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Roma, 1 luglio 2014

 

Circolare n. 127/2014

 

Oggetto: Tributi – Le disposizioni fiscali per le imprese contenute nel D.L. n.66/2014 convertito nella Legge 23.6.2014, n.89, su G.U. n.143 del 23.6.2014.

 

Si riepilogano di seguito gli aspetti essenziali delle disposizioni di natura fiscale contenute nel cosiddetto Decreto Renzi, recentemente convertito in legge.

 

Bonus dipendenti (art.1) – E’ stato confermato il credito d’imposta a favore dei lavoratori con redditi annui fino a 26 mila euro; la legge di conversione ha previsto la possibilità per i datori di lavoro di recuperare le somme anticipate in busta paga con qualsiasi debito tributario e contributivo tramite il modello di versamento unico F24.

 

Riduzione Irap (art.2) – E’ stata confermata la riduzione dell’Irap a partire dal corrente periodo d’imposta (per le imprese con esercizio coincidente con l’anno solare); in particolare l’aliquota base passa dal 3,9 al 3,5 per cento; inoltre le regioni potranno incrementare le aliquote solo entro il limite dello 0,92 per cento; è stato inoltre confermato che la determinazione dell’acconto dell’imposta col metodo previsionale va effettuata con l’aliquota intermedia del 3,75 per cento.

 

Rendite finanziarie (art.3) – Le aliquote delle ritenute e dell’imposta sostitutiva applicabile sui redditi di natura finanziaria aumentano dal 20 al 26 per cento a decorrere dall’1 luglio 2014; alcune rendite espressamente individuate non subiscono l’aggravio, come ad esempio gli interessi su obbligazioni e altri titoli pubblici italiani.

 

Fondi pensione (art.4) – La legge di conversione ha previsto l’aumento dall’11 all’11,5 per cento dell’imposta sostitutiva applicabile ai Fondi Pensione per il 2014.

 

Rivalutazione beni d’impresa (art.4) – Con la legge di conversione è stata ripristinata la possibilità di versare in tre rate, senza interessi, l’imposta sostitutiva sulla rivalutazione agevolata dei beni d’impresa, nonché sull’affrancamento del saldo attivo da rivalutazione; peraltro le tre rate scadono entro quest’anno (rispettivamente 7 luglio, 16 settembre e 16 dicembre); com’è noto il decreto legge aveva previsto il pagamento in un’unica soluzione, mentre la disposizione originaria sulla rivalutazione dei beni d’impresa aveva previsto il pagamento rateale in tre anni (art.1 c.145 L.147/2013).

 

TASI (art.4) – In materia di imposta comunale per servizi indivisibili, è stata confermata la scadenza di pagamento del 16 ottobre 2014 per l’acconto dell’imposta nei confronti dei comuni che pubblichino le delibere con la fissazione dell’aliquota entro la prima decade di settembre; in caso di mancata delibera, il pagamento dell’imposta avviene in un’unica soluzione entro il 16 dicembre 2014 con l’aliquota dell’1 per mille; è stato inoltre confermato che dal 2015 i comuni debbano rendere disponibili i modelli di pagamento precompilato.

 

Tasse sul passaporto (art.5 bis) – E’ aumentato il contributo amministrativo per il rilascio del passaporto (da 40,29 a 73,50 euro); per contro è stata soppressa la tassa di concessione governativa dovuta annualmente nel caso di viaggio in paesi extraeuropei.

 

Versamenti telematici (art.11) – Dall’1 ottobre 2014 i pagamenti di imposte e contributi con i modelli F24 dovrà avvenire obbligatoriamente con i servizi telematici messi a disposizione dall’Agenzia delle Entrate (Entratel o Fisconline); nel caso di modelli F24 comprendenti compensazioni, ovvero modelli F24 d’importo superiore a 1.000 euro potranno essere utilizzati anche i servizi telematici messi a disposizione dagli intermediari della riscossione convenzionati con l’Agenzia delle Entrate (home banking delle banche e di poste italiane).

 

Rateazione debiti tributari (art.11 bis) – E’ stata introdotta la possibilità per i contribuenti decaduti dalla rateazione dei debiti tributari di usufruire di un nuovo piano di rateazione fino ad un massimo di 72 rate mensili; possono beneficiare della misura i contribuenti per i quali la decadenza sia intervenuta entro il 22 giugno; la richiesta di nuovo piano rateale deve essere presentata entro il 31 luglio 2014.

 

Fattura elettronica (art.25) – E’ stata confermata la decorrenza dal 31 marzo 2015 dell’obbligo di emettere fatture elettroniche per la fornitura di beni e servizi alle Pubbliche Amministrazioni; com’è noto, nei confronti di Ministeri, Agenzie Fiscali ed enti di previdenza l’obbligo di fatturazione elettronica è in vigore dal 6 giugno scorso; la legge in esame prevede che le fatture debbano contenere il Codice identificativo di gara (CIG), nonché il Codice Unico di Progetto (CUP) per le fatture riferite a opere pubbliche, manutenzioni straordinarie, interventi finanziati da contributi comunitari; i suddetti codici devono essere inseriti a cura della stazione appaltante.

 

Crediti commerciali verso P.A. (art.27) – A decorrere dall’1 luglio viene potenziata la funzionalità della Piattaforma elettronica per la certificazione dei crediti delle Pubbliche Amministrazioni.

 

Cessione dei crediti commerciali verso P.A. (art.38 bis) – E’ stata prevista l’esenzione da imposte, tasse e diritti (con la sola esclusione dell’Iva) per gli atti di cessione di crediti commerciali vantati verso Pubbliche Amministrazioni liquidi, certi ed esigibili alla data del 31.12.2013.

 

Compensazione con somme dovute per accertamento tributario (art.39) – E’ stata introdotta a regime la possibilità di compensare i crediti commerciali vantati verso Pubbliche Amministrazioni con le somme dovute per alcune tipologie di accertamento tributario.

 

Compensazione con cartelle esattoriali (art.40) – E’ stata prorogata la possibilità di compensazione dei crediti commerciali vantati verso P.A. con somme iscritte a ruolo; in particolare la compensazione potrà essere eseguita con le somme dovute per ruoli notificati entro il 30 settembre 2013 (in precedenza entro il 31.12.2012).

 

 

Daniela Dringoli

Per riferimenti confronta circ.re conf.le n.123/2014, 92/2014 e 86/2014

Responsabile di Area

Allegato uno

 

D/d

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G.U. n. 143 del 25.6.2014

LEGGE 23 giugno 2014, n. 89

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24  aprile
2014, n. 66, recante  misure  urgenti  per  la  competitivita'  e  la
giustizia sociale. Deleghe al  Governo  per  il  completamento  della
revisione della struttura del bilancio dello Stato, per  il  riordino
della disciplina per la gestione  del  bilancio  e  il  potenziamento
della funzione del bilancio di cassa, nonche' per  l'adozione  di  un
testo unico in materia di  contabilita'  di  Stato  e  di  tesoreria.
 

                             TITOLO I

               RIDUZIONI DI IMPOSTE E NORME FISCALI

 

                             Capo I

RILANCIO DELL'ECONOMIA ATTRAVERSO LA RIDUZIONE DEL CUNEO FISCALE

 

                               Art. 1

 Riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati

  1. In attesa dell'intervento normativo strutturale da  attuare  con

la legge  di  stabilita'  per  l'anno  2015,      nel  quale  saranno

prioritariamente  previsti   interventi   di   natura   fiscale   che

privilegino, con misure appropriate, il  carico  di  famiglia  e,  in

particolare, le famiglie monoreddito con almeno due o  piu'  figli  a

carico,    e mediante l'utilizzo della dotazione  del  fondo  di  cui

all'articolo 50, comma  6,  al  fine  di  ridurre  nell'immediato  la

pressione fiscale e contributiva sul lavoro e  nella  prospettiva  di

una complessiva revisione del  prelievo  finalizzata  alla  riduzione

strutturale  del  cuneo  fiscale,  finanziata  con  una  riduzione  e

riqualificazione  strutturale  e  selettiva  della  spesa   pubblica,

all'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui  al

decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,  n.  917,

dopo il comma 1 e' inserito il seguente:

  «1-bis. Qualora l'imposta lorda determinata sui redditi di cui agli

articoli 49, con esclusione di quelli indicati nel comma  2,  lettera

a), e 50, comma 1, lettere a), b), c), c-bis), d), h-bis) e  l),  sia

di importo superiore a quello della detrazione spettante ai sensi del

comma 1, e' riconosciuto un credito, che non concorre alla formazione

del reddito, di importo pari:

  1) a 640 euro, se il reddito complessivo non e' superiore a  24.000

euro;

  2) a 640 euro, se il reddito complessivo e' superiore a 24.000 euro

ma non a 26.000 euro. Il credito spetta per la  parte  corrispondente

al rapporto tra l'importo  di  26.000  euro,  diminuito  del  reddito

complessivo, e l'importo di 2.000 euro.».

  2. Il credito di cui al comma precedente e' rapportato  al  periodo

di lavoro nell'anno.

  3. Le disposizioni di cui al comma  1  si  applicano  per  il  solo

periodo d'imposta 2014.

  4. Per l'anno 2014, i sostituti d'imposta di cui agli articoli 23 e

29 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973,  n.

600,  riconoscono  il  credito  eventualmente  spettante   ai   sensi

dell'articolo 13 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al

decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,  n.  917,

come  modificato  dal   presente   decreto,   ripartendolo   fra   le

retribuzioni erogate successivamente alla data di entrata  in  vigore

del presente decreto, a partire dal primo periodo di paga  utile.    

Il  credito  di  cui  al  primo  periodo  e'  riconosciuto,  in   via

automatica, dai sostituti d'imposta.    

  5. Il credito di cui all'articolo 13, comma 1-bis, del testo  unico

delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del  Presidente  della

Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e' attribuito  sugli  emolumenti

corrisposti in ciascun  periodo  di  paga  rapportandolo  al  periodo

stesso.    Le somme erogate ai sensi del comma 1 sono recuperate  dal

sostituto d'imposta mediante l'istituto della  compensazione  di  cui

all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997,  n.  241.  Gli

enti pubblici e le amministrazioni dello Stato possono recuperare  le

somme erogate ai sensi del  comma  1  anche  mediante  riduzione  dei

versamenti  delle  ritenute  e,  per   l'eventuale   eccedenza,   dei

contributi previdenziali. In quest'ultimo caso  l'INPS  e  gli  altri

enti  gestori  di  forme  di  previdenza   obbligatorie   interessati

recuperano i  contributi  non  versati  alle  gestioni  previdenziali

rivalendosi sulle ritenute da  versare  mensilmente  all'Erario.  Con

riferimento   alla   riduzione   dei   versamenti   dei    contributi

previdenziali conseguente all'applicazione  di  quanto  previsto  dal

presente comma, restano in ogni caso ferme  le  aliquote  di  computo

delle prestazioni.    L'importo del credito riconosciuto e'  indicato

nella  certificazione  unica  dei  redditi  di  lavoro  dipendente  e

assimilati (CUD).

  6. (Soppresso).

  7. In relazione alla effettiva modalita' di fruizione  del  credito

di cui ai precedenti commi, il Ministro dell'economia e delle finanze

e' autorizzato  ad  apportare,  con  propri  decreti,  le  necessarie

variazioni di bilancio compensative, anche tra l'entrata e la  spesa,

al fine di consentirne la corretta rappresentazione contabile.

 

                               Art. 2

                   Disposizioni in materia di IRAP

  1. A decorrere dal periodo d'imposta successivo a quello  in  corso

al 31 dicembre 2013, al decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446,

sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) all'articolo 16, comma 1, le  parole  «l'aliquota  del  3,9  per

cento» sono sostituite  dalle  seguenti:  «l'aliquota  del  3,50  per

cento»;

  b)  all'articolo  16,  comma  1-bis,  sono  apportate  le  seguenti

modificazioni:

  1) alla lettera a), le parole «l'aliquota del 4,20 per cento»  sono

sostituite dalle seguenti: «l'aliquota del 3,80 per cento»;

  2) alla lettera b), le parole «l'aliquota del 4,65 per cento»  sono

sostituite dalle seguenti: «l'aliquota del 4,20 per cento»;

  3) alla lettera c), le parole «l'aliquota del 5,90 per cento»  sono

sostituite dalle seguenti: «l'aliquota del 5,30 per cento»;

  c) all'articolo 45, comma 1, le parole «nella misura  dell'1,9  per

cento» sono sostituite dalle seguenti: «nella  misura  del  1,70  per

cento».

  2. Ai fini della determinazione dell'acconto relativo al periodo di

imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013  secondo  il

criterio previsionale, di cui all'articolo  4  del  decreto  legge  2

marzo 1989, n. 69,  convertito  con  modificazioni,  dalla  legge  27

aprile 1989, n. 154, in luogo delle aliquote di cui alle lettere  a),

b), e c) del comma 1 applicabili al periodo di imposta  successivo  a

quello in corso al 31 dicembre 2013, si tiene conto, rispettivamente,

delle aliquote del 3,75; 4,00; 4,50; 5,70 e 1,80 per cento.

  3. All'articolo 16, comma 3, del decreto  legislativo  15  dicembre

1997, n. 446, le parole «fino ad un massimo di un punto  percentuale»

sono sostituite dalle seguenti: «fino ad un  massimo  di  0,92  punti

percentuali».

  4. Le aliquote dell'imposta regionale  sulle  attivita'  produttive

vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto,  qualora

variate ai sensi dell'articolo 16, comma 3, del  decreto  legislativo

15 dicembre 1997, n. 446 e dell'articolo  5,  comma  1,  del  decreto

legislativo 6 maggio 2011, n. 68, sono  rideterminate  applicando  le

variazioni adottate alle aliquote previste dal comma 1  del  presente

articolo.

