  ivi  incluso  il  patrimonio  di  terzo

livello. La Banca d'Italia effettua un monitoraggio del rispetto  dei

suddetti  limiti  e  ne  comunica  tempestivamente   gli   esiti   al

Dipartimento del Tesoro. Il Dipartimento  del  Tesoro  comunica  alla

Commissione europea i risultati del monitoraggio.

 10. La garanzia  dello  Stato  puo'  essere  concessa  su  strumenti

finanziari di debito emessi da banche che  presentino  congiuntamente

le seguenti caratteristiche:

     a)  sono  emessi  successivamente  all'entrata  in  vigore   del

presente  decreto,  anche  nell'ambito  di  programmi  di   emissione

preesistenti, e hanno durata residua non inferiore a tre mesi  e  non

superiore a cinque anni, a partire dal 1° gennaio 2012, a sette  anni

per le obbligazioni bancarie garantite di cui  all'art.  7-bis  della

legge 30 aprile 1999, n. 130;

     b) prevedono il rimborso del capitale in  un'unica  soluzione  a

scadenza;

     c) sono a tasso fisso;

     d) sono denominati in euro;

     e) rappresentano un debito  non  subordinato  nel  rimborso  del

capitale e nel pagamento degli interessi;

     f)  non  sono  titoli  strutturati  o  prodotti  complessi   ne'

incorporano una componente derivata. A tal  fine  si  fa  riferimento

alle definizioni contenute  nelle  Istruzioni  di  Vigilanza  per  le

banche (Circolare della Banca d'Italia n. 229  del  21  aprile  1999,

Titolo X, Capitolo 1, Sezione I.);

 11. La garanzia di cui al precedente comma copre il capitale  e  gli

interessi.

 12. Non possono in alcun caso essere  assistite  da  garanzia  dello

Stato le passivita' computabili nel  patrimonio  di  vigilanza,  come

individuate dalle Nuove disposizioni di Vigilanza prudenziale per  le

banche (Circolare della Banca d'Italia n. 263 del 27  dicembre  2006,

Titolo I, Capitolo 2).

 13. Il volume complessivo di strumenti finanziari di cui al comma 10

emessi dalle banche con durata superiore ai 3  anni  sui  quali  puo'

essere prestata la garanzia di cui al comma 1, non puo'  eccedere  un

terzo del valore nominale totale dei  debiti  garantiti  dallo  Stato

emessi dalla banca stessa e garantiti dallo Stato ai sensi del  comma

1.

 14. Gli oneri economici a carico  delle  banche  beneficiarie  della

garanzia di cui al comma 1 effettuate a partire dal 1° gennaio  2012,

sono cosi' determinati:

     a) per passivita' con durata originaria di almeno  12  mesi,  e'

applicata una commissione pari alla somma dei seguenti elementi:

     (i) una commissione di base di 0,40 punti percentuali; e

     (ii) una commissione basata sul rischio eguale  al  prodotto  di

0,40 punti percentuali per  una  metrica  di  rischio  composta  come

segue: la  meta'  del  rapporto  fra  la  mediana  degli  spread  sui

contratti di Credit Default Swap (CDS) senior a 5 anni relativi  alla

banca o alla capogruppo nei tre anni che terminano il mese precedente

la data di emissione della garanzia e la mediana  dell'indice  iTraxx

Europe Senior Financial a 5 anni nello stesso periodo  di  tre  anni,

piu' la meta' del rapporto fra la mediana degli spread sui  contratti

CDS senior a 5 anni di tutti gli Stati Membri dell'Unione  Europea  e

la mediana degli spread sui contratti CDS senior a 5 anni dell'Italia

nel medesimo periodo di tre anni.

     b) per le obbligazioni bancarie garantite di cui all'art.  7-bis

della legge 30 aprile 1999, n. 130, la commissione, di cui  al  punto

(ii) della lettera a), e' computata per la meta';

     c) per passivita' con durata originaria inferiore a 12 mesi,  e'

applicata una commissione pari alla somma dei seguenti elementi:

     (i) una commissione di base di 0,50 punti percentuali; e

     (ii) una commissione basata sul  rischio  eguale  a  0,20  punti

percentuali nel caso di banche aventi un  rating  del  debito  senior

unsecured di A+ o A ed equivalenti, a 0,30 punti percentuali nel caso

di banche aventi  un  rating  di  A-  o  equivalente,  a  0,40  punti

percentuali per banche aventi un rating inferiore a  A-  o  prive  di

rating.

 15. Per le banche per le quali non sono negoziati contratti di CDS o

comunque non sono disponibili dati rappresentativi, la mediana  degli

spread di cui al punto ii) della lettera a) del comma 14 e' calcolata

nel modo seguente:

     a)  per  banche  che  abbiano  un  rating  rilasciato  da   ECAI

riconosciute: la mediana degli spread sui contratti di CDS  a  cinque

anni nei tre anni  che  terminano  il  mese  precedente  la  data  di

emissione della garanzia registrati per un campione di grandi banche,

definito dalla Commissione europea, insediate in paesi dell'area euro

appartenenti  alla  medesima  classe  di  rating  del  debito  senior

unsecured;

     b) per banche prive di  rating:  la  mediana  degli  spread  sui

contratti CDS registrati nel medesimo  periodo  per  un  campione  di

grandi banche, definito dalla Commissione europea, insediate in paesi

dell'area dell'euro e  appartenenti  alla  piu'  bassa  categoria  di

rating disponibile.

 16. In caso di difformita' delle valutazioni di  rating,  il  rating

rilevante per il calcolo della commissione e' quello piu' elevato.

 17. I rating di cui al presente articolo sono  quelli  assegnati  al

momento della concessione della garanzia.

 18. Nel caso in cui la garanzia dello Stato di cui al  comma  1  sia

concessa  sulle  passivita'  emesse  nel  periodo  intercorrente  tra

l'entrata in vigore del presente decreto e il 31  dicembre  2011,  le

commissioni  sono   determinate   secondo   quanto   previsto   dalle

Raccomandazioni della Banca Centrale Europea  del  20  ottobre  2008,

come aggiornate dalla Commissione europea a far  data  dal  1  luglio

2010.

 19. La commissione e'  applicata  in  ragione  d'anno  all'ammontare

nominale dei titoli emessi dalla banca. Le commissioni  dovute  dalle

banche interessate sono versate, in rate trimestrali posticipate,  ad

apposito capitolo dell'entrata del bilancio dello  Stato  per  essere

riassegnate al Fondo per  l'ammortamento  dei  titoli  di  Stato.  Le

relative  quietanze  sono  trasmesse  dalla  banca   interessata   al

Ministero dell'economia e delle finanze, Dipartimento del Tesoro.

 20. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze,  sentita  la  Banca

d'Italia, puo' variare  i  criteri  di  calcolo  e  la  misura  delle

commissioni del presente articolo in conformita' delle  Comunicazioni

della Commissione Europea, tenuto conto delle condizioni di  mercato.

Le variazioni non hanno effetto sulle operazioni gia' in essere.

 21. Le richieste di ammissione alla garanzia di cui al comma 1  sono

presentate dalle banche interessate nel medesimo  giorno  alla  Banca

d'Italia e al Dipartimento del Tesoro con modalita' che assicurano la

rapidita' e la riservatezza della comunicazione.

 22.  La  richiesta  e'  presentata  secondo  un   modello   uniforme

predisposto dalla Banca d'Italia e dal Dipartimento  del  Tesoro  che

deve indicare,  tra  l'altro,  il  fabbisogno  di  liquidita',  anche

prospettico, della banca, le operazioni di garanzia a  cui  la  banca

chiede di essere ammessa e quelle alle quali eventualmente  sia  gia'

stata  ammessa  o  per  le  quali  abbia  gia'  fatto  richiesta   di

ammissione.

 23. Ai fini  dell'ammissione  alle  operazioni,  la  Banca  d'Italia

valuta l'adeguatezza patrimoniale e la capacita' di fare fronte  alle

obbligazioni assunte in particolare sulla base dei seguenti criteri:

     a)   i   coefficienti   patrimoniali   alla   data   dell'ultima

segnalazione di vigilanza disponibile non siano  inferiori  a  quelli

obbligatori;

     b) la capacita' reddituale della  banca  sia  adeguata  per  far

fronte agli oneri delle passivita' garantite.

 24. La Banca d'Italia comunica tempestivamente al  Dipartimento  del

Tesoro, di norma entro 3 giorni dalla presentazione della  richiesta,

le valutazioni di cui al comma 23. Nel caso di  valutazione  positiva

la Banca d'Italia comunica inoltre:

     a) la valutazione della congruita' delle condizioni e dei volumi

dell'intervento di liquidita' richiesto, alla luce  delle  dimensioni

della banca e della sua patrimonializzazione;

     b)  l'ammontare  del  patrimonio  di   vigilanza,   incluso   il

patrimonio di terzo livello;

     c) l'ammontare della garanzia;

     d) la misura della commissione dovuta secondo quanto previsto al

comma 14.

 25. Sulla base degli elementi comunicati dalla  Banca  d'Italia,  il

Dipartimento del Tesoro provvede tempestivamente  e  di  norma  entro

cinque  giorni  dalla  ricezione  della  comunicazione  della   Banca

d'Italia, in merito alla richiesta presentata della banca. A tal fine

tiene conto del complesso delle richieste  provenienti  dal  sistema,

dell'andamento  del  mercato  finanziario   e   delle   esigenze   di

stabilizzazione  dello  stesso,  della   rilevanza   dell'operazione,

nonche' dell'insieme delle operazioni attivate dal singolo operatore.

Il  Dipartimento  del  Tesoro  comunica  la  decisione   alla   banca

richiedente e alla Banca d'Italia, con modalita'  che  assicurano  la

rapidita' e la riservatezza della comunicazione.

 26. La banca che non sia  in  grado  di  adempiere  all'obbligazione

garantita presenta richiesta motivata d'intervento della garanzia  al

Dipartimento del Tesoro e alla Banca d'Italia, allegando la  relativa

documentazione e indicando gli strumenti finanziari o le obbligazioni

contrattuali per i quali richiede l'intervento e i  relativi  importi

dovuti. La richiesta e' presentata, di norma, almeno 30 giorni  prima

della scadenza della passivita' garantita,  salvo  casi  di  motivata

urgenza.

 27.  Il  Dipartimento  del  Tesoro  accertata,  sulla   base   delle

valutazioni della Banca d'Italia, l'ammissibilita'  della  richiesta,

autorizza l'intervento della garanzia entro il giorno antecedente  la

scadenza dell'operazione.  Qualora  non  sia  possibile  disporre  il

pagamento  con  procedure  ordinarie,  sulla  base   della   predetta

autorizzazione, la Banca d'Italia effettua il pagamento a favore  dei

creditori mediante contabilizzazione in conto sospeso collettivo.  Il

pagamento e' regolarizzato entro i successivi novanta giorni.

 28. A seguito dell'intervento della garanzia dello Stato,  la  banca

e' tenuta  a  rimborsare  all'erario  le  somme  pagate  dallo  Stato

maggiorate degli  interessi  al  tasso  legale  fino  al  giorno  del

rimborso. La banca e'  altresi'  tenuta  a  presentare  un  piano  di

ristrutturazione, come previsto dalla Comunicazione della Commissione

europea  del  25  ottobre   2008   e   successive   modificazioni   e

integrazioni. Tale piano viene  trasmesso  alla  Commissione  europea

entro e non oltre sei mesi.

 29. Ove uno dei provvedimenti di cui al Titolo IV  del  Testo  unico

bancario, sia stato adottato in conseguenza  della  escussione  della

garanzia  ai  sensi  del  presente  articolo,  il  provvedimento   e'

trasmesso alla Commissione Europea entro 6 mesi.

