Confederazione Generale Italiana dei Trasporti e della Logistica

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Roma, 9 settembre 2014

 

Circolare n. 156/2014

 

Oggetto: Funzione pubblica – Misure di riforma della P.A. – Legge 11.8.2014, n.114, di conversione del D.L. n.90/2014, su S.O. alla G.U. n.190 del 18.8.2014.

 

Sono divenute definitive le misure di riordino e razionalizzazione della Pubblica Amministrazione contenute nel decreto legge n.90/2014. Purtroppo la legge di conversione ha reso meno incisivo il provvedimento.

 

Di seguito si evidenziano le disposizioni di più diretto interesse delle imprese del settore.

 

Razionalizzazione delle Autorità indipendenti (art.22) – Sono stati mantenuti i vincoli di riduzione delle spese imposti alle Autorità indipendenti, ma sono stati alleggeriti gli obblighi di razionalizzazione sull’utilizzo dei locali in cui le autorità risiedono. Inoltre non è più previsto che l’Autorità di Regolamentazione dei Trasporti debba lasciare la sede di Torino. La riduzione della spesa va certamente nella giusta direzione, ma, com’è noto, l’istanza del mondo confederale resta quella di sopprimere l’obbligo per le imprese di sostenere oneri per il funzionamento delle Autorità.

 

Riduzione del diritto camerale (art.28) – La legge di conversione ha previsto che la riduzione del 50% del diritto camerale avvenga gradualmente in un triennio, anziché a decorrere dal prossimo anno come era previsto nel decreto legge. Per l’anno 2015 il diritto sarà ridotto del 35%, nel 2016 del 40% e solo a partire dal 2017 sarà dimezzato. Com’è noto, le imprese pagano ogni anno alle Camere di Commercio il diritto calcolato in percentuale sul fatturato.

 

White list antimafia (art.29) – E’ stata confermata la disposizione che prevede l’obbligo di utilizzare negli appalti pubblici solo le imprese iscritte nelle white list antimafia tenute dalle Prefetture. L’obbligo riguarda le attività ad alto rischio di infiltrazioni mafiose, tra cui l’autotrasporto in conto terzi.

 

Tar regionali (art.30) – E’ stato previsto che in assenza di un piano di riassetto organizzativo dei tribunali amministrativi regionali redatto entro la fine di quest’anno, a decorrere dal luglio 2015 saranno comunque ridotte le sezioni distaccate dei Tar regionali.

 

 

Daniela Dringoli

Per riferimenti confronta circ.re conf.le n.120/2014

Responsabile di Area

Allegato uno

 

D/d

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S.O. n.70 G.U. n.190 del 18.8.2014

LEGGE 11 agosto 2014, n. 114

Conversione in legge, con  modificazioni, del  decreto-legge 24 giugno

2014, n. 90,  recante  misure  urgenti per  la  semplificazione  e  la

trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari.

 

 

                             Titolo I

    Misure urgenti per l'efficienza della p.a. e per il sostegno

                          dell'occupazione

 

                              Capo I

            Misure urgenti in materia di lavoro pubblico

 

                               Art. 1

Disposizioni  per   il   ricambio   generazionale   nelle   pubbliche

                           amministrazioni

  1. Sono abrogati l'art. 16  del  decreto  legislativo  30  dicembre

1992, n. 503, l'art. 72, commi 8, 9, 10, del decreto-legge 25  giugno

2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto

2008, n. 133, e l'art. 9. comma 31, del decreto-legge 31 maggio 2010,

n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,  n.

122.

  2. Salvo quanto previsto dal comma 3, i trattenimenti  in  servizio

in essere alla data di entrata in vigore del  presente  decreto  sono

fatti salvi fino al 31 ottobre 2014 o  fino  alla  loro  scadenza  se

prevista in data anteriore.  I  trattenimenti  in  servizio  disposti

dalle amministrazioni pubbliche di  cui  all'art.  1,  comma  2,  del

decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e non ancora efficaci alla

data di entrata in vigore del presente decreto-legge sono revocati.