 

                                Capo II
     TRATTAMENTO FISCALE DEI REDDITI DI NATURA FINANZIARIA E ALTRE
                        DISPOSIZIONI FISCALI

 

                               Art. 3

      Disposizioni in materia di redditi di natura finanziaria

  1. Le ritenute e le imposte sostitutive sugli  interessi,  premi  e

ogni altro provento di cui all'articolo  44  del  testo  unico  delle

imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della

Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e sui  redditi  diversi  di  cui

all'articolo 67, comma 1,  lettere  da  c-bis)  a  c-quinquies),  del

medesimo testo unico, ovunque ricorrano, sono stabilite nella  misura

del 26 per cento.

  2. La  disposizione  di  cui  al  comma  1  non  si  applica  sugli

interessi, premi e ogni altro provento di  cui  all'articolo  44  del

testo unico  delle  imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del

Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e  sui  redditi

diversi di cui all'articolo 67, comma 1, lettera c-ter), del medesimo

testo unico, relativi a:

  a) obbligazioni e altri titoli di cui all'articolo 31  del  decreto

del  Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  601  ed

equiparati;

  b) obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista  di  cui  al

decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma  1,  del  testo

unico n. 917 del 1986 e obbligazioni emesse da enti territoriali  dei

suddetti Stati;

  c)  titoli  di  risparmio  per  l'economia   meridionale   di   cui

all'articolo 8, comma 4, del decreto legge 13  maggio  2011,  n.  70,

convertito, con modificazioni, dalla legge 12 luglio 2011, n. 106.

  3. La disposizione di cui al comma 1 non si applica  altresi'  agli

interessi di cui al comma 8-bis dell'articolo 26-quater  del  decreto

del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, agli utili

di cui all'articolo 27, comma 3, secondo periodo, e comma 3-ter,  del

decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600,  e

al risultato netto maturato delle forme di  previdenza  complementare

di cui al decreto legislativo 5 dicembre 2005, n. 252.

  4. All'articolo 27,  comma  3,  ultimo  periodo,  del  decreto  del

Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, le parole: «di

un  quarto»   sono   sostituite   dalle   seguenti:   «degli   undici

ventiseiesimi».

  5. Al decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461, sono  apportate

le seguenti modificazioni:

  a) all'articolo 5, comma 2,  l'ultimo  periodo  e'  sostituito  dal

seguente: «Ai fini del presente articolo, i redditi diversi derivanti

dalle obbligazioni e dagli altri titoli di cui  all'articolo  31  del

decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601  ed

equiparati e dalle obbligazioni  emesse  dagli  Stati  inclusi  nella

lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma

1, del medesimo testo unico n. 917 del 1986, e obbligazioni emesse da

enti territoriali dei suddetti Stati sono computati nella misura  del

48,08 per cento dell'ammontare realizzato.»;

  b) all'articolo 6, comma 1,  l'ultimo  periodo  e'  sostituito  dal

seguente: «Ai fini del presente articolo, i redditi diversi derivanti

dalle obbligazioni e dagli altri titoli di cui  all'articolo  31  del

decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 601  ed

equiparati e dalle obbligazioni  emesse  dagli  Stati  inclusi  nella

lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma

1, del medesimo testo unico n. 917 del 1986, e obbligazioni emesse da

enti territoriali dei suddetti Stati sono computati nella misura  del

48,08 per cento dell'ammontare realizzato.»;

  c) all'articolo 7, comma 4,  l'ultimo  periodo  e'  sostituito  dal

seguente: «Ai fini del presente  comma,  i  redditi  derivanti  dalle

obbligazioni e dagli altri titoli di cui all'articolo 31 del  decreto

del  Presidente  della  Repubblica  29  settembre  1973,  n.  601  ed

equiparati e dalle obbligazioni  emesse  dagli  Stati  inclusi  nella

lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis, comma

1, del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al  decreto  del

Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e  obbligazioni

emesse da enti territoriali dei suddetti Stati sono  computati  nella

misura del 48,08 per cento del loro ammontare.».

  6. La misura dell'aliquota di  cui  al  comma  1  si  applica  agli

interessi, ai premi e ad ogni altro provento di cui  all'articolo  44

del testo unico delle imposte sui redditi,  di  cui  al  decreto  del

Presidente della  Repubblica  22  dicembre  1986,  n.  917,  divenuti

esigibili e ai redditi diversi  di  cui  all'articolo  67,  comma  1,

lettere da c-bis) a c-quinquies), del predetto testo unico realizzati

a decorrere dal 1 luglio 2014.

  7. La misura dell'aliquota di cui al comma 1 si applica:

  a) ai dividendi e ai proventi ad essi assimilati,  percepiti  dalla

data indicata al comma 6;

  b) agli interessi e agli altri proventi derivanti da conti correnti

e depositi bancari e postali, anche se rappresentati da  certificati,

nonche' da obbligazioni, titoli similari e  cambiali  finanziarie  di

cui all'articolo 26 del decreto del Presidente  della  Repubblica  29

settembre 1973, n. 600, maturati a decorrere dalla suddetta data.

  8. Per le obbligazioni e i titoli similari di cui  all'articolo  2,

comma 1, del decreto legislativo 1° aprile 1996, n.  239,  la  misura

dell'aliquota di cui al comma 1 si applica agli interessi, ai premi e

ad ogni altro provento di cui all'articolo 44 del testo  unico  delle

imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della

Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,  maturati  a  decorrere  dal 

luglio 2014.

  9. Ai fini dell'applicazione delle disposizioni di cui al comma  8,

per gli interessi e altri proventi soggetti  all'imposta  sostitutiva

di  cui  al  decreto  legislativo    aprile  1996,  n.   239,   gli

intermediari di cui all'articolo 2, comma  2,  del  medesimo  decreto

provvedono ad effettuare addebiti e accrediti del conto unico di  cui

all'articolo 3 del citato decreto alla data del 30 giugno  2014,  per

le obbligazioni e titoli similari senza cedola o  con  cedola  avente

scadenza non inferiore a un anno  dalla  data  del  30  giugno  2014,

ovvero in occasione della scadenza della cedola o  della  cessione  o

rimborso del titolo, per le obbligazioni e  titoli  similari  diversi

dai precedenti. Per i titoli espressi in valuta estera si tiene conto

del valore del cambio alla data del 30 giugno 2014.

  10.  La  misura  dell'aliquota  di  cui  al  comma  1  si  applica,

relativamente ai redditi di cui all'articolo  44,  comma  1,  lettera

g-bis), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al  decreto

del Presidente della Repubblica 22 dicembre  1986,  n.  917,  e  agli

interessi e  ad  altri  proventi  delle  obbligazioni  e  dei  titoli

similari di cui al decreto legislativo 1 aprile  1996,  n.  239,  dal

giorno successivo alla data  di  scadenza  del  contratto  di  pronti

contro termine stipulato anteriormente al 1º  luglio  2014  e  avente

durata non superiore a 12 mesi.

  11. Per  i  redditi  di  cui  all'articolo  44,  comma  1,  lettere

g-quater) e g-quinquies), del testo unico delle imposte sui  redditi,

di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,

n. 917, derivanti da contratti sottoscritti fino al 30  giugno  2014,

la misura dell'aliquota di cui al comma 1 si applica sulla parte  dei

suddetti redditi maturati a decorrere dal 1 luglio 2014.

  12. Per i proventi di cui all'articolo 44, comma 1, lettera g), del

testo  unico  delle  imposte  sui  redditi  di  cui  al  decreto  del

Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e per i redditi

diversi di cui all'articolo 67, comma 1, lettera c-ter), del medesimo

decreto derivanti dalla partecipazione ad organismi  di  investimento

collettivo del risparmio, la misura dell'aliquota di cui al comma  1,

si applica sui proventi realizzati a decorrere dal 1 luglio 2014,  in

sede di rimborso, cessione o liquidazione delle quote o  azioni.  Sui

proventi realizzati a decorrere dal 1 luglio  2014  e  riferibili  ad

importi maturati al 30 giugno 2014 si applica  l'aliquota  in  vigore

fino al 30 giugno 2014.

  13. Le  minusvalenze,  perdite  e  differenziali  negativi  di  cui

all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a  c-quater),  del  testo

unico delle imposte sui redditi, di cui  al  decreto  del  Presidente

della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, sono portati in  deduzione

dalle plusvalenze e dagli altri redditi diversi di  cui  all'articolo

67, comma 1, lettere da  c-bis)  a  c-quinquies),  del  citato  testo

unico, realizzati successivamente alla data del 30 giugno  2014,  con

le seguenti modalita':

  a) per una quota pari al 48,08 per cento, se sono  realizzati  fino

alla data del 31 dicembre 2011;

  b) per una quota pari al 76,92 per cento, se sono realizzati dal 1º

gennaio 2012 al 30 giugno 2014. Restano fermi i limiti  temporali  di

deduzione previsti dagli articoli 68, comma  5,  del  medesimo  testo

unico e 6, comma 5, del decreto legislativo 21 novembre 1997, n. 461.

  14. Per le gestioni individuali di portafoglio di cui  all'articolo

7 del decreto  legislativo  21  novembre  1997,  n.  461,  la  misura

dell'aliquota di cui al comma 1 si applica sui risultati  maturati  a

decorrere dal 1 luglio 2014. Dai risultati  di  gestione  maturati  a

decorrere dal 1 luglio 2014 sono portati  in  deduzione  i  risultati

negativi di gestione rilevati alla data del 31 dicembre  2011  e  non

compensati alla data del 30 giugno 2014, per una quota pari al  48,08

per cento del loro ammontare, e quelli rilevati nel periodo  compreso

tra il 1º gennaio 2012 e il 30 giugno 2014, non compensati alla  data

del 30 giugno 2014, per una quota pari al 76,92 per  cento  del  loro

ammontare. Restano fermi i limiti temporali di utilizzo dei risultati

negativi di gestione previsti dall'articolo 7, comma 10, del  decreto

legislativo 21 novembre  1997,  n.  461.  L'imposta  sostitutiva  sul

risultato maturato alla data  del  30  giugno  2014  e'  versata  nel

termine ordinario di cui al comma  11  dell'articolo  7  del  decreto

legislativo 21 novembre 1997, n. 461.

  15.  A  decorrere  dal  1   luglio   2014,   agli   effetti   della

determinazione delle plusvalenze e minusvalenze di  cui  all'articolo

67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del testo unico  delle

imposte  sui  redditi,  di  cui  al  decreto  del  Presidente   della

Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, in luogo del costo o  valore  di

acquisto, o del valore determinato ai sensi dell'articolo 14, commi 6

e seguenti, del decreto  legislativo  21  novembre  1997,  n.  461  o

dell'articolo 2, commi 29 e seguenti, del  decreto  legge  13  agosto

2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre

2011 n. 148,  puo'  essere  assunto  il  valore  dei  titoli,  quote,

diritti,  valute  estere,  metalli  preziosi  allo  stato  grezzo   o

monetato, strumenti finanziari, rapporti e crediti alla data  del  30

giugno 2014, a condizione che il contribuente:

  a) opti per la determinazione, alla stessa data, delle plusvalenze,

delle minusvalenze relative ai predetti titoli, strumenti finanziari,

rapporti e crediti, escluse quelle derivanti dalla partecipazione  ad

organismi  di  investimento   collettivo   del   risparmio   di   cui

all'articolo 67, comma 1, lettera c-ter), del citato testo unico;

  b) provveda al versamento  dell'imposta  sostitutiva  eventualmente

dovuta nella misura del 20 per cento, secondo i criteri stabiliti nel

comma 16.

  16. Nel caso di cui  all'articolo  5  del  decreto  legislativo  21

novembre 1997, n. 461, l'opzione di cui al  comma  15  si  estende  a

tutti i titoli e strumenti  finanziari  detenuti  alla  data  del  30

giugno 2014, tenendo conto delle minusvalenze realizzate e non ancora

compensate a tale data; l'imposta sostitutiva dovuta  e'  corrisposta

entro  il  16  novembre  2014.  L'ammontare  del  versamento   e   le

compensazioni tra minusvalenze e plusvalenze  maturate  entro  il  30

giugno 2014 vanno indicati nella dichiarazione dei  redditi  relativa

al periodo di imposta 2014.  Nel  caso  di  cui  all'articolo  6  del

medesimo decreto legislativo, l'opzione  e'  resa  mediante  apposita

comunicazione all'intermediario entro  il  30  settembre  2014  e  si

estende a tutti i titoli, quote o certificati inclusi nel rapporto di

custodia o amministrazione, posseduti alla data del  30  giugno  2014

nonche' alla data di esercizio dell'opzione; l'imposta sostitutiva e'

versata dagli intermediari entro il  16  novembre  2014,  ricevendone

provvista dal contribuente.

  17. Le  minusvalenze,  perdite  e  differenziali  negativi  di  cui

all'articolo 67, comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del testo

unico delle imposte sui redditi, di cui  al  decreto  del  Presidente

della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917,  derivanti  dall'esercizio

delle opzioni di cui ai commi 15 e 16 sono portati in deduzione dalle

plusvalenze e dagli altri redditi diversi  di  cui  all'articolo  67,

comma 1, lettere da c-bis) a c-quinquies), del  citato  testo  unico,

realizzati successivamente al 30 giugno 2014, per una quota  pari  al

76,92 per cento del loro ammontare, ovvero  per  una  quota  pari  al

48,08  per  cento  qualora  si  tratti  di  minusvalenze,  perdite  e

differenziali negativi realizzati fino alla data del 31 dicembre 2011

e non compensate  in  sede  di  applicazione  dell'imposta  dovuta  a

seguito dell'esercizio delle suindicate opzioni.

  18. Le disposizioni di cui ai commi da 15 a 17 non si applicano per

i titoli indicati nel comma 2, lettere a) e b).