 30. Qualora, al fine di soddisfare anche in modo indiretto  esigenze

di liquidita', la Banca d'Italia effettui operazioni di finanziamento

o di altra natura che siano garantite mediante pegno  o  cessione  di

credito, la garanzia ha effetto nei  confronti  del  debitore  e  dei

terzi all'atto della sua prestazione,  ai  sensi  degli  articoli  1,

comma 1, lettera q), e 2, comma 1, lettera b) del decreto legislativo

21 maggio 2004, n. 170 ed in deroga agli articoli 1264, 1265  e  2800

del  codice  civile  e  all'articolo  3,  comma  1-bis  del   decreto

legislativo 21 maggio 2004, n.170. In caso di garanzia costituita  da

crediti  ipotecari,   non   e'   richiesta   l'annotazione   prevista

dall'articolo 2843 del codice civile.  Alle  medesime  operazioni  si

applica l'articolo 67, quarto comma, del regio decreto 16 marzo 1942,

n. 267. La disciplina derogatoria si applica ai contratti di garanzia

finanziaria a favore della Banca d'Italia stipulati entro la data del

31 dicembre 2012.

 31. Il Ministero dell'Economia e delle  Finanze,  sulla  base  degli

elementi forniti dalla  Banca  d'Italia,  presenta  alla  Commissione

europea  una  relazione  (viability  review)   per   ciascuna   banca

beneficiaria della garanzia di cui al comma 1  nel  caso  in  cui  il

totale delle passivita' garantite ecceda sia il  5  per  cento  delle

passivita' totali della banca sia l'ammontare di 500 milioni di euro.

Il rapporto ha ad oggetto la solidita' e  la  capacita'  di  raccolta

della banca  interessata,  e'  redatto  in  conformita'  dei  criteri

stabiliti dalla Commissione nella Comunicazione del 19 agosto 2009 ed

e' comunicato alla Commissione europea  entro  3  mesi  dal  rilascio

della garanzia.

 32. Il Ministero dell'Economia e delle  Finanze,  sulla  base  degli

elementi forniti dalla  Banca  d'Italia,  comunica  alla  Commissione

europea, entro tre mesi successivi a ciascuna emissione di  strumenti

garantiti  ai  sensi  del  comma  1,  l'ammontare  della  commissione

effettivamente applicata con riferimento a ciascuna emissione.

 33.  Con  decreti  di  natura   non   regolamentare   del   Ministro

dell'economia e delle finanze, sentita  la  Banca  d'Italia,  possono

essere stabiliti eventuali ulteriori criteri, condizioni e  modalita'

di attuazione del presente articolo.

 34. Nel rispetto della normativa europea  in  materia  di  aiuti  di

Stato, il Ministro dell'Economia e  delle  Finanze  puo'  rilasciare,

fino al 30 giugno 2012, la garanzia statale su finanziamenti  erogati

discrezionalmente dalla Banca d'Italia alle banche  italiane  e  alle

succursali di banche estere in Italia per fronteggiare gravi crisi di

liquidita' (emergency liquidity assistance). Agli eventuali oneri  si

provvede nell'ambito delle risorse e con le modalita' di cui al comma

4 del presente articolo.

 

                               Art. 9

                      Imposte Differite Attive

 1. All'articolo 2  del  decreto-legge  29  dicembre  2010,  n.  225,

convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio  2011,  n.  10,

sono apportate le seguenti modifiche:

     a) al comma 56:

 1) dopo le parole "dei soci" sono aggiunte le  seguenti:  "-  o  dei

diversi organi competenti per legge -";

 2) dopo l'ultimo periodo e' aggiunto il  seguente:  "Con  decorrenza

dal  periodo  d'imposta  in  corso  alla  data  di  approvazione  del

bilancio, non sono deducibili i  componenti  negativi  corrispondenti

alle  attivita'  per  imposte  anticipate  trasformate   in   credito

d'imposta ai sensi del presente comma;"

     b) dopo il comma 56, sono inseriti i seguenti:

 "56-bis. La quota delle attivita' per imposte anticipate iscritte in

bilancio relative alle perdite di cui all'articolo 84 del testo unico

delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del  Presidente  della

Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e derivante dalla deduzione  dei

componenti negativi di reddito di cui al comma 55, e' trasformata per

intero in crediti d'imposta. La trasformazione decorre dalla data  di

presentazione della dichiarazione dei redditi in cui  viene  rilevata

la perdita di cui al presente comma. La perdita del periodo d'imposta

rilevata nella dichiarazione dei redditi di cui al periodo precedente

e'  computata  in  diminuzione  del  reddito  dei  periodi  d'imposta

successivi per un ammontare pari alla perdita del  periodo  d'imposta

rilevata nella dichiarazione dei redditi di cui al periodo precedente

ridotta dei componenti negativi di reddito che hanno dato luogo  alla

quota di attivita' per  imposte  anticipate  trasformata  in  crediti

d'imposta ai sensi del presente comma.

 56-ter. La disciplina di cui ai commi 55, 56  e  56-bis  si  applica

anche  ai  bilanci  di  liquidazione  volontaria  ovvero  relativi  a

societa' sottoposte a  procedure  concorsuali  o  di  gestione  delle

crisi, ivi inclusi quelli riferiti all'amministrazione  straordinaria

e  alla  liquidazione  coatta  amministrativa  di  banche   e   altri

intermediari finanziari vigilati dalla  Banca  d'Italia.  Qualora  il

bilancio finale per cessazione di attivita',  dovuta  a  liquidazione

volontaria, fallimento o liquidazione coatta amministrativa, evidenzi

un patrimonio netto positivo, e'  trasformato  in  crediti  d'imposta

l'intero ammontare di attivita' per  imposte  anticipate  di  cui  ai

commi 55 e 56. Alle operazioni di liquidazione volontaria di  cui  al

presente comma si applicano le  disposizioni  previste  dall'articolo

37-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,

n. 600."

     c) al comma 57:

 1) nel primo periodo, le parole "al comma 55" sono sostituite  dalle

parole "ai commi 55, 56, 56-bis e 56-ter" e le  parole  "rimborsabile

ne'" sono soppresse;

 2) nel secondo periodo, le parole "puo' essere ceduto  ovvero"  sono

soppresse;

 3) nel secondo periodo, dopo le parole "n.  241"  sono  aggiunte  le

seguenti: ", ovvero puo' essere ceduto  al  valore  nominale  secondo

quanto previsto dall'articolo 43-ter del decreto del Presidente della

Repubblica 29 settembre 1973, n. 602.";

 4) dopo il terzo periodo,  e'  aggiunto  il  seguente:  "L'eventuale

credito che residua dopo aver effettuato le compensazioni di  cui  al

secondo periodo del presente comma e' rimborsabile.";

 5) l'ultimo periodo e' soppresso.

     d) nel comma 58 dopo le parole "modalita'  di  attuazione"  sono

aggiunte le parole "dei commi 55, 56, 56-bis, 56-ter e 57".

 

                             Titolo III

                Consolidamento dei conti pubblici

 

                              Capo I

Misure per l'emersione della base imponibile e la trasparenza fiscale

 

                               Art. 10

             Regime premiale per favorire la trasparenza

 1. Al fine di  promuovere  la  trasparenza  e  l'emersione  di  base

imponibile, a decorrere dal 1° gennaio 2013, ai soggetti che svolgono

attivita' artistica o professionale ovvero attivita'  di  impresa  in

forma individuale o con le forme associative di  cui  all'articolo  5

del TUIR sono riconosciuti, alle condizioni indicate nel comma  2,  i

seguenti benefici:

     a) semplificazione degli adempimenti amministrativi;

     b)  assistenza  negli  adempimenti   amministrativi   da   parte

dell'Amministrazione finanziaria;

     c) accelerazione del rimborso o della compensazione dei  crediti

IVA;

     d) per i contribuenti non soggetti  al  regime  di  accertamento

basato sugli studi di settore, ai sensi dell'articolo 10 della  legge

8 maggio 1998, n. 146, esclusione  dagli  accertamenti  basati  sulle

presunzioni semplici di cui all'articolo 39, primo comma, lettera d),

secondo periodo, del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29

settembre 1973, n. 600, e  all'articolo  54,  secondo  comma,  ultimo

periodo, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972,

n. 633;

     e) riduzione di un anno dei termini di decadenza per l'attivita'

di accertamento previsti dall'articolo 43, primo comma,  del  decreto

del  Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  600,  e

dall'articolo 57, primo  comma,  del  decreto  del  Presidente  della

Repubblica 29 settembre 1972, n. 633; la disposizione non si  applica

in caso di violazione che  comporta  obbligo  di  denuncia  ai  sensi

dell'articolo 331 del codice di procedura penale per  uno  dei  reati

previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74.

 2. I benefici di cui al comma 1 sono riconosciuti a  condizione  che

il contribuente:

     a) provveda all'invio telematico all'amministrazione finanziaria

dei corrispettivi, delle fatture emesse e ricevute e delle risultanze

degli acquisti e delle cessioni non soggetti a fattura;

     b) istituisca un conto corrente dedicato ai movimenti finanziari

relativi  all'attivita'  artistica,  professionale   o   di   impresa

esercitata.

 3. Con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate,  sono

individuati i benefici di cui al comma 1, lettere a),  b)  e  c)  con

particolare  riferimento  agli  obblighi  concernenti  l'imposta  sul

valore  aggiunto  e  gli  adempimenti  dei  sostituti  d'imposta.  In

particolare, col provvedimento potra' essere previsto:

     a)  predisposizione  automatica  da  parte  dell'Agenzia   delle

entrate delle liquidazioni periodiche IVA, dei modelli di  versamento

e della dichiarazione IVA, eventualmente previo invio  telematico  da

parte del contribuente di ulteriori informazioni necessarie;

     b)  predisposizione  automatica  da  parte  dell'Agenzia   delle

entrate del modello 770 semplificato, del modello CUD e  dei  modelli

di versamento periodico delle ritenute, nonche' gestione degli  esiti

dell'assistenza fiscale, eventualmente  previo  invio  telematico  da

parte del sostituto o del contribuente delle  ulteriori  informazioni

necessarie;

     c) soppressione dell'obbligo di certificazione dei corrispettivi

mediante scontrino o ricevuta fiscale;

     d) anticipazione del termine di compensazione del  credito  IVA,

abolizione del visto di conformita'  per  compensazioni  superiori  a

15.000 euro  ed  esonero  dalla  prestazione  della  garanzia  per  i

rimborsi IVA.

 4. Ai soggetti di cui  al  comma  1,  che  non  sono  in  regime  di

contabilita' ordinaria e che rispettano le condizioni di cui al comma

2, lettera a) e b), sono riconosciuti altresi' i seguenti benefici:

     a) determinazione del reddito IRPEF secondo il criterio di cassa

e predisposizione in forma automatica  da  parte  dell'Agenzia  delle

entrate delle dichiarazioni IRPEF ed IRAP;

     b) esonero dalla tenuta delle scritture contabili  rilevanti  ai

fini delle imposte  sui  redditi  e  dell'IRAP  e  dalla  tenuta  del

registro dei beni ammortizzabili;

     c) esonero dalle liquidazioni, dai versamenti  periodici  e  dal

versamento dell'acconto ai fini IVA.

 5. Con uno o piu' provvedimenti  del  Direttore  dell'Agenzia  delle

entrate, da emanare entro  180  giorni  dall'entrata  in  vigore  del

presente  decreto,  sono  dettate   le   relative   disposizioni   di

attuazione.

 6. Le disposizioni di cui ai commi precedenti operano previa opzione

da esercitare nella dichiarazione dei redditi presentata nel  periodo

d'imposta precedente a quello di applicazione delle medesime.