  3.  Al  fine  di  salvaguardare  la  funzionalita'   degli   uffici

giudiziari,     i  trattenimenti  in  servizio,  pur  se  ancora  non

disposti, per i  magistrati  ordinari,  amministrativi,  contabili  e

militari che alla data di entrata in vigore del presente  decreto  ne

abbiano i requisiti ai sensi dell'art. 16 del decreto legislativo  30

dicembre 1992, n. 503, e  successive  modificazioni,      sono  fatti

salvi sino al 31 dicembre 2015 o fino alla loro scadenza se  prevista

in data anteriore.

     3-bis. In applicazione dell'art. 59, comma  9,  della  legge  27

dicembre 1997, n. 449, e  successive  modificazioni,  e  al  fine  di

salvaguardare la continuita' didattica e di garantire l'immissione in

servizio fin dal    settembre,  i  trattenimenti  in  servizio  del

personale della scuola sono fatti salvi fino al 31 agosto 2014 o fino

alla loro scadenza se prevista in data anteriore.

  3-ter. Con le procedure di cui all'art. 107 del testo  unico  delle

leggi  costituzionali  concernenti  lo  statuto   speciale   per   il

Trentino-Alto  Adige,  di  cui  al  decreto  del   Presidente   della

Repubblica 31 agosto 1972, n. 670, si  provvede  all'adeguamento  del

decreto del Presidente della Repubblica 6 aprile 1984, n.  426,  alle

disposizioni di cui al comma 1 del presente articolo. Nelle more  del

suddetto adeguamento e della successiva  nomina  dei  consiglieri  di

Stato di cui all'art. 14 del medesimo decreto  del  Presidente  della

Repubblica n. 426 del 1984, i consiglieri di Stato gia' nominati alla

data di entrata in vigore del presente decreto, di  cui  allo  stesso

art. 14, rimangono comunque in servizio fino al 31 dicembre 2015  ove

abbiano raggiunto l'eta' per il collocamento in quiescenza.    

  4. (Soppresso).

     5. All'art.  72  del  decreto-legge  25  giugno  2008,  n.  112,

convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n.  133,  e

successive modificazioni, il comma 11 e' sostituito dal seguente:

  «11.  Con  decisione  motivata  con   riferimento   alle   esigenze

organizzative e ai criteri di scelta applicati  e  senza  pregiudizio

per   la   funzionale   erogazione   dei   servizi,   le    pubbliche

amministrazioni di cui all'art. 1, comma 2, del  decreto  legislativo

30 marzo  2001,  n.  165,  e  successive  modificazioni,  incluse  le

autorita' indipendenti, possono, a decorrere  dalla  maturazione  del

requisito di anzianita' contributiva per l'accesso al  pensionamento,

come rideterminato a decorrere dal    gennaio  2012  dall'art.  24,

commi 10 e 12, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito,

con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, risolvere il

rapporto di lavoro e il contratto  individuale  anche  del  personale

dirigenziale, con un preavviso di sei mesi e comunque non  prima  del

raggiungimento di un'eta' anagrafica che possa dare luogo a riduzione

percentuale  ai  sensi  del  citato  comma  10   dell'art.   24.   Le

disposizioni del presente comma non  si  applicano  al  personale  di

magistratura,  ai  professori  universitari  e  ai  responsabili   di

struttura complessa del Servizio sanitario nazionale e si  applicano,

non prima del raggiungimento del sessantacinquesimo anno di eta',  ai

dirigenti medici e del ruolo sanitario. Le medesime disposizioni  del

presente  comma  si  applicano  altresi'  ai  soggetti  che   abbiano

beneficiato dell'art. 3, comma 57, della legge 24 dicembre  2003,  n.

350, e successive modificazioni.».    