 

                               Art. 4

Disposizioni di coordinamento e  modifiche  alla  legge  27  dicembre

                            2013, n. 147

  1. Le disposizioni di cui all'articolo 3 hanno effetto a  decorrere

dal 1 luglio 2014. Ai fini dell'applicazione del citato  articolo  3,

rilevano, in quanto compatibili, i decreti del Ministro dell'economia

e delle finanze 13 dicembre 2011, emanati ai sensi  dell'articolo  2,

commi 13, lettera b), 23, 26 e 34 del decreto-legge 13  agosto  2011,

n. 138. convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011,

n. 148, nonche' le eventuali integrazioni degli stessi  disposte  con

successivi decreti del Ministro dell'economia e delle finanze.

  2. E' abrogato il comma 2  dell'articolo  4  del  decreto-legge  28

giugno 1990, n. 167 convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  4

agosto 1990, n. 227.

  3. Sono abrogati gli ultimi due periodi del comma  4  dell'articolo

13 del decreto legislativo 4 marzo 2014, n. 44.

  4. All'articolo  26-quinquies  del  decreto  del  Presidente  della

Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo il comma 5 e' inserito  il

seguente: «5-bis. La ritenuta di cui al comma 1 non  si  applica  sui

proventi spettanti alle imprese di assicurazione e relativi a quote o

azioni  comprese  negli  attivi  posti  a  copertura  delle   riserve

matematiche dei rami vita.».

  5. All'articolo 10-ter della legge 23 marzo 1983, n.  77,  dopo  il

comma 4 e' inserito il seguente: «4-bis. La ritenuta di cui ai  commi

1 e  2  non  si  applica  sui  proventi  spettanti  alle  imprese  di

assicurazione e relativi a quote o azioni comprese negli attivi posti

a copertura delle riserve matematiche dei rami vita.».

  6. All'articolo 2, comma 1, del decreto legislativo 1 aprile  1996,

n. 239, la lettera c) e' sostituita dalla

  seguente: «c) enti di cui all'articolo 73, comma 1, lettera  c),  e

quelli di cui all'articolo 74 del medesimo testo unico,  n.  917  del

1986,  esclusi  gli  organismi   di   investimento   collettivo   del

risparmio;».

     6-bis. In attesa  di  armonizzare,  a  decorrere  dal  2015,  la

disciplina di tassazione dei redditi di natura finanziaria degli enti

previdenziali di cui al decreto legislativo 30 giugno 1994, n. 509, e

al decreto legislativo 10 febbraio 1996, n. 103, con quella  relativa

alle  forme  pensionistiche  e  complementari  di  cui   al   decreto

legislativo 5 dicembre 2005, n. 252, a tali enti e'  riconosciuto  un

credito d'imposta pari alla differenza tra l'ammontare delle ritenute

e imposte sostitutive applicate nella misura del  26  per  cento  sui

redditi di natura finanziaria relativi al periodo dal 1 luglio al  31

dicembre 2014, dichiarate e certificate dai soggetti  intermediari  o

dichiarate dagli enti medesimi  e  l'ammontare  di  tali  ritenute  e

imposte sostitutive computate nella misura del 20 per cento. Si tiene

conto dei criteri indicati nell'articolo 3, commi 6  e  seguenti.  Il

credito d'imposta va indicato nella dichiarazione dei redditi per  il

2014, non concorre alla formazione del reddito ai fini delle  imposte

sui redditi e  del  valore  della  produzione  ai  fini  dell'imposta

regionale sulle attivita' produttive, non rileva ai fini del rapporto

di cui agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico delle imposte

sui redditi, di cui al decreto del  Presidente  della  Repubblica  22

dicembre 1986, n. 917. Il credito d'imposta puo' essere utilizzato  a

decorrere dal 1 gennaio  2015  esclusivamente  in  compensazione,  ai

sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

Al credito d'imposta non si applicano i limiti di cui all'articolo 1,

comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n.  244,  e  all'articolo  34

della legge 23 dicembre 2000, n. 388.

  6-ter. Per l'anno 2014 l'aliquota prevista dall'articolo 17,  comma

1, del decreto legislativo  5  dicembre  2005,  n.  252,  e'  elevata

all'11,50 per cento. Una quota  delle  maggiori  entrate  di  cui  al

presente comma, pari a 4 milioni di euro per l'anno 2015,  confluisce

nel Fondo per interventi strutturali di  politica  economica  di  cui

all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,

convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n.  307.

   

  7. All'articolo 26, comma 3-bis, del decreto del  Presidente  della

Repubblica 29 settembre 1973,  n.  600,  primo  periodo,  le  parole:

«ovvero con la minore aliquota prevista per  i  titoli  di  cui  alle

lettere a) e b) del comma 7  dell'articolo  2  del  decreto-legge  13

agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  14

settembre 2011, n. 148» sono sostituite con le seguenti: «ovvero  con

la minore aliquota prevista per le obbligazioni e gli altri titoli di

cui all'articolo 31 del decreto del Presidente  della  Repubblica  29

settembre 1973, n. 601 ed  equiparati  e  dalle  obbligazioni  emesse

dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto  emanato  ai  sensi

dell'articolo 168-bis, comma 1, del medesimo testo unico n.  917  del

1986 e obbligazioni emesse da enti territoriali dei suddetti Stati.».

  8. All'articolo 26-quinquies, comma 3, del decreto  del  Presidente

della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, dopo le parole:  «e  alle

obbligazioni emesse dagli Stati inclusi nella lista di cui al decreto

emanato ai sensi dell'articolo 168-bis del testo unico delle  imposte

sui redditi approvato con il decreto del Presidente della  Repubblica

22  dicembre  1986,  n.  917»  sono  aggiunte  le  parole:  «e   alle

obbligazioni emesse da enti territoriali dei suddetti Stati».

  9. All'articolo 10-ter, comma 2-bis, della legge 23 marzo 1983,  n.

77, dopo le parole: «e alle obbligazioni emesse dagli  Stati  inclusi

nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis,

comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi approvato  con  il

decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,  n.  917»

sono  aggiunte  le  parole:  «e  alle  obbligazioni  emesse  da  enti

territoriali dei suddetti Stati».

  10. All'articolo 2, comma 23, del decreto-legge 13 agosto 2011,  n.

138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n.

148, dopo le parole: «e alle obbligazioni emesse dagli Stati  inclusi

nella lista di cui al decreto emanato ai sensi dell'articolo 168-bis,

comma 1, del testo unico delle imposte sui redditi approvato  con  il

decreto del Presidente della Repubblica 22  dicembre  1986,  n.  917»

sono  aggiunte  le  parole:  «e  alle  obbligazioni  emesse  da  enti

territoriali dei suddetti Stati».

     11. Il comma 145 dell'articolo 1 della legge 27  dicembre  2013,

n. 147 e' sostituito dal seguente:

  «145. Le imposte sostitutive di cui ai commi 142 e 143 sono versate

nel periodo d'imposta successivo a quello in  corso  al  31  dicembre

2013 in tre rate di pari importo, senza pagamento  di  interessi,  di

cui la prima entro il giorno 16 del sesto mese dalla fine del periodo

d'imposta, la seconda entro il giorno 16 del nono mese dalla fine del

periodo d'imposta e la terza entro il giorno 16 del  dodicesimo  mese

dalla fine del periodo d'imposta.  Gli  importi  da  versare  possono

essere compensati ai sensi del decreto legislativo 9 luglio 1997,  n.

241.».    

  12. Il comma 148 dell'articolo 1 della legge 27 dicembre  2013,  n.

147 e' sostituito dal seguente: «148. Ai maggiori valori iscritti nel

bilancio relativo all'esercizio in corso al  31  dicembre  2013,  per

effetto dell'articolo 6, comma 6, del decreto-legge 30 novembre 2013,

n. 133, convertito, con modificazioni, dalla legge 29  gennaio  2014,

n. 5, si applica un'imposta sostitutiva delle imposte sui  redditi  e

dell'imposta regionale sulle  attivita'  produttive  e  di  eventuali

addizionali, da versarsi in  unica  soluzione  entro  il  termine  di

versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il  periodo

d'imposta in corso al  31  dicembre  2013.  Gli  importi  da  versare

possono essere compensati ai sensi del decreto legislativo  9  luglio

1997, n. 241. L'imposta e' pari al 26 per cento del  valore  nominale

delle quote alla suddetta  data,  al  netto  del  valore  fiscalmente

riconosciuto. Il valore fiscale delle quote si considera  riallineato

al maggior valore iscritto in bilancio, fino a concorrenza del valore

nominale, a partire dal periodo  d'imposta  in  corso  alla  data  di

entrata in vigore    della presente disposizione    .  Se  il  valore

iscritto in bilancio e'  minore  del  valore  nominale,  quest'ultimo

valore rileva comunque ai fini fiscali a partire dallo stesso periodo

d'imposta.».

     12-bis. All'articolo 18 del decreto-legge  25  giugno  2008,  n.

112, convertito, con modificazioni, dalla legge  6  agosto  2008,  n.

133, come sostituito dall'articolo  1,  comma  557,  della  legge  27

dicembre 2013, n. 147, il comma 2-bis e' sostituito dal seguente:

  «2-bis. Le  aziende  speciali,  le  istituzioni  e  le  societa'  a

partecipazione pubblica locale totale o di controllo si attengono  al

principio  di  riduzione  dei  costi  del  personale,  attraverso  il

contenimento  degli  oneri  contrattuali  e   delle   assunzioni   di

personale. A tal  fine  l'ente  controllante,  con  proprio  atto  di

indirizzo, tenuto anche conto delle disposizioni che stabiliscono,  a

suo carico, divieti  o  limitazioni  alle  assunzioni  di  personale,

definisce, per ciascuno dei soggetti di cui  al  precedente  periodo,

specifici  criteri  e  modalita'  di  attuazione  del  principio   di

contenimento dei costi del personale, tenendo conto  del  settore  in

cui ciascun soggetto opera. Le aziende speciali, le istituzioni e  le

societa' a partecipazione  pubblica  locale  totale  o  di  controllo

adottano tali indirizzi con propri  provvedimenti  e,  nel  caso  del

contenimento degli oneri contrattuali, gli stessi vengono recepiti in

sede di contrattazione di secondo livello fermo restando il contratto

nazionale in vigore al 1 gennaio  2014.  Le  aziende  speciali  e  le

istituzioni che gestiscono servizi socio-assistenziali ed  educativi,

scolastici e per l'infanzia, culturali e alla persona (ex IPAB) e  le

farmacie sono escluse dai limiti di cui al precedente periodo,  fermo

restando l'obbligo di mantenere un livello dei  costi  del  personale

coerente rispetto alla quantita' di servizi erogati. Per  le  aziende

speciali cosiddette multiservizi le disposizioni di  cui  al  periodo

precedente si applicano qualora l'incidenza del fatturato dei servizi

esclusi risulti superiore al 50 per cento del totale del valore della

produzione».

  12-ter. All'articolo 3, comma 1, della legge 18 febbraio  1999,  n.

28, dopo  le  parole:  «distribuzione  di  utili»  sono  inserite  le

seguenti: «ai soci cooperatori».

  12-quater. Al comma 688 dell'articolo 1  della  legge  27  dicembre

2013, n. 147, gli ultimi tre periodi sono sostituiti dai seguenti: «A

decorrere  dall'anno   2015,   i   comuni   assicurano   la   massima

semplificazione   degli   adempimenti   dei   contribuenti   rendendo

disponibili i modelli di pagamento preventivamente compilati su  loro

richiesta, ovvero procedendo  autonomamente  all'invio  degli  stessi

modelli. Per il solo anno 2014, in  deroga  al  settimo  periodo  del

presente  comma,  il  versamento  della  prima  rata  della  TASI  e'

effettuato, entro il 16 giugno 2014, sulla base  delle  deliberazioni

di approvazione delle aliquote e delle detrazioni pubblicate nel sito

informatico di cui al citato decreto legislativo  n.  360  del  1998,

alla data del 31 maggio 2014; a tal fine, i  comuni  sono  tenuti  ad

effettuare l'invio delle predette  deliberazioni,  esclusivamente  in

via telematica, entro il 23 maggio  2014,  mediante  inserimento  del

testo delle stesse nell'apposita sezione del Portale del  federalismo

fiscale. Nel caso di  mancato  invio  delle  deliberazioni  entro  il

predetto termine del 23 maggio 2014, il versamento della  prima  rata

della TASI e' effettuato entro il 16 ottobre 2014  sulla  base  delle

deliberazioni concernenti le aliquote e le  detrazioni,  nonche'  dei

regolamenti della TASI pubblicati nel  sito  informatico  di  cui  al

citato decreto  legislativo  n.  360  del  1998,  alla  data  del  18

settembre 2014; a tal  fine,  i  comuni  sono  tenuti  ad  effettuare

l'invio  delle  predette   deliberazioni,   esclusivamente   in   via

telematica, entro il 10  settembre  2014,  mediante  inserimento  del

testo delle stesse nell'apposita sezione del Portale del  federalismo

fiscale. Nel caso di  mancato  invio  delle  deliberazioni  entro  il

predetto  termine  del  10  settembre  2014,  l'imposta   e'   dovuta

applicando l'aliquota di base dell'1 per mille di cui al  comma  676,

comunque entro il limite massimo di cui al primo  periodo  del  comma

677, e il relativo versamento e'  effettuato  in  un'unica  soluzione

entro il 16 dicembre 2014. Nel caso di mancato invio  della  delibera

entro il predetto termine del 10 settembre  2014  ovvero  di  mancata

determinazione della percentuale di cui al  comma  681,  la  TASI  e'

dovuta dall'occupante, nella misura del 10 per  cento  dell'ammontare

complessivo del tributo, determinato con riferimento alle  condizioni

del titolare del diritto reale.  Nel  caso  di  mancato  invio  delle

deliberazioni entro il predetto termine del 23 maggio 2014, ai comuni

appartenenti  alle  regioni  a  statuto  ordinario  e  alla   regione

siciliana e alla regione Sardegna, il Ministero  dell'interno,  entro

il  20  giugno  2014,  eroga  un  importo  a  valere  sul  Fondo   di

solidarieta' comunale, corrispondente al 50  per  cento  del  gettito

annuo della TASI,  stimato  ad  aliquota  di  base  e  indicato,  per

ciascuno di  essi,  con  decreto  di  natura  non  regolamentare  del

Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento delle finanze,

da adottare entro  il  10  giugno  2014.  Il  Ministero  dell'interno

comunica all'Agenzia delle entrate, entro il 30 settembre  2014,  gli

eventuali importi da recuperare nei confronti dei singoli comuni  ove

le anticipazioni complessivamente erogate siano superiori all'importo

spettante per l'anno 2014 a titolo di Fondo di solidarieta' comunale.