 7. Il contribuente puo' adempiere agli obblighi previsti dal comma 2

o direttamente o per il tramite  di  un  intermediario  abilitato  ai

sensi dell'articolo 3, comma 3,  del  decreto  del  Presidente  della

Repubblica 22 luglio 1998, n. 322.

 8. I soggetti che non adempiono agli obblighi di cui  al  precedente

comma 2 nonche' a quelli di cui al decreto  legislativo  n.  231  del

2007 perdono il diritto di avvalersi dei benefici previsti dai  commi

precedenti  e  sono  soggetti  all'applicazione   di   una   sanzione

amministrativa da euro 1.500 a euro 4.000. I soggetti  che  adempiono

agli obblighi di cui al comma  2,  lettera  a)  con  un  ritardo  non

superiore a 90 giorni  non  decadono  dai  benefici  medesimi,  ferma

restando l'applicazione della sanzione di cui al primo  periodo,  per

la  quale  e'  possibile  avvalersi  dell'istituto  del  ravvedimento

operoso di cui all'articolo 13 del decreto legislativo.  18  dicembre

1997, n. 472.

 9. Nei confronti dei contribuenti soggetti al regime di accertamento

basato sugli studi di settore, ai sensi dell'articolo 10, della legge

8  maggio  1998,  n.  146,  che   dichiarano,   anche   per   effetto

dell'adeguamento,  ricavi  o  compensi  pari  o  superiori  a  quelli

risultanti dell'applicazione degli studi medesimi:

     a) sono  preclusi  gli  accertamenti  basati  sulle  presunzioni

semplici di cui all'articolo 39, primo  comma,  lettera  d),  secondo

periodo, del decreto del Presidente  della  Repubblica  29  settembre

1973, n. 600, e all'articolo 54, secondo comma, ultimo  periodo,  del

decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633;

     b)  sono  ridotti  di  un  anno  i  termini  di  decadenza   per

l'attivita' di accertamento previsti dall'articolo 43,  primo  comma,

del decreto del Presidente della Repubblica  29  settembre  1973,  n.

600, e dall'articolo 57, primo  comma,  del  decreto  del  Presidente

della Repubblica 29 settembre 1972, n. 633; la  disposizione  non  si

applica in caso di violazione che comporta  obbligo  di  denuncia  ai

sensi dell'articolo 331 del codice di procedura penale  per  uno  dei

reati previsti dal decreto legislativo 10 marzo 2000, n. 74;

     c) la determinazione sintetica del reddito  complessivo  di  cui

all'articolo 38  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29

settembre 1973, n. 600,  e'  ammessa  a  condizione  che  il  reddito

complessivo accertabile ecceda di almeno un terzo quello dichiarato.

 10. La disposizione di cui al comma 9 si applica a condizione che:

     a) il contribuente abbia regolarmente assolto  gli  obblighi  di

comunicazione dei dati  rilevanti  ai  fini  dell'applicazione  degli

studi di settore, indicando fedelmente tutti i dati previsti;

     b) sulla base dei dati di cui alla  precedente  lettera  a),  la

posizione  del  contribuente  risulti  coerente  con  gli   specifici

indicatori previsti dai  decreti  di  approvazione  dello  studio  di

settore o degli studi di settore applicabili.

 11. Con riguardo ai contribuenti soggetti al regime di  accertamento

basato sugli studi di settore, ai sensi dell'articolo 10 della  legge

8 maggio 1998, n. 146, per  i  quali  non  si  rende  applicabile  la

disposizione di cui al comma 9, l'Agenzia delle entrate e la  Guardia

di  Finanza  destinano   parte   della   capacita'   operativa   alla

effettuazione di specifici piani di controllo, articolati su tutto il

territorio in modo proporzionato alla  numerosita'  dei  contribuenti

interessati e basati su specifiche analisi del  rischio  di  evasione

che tengano anche conto delle informazioni  presenti  nella  apposita

sezione dell'anagrafe tributaria di cui all'articolo 7, sesto  comma,

del decreto del Presidente della Repubblica  29  settembre  1973,  n.

605. Nei confronti dei contribuenti che dichiarano ricavi o  compensi

inferiori  a  quelli  risultanti  dall'applicazione  degli  studi  di

settore e per i quali non ricorra la condizione di cui  alla  lettera

b) del precedente comma 10, i controlli sono svolti  prioritariamente

con l'utilizzo dei poteri istruttori di cui ai numeri 6-bis e  7  del

primo  comma  dell'articolo  32  del  decreto  del  Presidente  della

Repubblica 26 settembre 1973, n. 600, e  ai  numeri  6-bis  e  7  del

secondo comma dell'articolo  51  del  decreto  del  Presidente  della

Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633.

 12. Il comma 4-bis dell'articolo 10 e l'articolo 10-ter della  legge

8 maggio 1998, n. 146, sono abrogati. Con provvedimento del Direttore

dell'Agenzia delle entrate, sentite  le  associazioni  di  categoria,

possono essere differenziati i termini di accesso alla disciplina  di

cui al presente articolo tenuto conto del tipo  di  attivita'  svolta

dal  contribuente.  Con  lo  stesso  provvedimento  sono  dettate  le

relative disposizioni di attuazione.

 13. Le disposizioni di cui ai precedenti commi 9 e 10  si  applicano

con riferimento alle dichiarazioni relative all'annualita' 2011 ed  a

quelle successive. Per le attivita'  di  accertamento  effettuate  in

relazione alle annualita' antecedenti il 2011 continua ad  applicarsi

quanto  previsto  dal  previgente  comma  4-bis  dell'articolo  10  e

dall'articolo 10-ter della legge 8 maggio 1998, n. 146.

 

                               Art. 11

                    Emersione di base imponibile

 1. Chiunque, a seguito delle richieste effettuate nell'esercizio dei

poteri di cui agli articoli 32 e 33 del decreto del Presidente  della

Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, e agli articoli  51  e  52  del

decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre  1972,  n.  633,

esibisce o trasmette atti o documenti  falsi  in  tutto  o  in  parte

ovvero fornisce dati e notizie non rispondenti al vero e'  punito  ai

sensi dell'articolo 76 del decreto del Presidente della Repubblica 28

dicembre 2000, n. 445.

 2. A far corso dal 1° gennaio 2012, gli  operatori  finanziari  sono

obbligati a  comunicare  periodicamente  all'anagrafe  tributaria  le

movimentazioni che hanno interessato i rapporti di  cui  all'articolo

7, sesto comma,  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29

settembre 1973, n. 605, ed ogni  informazione  relativa  ai  predetti

rapporti necessaria ai fini dei controlli fiscali, nonche'  l'importo

delle operazioni finanziarie indicate nella predetta disposizione.

 3. Con  provvedimento  del  Direttore  dell'Agenzia  delle  entrate,

sentite le associazioni di categoria degli operatori finanziari, sono

stabilite le modalita'  della  comunicazione  di  cui  al  precedente

periodo, estendendo l'obbligo di  comunicazione  anche  ad  ulteriori

informazioni relative ai rapporti necessarie ai  fini  dei  controlli

fiscali.

 4. Oltre che ai fini previsti dall'articolo 7, undicesimo comma, del

decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 605, le

informazioni comunicate ai sensi dell'articolo 7,  sesto  comma,  del

predetto  decreto  e  del  precedente   comma   2   sono   utilizzate

dall'Agenzia delle entrate per la individuazione dei  contribuenti  a

maggior rischio di evasione da sottoporre a controllo.

 5.  All'articolo  2  del  decreto-legge  13  agosto  2011,  n.  138,

convertito, con modificazioni,dalla legge 14 settembre 2011  n.  148,

il comma 36-undevicies e' abrogato.

 6. Nell'ambito dello scambio informativo previsto dall'articolo  83,

comma 2, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,  convertito  dalla

legge 6 agosto 2008, n. 133, l'Istituto  Nazionale  della  previdenza

sociale fornisce all'Agenzia delle entrate ed alla Guardia di finanza

i dati relativi alle posizioni di soggetti destinatari di prestazioni

socio-assistenziali  affinche'  vengano  considerati  ai  fini  della

effettuazione di controlli sulla  fedelta'  dei  redditi  dichiarati,

basati su specifiche analisi del rischio di evasione.

 7.  All'articolo  7  del  decreto-legge  13  maggio  2011,  n.   70,

convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio  2011,  n.  106,

sono apportate le seguenti modifiche:

     a) al comma 1, la lettera a) e' sostituita dalla seguente: "  a)

esclusi i casi straordinari di controlli  per  salute,  giustizia  ed

emergenza, il controllo amministrativo in forma d'accesso da parte di

qualsiasi autorita' competente deve essere oggetto di  programmazione

da parte degli enti competenti e di coordinamento tra i vari soggetti

interessati  al  fine  di  evitare  duplicazioni  e   sovrapposizioni

nell'attivita' di controllo. Codificando la  prassi,  la  Guardia  di

Finanza, negli accessi  di  propria  competenza  presso  le  imprese,

opera, per quanto possibile, in borghese;"

     b) al comma 2, lettera a), i numeri 3) e 4) sono soppressi.

 8. All'articolo 44 del decreto del Presidente  della  Repubblica  29

settembre 1973, n. 600, sono apportate le seguenti modifiche:

     a) al secondo comma le parole "e dei consigli  tributari"  e  le

parole "nonche' ai relativi consigli tributari" sono  soppresse,  nel

terzo comma le parole ", o il consorzio al quale lo stesso partecipa,

ed il consiglio tributario" sono soppresse, la parola "segnalano"  e'

sostituita dalla seguente: "segnala",  e  le  parole  "Ufficio  delle

imposte  dirette"  sono  sostituite  dalle  seguenti:"Agenzia   delle

entrate";

     b) al quarto comma, le parole:",  ed  il  consiglio  tributario"

sono  soppresse,  la  parola:  "  comunicano"  e'  sostituita   dalla

seguente:"comunica";

     c) all'ottavo comma  le  parole:  "ed  il  consiglio  tributario

possono" sono sostituite dalla seguente: "puo'";

     d) al nono comma, secondo periodo, le parole:  "e  dei  consigli

tributari" sono soppresse.

 9.  All'articolo  18  del  decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78,

convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,  i

commi 2, 2-bis e 3 sono abrogati.

 10. L'articolo 1, comma 12-quater del decreto-legge 13 agosto  2011,

n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011,

n. 148, e' abrogato.

 

                               Art. 12

             Riduzione del limite per la tracciabilita'

               dei pagamenti a 1.000 euro e contrasto

                        all'uso del contante

 1. Le limitazioni all'uso del contante e dei titoli al portatore, di

cui all'articolo 49, commi 1, 5, 8, 12 e 13, del decreto  legislativo

21 novembre 2007, n. 231, sono adeguate all'importo  di  euro  mille:

conseguentemente, nel comma 13 del predetto articolo 49,  le  parole:

"30 settembre 2011" sono  sostituite  dalle  seguenti:  "31  dicembre

2011".