  6. All'onere derivante dal presente articolo pari a 2,6 milioni    

di euro    per l'anno 2014, 75,2 milioni    di  euro      per  l'anno

2015, 113,4 milioni    di euro    per l'anno 2016, 123,2  milioni    

di euro    per l'anno 2017 e 152,9 milioni    di euro    a  decorrere

dall'anno 2018, si provvede con le seguenti modalita':

    a) all'art. 1, comma 427, della legge 27 dicembre 2013,  n.  147,

come modificato dall'art. 2, comma 1, lettera b)  del  decreto  legge

del 28 gennaio 2014 n. 4, convertito, con modificazioni, dalla  legge

28 marzo 2014, n. 50, le parole:  «a  1.372,8  milioni  di  euro  per

l'anno 2015, a 1.874,7 milioni di euro per gli anni 2016 e 2017  e  a

1.186,7 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018»  sono  sostituite

dalle seguenti: «a 1.448 milioni di euro per l'anno 2015,  a  1.988,1

milioni di euro per l'anno 2016, a 1.997,9 milioni di euro per l'anno

2017 e a 1.339,6 milioni di euro a decorrere dall'anno 2018»;

    b) all'art. 1, comma 428, primo periodo, della legge 27  dicembre

2013, n. 147, come modificato dall'art. 2, comma 1,  lettera  c)  del

decreto  legge  del  28  gennaio   2014   n.   4,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 28 marzo 2014, n. 50, le parole «a 1.028,8

milioni di euro  per  l'anno  2015,  a  1.186,7  milioni  di  euro  a

decorrere dal 2016» sono sostituite dalle seguenti «a  1.104  milioni

di euro per l'anno 2015, a 1.300,1 milioni di euro per l'anno 2016, a

1.309,9 milioni di euro per l'anno 2017 e a 1.339,6 milioni di euro a

decorrere dal 2018»;

    c)  l'allegato  3  alla  legge  27  dicembre  2013,  n.  147,  e'

sostituito dall'allegato 1 al presente decreto;

    d)  quanto  a  2,6  milioni  di  euro   per   l'anno   2014   con

corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'art.

9,  comma  8,  del  decreto-legge  n.  30  dicembre  1997,  n.   457,

convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 1998, n. 30.

  7. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad

apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio.

 

                               Art. 1-bis

Rifinanziamento dell'accesso alla pensione  di  vecchiaia  anticipata

                          per i giornalisti

  1. Per le finalita' di cui all'art. 41-bis, comma 7, primo periodo,

del  decreto-legge  30  dicembre  2008,  n.  207,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14, e' autorizzata la

spesa di 3 milioni di euro per l'anno 2014, 9  milioni  di  euro  per

l'anno 2015, 13 milioni di euro per l'anno 2016, 13 milioni  di  euro

per l'anno 2017, 10,8 milioni di euro per l'anno 2018 e 3 milioni  di

euro per l'anno 2019. Con riferimento al primo periodo  del  presente

comma si applica quanto previsto dal  secondo  periodo  del  comma  7

dell'art. 41-bis del predetto  decreto-legge  n.  207  del  2008.  Al

secondo  periodo  del  comma  7   dell'art.   41-bis   del   predetto

decreto-legge n. 207 del 2008, le parole: «all'importo massimo di  20

milioni di euro annui» sono sostituite dalle  seguenti:  «all'importo

massimo di 20 milioni di euro annui fino all'anno 2013, 23 milioni di

euro nell'anno 2014, 29 milioni di euro nell'anno 2015, 33 milioni di

euro nell'anno 2016, 33 milioni di euro nell'anno 2017, 30,8  milioni

di euro nell'anno 2018, 23  milioni  di  euro  nell'anno  2019  e  20

milioni di euro annui a decorrere dall'anno 2020».

  2. I trattamenti di vecchiaia anticipata di cui all'art. 37,  comma

1, lettera b), della legge  5  agosto  1981,  n.  416,  e  successive

modificazioni, finanziati ai sensi del presente articolo sono erogati

in favore di giornalisti dipendenti da aziende che  hanno  presentato

al  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali   piani   di

ristrutturazione o riorganizzazione in data anteriore  alla  data  di

entrata in vigore del presente decreto e a condizione che  prevedano,

anche  mediante  integrazione  dei  piani   di   ristrutturazione   o

riorganizzazione aziendale gia' presentati, la contestuale assunzione

di personale giornalistico in possesso  di  competenze  professionali

coerenti con la realizzazione dei programmi di  rilancio  e  sviluppo

aziendale, nel rapporto minimo di un'assunzione a tempo indeterminato

ogni tre  prepensionamenti.  Tale  condizione  non  si  applica  alle

imprese   i   cui   accordi   prevedano   un   massimo   di    cinque

prepensionamenti.