L'Agenzia delle entrate procede a trattenere le relative somme, per i

comuni interessati, da qualsiasi entrata loro dovuta riscossa tramite

il sistema del versamento  unificato,  di  cui  all'articolo  17  del

decreto legislativo 9 luglio 1997, n.  241.  Gli  importi  recuperati

dall'Agenzia delle entrate sono  versati  dalla  stessa  ad  apposito

capitolo dell'entrata del bilancio  dello  Stato  entro  il  mese  di

ottobre 2014 ai fini della riassegnazione per il reintegro del  Fondo

di solidarieta' comunale nel medesimo anno».    

 

                               Art. 5

Modifiche all'articolo 14 del decreto-legge 8 agosto 2013, n.  91,  e

    all'articolo 10 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23

  1. Al comma 3 dell'articolo 14 del decreto-legge 8 agosto 2013,  n.

91, convertito, con modificazioni, dalla legge  7  ottobre  2013,  n.

112, le parole «20 aprile 2014» sono sostituite dalle  seguenti:  «15

luglio 2014», le  parole  «1º  maggio  2014»  sono  sostituite  dalle

seguenti «1 agosto 2014» e le parole  «33  milioni»  sono  sostituite

dalle seguenti: «23 milioni».

     1-bis. All'articolo 10, comma  4,  del  decreto  legislativo  14

marzo 2011, n. 23, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:  «,  e

delle disposizioni di cui all'articolo 2 della legge 1 dicembre 1981,

n. 692, e all'articolo 40 della legge 16 giugno 1927, n. 1766».    

 

                               Art. 5-bis

Modifiche al regime di entrate riscosse per atti  di  competenza  del

                    Ministero degli affari esteri

  1. Alla tabella dei diritti consolari da riscuotersi  dagli  uffici

diplomatici e consolari, allegata al decreto legislativo  3  febbraio

2011, n. 71, alla  Sezione  I,  dopo  l'articolo  7  e'  inserito  il

seguente:

  «Art. 7-bis. - Diritti  da  riscuotere  per  il  trattamento  della

domanda di riconoscimento  della  cittadinanza  italiana  di  persona

maggiorenne: euro 300,00».

  2. L'articolo  18  della  legge  21  novembre  1967,  n.  1185,  e'

sostituito dal seguente:

  «Art. 18. - 1. Per il rilascio del passaporto ordinario  e'  dovuto

un contributo amministrativo  di  euro  73,50,  oltre  al  costo  del

libretto.

  2. Il contributo amministrativo e' dovuto in occasione del rilascio

del  libretto  e  va  corrisposto  non  oltre  la  consegna  di  esso

all'interessato.

  3. Con decreto  del  Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  di

concerto con il Ministro degli affari  esteri,  sono  determinati  il

costo del libretto  e  l'aggiornamento,  con  cadenza  biennale,  del

contributo di cui al comma 1.

  4. All'estero la riscossione avviene in valuta locale,  secondo  le

norme dell'ordinamento consolare, con facolta' per il Ministero degli

affari esteri di stabilire il necessario arrotondamento».

  3. Sono abrogati:

  a) il comma 6 dell'articolo 55 della legge  21  novembre  2000,  n.

342;

  b) l'articolo 1 della tariffa annessa  al  decreto  del  Presidente

della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, e successive modificazioni,

recante la disciplina delle tasse sulle concessioni governative.    

 

 

                             Capo III
                  CONTRASTO ALL'EVASIONE FISCALE

 

                               Art. 6

             Strategie di contrasto all'evasione fiscale

  1.  Nelle  more  dell'attuazione  degli  obiettivi   di   stima   e

monitoraggio dell'evasione fiscale e di rafforzamento  dell'attivita'

conoscitiva e di controllo di cui agli articoli 3 e 9 della legge  11

marzo 2014, n. 23, il Governo, entro sessanta giorni dall'entrata  in

vigore del presente decreto, presenta alle Camere un  rapporto  sulla

realizzazione delle strategie di contrasto all'evasione fiscale,  sui

risultati conseguiti nel 2013    , specificati per ciascuna  regione,

   e nell'anno in corso, nonche' su quelli  attesi,  con  riferimento

sia al recupero di gettito derivante da accertamento di evasione  che

a quello attribuibile alla maggiore  propensione  all'adempimento  da

parte dei contribuenti, come effetto delle misure e degli  interventi

definiti.    Conseguentemente, relativamente all'anno  2013,  non  si

applica l'articolo 2, comma 36.1, del decreto-legge 13  agosto  2011,

n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011,

n. 148.    

  2. Anche sulla  base  degli  indirizzi  delle  Camere,  il  Governo

definisce un programma di ulteriori misure ed interventi al  fine  di

implementare, anche attraverso la cooperazione internazionale  ed  il

rafforzamento dei controlli, l'azione di prevenzione e  di  contrasto

all'evasione fiscale allo  scopo  di  conseguire  nell'anno  2015  un

incremento di almeno 2  miliardi  di  euro  di  entrate  dalla  lotta

all'evasione fiscale rispetto a quelle ottenute nell'anno 2013.

 

                               Art. 7

     Destinazione dei proventi della lotta all'evasione fiscale

  1. Le disposizioni di cui all'articolo 2, comma 36, terzo e  quarto

periodo, del decreto-legge 13 agosto 2011, n.  138,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 14 settembre  2011,  n.  148,  cosi'  come

modificato dall'articolo 1, comma 299, della legge 24 dicembre  2012,

n. 228, si applicano fino all'annualita' 2013  con  riferimento  alla

valutazione delle maggiori  entrate  dell'anno  medesimo  rispetto  a

quelle del 2012. Le maggiori entrate  strutturali  ed  effettivamente

incassate  nell'anno  2013  derivanti  dall'attivita'  di   contrasto

all'evasione fiscale, valutate ai  sensi  del  predetto  articolo  2,

comma 36, in 300 milioni di euro  annui  dal  2014,  concorrono  alla

copertura degli oneri derivanti dal presente decreto.

     1-bis. All'articolo 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, sono

apportate le seguenti modifiche:

  a) al comma 431, la lettera b) e' sostituita dalla seguente:

  «b) l'ammontare di risorse permanenti  che,  in  sede  di  nota  di

aggiornamento del Documento  di  economia  e  finanza,  si  stima  di

incassare quali maggiori entrate rispetto alle previsioni scritte nel

bilancio dell'esercizio in corso e a quelle effettivamente  incassate

nell'esercizio  precedente  derivanti  dall'attivita'  di   contrasto

dell'evasione fiscale, al netto di quelle derivanti dall'attivita' di

recupero fiscale svolta dalle regioni, dalle province e dai comuni»;

  b) al comma 435, dopo le parole: «Per il  2014»  sono  inserite  le

seguenti: «e il 2015».    

 

                                Capo I
     RAZIONALIZZAZIONE DELLA SPESA PUBBLICA PER BENI E SERVIZI

 

                               Art. 8

Trasparenza e razionalizzazione  della  spesa  pubblica  per  beni  e

                               servizi

     1. Al decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33,  sono  apportate

le seguenti modificazioni:

  a) all'articolo 29, il comma 1 e' sostituito dal seguente:

  «1. Le pubbliche  amministrazioni  pubblicano  i  documenti  e  gli

allegati del bilancio preventivo e del conto consuntivo entro  trenta

giorni dalla loro adozione, nonche' i dati relativi  al  bilancio  di

previsione e a quello consuntivo  in  forma  sintetica,  aggregata  e

semplificata, anche con il ricorso a  rappresentazioni  grafiche,  al

fine di assicurare la piena accessibilita' e comprensibilita'»;

  b) all'articolo 29, dopo il comma 1 e' inserito il seguente:

  «1-bis.  Le  pubbliche   amministrazioni   pubblicano   e   rendono

accessibili, anche attraverso il ricorso ad un portale unico, i  dati

relativi  alle  entrate  e  alla  spesa  di  cui  ai  propri  bilanci

preventivi e consuntivi in formato tabellare aperto che  ne  consenta

l'esportazione,  il   trattamento   e   il   riutilizzo,   ai   sensi

dell'articolo 7, secondo uno schema tipo  e  modalita'  definiti  con

decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da adottare sentita

la Conferenza unificata»;

  c) all'articolo 33, il comma 1 e' sostituito dal seguente:

  «1. Le pubbliche amministrazioni pubblicano, con  cadenza  annuale,

un indicatore dei  propri  tempi  medi  di  pagamento  relativi  agli

acquisti di beni, servizi e forniture, denominato "indicatore annuale

di tempestivita' dei pagamenti".  A  decorrere  dall'anno  2015,  con

cadenza  trimestrale,  le  pubbliche  amministrazioni  pubblicano  un

indicatore,  avente  il  medesimo  oggetto,  denominato   "indicatore

trimestrale di tempestivita' dei pagamenti". Gli indicatori di cui al

presente comma sono  elaborati  e  pubblicati,  anche  attraverso  il

ricorso a un portale unico,  secondo  uno  schema  tipo  e  modalita'

definiti con decreto del Presidente del  Consiglio  dei  ministri  da

adottare sentita la Conferenza unificata».    

  2. (Soppresso).

  3. All'articolo 14 della legge 31 dicembre 2009, n.  196,  dopo  il

comma  6,  e'  aggiunto  il  seguente:  «6-bis  I  dati  SIOPE  delle

amministrazioni pubbliche gestiti dalla Banca  d'Italia  sono      di

tipo aperto e    liberamente accessibili secondo  modalita'  definite

con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze nel  rispetto

del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.»

     3-bis. In sede di prima applicazione, i decreti di cui al  comma

1, lettere b) e c), e al comma 3, sono adottati entro  trenta  giorni

dalla data di entrata  in  vigore  della  legge  di  conversione  del

presente decreto.    

  4. A decorrere  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente

decreto,    le pubbliche  amministrazioni  di  cui  all'articolo  11,

comma 1, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33,    riducono la

spesa per acquisti di  beni  e  servizi,  in  ogni  settore,  per  un

ammontare complessivo pari a 2.100 milioni di euro  per  il  2014  in

ragione di:

  a) 700 milioni di euro da parte  delle  regioni  e  delle  province

autonome di Trento e Bolzano;

  b) 700 milioni di euro, di cui 340 milioni di euro da  parte  delle

province e citta' metropolitane e 360 milioni di euro  da  parte  dei

comuni;

  c) 700 milioni di euro, comprensivi della riduzione di cui al comma

11, da parte delle    pubbliche amministrazioni di  cui  all'articolo

11, comma 1, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33.    

  Le stesse riduzioni si applicano, in ragione  d'anno,  a  decorrere

dal 2015. Per le amministrazioni di cui alla lettera c)  si  provvede

secondo i criteri e nelle misure di cui all'articolo 50.

  5.  Gli  obiettivi  di  riduzione  di  spesa  per  ciascuna   delle

amministrazioni di cui al comma 4, lettera c), sono  determinati  con

decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da  emanarsi  entro

30 giorni dalla data di entrata in vigore  del  presente  decreto  in

modo da determinare minori riduzioni per gli enti che  acquistano  ai

prezzi  piu'  prossimi  a  quelli  di  riferimento   ove   esistenti;

registrano minori tempi di pagamento dei fornitori; fanno piu'  ampio

ricorso agli strumenti di acquisto messi a disposizione  da  centrali

di committenza. In caso di mancata adozione del decreto  nel  termine

dei 30 giorni, o di sua inefficacia,  si  applicano  le  disposizioni

dell'articolo  50.  In  pendenza  del  predetto  termine  le  risorse

finanziarie corrispondenti agli importi indicati al comma 4,  lettera

c), sono rese indisponibili.

  6. La determinazione degli obiettivi di riduzione di spesa  per  le

regioni e le province autonome e' effettuata con le modalita' di  cui

all'articolo 46.

  7. La determinazione degli obiettivi di spesa per  le  province,  i

comuni e le citta' metropolitane e' effettuata con  le  modalita'  di

cui all'articolo 47.

  8.    Fermo restando quanto previsto  dal  comma  10  del  presente

articolo  e  dai  commi  5  e  12  dell'articolo  47,  le   pubbliche

amministrazioni  di  cui  all'articolo  11,  comma  1,  del   decreto

legislativo 14 marzo 2013, n. 33   , per realizzare l'obiettivo  loro

assegnato ai sensi dei commi da 4 a 7, sono:

  a) autorizzate, a decorrere dalla data di  entrata  in  vigore  del

presente decreto    e nella salvaguardia  di  quanto  previsto  dagli

articoli 82, comma 3-bis, e 86, comma 3-bis, del decreto  legislativo

12 aprile 2006, n. 163   , a ridurre gli  importi  dei  contratti  in

essere    nonche' di quelli relativi a procedure di  affidamento  per

cui sia gia'  intervenuta  l'aggiudicazione,  anche  provvisoria    ,

aventi ad oggetto acquisto o  fornitura  di  beni  e  servizi,  nella

misura del 5 per cento, per tutta la  durata  residua  dei  contratti

medesimi. Le parti hanno facolta' di  rinegoziare  il  contenuto  dei

contratti, in funzione della suddetta riduzione. E'  fatta  salva  la

facolta' del prestatore dei  beni  e  dei  servizi  di  recedere  dal

contratto entro 30 giorni dalla comunicazione della manifestazione di

volonta' di operare la riduzione senza alcuna  penalita'  da  recesso

verso l'amministrazione. Il recesso e' comunicato all'Amministrazione

e ha effetto decorsi trenta giorni  dal  ricevimento  della  relativa

comunicazione da parte di quest'ultima. In caso  di  recesso,      le

pubbliche amministrazioni  di  cui  all'articolo  11,  comma  1,  del

decreto  legislativo  14  marzo  2013,   n.   33     ,   nelle   more

dell'espletamento delle procedure per nuovi affidamenti, possono,  al

fine di assicurare comunque  la  disponibilita'  di  beni  e  servizi

necessari alla loro attivita', stipulare nuovi contratti accedendo  a

convenzioni-quadro  di  Consip  S.p.A.,  a  quelle  di  centrali   di

committenza regionale o  tramite  affidamento  diretto  nel  rispetto

della disciplina europea e nazionale sui contratti pubblici;

  b) (Soppressa).