 2.  All'articolo  2  del  decreto-legge  13  agosto  2011,  n.  138,

convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,

dopo il comma 4-bis, e' inserito il seguente:

 "4-ter. Al fine di favorire la modernizzazione e l'efficienza  degli

strumenti di pagamento, riducendo i costi finanziari e amministrativi

derivanti dalla gestione del denaro contante:

     a) le  operazioni  di  pagamento  delle  spese  delle  pubbliche

amministrazioni centrali e locali  e  dei  loro  enti  sono  disposte

mediante l'utilizzo di strumenti telematici. E'  fatto  obbligo  alle

Pubbliche Amministrazioni di avviare il processo  di  superamento  di

sistemi basati sull'uso di supporti cartacei;

     b) i pagamenti di cui alla lettera precedente si  effettuano  in

via ordinaria mediante accreditamento sui conti  correnti  bancari  o

postali dei creditori ovvero con le  modalita'  offerte  dai  servizi

elettronici di pagamento interbancari prescelti dal beneficiario. Gli

eventuali  pagamenti  per  cassa  non  possono,  comunque,   superare

l'importo di 500 euro;

     c) lo stipendio, la pensione, i  compensi  comunque  corrisposti

dalla pubblica amministrazione centrale e locale e dai loro enti,  in

via continuativa a prestatori d'opera e ogni altro tipo di emolumento

a chiunque  destinato,  di  importo  superiore  a  cinquecento  euro,

debbono essere erogati con  strumenti  diversi  dal  denaro  contante

ovvero mediante l'utilizzo  di  strumenti  di  pagamento  elettronici

bancari o postali, ivi comprese le carte di pagamento  prepagate.  Il

limite di importo di cui al periodo precedente puo' essere modificato

con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze;

     d) per incrementare i livelli di sicurezza fisica e  tutelare  i

soggetti che percepiscono trattamenti pensionistici minimi, assegni e

pensioni sociali, i rapporti recanti gli accrediti di tali somme sono

esenti in modo assoluto dall'imposta di  bollo.  Per  tali  rapporti,

alle banche e agli altri intermediari finanziari e' fatto divieto  di

addebitare alcun costo;

     e) per  consentire  ai  soggetti  di  cui  alla  lettera  a)  di

riscuotere le entrate di propria competenza con strumenti diversi dal

contante,  fatte  salve  le  attivita'  di  riscossione  dei  tributi

regolate da specifiche normative, il Ministero dell'economia e  delle

finanze promuove la  stipula  di  una  o  piu'  convenzioni  con  gli

intermediari  finanziari,  per  il  tramite  delle  associazioni   di

categoria, affinche' i soggetti in questione possano dotarsi  di  POS

(Point of Sale) a  condizioni  agevolate,  che  tengano  conto  delle

economie  realizzate  dagli  intermediari  per  effetto  delle  norme

introdotte dal  presente  articolo.  Relativamente  ai  Comuni,  alla

stipula  della  Convenzione  provvede  l'ANCI.  Analoghe  Convenzioni

possono essere stipulate con le Regioni. Resta in ogni caso ferma  la

possibilita' per gli intermediari di offrire condizioni  migliorative

di quelle stabilite con le convenzioni.".

 3. Il Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  e  l'Associazione

bancaria italiana definiscono con apposita convenzione, da  stipulare

entro tre mesi  dall'entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  le

caratteristiche di un conto corrente di base.

 4. Le banche sono tenute ad offrire il  conto  corrente  di  cui  al

comma 3.

 5. La convenzione individua  le  caratteristiche  del  conto  avendo

riguardo ai seguenti criteri:

     a) inclusione nell'offerta di un numero adeguato di  servizi  ed

operazioni, compresa la disponibilita' di una carta di debito;

     b)  struttura  dei  costi  semplice,   trasparente,   facilmente

comparabile;

     c) livello  dei  costi  coerente  con  finalita'  di  inclusione

finanziaria e conforme a quanto  stabilito  dalla  sezione  IV  della

Raccomandazione  della  Commissione  europea  del  18   luglio   2011

sull'accesso al conto corrente di base;

     d) le fasce socialmente svantaggiate di clientela alle quali  il

conto corrente e' offerto senza spese.

 6. Il rapporto di conto corrente individuato ai sensi del comma 3 e'

esente dall'imposta di bollo nei casi di cui al comma 5, lettera d).

 7. Se la convenzione prevista dal comma 3 non e' stipulata entro tre

mesi dall'entrata in vigore del presente decreto, le  caratteristiche

del  conto  corrente  sono  individuate  con  decreto  del   Ministro

dell'economia e delle finanze, sentita la Banca d'Italia.

 8. Rimane ferma l'applicazione di quanto previsto per i contratti di

conto corrente ai sensi del Titolo  VI  del  decreto  legislativo 

settembre 1993, n. 385.

 9. L'Associazione Bancaria Italiana e le associazioni delle  imprese

rappresentative a livello nazionale definiscono, entro tre mesi dalla

data di entrata in vigore del presente decreto,  le  regole  generali

per assicurare una equilibrata riduzione delle commissioni  a  carico

dei  beneficiari  delle  transazioni  effettuate  mediante  carte  di

pagamento.

 10.  Entro  i  sei  mesi  successivi  il  Ministero  dello  sviluppo

economico,  di  concerto  con  il  Ministero  dell'economia  e  delle

finanze,   verifica   l'efficacia   delle   misure   definite   dalle

rappresentanze di impresa. In caso di esito positivo, a decorrere dal

primo giorno  del  mese  successivo,  le  regole  cosi'  definite  si

applicano anche alle transazioni di cui al comma 7  dell'articolo  34

della legge 12 novembre 2011, n. 183.

 11. All'articolo 51, comma 1, del decreto  legislativo  21  novembre

2007, n. 231, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: "e  per  la

immediata comunicazione della infrazione  anche  alla  Agenzia  delle

entrate che attiva i conseguenti controlli di natura fiscale".

 

                              Capo II

            Disposizioni in materia di maggiori entrate

 

                               Art. 13

     Anticipazione sperimentale dell'imposta municipale propria

 1. L'istituzione dell'imposta municipale propria e'  anticipata,  in

via sperimentale, a decorrere dall'anno  2012,  ed  e'  applicata  in

tutti i comuni del territorio nazionale fino al  2014  in  base  agli

articoli 8 e 9 del decreto legislativo  14  marzo  2011,  n.  23,  in

quanto   compatibili,   ed    alle    disposizioni    che    seguono.

Conseguentemente  l'applicazione  a  regime  dell'imposta  municipale

propria e' fissata al 2015.

 2. L'imposta municipale propria ha per presupposto  il  possesso  di

immobili di cui all'articolo 2 del decreto  legislativo  30  dicembre

1992, n. 504, ivi compresa l'abitazione principale  e  le  pertinenze

della  stessa.  Per  abitazione  principale  si  intende  l'immobile,

iscritto o iscrivibile nel catasto edilizio urbano come unica  unita'

immobiliare, nel quale il possessore dimora  abitualmente  e  risiede

anagraficamente.  Per  pertinenze   dell'abitazione   principale   si

intendono  esclusivamente   quelle   classificate   nelle   categorie

catastali  C/2,  C/6  e  C/7,  nella  misura  massima  di   un'unita'

pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate,  anche

se iscritte in catasto unitamente all'unita' ad uso abitativo.

 3. La base imponibile dell'imposta municipale propria e'  costituita

dal valore dell'immobile determinato ai sensi dell'articolo 5,  commi

1, 3, 5 e 6 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 504,  e  dei

commi 4 e 5 del presente articolo.

 4. Per i fabbricati iscritti in catasto, il valore e' costituito  da

quello ottenuto applicando all'ammontare delle rendite risultanti  in

catasto, vigenti al 1° gennaio dell'anno di  imposizione,  rivalutate

del 5 per cento ai sensi dell'articolo 3, comma 48,  della  legge  23

dicembre 1996, n. 662, i seguenti moltiplicatori:

     a. 160 per i fabbricati classificati nel gruppo  catastale  A  e

nelle categorie catastali  C/2,  C/6  e  C/7,  con  esclusione  della

categoria catastale A/10;

     b. 140 per i fabbricati classificati nel gruppo  catastale  B  e

nelle categorie catastali C/3, C/4 e C/5;

     c. 80 per i fabbricati classificati  nella  categoria  catastale

A/10;

     d. 60 per i fabbricati classificati nel gruppo catastale D;

     e. 55 per i fabbricati classificati  nella  categoria  catastale

C/1.

 5. Per i  terreni  agricoli,  il  valore  e'  costituito  da  quello

ottenuto applicando all'ammontare del reddito  dominicale  risultante

in  catasto,  vigente  al    gennaio  dell'anno   di   imposizione,

rivalutato del 25 per cento ai sensi dell'articolo 3, comma 51, della

legge 23 dicembre 1996, n. 662, un moltiplicatore pari a 120.

 6. L'aliquota di base dell'imposta e' pari allo 0,76  per  cento.  I

comuni con deliberazione del consiglio comunale,  adottata  ai  sensi

dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre  1997,  n.  446,

possono modificare, in aumento o in diminuzione, l'aliquota  di  base

sino a 0,3 punti percentuali.

 7. L'aliquota  e'  ridotta  allo  0,4  per  cento  per  l'abitazione

principale e per le relative pertinenze. I comuni possono modificare,

in aumento o in diminuzione, la suddetta aliquota sino  a  0,2  punti

percentuali.

 8. L'aliquota e' ridotta allo 0,2 per cento per i fabbricati  rurali

ad  uso  strumentale  di  cui  all'articolo  9,  comma   3-bis,   del

decreto-legge   30   dicembre   1993,   n.   557,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 26 febbraio 1994, n. 133. I comuni possono

ridurre la suddetta aliquota fino allo 0,1 per cento.

 9. I comuni possono ridurre l'aliquota di base  fino  allo  0,4  per

cento nel caso di immobili non produttivi  di  reddito  fondiario  ai

sensi dell'articolo  43  del  testo  unico  di  cui  al  decreto  del

Presidente della Repubblica n. 917  del  1986,  ovvero  nel  caso  di

immobili posseduti dai  soggetti  passivi  dell'imposta  sul  reddito

delle societa', ovvero nel caso di immobili locati.

 10.  Dall'imposta  dovuta  per  l'unita'  immobiliare   adibita   ad

abitazione  principale  del  soggetto  passivo  e  per  le   relative

pertinenze, si detraggono, fino a concorrenza del suo ammontare, euro

200 rapportate al periodo dell'anno durante il quale si protrae  tale

destinazione;  se  l'unita'  immobiliare  e'  adibita  ad  abitazione

principale da piu' soggetti passivi, la detrazione spetta a  ciascuno

di essi proporzionalmente alla quota per  la  quale  la  destinazione

medesima si verifica. I comuni possono  stabilire  che  l'importo  di

euro 200 puo' essere elevato, fino a concorrenza dell'imposta dovuta,

nel rispetto dell'equilibrio di bilancio. In tal caso il  comune  che

ha  adottato  detta  deliberazione  non  puo'  stabilire  un'aliquota

superiore a quella ordinaria  per  le  unita'  immobiliari  tenute  a

disposizione.  La  suddetta  detrazione  si   applica   alle   unita'

immobiliari di cui all'articolo 8, comma 4, del  decreto  legislativo

30  dicembre  1992,  n.  504.  L'aliquota  ridotta  per  l'abitazione

principale e per le relative pertinenze e la detrazione si  applicano

anche alle fattispecie  di  cui  all'articolo  6,  comma  3-bis,  del

decreto legislativo 30 dicembre 1992,  n.  504  e  i  comuni  possono

prevedere  che  queste  si  applichino  anche  ai  soggetti  di   cui

all'articolo 3, comma 56, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.

 11. E' riservata allo Stato la quota  di  imposta  pari  alla  meta'

dell'importo calcolato applicando alla base imponibile di  tutti  gli

immobili, ad eccezione dell'abitazione principale  e  delle  relative

pertinenze di cui al comma 7, nonche' dei fabbricati  rurali  ad  uso

strumentale di cui al comma 8, l'aliquota di base di cui al comma  6,

primo periodo. La quota di imposta risultante e' versata  allo  Stato

contestualmente  all'imposta  municipale   propria.   Le   detrazioni

previste dal presente articolo, nonche' le detrazioni e le  riduzioni

di aliquota deliberate dai comuni non  si  applicano  alla  quota  di

imposta riservata allo  Stato  di  cui  al  periodo  precedente.  Per

l'accertamento,  la  riscossione,  i  rimborsi,  le   sanzioni,   gli

interessi ed il contenzioso si applicano le disposizioni  vigenti  in

materia di imposta municipale propria. Le attivita' di accertamento e

riscossione dell'imposta erariale sono svolte  dal  comune  al  quale

spettano le maggiori somme derivanti dallo svolgimento delle suddette

attivita' a titolo di imposta, interessi e sanzioni.