  3. L'instaurazione di rapporti di lavoro dipendente o  autonomo  di

cui agli articoli 2222 e seguenti del codice civile, anche  in  forma

di collaborazione coordinata e continuativa, ovvero la sottoscrizione

di contratti per la cessione del diritto d'autore, con i  giornalisti

che  abbiano  optato  per  i  trattamenti  di  vecchiaia   anticipata

finanziati ai sensi del presente articolo,  comporta  la  revoca  del

finanziamento concesso, anche nel caso in cui il rapporto  di  lavoro

sia instaurato con un'azienda diversa facente capo al medesimo gruppo

editoriale.

  4. All'onere derivante dall'attuazione del comma 1 si provvede:

  a) quanto a 3 milioni di euro per l'anno 2014, a 9 milioni di  euro

per l'anno 2015 e a 6,8 milioni di euro  per  l'anno  2016,  mediante

corrispondente riduzione della dotazione del Fondo di cui all'art. 1,

comma 261, della legge 27 dicembre 2013, n. 147;

  b) quanto a 6,2 milioni di euro per l'anno 2016, a  13  milioni  di

euro per l'anno 2017, a 10,8 milioni di euro per l'anno 2018  e  a  3

milioni di euro per l'anno 2019, mediante  corrispondente  versamento

all'entrata del bilancio dello  Stato,  per  pari  importo  e  per  i

medesimi anni, delle risorse  disponibili  su  apposita  contabilita'

speciale, su cui affluiscono 22 milioni di euro per l'anno 2014 e  11

milioni di euro per l'anno 2015 della  dotazione  del  Fondo  di  cui

all'art. 1, comma 261, della legge 27 dicembre 2013, n. 147.

  5. Alla compensazione dei conseguenti effetti finanziari sui  saldi

di  finanza  pubblica  recati  dal  comma  4  si  provvede   mediante

corrispondente utilizzo del Fondo di cui all'art.  6,  comma  2,  del

decreto-legge 7 ottobre 2008, n. 154, convertito, con  modificazioni,

dalla legge 4 dicembre 2008, n. 189, e successive modificazioni, pari

a 6,2 milioni di euro per l'anno 2016,  a  13  milioni  di  euro  per

l'anno 2017, a 10,8 milioni di euro per l'anno 2018 e a 3 milioni  di

euro per l'anno 2019.

  6. Il Fondo di cui all'art. 6, comma 2, del decreto-legge 7 ottobre

2008, n. 154, convertito, con modificazioni, dalla legge  4  dicembre

2008, n. 189, e  successive  modificazioni,  e'  incrementato  di  22

milioni di euro per l'anno 2014 e di 11 milioni di  euro  per  l'anno

2015.

  7. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad

apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di  bilancio.

   

 

                               Art. 2

                  Incarichi direttivi ai magistrati

  1. Dopo il comma 1 dell'art. 13 del decreto  legislativo  5  aprile

2006,  n.  160,  sono  inseriti  i  seguenti:  «1-bis.  Il  Consiglio

superiore della Magistratura provvede al conferimento delle  funzioni

direttive e semidirettive:

    a) nel caso di collocamento a riposo del titolare  per  raggiunto

limite di eta' o di decorrenza del termine ottennale  previsto  dagli

articoli 45 e 46 del presente decreto, entro la data di  vacanza  del

relativo ufficio;

    b) negli altri casi, entro    sei  mesi      dalla  pubblicazione

della vacanza.

     1-ter. In caso di inosservanza  dei  termini  di  cui  al  comma

1-bis, il Presidente della Commissione referente, entro il termine di

trenta giorni provvede alla formulazione della proposta.».    

     1-bis. Al terzo periodo  del  secondo  comma  dell'art.  30  del

decreto del Presidente della Repubblica 16 settembre 1958, n. 916,  e

successive modificazioni, le parole: «Prima che siano  trascorsi  due

anni» sono sostituite dalle seguenti: «Prima  che  sia  trascorso  un

anno».    