  9. (Soppresso).

  10. Le regioni e le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano

possono adottare  misure  alternative  di  contenimento  della  spesa

corrente al fine di conseguire  risparmi  comunque  non  inferiori  a

quelli derivanti dall'applicazione del comma 4.

     10-bis. Ai fini della necessaria prevenzione degli incendi,  del

dissesto idrogeologico e del diffondersi  di  discariche  abusive,  i

cantieri comunali per l'occupazione e i cantieri verdi, di  cui  alla

vigente normativa in materia di lavoro e difesa  dell'ambiente  della

regione Sardegna, che costituiscono  a  tutti  gli  effetti  progetti

speciali di prevenzione  danni  in  attuazione  di  competenze  e  di

politiche  regionali,  hanno  carattere  temporaneo  e  pertanto   le

assunzioni di progetto in essi previste, per  il  prossimo  triennio,

non costituiscono presupposto per l'applicazione dei  limiti  di  cui

all'articolo 9, comma 28, del decreto-legge 31 maggio  2010,  n.  78,

convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,  e

successive modificazioni. La disposizione di cui  al  presente  comma

non deve comportare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica  e

alla sua attuazione si provvede nell'ambito delle  risorse  assegnate

per la realizzazione dei predetti cantieri dal bilancio regionale.    

  11. I programmi di spesa relativi agli investimenti pluriennali per

la difesa nazionale sono rideterminati in maniera tale da  conseguire

una riduzione degli stanziamenti di bilancio in misura non  inferiore

a  400  milioni  di  euro  per  l'anno  2014  che   concorrono   alla

determinazione della riduzione di cui al comma 4, lettera c), per  il

medesimo anno. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri,

da adottare entro trenta giorni dalla data di entrata in  vigore  del

presente decreto, su proposta del Ministro della difesa,  sentito  il

Ministro dello sviluppo economico, e previa  verifica  del  Ministero

dell'economia e delle finanze, le autorizzazioni  di  spesa  iscritte

sugli  stati   di   previsione   dei   Ministeri   interessati   sono

rideterminate in maniera tale da assicurare una riduzione in  termini

di  indebitamento  netto  delle  pubbliche  amministrazioni  per  gli

importi di cui al primo periodo. Nelle more dell'adozione del decreto

del Presidente del Consiglio dei ministri di cui al  secondo  periodo

sono rese indisponibili le risorse, negli importi indicati  al  primo

periodo, iscritte nello  stato  di  previsione  del  Ministero  della

difesa relative ai programmi  di  cui  all'articolo  536  del  codice

dell'ordinamento militare, di cui al  decreto  legislativo  15  marzo

2010, n. 66.

 

                               Art. 9

Acquisizione di beni e  servizi  attraverso  soggetti  aggregatori  e

                        prezzi di riferimento

  1. Nell'ambito dell'Anagrafe unica delle stazioni appaltanti di cui

all'articolo 33-ter  del  decreto-legge  18  ottobre  2012,  n.  179,

convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n.  221,

operante presso l'Autorita' per la vigilanza sui  contratti  pubblici

di lavori, servizi e forniture, e'  istituito      ,  senza  maggiori

oneri a carico della  finanza  pubblica,      l'elenco  dei  soggetti

aggregatori di cui fanno  parte  Consip  S.p.A.  e  una  centrale  di

committenza  per  ciascuna  regione,  qualora  costituita  ai   sensi

dell'articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

  2. I soggetti diversi da quelli di cui  al  comma  1  che  svolgono

attivita' di centrale di committenza ai sensi  dell'articolo  33  del

decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163  richiedono  all'Autorita'

l'iscrizione all'elenco dei soggetti  aggregatori.  Con  decreto  del

Presidente del Consiglio dei Ministri di  concerto  con  il  Ministro

dell'economia e delle finanze, da emanarsi entro 60 giorni dalla data

di entrata in vigore del presente decreto, previa intesa  con  la    

Conferenza unificata    sono definiti i  requisiti  per  l'iscrizione

tra   cui   il   carattere   di    stabilita'    dell'attivita'    di

centralizzazione, nonche' i valori di  spesa  ritenuti  significativi

per le acquisizioni di beni e di servizi con riferimento  ad  ambiti,

anche territoriali, da ritenersi ottimali ai fini dell'aggregazione e

della centralizzazione della domanda. Con decreto del Presidente  del

Consiglio dei ministri, di concerto con il Ministro  dell'economia  e

delle finanze, da emanarsi entro 90 giorni dalla data di  entrata  in

vigore del presente decreto,  previa  intesa  con  la      Conferenza

unificata    ,  e'  istituito  il   Tavolo   tecnico   dei   soggetti

aggregatori,    coordinato dal Ministero      dell'economia  e  delle

finanze, e ne sono stabiliti i compiti, le attivita' e  le  modalita'

operative.

  3. Fermo restando quanto previsto all'articolo 1,    commi 449, 450

e 455   , della legge 27 dicembre 2006, n. 296, all'articolo 2, comma

574, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, all'articolo 1,  comma  7,

all'articolo 4, comma 3-quater e all'articolo 15, comma  13,  lettera

d) del decreto-legge  6  luglio  2012,  n.  95,      convertito,  con

modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,    con decreto  del

Presidente del Consiglio dei Ministri,    di concerto con il Ministro

dell'economia e delle finanze    ,  da  adottarsi,  d'intesa  con  la

Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le

province autonome di Trento e di Bolzano,    sentita l'Autorita'  per

la vigilanza sui contratti pubblici di lavori,  servizi  e  forniture

  , entro il 31 dicembre di ogni anno,  sulla  base  di  analisi  del

Tavolo dei soggetti aggregatori e in ragione delle  risorse  messe  a

disposizione     ai  sensi  del  comma  9    ,  sono  individuate  le

categorie di beni e di servizi nonche' le soglie al superamento delle

quali  le  amministrazioni  statali  centrali   e   periferiche,   ad

esclusione degli istituti e scuole di  ogni  ordine  e  grado,  delle

istituzioni educative e delle istituzioni universitarie,  nonche'  le

regioni, gli enti regionali, nonche' loro consorzi e associazioni,  e

gli enti del servizio  sanitario  nazionale      ricorrono  a  Consip

S.p.A. o agli altri soggetti aggregatori di cui ai commi 1 e 2 per lo

svolgimento delle relative procedure. Per  le  categorie  di  beni  e

servizi  individuate  dal  decreto  di  cui  al  periodo  precedente,

l'Autorita' per  la  vigilanza  sui  contratti  pubblici  di  lavori,

servizi e forniture non rilascia il codice identificativo gara  (CIG)

alle  stazioni  appaltanti  che,  in  violazione  degli   adempimenti

previsti dal presente comma, non ricorrano a Consip S.p.A. o ad altro

soggetto aggregatore. Con il decreto di cui al presente  comma  sono,

altresi',  individuate  le  relative  modalita'  di  attuazione.   E'

comunque fatta salva la possibilita' di acquisire, mediante procedura

di evidenza pubblica, beni e servizi, qualora i relativi prezzi siano

inferiori  a  quelli  emersi  dalle  gare  Consip  e   dei   soggetti

aggregatori.    

  4. Il comma 3-bis  dell'articolo  33  del  decreto  legislativo  12

aprile 2006, n. 163 e' sostituito dal seguente:

  «3-bis.   I   Comuni   non   capoluogo   di   provincia   procedono

all'acquisizione di lavori, beni e servizi nell'ambito  delle  unioni

dei comuni di cui all'articolo  32  del  decreto  legislativo      18

agosto 2000   , n. 267, ove esistenti, ovvero costituendo un apposito

accordo consortile tra i comuni medesimi e avvalendosi dei competenti

uffici    anche delle province   , ovvero ricorrendo ad  un  soggetto

aggregatore o alle province, ai sensi della legge 7 aprile  2014,  n.

56. In alternativa, gli stessi Comuni     possono  acquisire  beni  e

servizi    attraverso gli strumenti elettronici di  acquisto  gestiti

da Consip S.p.A. o da altro soggetto aggregatore di  riferimento.    

L'Autorita' per  la  vigilanza  sui  contratti  pubblici  di  lavori,

servizi e forniture non rilascia il codice identificativo gara  (CIG)

ai comuni non capoluogo di provincia che  procedano  all'acquisizione

di lavori, beni e servizi in violazione  degli  adempimenti  previsti

dal presente comma.    

     4-bis. Al comma 1, lettera n), dell'articolo 83  del  codice  di

cui al decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163,  dopo  le  parole:

«la sicurezza di approvvigionamento» sono aggiunte  le  seguenti:  «e

l'origine produttiva».    

  5. Ai fini del perseguimento degli obiettivi  di  finanza  pubblica

attraverso la razionalizzazione della spesa per l'acquisto di beni  e

di servizi, le regioni costituiscono ovvero designano,  entro  il  31

dicembre 2014, ove non esistente,  un  soggetto  aggregatore  secondo

quanto previsto al comma 1. In ogni caso il  numero  complessivo  dei

soggetti aggregatori  presenti  sul  territorio  nazionale  non  puo'

essere superiore a 35.

  6. In alternativa all'obbligo di cui al comma 5 e ferma restando la

facolta' per le regioni di costituire centrali di  committenza  anche

unitamente ad altre regioni secondo quanto previsto  all'articolo  1,

comma 455, della legge 27  dicembre  2006,  n.  296,      le  regioni

possono stipulare con il Ministero dell'economia e delle  finanze   

apposite convenzioni per la disciplina dei  relativi  rapporti  sulla

cui base Consip S.p.A. svolge attivita' di  centrale  di  committenza

per gli enti del territorio regionale, ai sensi  e  per  gli  effetti

dell'articolo 1, comma 455, della legge 27 dicembre 2006, n. 296.

  7. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 11 e 17, comma  1,

lettera a), del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011,  n  111,  nelle  more  del

perfezionamento delle attivita' concernenti la determinazione annuale

dei costi standardizzati per tipo di servizio e  fornitura  da  parte

dell'Osservatorio presso l'Autorita' per la vigilanza  sui  contratti

pubblici di lavori, servizi e forniture di  cui  all'articolo  7  del

decreto legislativo 12 aprile 2006,  n.  163,  e  anche  al  fine  di

potenziare le attivita' delle centrali di  committenza,  la  predetta

Autorita', a partire dal 1º ottobre 2014, attraverso  la  banca  dati

nazionale dei contratti  pubblici  di  cui  all'articolo  62-bis  del

decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82,    fornisce,  tenendo  anche

conto della dinamica dei prezzi dei  diversi  beni  e  servizi,  alle

amministrazioni       pubbliche   un'elaborazione   dei   prezzi   di

riferimento alle condizioni di  maggiore  efficienza  di  beni  e  di

servizi, tra quelli di maggiore impatto in termini di costo a  carico

della pubblica amministrazione, nonche' pubblica sul proprio sito web

i prezzi unitari corrisposti dalle pubbliche amministrazioni per  gli

acquisti di tali beni e servizi. I prezzi di  riferimento  pubblicati

dall'Autorita' e dalla stessa aggiornati entro il 1º ottobre di  ogni

anno,  sono   utilizzati   per   la   programmazione   dell'attivita'

contrattuale della pubblica amministrazione  e  costituiscono  prezzo

massimo di aggiudicazione, anche per le procedure di gara aggiudicate

all'offerta piu' vantaggiosa, in tutti i casi in cui non e'  presente

una convenzione stipulata ai sensi dell'articolo 26, comma  1,  della

legge  23  dicembre  1999,  n.  488,  in  ambito   nazionale   ovvero

nell'ambito territoriale di riferimento.  I  contratti  stipulati  in

violazione di tale prezzo massimo sono nulli.

  8. In fase di prima applicazione, la determinazione dei  prezzi  di

riferimento e' effettuata sulla base dei dati rilevati dalle stazioni

appaltanti che hanno effettuato i maggiori volumi di  acquisto,  come

risultanti dalla banca dati nazionale dei contratti pubblici.

     8-bis. Nell'ottica della semplificazione e  dell'efficientamento

dell'attuazione dei programmi  di  sviluppo  cofinanziati  con  fondi

dell'Unione europea, il Ministero dell'economia e  delle  finanze  si

avvale di Consip S.p.A. nella sua qualita' di centrale di committenza

ai sensi dell'articolo 3, comma 34, del decreto legislativo 12 aprile

2006, n. 163, sulla base  di  convenzione  disciplinante  i  relativi

rapporti  per  lo  svolgimento  di  procedure  di  gara   finalizzate

all'acquisizione,   da   parte   delle   autorita'    di    gestione,

certificazione e audit istituite presso  le  singole  amministrazioni

titolari dei programmi di sviluppo cofinanziati con fondi dell'Unione

europea,  di  beni  e  di  servizi  strumentali  all'esercizio  delle

relative funzioni.    