 12. Il  versamento  dell'imposta,  in  deroga  all'articolo  52  del

decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e'  effettuato  secondo

le disposizioni di cui all'articolo  17  del  decreto  legislativo  9

luglio 1997, n. 241, con le modalita' stabilite con provvedimento del

direttore dell'Agenzia delle entrate.

 13. Restano ferme le disposizioni dell'articolo  9  e  dell'articolo

14, commi 1 e 6  del  decreto  legislativo  14  marzo  2011,  n.  23.

All'articolo 14, comma 9, del decreto legislativo 14 marzo  2011,  n.

23, le parole: "dal 1° gennaio 2014", sono sostituite dalle seguenti:

"dal 1° gennaio 2012".  Al  comma  4  dell'articolo  14  del  decreto

legislativo 30 dicembre 1992, n. 504, ai commi 3 degli  articoli  23,

53 e 76 del decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507 e  al  comma

31 dell'articolo 3 della legge 28 dicembre 1995, n.  549,  le  parole

"ad un quarto" sono sostituite dalle seguenti "alla misura  stabilita

dagli articoli 16 e 17 del decreto legislativo 18 dicembre  1997,  n.

472". Ai fini del quarto comma dell'articolo 2752 del  codice  civile

il  riferimento  alla  "legge  per  la  finanza  locale"  si  intende

effettuato a tutte disposizioni che disciplinano  i  singoli  tributi

comunali e provinciali. La riduzione dei  trasferimenti  erariali  di

cui ai commi 39 e 46 dell'articolo  2  del  decreto-legge  3  ottobre

2006, n. 262, convertito, con modificazioni, dalla legge 24  novembre

2006, n. 286, e successive modificazioni, e' consolidata, a decorrere

dall'anno 2011, all'importo risultante dalle certificazioni di cui al

decreto 7 aprile 2010 del Ministero  dell'economia  e  delle  finanze

emanato, di concerto con il  Ministero  dell'interno,  in  attuazione

dell'articolo 2, comma 24, della legge 23 dicembre 2009, n. 191.

 14. Sono abrogate le seguenti disposizioni:

     a. l'articolo  1  del  decreto-legge  27  maggio  2008,  n.  93,

convertito con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126;

     b. il comma 3, dell'articolo 58 e le lettere d), e)  ed  h)  del

comma 1, dell'articolo 59 del decreto legislativo 15  dicembre  1997,

n. 446;

     c. l'ultimo periodo del comma 5 dell'articolo 8  e  il  comma  4

dell'articolo 9 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23;

     d. il comma 1-bis dell'articolo 23 del decreto-legge 30 dicembre

2008, n. 207, convertito, con modificazioni, dalla legge 27  febbraio

2009, n. 14.

 15. A decorrere dall'anno d'imposta  2012,  tutte  le  deliberazioni

regolamentari e tariffarie relative  alle  entrate  tributarie  degli

enti locali devono essere inviate al Ministero dell'economia e  delle

finanze,  Dipartimento  delle  finanze,  entro  il  termine  di   cui

all'articolo 52, comma 2, del decreto legislativo n. 446 del 1997,  e

comunque entro trenta giorni  dalla  data  di  scadenza  del  termine

previsto per l'approvazione del bilancio di  previsione.  Il  mancato

invio delle predette deliberazioni nei  termini  previsti  dal  primo

periodo  e'  sanzionato,  previa  diffida  da  parte  del   Ministero

dell'interno,  con  il  blocco,  sino  all'adempimento   dell'obbligo

dell'invio,  delle  risorse  a  qualsiasi  titolo  dovute  agli  enti

inadempienti.  Con  decreto  del  Ministero  dell'economia  e   delle

finanze, di concerto con il Ministero  dell'interno,  di  natura  non

regolamentare  sono  stabilite  le  modalita'  di  attuazione,  anche

graduale, delle disposizioni di cui ai primi due periodi del presente

comma. Il Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  pubblica,  sul

proprio sito informatico, le deliberazioni inviate dai  comuni.  Tale

pubblicazione sostituisce l'avviso  in  Gazzetta  Ufficiale  previsto

dall'articolo 52, comma 2, terzo periodo, del decreto legislativo  n.

446 del 1997.

 16. All'articolo 1, comma 4, ultimo periodo del decreto  legislativo

28 settembre 1998, n. 360, le parole "31  dicembre"  sono  sostituite

dalle parole:"20 dicembre". All'articolo 1,  comma  11,  del  decreto

legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito  dalla  legge  14  settembre

2011, n. 148, le parole da "differenziate"  a  "legge  statale"  sono

sostituite dalle seguenti:  "utilizzando  esclusivamente  gli  stessi

scaglioni di reddito stabiliti,  ai  fini  dell'imposta  sul  reddito

delle  persone  fisiche,  dalla  legge  statale,  nel  rispetto   del

principio  di  progressivita'".  L'Agenzia  delle  Entrate   provvede

all'erogazione dei rimborsi dell'addizionale comunale all'imposta sul

reddito delle persone fisiche gia' richiesti con dichiarazioni o  con

istanze presentate entro la data di entrata in  vigore  del  presente

decreto, senza far  valere  l'eventuale  prescrizione  decennale  del

diritto dei contribuenti.

 17. Il fondo sperimentale di riequilibrio, come determinato ai sensi

dell'articolo 2 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n.  23,  e  il

fondo perequativo, come determinato ai  sensi  dell'articolo  13  del

medesimo decreto legislativo n.  23  del  2011,  ed  i  trasferimenti

erariali dovuti ai comuni della Regione  Siciliana  e  della  Regione

Sardegna sono ridotti in misura corrispondente al maggior gettito  ad

aliquota di base attribuito ai comuni dalle disposizioni  recate  dal

presente  articolo.  In  caso  di  incapienza  ciascun  comune  versa

all'entrata del  bilancio  dello  Stato  le  somme  residue.  Con  le

procedure previste dall'articolo 27 della legge 5 maggio 2009, n. 42,

le regioni Friuli-Venezia Giulia e Valle d'Aosta, nonche' le Province

autonome di Trento e di Bolzano, assicurano il recupero  al  bilancio

statale del predetto maggior gettito dei comuni ricadenti nel proprio

territorio. Fino all'emanazione delle norme di attuazione di cui allo

stesso articolo 27, a valere  sulle  quote  di  compartecipazione  ai

tributi erariali, e' accantonato un importo pari al  maggior  gettito

di cui al precedente periodo.

 18. All'articolo 2, comma 3, del decreto legislativo 14 marzo  2011,

n. 23 dopo le parole: "gettito di cui ai commi 1 e 2", sono  aggiunte

le seguenti:  "nonche',  per  gli  anni  2012,  2013  e  2014,  dalla

compartecipazione di cui al comma 4";

 19. Per gli anni 2012, 2013 e  2014,  non  trovano  applicazione  le

disposizioni recate dall'ultimo periodo del comma 4 dell'articolo  2,

nonche' dal comma 10 dell'articolo  14  del  decreto  legislativo  14

marzo 2011, n. 23.

 20.  La  dotazione  del  fondo  di  solidarieta'  per  i  mutui  per

l'acquisto della prima casa e' incrementata di 10 milioni di euro per

ciascuno degli anni 2012 e 2013.

 21. All'articolo  7  del  decreto  legge  13  maggio  2011,  n.  70,

convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio  2011,  n.  106,

sono apportate le seguenti modifiche:

     a) al comma 2-bis, secondo  periodo,  le  parole  "30  settembre

2011", sono sostituite dalle seguenti: "31 marzo 2012";

     b) al comma 2-ter, primo periodo, le parole: "20 novembre 2011",

sono sostituite dalle seguenti: "30 giugno 2012";

     c) al comma 2-ter, terzo periodo, le parole: "20 novembre 2012",

sono sostituite dalle seguenti: "30 giugno 2013".

 Restano salve le domande  presentate  e  gli  effetti  che  si  sono

prodotti  dopo  la  scadenza  dei   termini   originariamente   posti

dall'articolo 7 del decreto legge n. 70 del 2011.

 

                               Art. 14

     Istituzione del tributo comunale sui rifiuti e sui servizi

 1. A decorrere dal 1° gennaio 2013 e' istituito in  tutti  i  comuni

del territorio nazionale  il  tributo  comunale  sui  rifiuti  e  sui

servizi, a copertura dei costi relativi al servizio di  gestione  dei

rifiuti urbani e dei rifiuti  assimilati  avviati  allo  smaltimento,

svolto in regime di privativa dai comuni, e  dei  costi  relativi  ai

servizi indivisibili dei comuni.

 2. Soggetto attivo dell'obbligazione tributaria e' il comune nel cui

territorio insiste,  interamente  o  prevalentemente,  la  superficie

degli immobili assoggettabili al tributo.

 3. Il tributo e' dovuto da chiunque possieda,  occupi  o  detenga  a

qualsiasi titolo locali o aree scoperte,  a  qualsiasi  uso  adibiti,

suscettibili di produrre rifiuti urbani.

 4. Sono escluse dalla tassazione le aree  scoperte  pertinenziali  o

accessorie a civili abitazioni e le aree comuni condominiali  di  cui

all'articolo 1117 del codice civile che non siano detenute o occupate

in via esclusiva.

 5. Il tributo e' dovuto da coloro che occupano o detengono i  locali

o le aree scoperte di cui ai commi 3 e 4 con vincolo di  solidarieta'

tra i componenti del nucleo familiare  o  tra  coloro  che  usano  in

comune i locali o le aree stesse.

 6. In caso di utilizzi temporanei di durata non superiore a sei mesi

nel corso dello stesso anno solare, il tributo e' dovuto soltanto dal

possessore dei locali e delle aree a titolo di proprieta', usufrutto,

uso, abitazione, superficie.

 7. Nel caso di locali in multiproprieta'  e  di  centri  commerciali

integrati il soggetto che gestisce i servizi comuni  e'  responsabile

del versamento del tributo dovuto per i locali ed  aree  scoperte  di

uso comune e per i locali  ed  aree  scoperte  in  uso  esclusivo  ai

singoli occupanti o detentori, fermi restando nei confronti di questi

ultimi,  gli  altri  obblighi  o  diritti  derivanti   dal   rapporto

tributario riguardante i locali e le aree in uso esclusivo.

 8. Il tributo e' corrisposto in base a tariffa commisurata  ad  anno

solare, cui corrisponde un'autonoma obbligazione tributaria.

 9. La  tariffa  e'  commisurata  alle  quantita'  e  qualita'  medie

ordinarie di rifiuti prodotti per unita' di superficie, in  relazione

agli usi e alla tipologia di attivita' svolte, sulla base dei criteri

determinati con il regolamento di cui al  comma  12.  Per  le  unita'

immobiliari a  destinazione  ordinaria  iscritte  o  iscrivibili  nel

catasto edilizio urbano, la superficie assoggettabile al  tributo  e'

pari all'80 per cento della superficie catastale determinata  secondo

i criteri stabiliti dal regolamento di cui al decreto del  Presidente

della Repubblica 23  marzo  1998,  n.  138.  Per  gli  immobili  gia'

denunciati, i comuni modificano d'ufficio, dandone comunicazione agli

interessati, le  superfici  che  risultano  inferiori  alla  predetta

percentuale a seguito di  incrocio  dei  dati  comunali,  comprensivi

della toponomastica, con quelli dell'Agenzia del territorio,  secondo

modalita' di interscambio stabilite con provvedimento  del  Direttore

della  predetta  Agenzia,  sentita  la  Conferenza  Stato-citta'   ed

autonomie locali. Nel caso in cui manchino, negli atti catastali, gli

elementi necessari per effettuare la determinazione della  superficie

catastale, gli intestatari  catastali  provvedono,  a  richiesta  del

comune,  a  presentare  all'ufficio  provinciale   dell'Agenzia   del

territorio la planimetria catastale del relativo immobile, secondo le

modalita' stabilite dal regolamento di cui al  decreto  del  Ministro

delle finanze 19 aprile 1994, n.  701,  per  l'eventuale  conseguente

modifica, presso il comune, della consistenza di riferimento. Per  le

altre unita' immobiliari la superficie assoggettabile al  tributo  e'

costituita da quella calpestabile.