  2.    Le disposizioni di cui ai commi 1-bis e  1-ter  dell'art.  13

del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, introdotte dal comma 1

del presente articolo, si applicano      alle  procedure  concorsuali

relative a vacanze successive alla data di entrata  in  vigore  della

legge di conversione del presente decreto.

  3. In deroga a quanto previsto  dagli  articoli  34-bis  e  35  del

decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, per il conferimento  delle

funzioni direttive e semidirettive relative alle  vacanze  pubblicate

sino al 30 giugno 2015, i magistrati  concorrenti  devono  assicurare

almeno    tre anni di servizio dalla vacanza    prima della  data  di

collocamento a riposo.

  4. Al secondo comma dell'art. 17 della legge 24 marzo 1958, n. 195,

dopo le  parole:  «del  processo  amministrativo»,  sono  aggiunti  i

seguenti periodi: «Per la tutela giurisdizionale nei confronti    dei

provvedimenti concernenti il conferimento degli incarichi direttivi e

semidirettivi    si segue, per quanto applicabile, il rito abbreviato

disciplinato dall'art. 119 del codice del processo amministrativo  di

cui al decreto legislativo 2 luglio 2010, n. 104. Nel caso di  azione

di ottemperanza, il giudice amministrativo, qualora  sia  accolto  il

ricorso, ordina l'ottemperanza ed assegna al Consiglio  superiore  un

termine per provvedere. Non si applicano le lettere a) e c) del comma

4 dell'art. 114 del codice del  processo  amministrativo  di  cui  al

decreto legislativo n. 104 del 2010.».

     4-bis. Al comma 4 dell'art. 16 del decreto-legge 24 aprile 2014,

n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014,  n.

89, le parole: «15 luglio 2014» sono sostituite dalle  seguenti:  «15

ottobre 2014».    

 

                               Art. 3

            Semplificazione e flessibilita' nel turn over

  1. Le amministrazioni dello Stato, anche ad  ordinamento  autonomo,

le agenzie e gli enti pubblici non economici ivi compresi  quelli  di

cui all'art. 70, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo  2001,  n.

165 e successive modificazione, possono procedere, per  l'anno  2014,

ad assunzioni di personale a tempo indeterminato  nel  limite  di  un

contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa

pari al 20 per cento di quella relativa al personale di ruolo cessato

nell'anno precedente. La predetta facolta'  ad  assumere  e'  fissata

nella misura del 40 per cento per l'anno 2015, del 60 per  cento  per

l'anno 2016, dell'80 per cento per l'anno 2017, del 100 per  cento  a

decorrere dall'anno 2018.    Ai Corpi di polizia, al Corpo  nazionale

dei vigili del fuoco, al comparto della scuola e alle universita'  si

applica la normativa di settore.    

  2. Gli enti di ricerca, la cui spesa per il personale di ruolo  del

singolo ente non superi l'80 per cento delle proprie entrate correnti

complessive,  come  risultanti  dal  bilancio  consuntivo   dell'anno

precedente,  possono  procedere,  per  gli  anni  2014  e  2015,   ad

assunzioni di personale con rapporto di lavoro a tempo  indeterminato

nel  limite  di  un   contingente   di   personale   complessivamente

corrispondente ad una spesa pari al 50 per cento di  quella  relativa

al personale di  ruolo  cessato  nell'anno  precedente.  La  predetta

facolta' ad assumere  e'  fissata  nella  misura  del  60  per  cento

nell'anno 2016, dell'80 per cento nell'anno 2017 e del 100 per  cento

a decorrere dall'anno 2018. A decorrere dal 1  gennaio  2014  non  si

tiene conto del criterio di calcolo di cui all'art. 35, comma 3,  del

decreto-legge   30   dicembre   2008,   n.   207,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2009, n. 14.

  3. Le assunzioni di cui ai commi 1 e  2  sono  autorizzate  con  il

decreto e le procedure di cui  all'art.  35,  comma  4,  del  decreto

legislativo  30  marzo  2001,  n.   165,   previa   richiesta   delle

amministrazioni   interessate,   predisposta   sulla    base    della

programmazione del fabbisogno, corredata da  analitica  dimostrazione

delle cessazioni avvenute nell'anno precedente  e  delle  conseguenti

economie  e  dall'individuazione  delle  unita'  da  assumere  e  dei

correlati oneri. A decorrere dall'anno 2014 e' consentito  il  cumulo

delle risorse destinate alle assunzioni per  un  arco  temporale  non

superiore  a  tre  anni,  nel  rispetto  della   programmazione   del

fabbisogno e di quella finanziaria e contabile.