  9. Al fine  di  garantire  la  realizzazione  degli  interventi  di

razionalizzazione della spesa mediante aggregazione degli acquisti di

beni e di servizi,    di cui al comma 3,    e' istituito, nello stato

di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze,  il  Fondo

per l'aggregazione degli acquisti di beni e di servizi  destinato  al

finanziamento delle attivita' svolte dai soggetti aggregatori      di

cui ai commi 1 e 2   , con la dotazione di 10  milioni  di  euro  per

l'anno 2015 e di 20 milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2016.

Con  decreto  del  Ministero  dell'economia  e  delle  finanze   sono

stabiliti i criteri di ripartizione delle risorse del Fondo di cui al

precedente periodo.

  10. Le entrate derivanti dal riversamento al bilancio  dello  Stato

degli avanzi di gestione di cui  all'articolo  1,  comma  358,  della

legge 24 dicembre 2007, n. 244, conseguiti negli anni  2012  e  2013,

sono utilizzate, per l'anno 2014, nel limite di 5  milioni  di  euro,

oltre che per il potenziamento delle  strutture  dell'amministrazione

finanziaria, per il finanziamento delle attivita'  svolte  da  Consip

S.p.a. nell'ambito del Programma di razionalizzazione degli  acquisti

delle Pubbliche  amministrazioni  ai  sensi  dell'articolo  4,  comma

3-ter, del decreto-legge  6  luglio  2012,  n.  95,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.  135.  A  tal  fine,  le

somme versate in uno specifico capitolo di entrata sono  riassegnate,

con decreto del Ministro  dell'economia  e  delle  finanze  anche  ad

apposito capitolo dello stato di previsione della spesa del Ministero

dell'economia e delle  finanze  -  Dipartimento  dell'Amministrazione

Generale, del personale e dei servizi.

 

                               Art. 10

                    Attivita' di    vigilanza    

  1. I      compiti  di  vigilanza      sulle  attivita'  finalizzate

all'acquisizione di beni e servizi sono attribuiti all'Autorita'  per

la vigilanza sui contratti pubblici di lavori  servizi  e  forniture,

che li esercita secondo quanto previsto dal  decreto  legislativo  12

aprile 2006, n. 163.

  2. Per le finalita' di cui al comma 1, l'Autorita':

  a) puo' avvalersi del supporto  della  Guardia  di  finanza,  della

Ragioneria Generale dello  Stato,  delle  amministrazioni  pubbliche,

degli enti pubblici e degli organismi di diritto pubblico, sulla base

di apposite convenzioni  che  possono  prevedere  meccanismi  per  la

copertura dei costi per lo svolgimento delle attivita' di supporto;

  b) riceve dalle amministrazioni pubbliche i dati e i  documenti  di

cui al comma 4, lettere a) e b);

  c) trasmette alle strutture, agli uffici  e  agli  organi  preposti

alle funzioni di controllo delle  amministrazioni  pubbliche  dati  e

circostanze ritenuti rilevanti ai fini dell'esercizio delle  predette

funzioni.

  3. Il Ministro dell'economia e delle finanze individua, con proprio

decreto,  da  emanarsi  entro  il  30  giugno  2014,  le  prestazioni

principali in relazione alle caratteristiche essenziali  dei  beni  e

servizi oggetto delle convenzioni stipulate da Consip S.p.A. ai sensi

dell'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488  cui  e'  stato

possibile ricorrere tra il 1º gennaio 2013 e la data  di  entrata  in

vigore del presente decreto.  Entro  10  giorni  dall'emanazione  del

decreto di cui  al  periodo  precedente  il  Ministero  pubblica  sul

proprio sito internet i prezzi relativi alle prestazioni individuate.

  4. Entro il 30 settembre 2014, le amministrazioni aggiudicatrici di

cui all'articolo 3, comma 25, del decreto legislativo 12 aprile 2006,

n. 163 trasmettono all'    Osservatorio centrale di lavori, servizi e

forniture dell'Autorita':    

  a) i  dati  dei  contratti  non  conclusi  attraverso  centrali  di

committenza di importo pari o  superiore  alla  soglia  di  rilevanza

comunitaria  aventi  ad  oggetto  una  o   piu'   delle   prestazioni

individuate dal decreto di cui al comma 3 del presente  articolo,  in

essere alla data del 30 settembre 2014;

  b) i dati dei contratti aventi ad oggetto beni o servizi di importo

pari o superiore alla soglia  di  rilevanza  comunitaria  e  relativa

determina a contrarre, in essere alla data  del  30  settembre  2014,

stipulati a seguito di procedura negoziata ai sensi degli articoli 56

o 57 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, ovvero a seguito

di procedura aperta o ristretta di cui all'articolo 55  del  medesimo

decreto legislativo n. 163 del 2006 in cui sia stata  presentata  una

sola offerta valida.

  5. Con deliberazione dell'Autorita' sono stabilite le modalita'  di

attuazione del comma 4 e individuati, in particolare, i dati  oggetto

della trasmissione.

 

                               Art. 11

             Riduzione dei costi di riscossione fiscale

  1.  L'Agenzia  delle  entrate   provvede   alla   revisione   delle

condizioni, incluse quelle di  remunerazione  delle  riscossioni  dei

versamenti unitari di cui all'articolo 17 del decreto  legislativo  9

luglio 1997, n. 241 effettuate da parte delle banche  e  degli  altri

operatori, del servizio di accoglimento delle deleghe  di  pagamento,

in modo da assicurare una riduzione di spesa pari, per  l'anno  2014,

al 30 per cento e, per ciascun anno successivo, al 40  per  cento  di

quella sostenuta nel  2013;  conseguentemente  i  trasferimenti  alla

predetta Agenzia sono ridotti di 75 milioni di euro per l'anno 2014 e

di 100 milioni di euro a decorrere dall'anno 2015.

  2. A decorrere dal 1º ottobre 2014, fermi restando  i  limiti  gia'

previsti da altre disposizioni vigenti in materia,  i  versamenti  di

cui all'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio  1997,  n.  241,

sono eseguiti:

  a)  esclusivamente  mediante   i   servizi   telematici   messi   a

disposizione dall'Agenzia delle entrate, nel caso in cui, per effetto

delle compensazioni effettuate, il saldo finale sia di importo pari a

zero;

  b)  esclusivamente  mediante   i   servizi   telematici   messi   a

disposizione dall'Agenzia delle entrate e  dagli  intermediari  della

riscossione convenzionati con  la  stessa,  nel  caso  in  cui  siano

effettuate delle compensazioni e  il  saldo  finale  sia  di  importo

positivo;

  c)  esclusivamente  mediante   i   servizi   telematici   messi   a

disposizione dall'Agenzia delle entrate e  dagli  intermediari  della

riscossione convenzionati con la stessa, nel caso  in  cui  il  saldo

finale sia di importo superiore a mille euro.

  3. (Soppresso).

 

                              Art. 11-bis

                   Norme in materia di rateazione

  1. I contribuenti decaduti dal beneficio della rateazione  previsto

dall'articolo 19 del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  29

settembre 1973, n. 602, possono richiedere la concessione di un nuovo

piano di rateazione, fino a un massimo di settantadue rate mensili, a

condizione che:

  a) la decadenza sia intervenuta entro e  non  oltre  il  22  giugno

2013;

  b) la richiesta sia presentata entro e non oltre il 31 luglio 2014.

  2. Il piano di rateazione concesso ai sensi  del  comma  1  non  e'

prorogabile e il debitore decade dallo  stesso  in  caso  di  mancato

pagamento di due rate anche non consecutive.

  3. Il comma 13-ter dell'articolo 10 del  decreto-legge  6  dicembre

2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22  dicembre

2011, n. 214, e' abrogato.    

 

                               Art. 12

Remunerazione conti di tesoreria e provvigioni  di  collocamento  dei

                               titoli

  1. Il Ministro dell'economia e delle finanze, entro  trenta  giorni

dalla  data  di  entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  adegua

l'articolo 6 del proprio decreto    5 dicembre 2003,  pubblicato  nel

supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 12  dicembre

2003,    al fine di allineare la rilevazione dei tassi  di  interesse

corrisposti sulle giacenze dei conti correnti fruttiferi di tesoreria

al momento della loro effettiva maturazione.

  2. Il Ministero dell'economia e delle  finanze,  nell'ambito  delle

prerogative previste dall'articolo 3 del decreto del Presidente della

Repubblica 30 dicembre 2003, n. 398, modula  le  provvigioni  per  il

servizio del collocamento in asta  in  considerazione  dell'andamento

del mercato, con particolare riguardo al livello  dei  tassi  e  alla

tutela del risparmio.

 

                              Art. 12-bis

            Canoni delle concessioni demaniali marittime

  1.  I  canoni  delle  concessioni  demaniali  marittime,  ai  sensi

dell'articolo 03, comma 1, lettera b), del  decreto-legge  5  ottobre

1993, n. 400, convertito, con modificazioni, dalla legge  4  dicembre

1993, n. 494, e successive modificazioni, dovuti a partire  dall'anno

2014, sono versati entro la data del 15 settembre  di  ciascun  anno.

Gli  enti  gestori  intensificano  i  controlli  volti  a  verificare

l'adempimento da parte dei concessionari dell'obbligo  di  versamento

nei termini previsti dei canoni di cui al presente comma.

  2. All'articolo 1, comma 732, della legge 27 dicembre 2013, n. 147,

le parole: «15 maggio  2014»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «15

ottobre 2014».    

 

                               Capo II
                        AMMINISTRAZIONE SOBRIA

 

                               Art. 13

Limite al  trattamento  economico  del  personale  pubblico  e  delle

                        societa' partecipate

  1. A decorrere dal 1 maggio  2014  il  limite  massimo  retributivo

riferito al primo presidente della Corte di cassazione previsto dagli

articoli 23-bis e 23-ter del decreto-legge 6 dicembre 2011,  n.  201,

convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n.  214,

e successive modificazioni e integrazioni, e' fissato in euro 240.000

annui al lordo dei contributi previdenziali ed assistenziali e  degli

oneri fiscali a carico del dipendente.  A  decorrere  dalla  predetta

data i riferimenti al limite retributivo di cui ai predetti  articoli

23-bis e 23-ter contenuti in disposizioni legislative e regolamentari

vigenti alla data di entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  si

intendono sostituiti dal predetto importo.    Sono in ogni caso fatti

salvi gli eventuali limiti retributivi in vigore al  30  aprile  2014

determinati  per  effetto  di  apposite   disposizioni   legislative,

regolamentari e statutarie, qualora inferiori al limite  fissato  dal

presente articolo.    

  2. All'articolo 1  della  legge  27  dicembre  2013,  n.  147  sono

apportate le seguenti modificazioni:

  a)  al  comma  471,  dopo  le  parole   «autorita'   amministrative

indipendenti» sono inserite le seguenti: «,  con  gli  enti  pubblici

economici»;

  b) al comma 472,  dopo  le  parole  «direzione  e  controllo»  sono

inserite le seguenti: «delle  autorita'  amministrative  indipendenti

e»;

  c) al comma 473, le parole «fatti salvi i  compensi  percepiti  per

prestazioni occasionali» sono sostituite dalle  seguenti  «ovvero  di

societa' partecipate  in  via  diretta  o  indiretta  dalle  predette

amministrazioni»;

  3. Le regioni provvedono ad adeguare i propri ordinamenti al  nuovo

limite retributivo di cui al comma 1, ai sensi dell'articolo 1, comma

475, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, nel termine ivi previsto.

  4.  Ai  fini  dei  trattamenti  previdenziali,  le  riduzioni   dei

trattamenti   retributivi    conseguenti    all'applicazione    delle

disposizioni di cui al presente articolo operano con riferimento alle

anzianita' contributive maturate a decorrere dal 1º maggio 2014.

  5.  La  Banca  d'Italia,  nella  sua  autonomia   organizzativa   e

finanziaria, adegua il proprio ordinamento  ai  principi  di  cui  al

presente articolo.

     5-bis. Le amministrazioni pubbliche inserite nel conto economico

consolidato individuate ai sensi  dell'articolo  1,  comma  3,  della

legge 31 dicembre 2009, n. 196, pubblicano nel proprio sito  internet

i dati completi relativi ai compensi percepiti da ciascun  componente

del consiglio di amministrazione in qualita' di componente di  organi

di  societa'  ovvero  di  fondi  controllati  o   partecipati   dalle

amministrazioni stesse.    

 

                               Art. 14

Controllo della spesa per incarichi di consulenza, studio e ricerca e

     per i contratti di collaborazione coordinata e continuativa

  1. Ad eccezione delle Universita', degli  istituti  di  formazione,

degli enti di ricerca e degli enti del servizio sanitario  nazionale,

fermi restando i limiti derivanti dalle  vigenti  disposizioni  e  in

particolare le disposizioni di  cui  all'articolo  6,  comma  7,  del

decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito dalla legge 30 luglio

2010, n. 122 e all'articolo 1, comma 5, del decreto-legge  31  agosto

2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge  30  ottobre

2013,  n.  125,  le  amministrazioni  pubbliche  inserite  nel  conto

economico   consolidato   della   pubblica   amministrazione,    come

individuate dall'Istituto nazionale di statistica  (ISTAT)  ai  sensi

dell'articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre  2009,  n.  196,  a

decorrere  dall'anno  2014,  non  possono  conferire   incarichi   di

consulenza, studio e ricerca quando la  spesa  complessiva  sostenuta

nell'anno per tali incarichi e' superiore rispetto alla spesa per  il

personale  dell'amministrazione  che  conferisce   l'incarico,   come

risultante  dal  conto  annuale  del  2012,   al   4,2   %   per   le

amministrazioni con spesa di personale pari o inferiore a  5  milioni

di euro, e all'1,4 % per le amministrazioni con  spesa  di  personale

superiore a 5 milioni di euro.