 10. Nella determinazione della superficie assoggettabile al  tributo

non si tiene conto di quella parte di essa ove si formano  di  regola

rifiuti  speciali,  a  condizione  che  il  produttore  ne   dimostri

l'avvenuto trattamento in conformita' alla normativa vigente.

 11. La tariffa e' composta da una  quota  determinata  in  relazione

alle componenti essenziali del costo del  servizio  di  gestione  dei

rifiuti, riferite in particolare agli investimenti per le opere ed ai

relativi ammortamenti, e da una quota rapportata  alle  quantita'  di

rifiuti conferiti, al servizio fornito e  all'entita'  dei  costi  di

gestione, in modo che sia assicurata la copertura integrale dei costi

di  investimento  e  di  esercizio.   La   tariffa   e'   determinata

ricomprendendo anche i costi  di  cui  all'articolo  15  del  decreto

legislativo 13 gennaio 2003, n. 36.

 12. Con regolamento da emanarsi entro il 31 ottobre 2012,  ai  sensi

dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto  1988,  n.  400,  su

proposta del Ministro dell'economia e delle finanze  e  del  Ministro

dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  sentita  la

Conferenza Stato-citta' ed autonomie locali, sono stabiliti i criteri

per l'individuazione del costo del servizio di gestione dei rifiuti e

per la determinazione della tariffa. Il regolamento emanato ai  sensi

del primo periodo del presente comma si applica a decorrere dall'anno

successivo alla data  della  sua  entrata  in  vigore.  Si  applicano

comunque in via transitoria, a decorrere dal 1° gennaio 2013  e  fino

alla data da cui decorre l'applicazione del  regolamento  di  cui  al

primo periodo del presente comma, le disposizioni di cui  al  decreto

del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.

 13. Alla tariffa determinata in base alle  disposizioni  di  cui  ai

commi da 8 a 12, si applica una maggiorazione pari a  0,30  euro  per

metro  quadrato,  a  copertura  dei   costi   relativi   ai   servizi

indivisibili dei comuni,  i  quali  possono,  con  deliberazione  del

consiglio  comunale,  modificare   in   aumento   la   misura   della

maggiorazione fino a 0,40 euro, anche graduandola  in  ragione  della

tipologia dell'immobile e della zona ove e' ubicato.

 13-bis.  A  decorrere  dall'anno  2013  il  fondo  sperimentale   di

riequilibrio, come determinato ai sensi dell'articolo 2  del  decreto

legislativo 14 marzo 2011,  n.  23,  e  il  fondo  perequativo,  come

determinato  ai  sensi  dell'articolo   13   del   medesimo   decreto

legislativo n. 23 del 2011, ed i  trasferimenti  erariali  dovuti  ai

comuni della Regione Siciliana e della Regione Sardegna sono  ridotti

in misura corrispondente al  gettito  derivante  dalla  maggiorazione

standard di cui al  comma  13  del  presente  articolo.  In  caso  di

incapienza ciascun comune versa all'entrata del bilancio dello  Stato

le somme residue. Con le procedure previste  dall'articolo  27  della

legge 5 maggio 2009, n. 42, le regioni Friuli-Venezia Giulia e  Valle

d'Aosta, nonche'  le  Province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano,

assicurano il recupero  al  bilancio  statale  del  predetto  maggior

gettito  dei  comuni   ricadenti   nel   proprio   territorio.   Fino

all'emanazione delle norme di attuazione di cui allo stesso  articolo

27, a valere sulle quote di compartecipazione ai tributi erariali, e'

accantonato un importo pari al maggior gettito di cui  al  precedente

periodo.

 14. Resta ferma la disciplina del tributo dovuto per il servizio  di

gestione  dei  rifiuti  delle   istituzioni   scolastiche,   di   cui

all'articolo 33-bis, del decreto-legge  31  dicembre  2007,  n.  248,

convertito con modificazioni dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31.  Il

costo  relativo  alla  gestione   dei   rifiuti   delle   istituzioni

scolastiche e' sottratto dal costo che deve  essere  coperto  con  il

tributo comunale sui rifiuti e sui servizi.

 15. Il comune con regolamento puo' prevedere  riduzioni  tariffarie,

nella misura massima del trenta per cento, nel caso di:

     a) abitazioni con unico occupante;

     b) abitazioni tenute a disposizione per uso stagionale od  altro

uso limitato e discontinuo;

     c) locali, diversi dalle abitazioni, ed aree scoperte adibiti ad

uso stagionale o ad uso non continuativo, ma ricorrente;

     d) abitazioni occupate da soggetti che risiedano  o  abbiano  la

dimora, per piu' di sei mesi all'anno, all'estero;

     e) fabbricati rurali ad uso abitativo.

 16. Nelle zone in cui non e' effettuata la raccolta, il  tributo  e'

dovuto in misura non superiore al quaranta per cento della tariffa da

determinare, anche in maniera graduale, in  relazione  alla  distanza

dal piu' vicino punto di raccolta rientrante nella zona perimetrata o

di fatto servita.

 17. Nella modulazione della tariffa sono assicurate riduzioni per la

raccolta differenziata riferibile alle utenze domestiche.

 18.  Alla  tariffa  e'  applicato  un  coefficiente   di   riduzione

proporzionale alle quantita' di rifiuti assimilati che il  produttore

dimostri di aver avviato al recupero.

 19. Il consiglio comunale puo'  deliberare  ulteriori  riduzioni  ed

esenzioni.  Tali  agevolazioni  sono  iscritte   in   bilancio   come

autorizzazioni di spesa e la  relativa  copertura  e'  assicurata  da

risorse diverse dai proventi del tributo di competenza dell'esercizio

al quale si riferisce l'iscrizione stessa.

 20. Il tributo e' dovuto nella misura massima del 20 per cento della

tariffa, in caso di mancato svolgimento del servizio di gestione  dei

rifiuti, ovvero di effettuazione dello  stesso  in  grave  violazione

della disciplina di riferimento, nonche' di interruzione del servizio

per motivi sindacali o per  imprevedibili  impedimenti  organizzativi

che abbiano determinato una  situazione  riconosciuta  dall'autorita'

sanitaria di danno o pericolo di danno alle persone o all'ambiente.

 21. Le agevolazioni di cui ai commi da 15 a 20  si  applicano  anche

alla maggiorazione di cui al comma 13.

 22. Con regolamento da  adottarsi  ai  sensi  dell'articolo  52  del

decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, il  consiglio  comunale

determina la disciplina per l'applicazione del  tributo,  concernente

tra l'altro:

     a) la classificazione delle categorie di attivita' con  omogenea

potenzialita' di produzione di rifiuti;

     b) la disciplina delle riduzioni tariffarie;

     c) la disciplina delle eventuali riduzioni ed esenzioni;

     d) l'individuazione di  categorie  di  attivita'  produttive  di

rifiuti speciali alle quali applicare, nell'obiettiva difficolta'  di

delimitare le superfici ove tali rifiuti si formano,  percentuali  di

riduzione rispetto all'intera superficie  su  cui  l'attivita'  viene

svolta;

     e)  i  termini  di  presentazione  della  dichiarazione   e   di

versamento del tributo.

 23. Il consiglio comunale deve  approvare  le  tariffe  del  tributo

entro il termine fissato da  norme  statali  per  l'approvazione  del

bilancio di previsione,  in  conformita'  al  piano  finanziario  del

servizio di gestione dei rifiuti urbani,  redatto  dal  soggetto  che

svolge il servizio stesso ed approvato dall'autorita' competente.

 24. Per il servizio di gestione dei rifiuti assimilati  prodotti  da

soggetti che  occupano  o  detengono  temporaneamente,  con  o  senza

autorizzazione, locali od aree pubbliche o di uso pubblico, i  comuni

stabiliscono con il regolamento  le  modalita'  di  applicazione  del

tributo, in base a tariffa giornaliera. L'occupazione o detenzione e'

temporanea quando si protrae per periodi inferiori a 183  giorni  nel

corso dello stesso anno solare.

 25. La misura tariffaria e' determinata in base alla tariffa annuale

del  tributo,  rapportata  a  giorno,  maggiorata   di   un   importo

percentuale non superiore al 100 per cento.

 26. L'obbligo di presentazione della dichiarazione e' assolto con il

pagamento del tributo da effettuarsi con le modalita' e  nei  termini

previsti per la tassa di occupazione  temporanea  di  spazi  ed  aree

pubbliche  ovvero  per  l'imposta  municipale   secondaria   di   cui

all'articolo 11 del decreto legislativo  14  marzo  2011,  n.  23,  a

partire dalla data di entrata in vigore della stessa.

 27. Per tutto quanto non previsto dai commi da 24 a 26, si applicano

in quanto compatibili le disposizioni relative  al  tributo  annuale,

compresa la maggiorazione di cui al comma 13.

 28. E'  fatta  salva  l'applicazione  del  tributo  provinciale  per

l'esercizio  delle  funzioni  di   tutela,   protezione   ed   igiene

dell'ambiente di cui  all'articolo  19  del  decreto  legislativo  30

dicembre 1992, n.  504.  Il  tributo  provinciale,  commisurato  alla

superficie dei locali ed aree assoggettabili a tributo, e'  applicato

nella misura percentuale deliberata dalla provincia sull'importo  del

tributo, esclusa la maggiorazione di cui al comma 13.

 29. I comuni che hanno realizzato sistemi  di  misurazione  puntuale

della quantita' di rifiuti conferiti al  servizio  pubblico  possono,

con regolamento,  prevedere  l'applicazione  di  una  tariffa  avente

natura corrispettiva, in luogo del tributo.

 30. Il costo del servizio e'  determinato  sulla  base  dei  criteri

stabiliti nel regolamento previsto dal comma 12.

 31. La tariffa e' applicata e riscossa dal soggetto affidatario  del

servizio di gestione dei rifiuti urbani.

 32. I comuni di cui al comma 29 applicano il  tributo  comunale  sui

rifiuti e sui servizi  limitatamente  alla  componente  diretta  alla

copertura dei costi  relativi  ai  servizi  indivisibili  dei  comuni

determinato ai sensi del comma 13.

 33. I soggetti passivi del tributo presentano la dichiarazione entro

il termine stabilito dal comune nel regolamento, fissato in relazione

alla data di inizio del possesso, dell'occupazione o della detenzione

dei locali e  delle  aree  assoggettabili  a  tributo.  Nel  caso  di

occupazione in comune di un fabbricato, la dichiarazione puo'  essere

presentata anche da uno solo degli occupanti.

 34. La dichiarazione, redatta su modello messo  a  disposizione  dal

comune, ha effetto anche per gli anni successivi  sempreche'  non  si

verifichino modificazioni dei  dati  dichiarati  cui  consegua  a  un

diverso ammontare del tributo;  in  tal  caso,  la  dichiarazione  va

presentata entro il termine stabilito dal comune nel regolamento.

 35. Il tributo  comunale  sui  rifiuti  e  sui  servizi,  in  deroga

all'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,  e'

versato esclusivamente al comune. Il versamento del tributo  comunale

per l'anno di riferimento  e'  effettuato,  in  mancanza  di  diversa

deliberazione comunale, in quattro  rate  trimestrali,  scadenti  nei

mesi di gennaio, aprile, luglio e  ottobre,  mediante  bollettino  di

conto corrente postale ovvero  modello  di  pagamento  unificato.  E'

consentito il pagamento in unica soluzione entro il mese di giugno di

ciascun anno.

 36. Il  comune  designa  il  funzionario  responsabile  a  cui  sono

attribuiti  tutti  i  poteri  per  l'esercizio  di   ogni   attivita'

organizzativa  e  gestionale,  compreso  quello  di  sottoscrivere  i

provvedimenti afferenti a tali attivita', nonche'  la  rappresentanza

in giudizio per le controversie relative al tributo stesso.

 37. Ai fini della verifica del corretto assolvimento degli  obblighi

tributari, il funzionario responsabile puo'  inviare  questionari  al

contribuente, richiedere dati e notizie a uffici  pubblici  ovvero  a

enti di gestione  di  servizi  pubblici,  in  esenzione  da  spese  e

diritti, e disporre l'accesso ai  locali  ed  aree  assoggettabili  a

tributo, mediante personale debitamente autorizzato e  con  preavviso

di almeno sette giorni.

 38. In caso di mancata  collaborazione  del  contribuente  od  altro

impedimento alla  diretta  rilevazione,  l'accertamento  puo'  essere

effettuato in base a presunzioni semplici di  cui  all'articolo  2729

del codice civile.

 39. In  caso  di  omesso  o  insufficiente  versamento  del  tributo

risultante dalla dichiarazione, si applica l'articolo 13 del  decreto

legislativo 18 dicembre 1997, n. 471.

 40. In caso di omessa presentazione della dichiarazione, si  applica

la sanzione dal 100 per cento  al  200  per  cento  del  tributo  non

versato, con un minimo di 50 euro.

 41. In caso di infedele dichiarazione, si applica la sanzione dal 50

per cento al 100 per cento del tributo non versato, con un minimo  di

50 euro.

 42.  In  caso  di  mancata,  incompleta  o  infedele   risposta   al

questionario di cui al comma 37, entro il termine di sessanta  giorni

dalla notifica dello stesso, si applica la sanzione  da  euro  100  a

euro 500.

 43. Le sanzioni di cui ai commi 40 e 41 sono ridotte ad un terzo se,

entro  il  termine  per  la  proposizione  del  ricorso,   interviene

acquiescenza del contribuente, con pagamento del tributo, se  dovuto,

della sanzione e degli interessi.

 44. Resta  salva  la  facolta'  del  comune  di  deliberare  con  il

regolamento  circostanze  attenuanti  o  esimenti  nel  rispetto  dei

principi stabiliti dalla normativa statale.

 45. Per tutto quanto non previsto dalle  disposizioni  del  presente

articolo concernenti  il  tributo  comunale  rifiuti  e  servizi,  si

applicano le disposizioni di cui all'articolo 1, commi da 161 a  170,

della legge 27 dicembre 2006,  n.  296.  Resta  ferma  l'applicazione

dell'articolo 52 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.

 46. A decorrere dal 1° gennaio 2013 sono soppressi tutti  i  vigenti

prelievi relativi alla gestione dei rifiuti  urbani,  sia  di  natura

patrimoniale sia di natura  tributaria,  compresa  l'addizionale  per

l'integrazione  dei  bilanci  degli  enti  comunali  di   assistenza.

All'articolo 195, comma 2, lettera  e),  del  decreto  legislativo  3

aprile  2006,  n.  152,  sono  abrogate  le  parole  da  "Ai  rifiuti

assimilati" fino a "la predetta tariffazione".

 47. L'articolo 14, comma 7, del decreto legislativo 14  marzo  2011,

n. 23, e' abrogato, con efficacia a decorrere dalla data  di  cui  al

comma 46 del presente articolo.

 

                               Art. 15

                  Disposizioni in materia di accise

 1. A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto,

le seguenti aliquote di accisa di cui all'Allegato I del testo  unico

delle  disposizioni  legislative   concernenti   le   imposte   sulla

produzione e sui consumi e relative sanzioni penali e amministrative,

approvato con il decreto legislativo  26  ottobre  1995,  n.  504,  e

successive modificazioni, sono fissate nelle misure sottoindicate:

     a) benzina e benzina con piombo: euro 704,20 per mille litri;

     b) gasolio usato come carburante: euro 593,20 per mille litri;

     c) gas di petrolio liquefatti usati come carburante: euro 267,77

per mille chilogrammi;

     d) gas naturale per autotrazione: euro 0,00331per metro cubo.

 2. A decorrere dal 1°  gennaio  2013,  l'aliquota  di  accisa  sulla

benzina e sulla benzina con piombo nonche' l'aliquota di  accisa  sul

gasolio usato come carburante, di cui all'allegato I del testo  unico

richiamato nel comma 1, sono fissate, rispettivamente, ad euro 704,70

per mille litri e ad euro 593,70 per mille litri.

 3. Agli aumenti di accisa  sulle  benzine,  disposti  dai  commi  1,

lettera a), e 2, non si applica  l'articolo  1,  comma  154,  secondo

periodo, della legge 23 dicembre 1996, n. 662.

 4. Il maggior onere conseguente agli aumenti dell'aliquota di accisa

sul gasolio usato come carburante, disposti dai commi 1, lettera  b),

e 2, e' rimborsato, con le modalita' previste dall'articolo 6,  comma

2, primo e secondo periodo, del decreto legislativo 2 febbraio  2007,

n. 26, nei confronti dei soggetti di cui  all'articolo  5,  comma  1,

limitatamente agli esercenti le  attivita'  di  trasporto  merci  con

veicoli  di  massa  massima  complessiva  pari  o  superiore  a   7,5

tonnellate, e comma 2, del decreto legge 28 dicembre  2001,  n.  452,

convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2002, n. 16.

 

                               Art. 16

Disposizioni per la tassazione di  auto  di  lusso,  imbarcazioni  ed

                                aerei

 1. Al comma 21 dell'articolo 23 del decreto-legge 6 luglio 2011,  n.

98, convertito, con modificazioni, dalla legge  15  luglio  2011,  n.

111, dopo il primo  periodo  e'  inserito  il  seguente:  "A  partire

dall'anno 2012 l'addizionale erariale della tassa automobilistica  di

cui al primo periodo e' fissata in euro  20  per  ogni  chilowatt  di

potenza del veicolo superiore a centottantacinque chilowatt.".

 2. Dal 1° maggio 2012 le unita' da diporto che stazionino  in  porti

marittimi nazionali, navighino o siano ancorate in  acque  pubbliche,

anche se in concessione a privati, sono soggette al  pagamento  della

tassa annuale di stazionamento, calcolata per ogni giorno, o frazione

di esso, nelle misure di seguito indicate:

     a) euro 5 per le unita' con scafo di lunghezza da 10,01 metri  a

12 metri;

     b) euro 8 per le unita' con scafo di lunghezza da 12,01 metri  a

14 metri;

     c) euro 10 per le unita' con scafo di lunghezza da  14,01  a  17

metri;

     d) euro 30 per le unita' con scafo di lunghezza da  17,01  a  24

metri;

     e) euro 90 per le unita' con scafo di lunghezza da  24,01  a  34

metri;

     f) euro 207 per le unita' con scafo di lunghezza da 34,01  a  44

metri;

     g) euro 372 per le unita' con scafo di lunghezza da 44,01  a  54

metri;

     h) euro 521 per le unita' con scafo di lunghezza da 54,01  a  64

metri;

     i) euro 703 per le unita' con scafo di lunghezza superiore a  64

metri.

 3. La tassa e' ridotta  alla  meta'  per  le  unita'  con  scafo  di

lunghezza fino a 12 metri, utilizzate esclusivamente dai  proprietari

residenti, come propri ordinari  mezzi  di  locomozione,  nei  comuni

ubicati nelle isole minori e nella Laguna di Venezia, nonche' per  le

unita' di cui al comma 2 a vela con motore ausiliario.

 4. La tassa non si applica alle unita' di proprieta' o in  uso  allo

Stato e ad altri enti pubblici, a quelle obbligatorie di salvataggio,

ai  battelli  di  servizio,  purche'  questi  rechino   l'indicazione

dell'unita' da diporto al  cui  servizio  sono  posti,  nonche'  alle

unita' di cui al comma 2 che si trovino in un'area di  rimessaggio  e

per i giorni di effettiva permanenza in rimessaggio.

 5. Sono esenti dalla tassa di cui al comma 2 le  unita'  da  diporto

possedute ed utilizzate  da  enti  ed  associazioni  di  volontariato

esclusivamente ai fini di assistenza sanitaria e pronto soccorso.

 6. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui ai commi 2  e

3 la lunghezza e' misurata secondo le  norme  armonizzate  EN/ISO/DIS

8666 per la misurazione dei natanti e delle imbarcazioni da diporto.

 7. Sono tenuti al  pagamento  della  tassa  di  cui  al  comma  2  i

proprietari, gli usufruttuari, gli acquirenti con patto di  riservato

dominio o gli utilizzatori a titolo  di  locazione  finanziaria.  Con

provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate sono stabilite

le modalita' ed i termini di pagamento della tassa, di  comunicazione

dei dati identificativi dell'unita' da diporto e  delle  informazioni

necessarie all'attivita' di  controllo.  I  pagamenti  sono  eseguiti

anche con moneta elettronica senza oneri a carico del bilancio  dello

Stato. Il gettito della tassa di cui al comma 2 affluisce all'entrata

del bilancio dello Stato.

 8. La ricevuta di pagamento, anche elettronica, della tassa  di  cui

al  comma  2  e'  esibita  dal  comandante  dell'unita'  da   diporto

all'Agenzia delle dogane  ovvero  all'impianto  di  distribuzione  di

carburante, per l'annotazione nei registri  di  carico-scarico  ed  i

controlli a posteriori, al  fine  di  ottenere  l'uso  agevolato  del

carburante per lo stazionamento o la navigazione.

 9. Le Capitanerie di porto, le  forze  preposte  alla  tutela  della

sicurezza e alla vigilanza in mare, nonche' le altre  forze  preposte

alla pubblica sicurezza o gli altri organi di polizia  giudiziaria  e

tributaria  vigilano  sul  corretto   assolvimento   degli   obblighi

derivanti dalle disposizioni di cui ai commi da 2 a  7  del  presente

articolo ed elevano, in caso di violazione, apposito processo verbale

di  constatazione  che   trasmettono   alla   direzione   provinciale

dell'Agenzia delle entrate competente per territorio, in relazione al

luogo della commissione della violazione,  per  l'accertamento  delle

stesse. Per  l'accertamento,  la  riscossione  e  il  contenzioso  si

applicano le disposizioni in materia  di  imposte  sui  redditi;  per

l'irrogazione delle sanzioni si applicano le disposizioni di  cui  al

decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472, esclusa la  definizione

ivi prevista. Le violazioni possono essere  definite  entro  sessanta

giorni  dalla  elevazione  del  processo  verbale  di   constatazione

mediante il pagamento dell'imposta e della sanzione minima ridotta al

cinquanta per cento. Le controversie concernenti l'imposta di cui  al

comma 2 sono devolute alla giurisdizione delle commissioni tributarie

ai sensi del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.

 10. Per l'omesso, ritardato o parziale  versamento  dell'imposta  si

applica una sanzione amministrativa tributaria dal  200  al  300  per

cento dell'importo non versato, oltre all'importo della tassa dovuta.