  2. Ferme restando le disposizioni di cui ai commi da 6  a  6-quater

dell'articolo 7 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.  165,  e  i

limiti previsti dall'articolo  9,  comma  28,  del  decreto-legge  31

maggio 2010, n. 78 convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  30

luglio 2010, n. 122 e successive  modificazioni,  le  amministrazioni

pubbliche inserite nel conto  economico  consolidato  della  pubblica

amministrazione,  come   individuate   dall'Istituto   nazionale   di

statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge  31

dicembre 2009,  n.  196,  con  esclusione  delle  Universita',  degli

istituti di formazione, degli  enti  di  ricerca  e  degli  enti  del

servizio sanitario nazionale, a decorrere dall'anno 2014, non possono

stipulare  contratti  di  collaborazione  coordinata  e  continuativa

quando la spesa complessiva per tali contratti e' superiore  rispetto

alla  spesa  del  personale   dell'amministrazione   che   conferisce

l'incarico come risultante dal conto annuale del 2012, al 4,5  %  per

le amministrazioni con spesa  di  personale  pari  o  inferiore  a  5

milioni di euro, e all'1,1 % per  le  amministrazioni  con  spesa  di

personale superiore a 5 milioni di euro.

  3. Per le amministrazioni  non  tenute  alla  redazione  del  conto

annuale nell'anno 2012, ai fini dell'applicazione delle  disposizioni

di cui ai commi 1 e 2, si fa riferimento  ai  valori  risultanti  dal

bilancio consuntivo 2012.

  4. Gli incarichi e i  contratti  in  corso      possono  essere   

rinegoziati entro 30 giorni    dalla data di entrata in vigore  della

legge di conversione del presente decreto   , ai fini  di  assicurare

il rispetto dei limiti di cui ai commi 1 e 2.

     4-bis. All'articolo 118, comma 14, della legge 23 dicembre 2000,

n. 388, al primo periodo sono aggiunte, in fine, le seguenti  parole:

«, anche mediante proroghe dei relativi contratti di lavoro, anche in

deroga ai limiti quantitativi previsti dall'articolo 1, comma 1,  del

decreto legislativo 6 settembre 2001, n. 368».

  4-ter. Alle regioni  e  alle  province  autonome  di  Trento  e  di

Bolzano, alle province e alle citta' metropolitane e  ai  comuni,  e'

comunque concessa, in coerenza e secondo  le  modalita'  previste  al

comma 10 dell'articolo 8 e ai commi  5  e  12  dell'articolo  47,  la

facolta' di rimodulare o adottare misure alternative di  contenimento

della spesa corrente, al fine di  conseguire  risparmi  comunque  non

inferiori a quelli derivanti dall'applicazione dei commi 1  e  2  del

presente articolo.    

 

                               Art. 15

                        Spesa per autovetture

  1. Il comma 2 dell'articolo 5 del decreto-legge 6 luglio  2012,  n.

95 convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n.  135,

e' sostituito dal seguente:

  «2. A decorrere dal 1º maggio 2014,  le  amministrazioni  pubbliche

inserite   nel   conto   economico   consolidato    della    pubblica

amministrazione,  come   individuate   dall'Istituto   nazionale   di

statistica (ISTAT) ai sensi dell'articolo 1, comma 2, della legge  31

dicembre 2009, n. 196, nonche' le autorita' indipendenti, ivi inclusa

la Commissione nazionale per le societa' e  la  borsa  (Consob),  non

possono effettuare spese di ammontare superiore al 30 per cento della

spesa sostenuta nell'anno 2011 per l'acquisto,  la  manutenzione,  il

noleggio e l'esercizio di  autovetture,  nonche'  per  l'acquisto  di

buoni taxi. Tale limite puo' essere derogato, per il solo anno  2014,

esclusivamente per effetto di contratti pluriennali gia'  in  essere.

Tale   limite   non   si   applica   alle   autovetture    utilizzate

dall'Ispettorato centrale della tutela della qualita'  e  repressione

frodi dei  prodotti  agroalimentari  del  Ministero  delle  politiche

agricole alimentari e forestali, dal Corpo nazionale dei  vigili  del

fuoco o per i servizi istituzionali di  tutela  dell'ordine  e  della

sicurezza pubblica, per i  servizi  sociali  e  sanitari  svolti  per

garantire i livelli essenziali di assistenza, ovvero  per  i  servizi

istituzionali svolti nell'area tecnico-operativa della difesa e per i

servizi di vigilanza e intervento sulla rete stradale gestita da ANAS

S.p.a.    e sulla  rete  delle  strade  provinciali  e  comunali    ,

nonche' per i servizi istituzionali delle rappresentanze diplomatiche

e degli uffici consolari svolti all'estero. I contratti di  locazione

o noleggio in corso alla data  di  entrata  in  vigore  del  presente

decreto possono essere ceduti, anche senza l'assenso  del  contraente

privato, alle Forze di polizia, con il trasferimento  delle  relative

risorse finanziarie sino alla scadenza del contratto.».

  2. Fermo restando quanto disposto dall'articolo  5,  comma  2,  del

decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito,  con  modificazioni,

dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, come sostituito dal  comma  1  del

presente articolo, e  dall'articolo  1,  commi  da  1  a  4-bis,  del

decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con  modificazioni,

dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, con decreto del  Presidente  del

Consiglio  dei   ministri   su   proposta   del   Ministro   per   la

semplificazione e la pubblica amministrazione,  di  concerto  con  il

Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  e'  indicato  il  numero

massimo, non superiore a cinque, per  le  auto  di  servizio  ad  uso

esclusivo, nonche' per quelle ad  uso  non  esclusivo,  di  cui  puo'

disporre ciascuna amministrazione centrale dello  Stato.      Decorsi

trenta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di

conversione del presente decreto, ove il predetto decreto non risulti

adottato, opera in ogni caso il limite sopraindicato.

  2-bis. La regione Lombardia puo' derogare per ciascuno  degli  anni

2014 e 2015 ai limiti di spesa stabiliti dal comma 8 dell'articolo  6

del  decreto-legge  31  maggio   2010,   n.   78,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,  n.  122,  in  materia  di

comunicazione e promozione per le sole voci inerenti al grande evento

EXPO 2015. La regione Lombardia rimodula e adotta misure  alternative

di contenimento della spesa corrente al fine di compensare il maggior

esborso per le finalita' di cui  al  periodo  precedente,  garantendo

comunque i complessivi obiettivi di riduzione dei costi,  cosi'  come

stabilito dal medesimo articolo 6 del decreto-legge 31  maggio  2010,

n. 78.    

 

                               Art. 16

     Riorganizzazione dei Ministeri e interventi in agricoltura

  1. I Ministeri e la Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri  sono

tenuti ad assicurare un obiettivo di risparmio di  spesa  complessivo

pari a 240  milioni  di  euro  per  l'anno  2014.  Gli  importi  sono

determinati secondo le modalita' di cui all'articolo  1,  comma  428,

della legge 27 dicembre 2013, n. 147, come  modificato  dall'articolo

2, comma 1, lettera c), del decreto-legge  28  gennaio  2014,  n.  4,

convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n. 50.

  2. Con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri da emanare

entro 15 giorni dalla data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di

conversione del presente  decreto,  sentiti  i  Ministri  competenti,

previa verifica da parte del Ministro dell'economia e  delle  finanze

degli  effetti  finanziari  sui  saldi  di  finanza  pubblica,   sono

individuate  le  voci  di  spesa  da  ridurre  per  la  realizzazione

dell'obiettivo di risparmio di spesa disposto dal comma 1.

  3. Nelle more dell'adozione del decreto  di  cui  al  comma  2,  il

Ministro dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad  accantonare

e rendere indisponibili le somme corrispondenti agli importi  di  cui

al comma 1.

  4. Al solo fine di realizzare interventi  di  riordino  diretti  ad

assicurare ulteriori riduzioni della spesa, a decorrere dalla data di

entrata in vigore della legge di conversione del presente  decreto  e

fino  al  15  luglio  2014,  i  regolamenti  di  organizzazione   dei

Ministeri, ivi inclusi quelli degli uffici di diretta collaborazione,

possono essere adottati con decreto del Presidente del Consiglio  dei

ministri, su proposta del Ministro competente,  di  concerto  con  il

Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione  e  con

il Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  previa  delibera  del

Consiglio dei ministri. I decreti previsti dal  presente  comma  sono

soggetti al controllo preventivo  di  legittimita'  della  Corte  dei

conti ai sensi dell'articolo 3, commi  da  1  a  3,  della  legge  14

gennaio 1994, n. 20. Sugli stessi decreti il Presidente del Consiglio

dei ministri ha facolta' di richiedere il  parere  del  Consiglio  di

Stato. A decorrere dalla data di efficacia di ciascuno  dei  predetti

decreti cessa di avere  vigore,  per  il  Ministero  interessato,  il

regolamento di organizzazione vigente. Il termine  di  cui  al  primo

periodo  si  intende  rispettato  se  entro  la  medesima  data  sono

trasmessi  al  Ministro  per  la  pubblica   amministrazione   e   la

semplificazione e al Ministero  dell'economia  e  delle  finanze  gli

schemi di decreto del Presidente del Consiglio dei ministri.

  5.  L'autorizzazione  di  spesa  di  cui  all'articolo  13,   comma

3-quater, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133 e' ridotta  di  euro

28.354.930 per l'anno 2014; le somme iscritte nel conto  dei  residui

per l'anno 2014 sul fondo per gli interventi  di  cui  alla  medesima

autorizzazione di spesa, sono versate  per  l'importo  di  29.126.428

euro all'entrata del bilancio dello Stato per l'anno stesso.

  6. Nelle more  di  un'organica  revisione  della  disciplina  degli

uffici di diretta collaborazione di cui all'articolo 14, comma 2, del

decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.  165,  per  l'anno  2014,  con

riferimento alla quota corrispondente al periodo maggio-dicembre, gli

stanziamenti degli stati di previsione dei Ministeri e  del  bilancio

autonomo della Presidenza del Consiglio dei Ministri  concernenti  le

spese per  l'indennita'  di  diretta  collaborazione  spettante  agli

addetti in servizio presso gli Uffici di diretta  collaborazione  dei

Ministri, con esclusione della spesa riferita  ai  destinatari  della

riduzione del 10 per cento prevista dall'articolo  9,  comma  2,  del

decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni,

dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, sono ridotti del 20 per cento.

     6-bis. Le prestazioni, comprese le eventuali  ritenute,  di  cui

all'articolo 43, comma 4, della  legge  27  dicembre  1997,  n.  449,

erogate a favore del  personale  amministrato  attraverso  i  servizi

stipendiali del sistema «NoiPA» del Ministero dell'economia  e  delle

finanze,  sono  fornite  esclusivamente  in  modalita'  centralizzata

attraverso lo stesso sistema «NoiPA». Fermo restando quanto  previsto

dal regolamento di cui al decreto del Ministro dell'economia e  delle

finanze 30 luglio 2013, n.  123,  i  contributi  derivanti  da  dette

prestazioni sono versati all'entrata del bilancio  dello  Stato,  per

essere riassegnati ai pertinenti capitoli dello stato  di  previsione

del Ministero dell'economia e delle finanze e  destinati,  in  misura

pari alle maggiori entrate acquisite rispetto a quelle introitate  ai

sensi del citato comma 4, e al netto della percentuale  indicata  nel

medesimo comma, alla gestione dei  servizi  stipendiali  erogati  dal

Ministero.    

  7.  L'autorizzazione  di  spesa  di  cui  all'articolo  46-bis  del

decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito,  con  modificazioni,

dalla legge 9 agosto 2013, n. 98, e' incrementata di 4,8  milioni  di

euro per l'anno 2014.

  8. Ad integrazione di quanto previsto dall'articolo  4,  comma  53,

della legge 12 novembre 2011, n. 183, e successive  modificazioni,  e

dall'articolo 1, comma 71, della legge 24 dicembre 2012,  n.  228,  e

successive modificazioni e integrazioni, l'Istituto per  lo  sviluppo

agroalimentare (ISA) Spa, interamente partecipato dal Ministero delle

politiche agricole alimentari e forestali, e' autorizzato  a  versare

all'entrata del bilancio dello Stato    la somma di 21,2  milioni  di

euro    entro il 31 luglio 2014.

  9. Nell'ambito delle economie utilizzabili ai  sensi  dell'articolo

16-bis del decreto-legge  1  luglio  2009,  n.  78,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102, il  Commissario  ad

acta di cui all'articolo 19, comma 5, del  decreto-legge  8  febbraio

1995, n. 32, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  7  aprile

1995, n. 104, e' autorizzato a versare all'entrata del bilancio dello

Stato la somma di euro 5,5 milioni di euro entro il 31 luglio 2014.

 

                              Art. 16-bis

   Norme in materia di personale del Ministero degli affari esteri

  1. A decorrere dal 1 gennaio 2015, al decreto del Presidente  della

Repubblica  5  gennaio  1967,  n.  18,  sono  apportate  le  seguenti

modificazioni:

  a) all'articolo 30-bis, comma 4, il terzo periodo e' soppresso;

  b) dopo l'articolo 53 e' inserito il seguente:

  «Art. 53-bis. - (Attivita' per la promozione dell'Italia). - 1. Gli

uffici all'estero svolgono attivita' per la  promozione  dell'Italia,

mirate a stabilire ed intrattenere relazioni  con  le  autorita',  il

corpo diplomatico e gli ambienti locali, a  sviluppare  iniziative  e

contatti  di  natura  politica,  economico-commerciale  e   culturale

nell'interesse del sistema Paese, ad accedere a fonti di informazione

e a tutelare le collettivita' italiane all'estero.