 11. E' istituita l'imposta erariale sugli aeromobili privati, di cui

all'articolo 744 del  codice  della  navigazione,  immatricolati  nel

registro aeronautico nazionale, nelle seguenti misure annuali:

     a) velivoli con peso massimo al decollo:

       1) fino a 1.000 kg., euro 1,50 al kg;

       2) fino a 2.000 kg., euro 2,45 al kg;

       3) fino a 4.000 kg., euro 4,25 al kg;

       4) fino a 6.000 kg., euro 5,75 al kg;

       5) fino a 8.000 kg., euro 6,65 al kg;

       6) fino a 10.000 kg., euro 7,10 al kg;

       7) oltre 10.000 kg., euro 7,55 al kg;

     b) elicotteri: l'imposta dovuta e'  pari  al  doppio  di  quella

stabilita per i velivoli di corrispondente peso;

     c) alianti, motoalianti, autogiri e aerostati, euro 450,00.

 12. L'imposta e' dovuta da chi risulta dai pubblici registri  essere

proprietario,  usufruttuario,  acquirente  con  patto  di   riservato

dominio,  ovvero  utilizzatore  a  titolo  di  locazione  finanziaria

dell'aeromobile,  ed  e'  corrisposta  all'atto  della  richiesta  di

rilascio  o  di  rinnovo   del   certificato   di   revisione   della

aeronavigabilita' in relazione all'intero periodo  di  validita'  del

certificato stesso. Nel caso in cui il  certificato  abbia  validita'

inferiore  ad  un  anno  l'imposta  e'  dovuta  nella  misura  di  un

dodicesimo degli importi di cui al  comma  11  per  ciascun  mese  di

validita'.

 13.  Per  gli  aeromobili  con  certificato   di   revisione   della

aeronavigabilita' in corso di  validita'  alla  data  di  entrata  in

vigore del presente  decreto  l'imposta  e'  versata,  entro  novanta

giorni da tale data, in misura pari a  un  dodicesimo  degli  importi

stabiliti nel comma 11 per ciascun  mese  da  quello  in  corso  alla

predetta data sino al mese in cui scade  la  validita'  del  predetto

certificato. Entro lo stesso termine  deve  essere  pagata  l'imposta

relativa agli aeromobili per i quali il rilascio  o  il  rinnovo  del

certificato di revisione della aeronavigabilita' avviene nel  periodo

compreso fra la data di entrata in vigore del presente decreto ed  il

31 gennaio 2012.

 14. Sono esenti dall'imposta di cui al comma 11  gli  aeromobili  di

Stato e quelli ad essi equiparati; gli aeromobili di proprieta' o  in

esercenza dei licenziatari dei servizi  di  linea  e  non  di  linea,

nonche' del lavoro aereo, di cui al codice della  navigazione,  parte

seconda, libro I, titolo VI, capi I, II  e  III;  gli  aeromobili  di

proprieta' o in esercenza delle Organizzazioni Registrate (OR), delle

scuole di addestramento FTO  (Flight  Training  Organisation)  e  dei

Centri di Addestramento per  le  Abilitazioni  (TRTO  -  Type  Rating

Training Organisation); gli aeromobili di proprieta' o  in  esercenza

dell'Aero Club d'Italia, degli Aero Club locali  e  dell'Associazione

nazionale paracadutisti d'Italia; gli aeromobili immatricolati a nome

dei costruttori e in attesa di vendita; gli aeromobili esclusivamente

destinati all'elisoccorso o all'aviosoccorso.

 15. L'imposta di cui  al  comma  11  e'  versata  secondo  modalita'

stabilite con provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle  entrate

da emanarsi entro sessanta giorni dall'entrata in vigore del presente

decreto.

 

                               Art. 17

                             Canone RAI

 1. Le imprese e le societa', ai sensi di quanto previsto dal decreto

del Presidente della Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  nella

relativa dichiarazione dei redditi,  devono  indicare  il  numero  di

abbonamento speciale alla radio o alla televisione  la  categoria  di

appartenenza ai fini dell'applicazione della tariffa  di  abbonamento

radiotelevisivo speciale, nonche'  gli  altri  elementi  che  saranno

eventualmente indicati nel provvedimento di approvazione del  modello

per  la  dichiarazione  dei  redditi,  ai  fini  della  verifica  del

pagamento del canone di abbonamento radiotelevisivo speciale.

 

                               Art. 18

                      Clausola di salvaguardia

 1.  All'articolo  40  del  decreto-legge  6  luglio  2011,  n.   98,

convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, sono

apportate le seguenti modificazioni:

 a) il comma 1-ter e' sostituito dal seguente:

 "1-ter. A decorrere dal 1° ottobre 2012 fino al 31 dicembre 2012  le

aliquote Iva del 10 e del 21 per cento sono incrementate di  2  punti

percentuali. A decorrere dal 1° gennaio 2013 continua  ad  applicarsi

il predetto aumento. A decorrere dal    gennaio  2014  le  predette

aliquote sono ulteriormente incrementate di 0,5 punti percentuali.".

 b) al comma 1-quater, dopo le parole: "comma 1-ter" sono inserite le

seguenti: ", secondo e terzo periodo"; nel medesimo comma la  parola:

" adottati" e' sostituita dalle seguenti: "entrati  in  vigore";  nel

medesimo comma le parole: "4.000 milioni di  euro  per  l'anno  2012,

nonche' a 16.000 milioni di euro per l'anno 2013 ed a 20.000  milioni

di euro annui  a  decorrere  dall'anno  2014"  sono  sostitute  dalle

seguenti: "13.119 milioni di euro per l'anno 2013 ed a 16.400 milioni

di euro annui a decorrere dall'anno 2014".

 

                               Art. 19

       Disposizioni in materia di imposta di bollo su titoli,

     strumenti e prodotti finanziari nonche' su valori "scudati"

   1. A decorrere dal 1° gennaio 2012, all'articolo 13 della Tariffa,

parte prima, allegata al decreto del Presidente della  Repubblica  26

ottobre 1972, n. 642, il comma 2-ter e' sostituito dal seguente:

 

 

---------------------------------------------------------------------

Articolo | Indicazione degli atti   | Imposte | Imposte dovute

della    | soggetti all'imposta     | dovute  | proporzionali

Tariffa  |                          | fisse   |

---------|--------------------------|---------|----------------------

13       | 2-ter. Le comunicazioni  |         | 0,1 per cento annuo

         | relative ai prodotti e   |         | per il 2012

         | agli strumenti finan-    |         | 0,15 per cento a

         | ziari, anche non soggetti|         | decorrere dal 2013

         | ad obbligo di deposito,  |         |

         | ad esclusione dei fondi  |         |

         | pensione e dei fondi     |         |

         | sanitari.                |         |

         | Per ogni esemplare, sul  |         |

         | complessivo valore di    |         |

         | mercato o, in mancanza,  |         |

         | sul valore nominale o    |         |

         | di rimborso.             |         |

---------------------------------------------------------------------

 

 

   2. Nella Nota 3-ter all'articolo  13  della  Tariffa  allegata  al

decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642:

     a) il secondo periodo e' sostituito  dal  seguente:  "L'estratto

conto, compresa  la  comunicazione  relativa  agli  strumenti  ed  ai

prodotti finanziari, anche non soggetti all'obbligo di  deposito,  si

considera in ogni caso inviato almeno una volta nel  corso  dell'anno

nonche' alla chiusura  del  rapporto,  anche  nel  caso  in  cui  non

sussista un obbligo  di  invio.  Se  le  comunicazioni  sono  inviate

periodicamente nel corso dell'anno,  l'imposta  di  bollo  dovuta  e'

rapportata al periodo rendicontato";

     b)  l'ultimo  periodo  e'  sostituito  dal  seguente:  "Per   le

comunicazioni relative  ai  prodotti  e  agli  strumenti  finanziari,

l'imposta e' dovuta nella misura minima di euro 34,20 e nella  misura

massima di euro 1.200,00.".

   3. Per le comunicazioni di cui al  comma  2-ter  dell'articolo  13

della Tariffa, parte prima, allegata al decreto del Presidente  della

Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642, la  percentuale  della  somma  da

versare entro il 30 novembre 2012 ai sensi dell'articolo  15-bis  del

decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.  642,  e'

ridotta al 50 per cento.

   4. Le attivita' oggetto di  rimpatrio  o  di  regolarizzazione  ai

sensi dell'articolo 13-bis del decreto legge 1° luglio 2009,  n.  78,

convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n.  102,  e

successive modificazioni e integrazioni, e degli articoli 12 e 15 del

decreto  legge  25  settembre   2001,   n.   350,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001,  n.  409,  e  successive

modificazioni e integrazioni, e ancora  segretate,  sono  soggette  a

un'imposta straordinaria dell'1,5 per cento.

   5. Gli intermediari di cui all'articolo 11, comma 1,  lettera  b),

del  decreto  legge  25  settembre  2001,  n.  350,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 23 novembre 2001,  n.  409,  provvedono  a

trattenere l'imposta dalle  attivita'  rimpatriate  o  regolarizzate,

ovvero ricevono  provvista  dallo  stesso  contribuente.  I  medesimi

intermediari effettuano il relativo versamento in due  rate  di  pari

importo entro il 16 febbraio 2012  ed  entro  il  16  febbraio  2013,

secondo  le  disposizioni  contenute  nel  Capo   III   del   decreto

legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

   6.  Gli  intermediari  di  cui  al  comma   precedente   segnalano

all'Agenzia delle Entrate i contribuenti nei confronti dei quali  non

e' stata applicata  e  versata  l'imposta  a  causa  dell'intervenuta

cessazione del rapporto di deposito, amministrazione o gestione delle

attivita' rimpatriate o  regolarizzate  o,  comunque,  per  non  aver

ricevuto la provvista di cui al comma precedente. Nei  confronti  dei

contribuenti l'imposta e' riscossa mediante  iscrizione  a  ruolo  ai

sensi dell'articolo 14 del decreto del Presidente della Repubblica 29

settembre 1973, n. 602.

   7.  Per  l'omesso  versamento  si  applica   una   sanzione   pari

all'importo non versato.

   8. Per l'accertamento e la riscossione dell'imposta,  nonche'  per

il relativo contenzioso si applicano le disposizioni  in  materia  di

imposte sui redditi.

   9. L'imposta di cui al comma 4 e' dovuta anche  per  le  attivita'

oggetto di emersione che, alla data di entrata in vigore del presente

decreto, sono state in tutto o in parte  prelevate  dal  rapporto  di

deposito,  amministrazione  o  gestione  acceso  per  effetto   della

procedura di emersione ovvero comunque dismesse.

   10. Con provvedimento del  Direttore  dell'Agenzia  delle  entrate

sono stabilite le disposizioni di attuazione dei commi da 4 a 9.

 

                               Art. 20

                    Riallineamento partecipazioni

 1. La disposizione del comma 12 dell'articolo 23 del decreto legge 6

luglio 2011, n. 98, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  15

luglio 2011, n. 111, si applica anche alle operazioni effettuate  nel

periodo di imposta in  corso  al  31  dicembre  2011.  Il  versamento

dell'imposta sostitutiva e' dovuto in tre rate  di  pari  importo  da

versare:

     a) la prima, entro il termine di  scadenza  dei  versamenti  del

saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo d'imposta 2012;

     b) la seconda e la  terza  entro  il  termine  di  scadenza  dei

versamenti, rispettivamente, della prima e della seconda o unica rata

di acconto delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta

2014.

 2. Gli effetti del riallineamento di cui al comma  1  decorrono  dal

periodo d'imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014.

 3. Si applicano, ove compatibili, le  modalita'  di  attuazione  dei