  2. Per le attivita' di cui al comma 1 e' istituito un  fondo  nello

stato di previsione del Ministero degli affari esteri,  da  ripartire

tra gli uffici all'estero con uno o piu' decreti del Ministero  degli

affari esteri, da comunicare, anche  con  evidenze  informatiche,  al

Ministero dell'economia e delle finanze, tramite  l'Ufficio  centrale

del bilancio, nonche' alla Corte dei conti.

  3. La dotazione del fondo e' determinata  sulla  base  degli  oneri

connessi alle attivita' di cui  al  comma  1,  quali  il  ricevimento

annuale per la festa della Repubblica,  i  ricevimenti  in  onore  di

autorita' del Paese di accreditamento o  di  personalita'  in  visita

ufficiale, il complesso di manifestazioni o  di  iniziative  volte  a

consolidare i rapporti, anche in base alle  consuetudini  del  luogo,

con gli esponenti piu' rilevanti della societa' locale e con il corpo

diplomatico  accreditato  nella  sede,  nonche'  tenendo  conto   del

trattamento economico per il  personale  di  servizio  necessario  al

funzionamento delle residenze ufficiali.

   

  4. Le spese per l'attuazione del presente  articolo,  se  sostenute

direttamente dal capo dell'ufficio all'estero o, su sua  indicazione,

da personale dipendente, sono rimborsate  ai  predetti,  anche  sulla

base  di  costi  medi  forfettari  determinati  per  ogni  Paese  dal

Ministero  degli  affari  esteri   su   proposta   del   capo   della

rappresentanza diplomatica competente»;

  c) all'articolo 185:

  1) al comma 2, le parole: «un assegno per oneri  di  rappresentanza

dello  stesso  ammontare  di  quello   previsto   per   il   titolare

dell'ufficio, in sostituzione di quello  di  cui  eventualmente  gia'

goda, nonche'» sono soppresse;

  2) al comma 3, le  parole:  «oltre  all'assegno  di  rappresentanza

calcolato secondo le disposizioni dei commi 1 e 2 ed» sono soppresse;

  3)  al  comma  5,  le  parole:  «e  dell'assegno   per   oneri   di

rappresentanza stabiliti per  il  posto  assunto  in  reggenza»  sono

soppresse;

  d) all'articolo 204, primo comma, le parole:  «ed  un  assegno  per

oneri  di  rappresentanza  determinato  secondo  i  criteri  di   cui

all'articolo 171-bis» sono soppresse;

  e) l'articolo 171-bis, l'articolo 185, comma 1,  e  l'articolo  188

sono abrogati.

  2. La dotazione del fondo di cui all'articolo  53-bis  del  decreto

del Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18, introdotto dal

comma 1, lettera b), del presente articolo, e'  fissata  in  euro  15

milioni per l'anno 2015 e in euro 13 milioni  a  decorrere  dall'anno

2016. A tale onere  si  provvede  mediante  corrispondente  riduzione

dell'autorizzazione  di  spesa  relativa  alle  indennita'   di   cui

all'articolo 171  del  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  5

gennaio 1967, n. 18.

  3.  Il  contingente  di  cui  all'articolo  152  del  decreto   del

Presidente della Repubblica 5 gennaio 1967, n. 18,  e'  rideterminato

in 2.600 unita' per l'anno 2015, 2.650 unita' per l'anno 2016 e 2.700

unita' a decorrere dall'anno 2017, comprensive dei contingenti di cui

all'articolo 1, comma 1317, della legge 27  dicembre  2006,  n.  296,

all'articolo 14, comma 2, della legge 27 dicembre  2007,  n.  246,  e

all'articolo 41-bis, comma 4, del decreto-legge 22  giugno  2012,  n.

83, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134.

Al relativo onere, valutato in euro 2.176.000 per l'anno  2015,  euro

3.851.520 per l'anno 2016 ed euro  6.056.064  a  decorrere  dall'anno

2017, si provvede mediante  riduzione  dell'autorizzazione  di  spesa

relativa alle indennita' di cui  all'articolo  171  del  decreto  del

Presidente  della  Repubblica  n.  18  del  1967,   con   conseguenti

soppressioni di posti di organico di cui all'articolo 32 del medesimo

decreto del Presidente della Repubblica n. 18 del 1967.

  4. Ai sensi dell'articolo 17, comma 12,  della  legge  31  dicembre

2009,  n.  196,  il  Ministro  degli  affari   esteri   provvede   al

monitoraggio degli oneri di cui al comma 3 e riferisce in  merito  al

Ministro dell'economia e delle finanze. Nel  caso  si  verifichino  o

siano in procinto di verificarsi scostamenti rispetto alle previsioni

di cui al comma 3, il Ministro dell'economia e delle finanze, sentito

il Ministro degli affari esteri, provvede, con proprio decreto,  alla

riduzione, nella misura necessaria  alla  copertura  finanziaria  del

maggior  onere  risultante  dall'attivita'  di  monitoraggio,   delle

dotazioni finanziarie di parte corrente di cui all'autorizzazione  di

spesa di cui  all'articolo  171  del  decreto  del  Presidente  della

Repubblica n. 18 del 1967. Il Ministro dell'economia e delle  finanze

riferisce senza ritardo alle Camere con apposita relazione in  merito

alle cause degli scostamenti e all'adozione delle misure  di  cui  al

secondo periodo.

   

  5. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad

apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di  bilancio.

   

 

                               Art. 17

Concorso degli organi costituzionali e  di  rilevanza  costituzionale

                 alla riduzione della spesa pubblica

  1. Per l'anno 2014, gli importi corrispondenti  alle  riduzioni  di

spesa autonomamente deliberate dalla Presidenza della Repubblica, dal

Senato della Repubblica, dalla Camera  dei  deputati  e  dalla  Corte

Costituzionale,  secondo  le  modalita'   previste   dai   rispettivi

ordinamenti, sono versati, nella misura complessiva di 50 milioni  di

euro, all'entrata del bilancio dello Stato.

     2. Per l'anno 2014, gli stanziamenti iscritti in bilancio per le

spese di funzionamento della Corte dei conti, del Consiglio di  Stato

e dei tribunali amministrativi  regionali,  del  Consiglio  superiore

della magistratura e del Consiglio di giustizia amministrativa per la

Regione siciliana sono ridotti, complessivamente, di euro 5.305.000.

  2-bis. Le riduzioni di spesa di cui ai commi 1 e 2  sono  ripartite

tra i vari soggetti in misura proporzionale  al  rispettivo  onere  a

carico della finanza pubblica per l'anno 2013.    

  3. Le somme versate dal Consiglio  nazionale  dell'economia  e  del

lavoro, nell'anno 2014, relative  all'avanzo  di  gestione  dell'anno

2012 per l'importo di euro 4.532.000, restano  acquisite  all'entrata

del bilancio dello Stato.    Per  il  medesimo  anno  2014,  il  CNEL

provvede entro il 15 luglio 2014 a versare all'entrata  del  bilancio

dello Stato ulteriori risorse finanziarie  pari  a  18.249.842  euro,

anche al fine di conseguire, per l'importo di 195.000 euro,  risparmi

sulla gestione corrente.    

 

                               Art. 18

                 Abolizione di agevolazioni postali

  1. A decorrere dal 1º giugno 2014, le tariffe postali agevolate  di

cui agli articoli 17 e 20 della legge 10 dicembre 1993,  n.  515,  ed

all'articolo 12, comma 6-bis, del decreto-legge 28 dicembre 2013,  n.

149, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 febbraio 2014,  n.

13, sono soppresse. Il fornitore del servizio postale  universale  e'

autorizzato ad assumere iniziative commerciali e organizzative idonee

a contenere nel limite degli stanziamenti del bilancio  dello  Stato,

allo scopo finalizzati, l'onere relativo alla fruizione entro  il  31

maggio 2014 delle predette tariffe postali agevolate.

 

                               Art. 19

Riduzione dei  costi  nei  comuni,  nelle  province  e  nelle  citta'

                            metropolitane

     01. All'articolo 1 della  legge  7  aprile  2014,  n.  56,  sono

apportate le seguenti modificazioni:

  a) il comma 13 e' abrogato;

  b) al comma 14 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:  «Restano

a carico della provincia gli  oneri  connessi  con  le  attivita'  in

materia  di  status  degli  amministratori,  relativi   ai   permessi

retribuiti, agli oneri previdenziali, assistenziali  ed  assicurativi

di cui agli articoli 80 e 86 del testo unico»;

  c) al comma 24 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:  «Restano

a carico  della  citta'  metropolitana  gli  oneri  connessi  con  le

attivita' in materia di  status  degli  amministratori,  relativi  ai

permessi  retribuiti,  agli  oneri  previdenziali,  assistenziali  ed

assicurativi di cui agli articoli 80 e 86 del testo unico»;

  d) al comma 136 e' aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Ai fini

del rispetto dell'invarianza di spesa, sono esclusi dal computo degli

oneri  connessi  con  le  attivita'  in  materia  di   status   degli

amministratori quelli relativi ai  permessi  retribuiti,  agli  oneri

previdenziali, assistenziali ed assicurativi di cui agli articoli  80

e 86 del testo unico».    

  1. All'articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, dopo  il  comma

150 sono inseriti i seguenti:

  «150-bis. In considerazione  delle  misure  recate  dalla  presente

legge, le Province e le Citta' metropolitane assicurano un contributo

alla finanza pubblica pari a 100 milioni di euro per l'anno  2014,  a

60 milioni di euro per l'anno 2015 e a 69 milioni di euro a decorrere

dall'anno 2016. Con decreto del Ministero  dell'interno  di  concerto

con il Ministero dell'economia e delle  finanze,  sono  stabilite  le

modalita' di riparto del contributo di cui al periodo precedente.

  150-ter. Il decreto del Presidente del Consiglio  dei  ministri  di

cui  al  comma  92,  a  seguito  del  trasferimento   delle   risorse

finanziarie,   umane,   strumentali    e    organizzative    connesse

all'esercizio delle funzioni che devono essere trasferite,  ai  sensi

dei commi da 85 a 97, tra le Province,  citta'  metropolitane  e  gli

altri enti territoriali interessati, stabilisce altresi' le modalita'

di recupero delle somme di cui al comma 150-bis.».

     1-bis. Al testo unico di cui al decreto  legislativo  18  agosto

2000, n. 267, sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) all'articolo 235, comma 1, le parole: «sono rieleggibili per una

sola volta» sono sostituite dalle seguenti: «i  suoi  componenti  non

possono svolgere l'incarico per piu' di due volte nello  stesso  ente

locale»;

  b)  all'articolo  235,  comma  3,  lettera  b),  dopo  la   parola:

«volontarie» sono aggiunte le seguenti: «da comunicare con  preavviso

di  almeno  quarantacinque  giorni  e  che  non  sono   soggette   ad

accettazione da parte dell'ente»;

  c) all'articolo 241, dopo il comma 6 e' inserito il seguente:

  «6-bis. L'importo annuo del rimborso delle spese di viaggio  e  per

vitto e alloggio, ove dovuto, ai componenti dell'organo di  revisione

non puo'  essere  superiore  al  50  per  cento  del  compenso  annuo

attribuito ai componenti stessi,  al  netto  degli  oneri  fiscali  e

contributivi».    

 

                              Art. 19-bis

Riduzione delle  spese  per  il  Consiglio  generale  degli  italiani

                             all'estero

  1. A decorrere dal  primo  rinnovo  del  Consiglio  generale  degli

italiani all'estero successivo alla data di  entrata  in  vigore  del

presente decreto, alla legge 6 novembre 1989, n. 368, sono  apportate

le seguenti modificazioni:

  a) all'articolo 4:

  1) al comma 1,  le  parole:  «novantaquattro»,  «sessantacinque»  e

«ventinove»   sono   sostituite   rispettivamente   dalle   seguenti:

«sessantatre», «quarantatre» e «venti»;

  2) al comma 2, la parola: «sessantacinque» e' soppressa;

  3) al comma 5, la parola: «ventinove» e'  soppressa  e  le  parole:

«dieci», «sette»  e  «nove»  sono  sostituite  rispettivamente  dalle

seguenti: «sette», «quattro» e «sei»;

  b) all'articolo 8, comma 1, le parole: «due volte» sono  sostituite

dalle seguenti: «una volta»;

  c) all'articolo  8-bis,  comma  1,  lettera  c),  dopo  le  parole:

«continentali e» le parole: «due volte» sono soppresse;

  d) all'articolo 9:

  1) al comma 1, la parola: «ventinove» e'  soppressa  e  le  parole:

«due membri eletti» e «tre membri»  sono  sostituite  rispettivamente

dalle seguenti: «un membro eletto» e «un membro»;

  2) al comma  2,  le  parole:  «sei  nomi»  e  «quattro  nomi»  sono

sostituite rispettivamente dalle seguenti: «due nomi» e «due nomi»;

  3) al comma  3,  le  parole:  «due  volte»  sono  sostituite  dalle

seguenti: «una volta»;

  e) all'articolo 12, comma 1, terzo periodo, sono aggiunte, in fine,

le seguenti parole: «ne' ai membri di cui all'articolo 4, comma 5»;

  f) all'articolo 15:

  1) al comma 1, la parola: «sessantacinque» e' soppressa;

  2) al comma 3, la parola: «ventinove» e' soppressa;

  g) all'articolo 17, comma 2, sono aggiunte, in  fine,  le  seguenti

parole: «, ripartendo i membri di cui all'articolo 4, comma 2, tra  i

Paesi in cui sono presenti le  maggiori  collettivita'  italiane,  in

proporzione al numero di cittadini italiani residenti al 31  dicembre

dell'anno precedente, sulla base dei quozienti interi e dei piu' alti

resti».    

 

                               Art. 20

                        Societa' partecipate

  1. Al fine del perseguimento  di  una  maggiore  efficienza  e  del

contenimento   della   spesa   pubblica,   le   societa'   a   totale

partecipazione  diretta  o  indiretta  dello  Stato  e  le   societa'

direttamente  o  indirettamente  controllate  dallo  Stato  ai  sensi