     3-bis. Al fine di incrementare i servizi  di  prevenzione  e  di

controllo del territorio connessi allo  svolgimento  di  Expo  Milano

2015, le Forze di polizia, in deroga a quanto previsto dall'art. 2199

del codice dell'ordinamento militare, di cui al  decreto  legislativo

15 marzo 2010, n. 66, e successive modificazioni,  sono  autorizzate,

in via straordinaria, per l'immissione nei rispettivi ruoli iniziali,

ai sensi del medesimo art. 2199, allo scorrimento  delle  graduatorie

dei concorsi indetti per l'anno 2013, approvate entro il  31  ottobre

2014, ferme restando le assunzioni dei volontari in ferma  prefissata

quadriennale, ai sensi del comma 4, lettera  b),  dello  stesso  art.

2199, relative ai  predetti  concorsi.  Alle  assunzioni  di  cui  al

presente comma si provvede nell'ambito delle autorizzazioni  previste

dalla normativa vigente.

  3-ter. Per la Polizia di Stato, le assunzioni di cui al comma 3-bis

del presente articolo sono disposte con decorrenza dal    settembre

2014,  nell'ambito  delle  autorizzazioni  alle  assunzioni  di   cui

all'art. 1, comma 464, della  legge  27  dicembre  2013,  n.  147,  e

dell'apposito fondo ivi previsto per la parte relativa  alla  Polizia

di Stato.

  3-quater. I vincitori del concorso per allievo agente della Polizia

di Stato indetto nell'anno 2014 ai sensi dell'art. 2199 del codice di

cui al decreto  legislativo  15  marzo  2010,  n.  66,  e  successive

modificazioni, sono assunti  con  decorrenza  dal    gennaio  2015,

nell'ambito delle residue autorizzazioni alle assunzioni  di  cui  al

comma 3-ter del presente articolo e  di  quelle  gia'  previste,  per

l'anno 2015, dall'art. 66, comma 9-bis, del decreto-legge  25  giugno

2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto

2008, n. 133, e successive modificazioni.

  3-quinquies. Per il Corpo di polizia penitenziaria,  le  assunzioni

di cui al comma 3-bis del  presente  articolo  sono  disposte,  entro

l'anno 2014, con i fondi delle autorizzazioni alle assunzioni di  cui

all'art. 1, comma 464, della  legge  27  dicembre  2013,  n.  147,  e

dell'apposito fondo ivi previsto per la parte relativa  alla  polizia

penitenziaria.

  3-sexies.  Le  assunzioni  di  personale  nel  Corpo   di   polizia

penitenziaria, gia' previste per  l'anno  2015  dall'art.  66,  comma

9-bis, del decreto-legge 25 giugno  2008,  n.  112,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge  6  agosto  2008,  n.  133,  e  successive

modificazioni, sono  effettuate  a  decorrere  dal    gennaio  2015

utilizzando la graduatoria dei concorsi indicati al comma  3-bis  del

presente articolo.

  3-septies. All'attuazione  di  quanto  previsto  dai  commi  3-bis,

3-ter, 3-quater, 3-quinquies e 3-sexies si provvede nell'ambito delle

risorse disponibili a legislazione vigente e senza nuovi  o  maggiori

oneri per la finanza pubblica.

  3-octies. Per garantire gli  standard  operativi  e  i  livelli  di

efficienza e di efficacia del Corpo nazionale dei vigili  del  fuoco,

la dotazione  organica  della  qualifica  di  vigile  del  fuoco  del

predetto Corpo e' incrementata di 1.030 unita';  conseguentemente  la

dotazione organica del ruolo dei vigili del fuoco di cui alla tabella

A allegata  al  decreto  legislativo  13  ottobre  2005,  n.  217,  e

successive modificazioni, e' incrementata di 1.030 unita'.

  3-novies. Per la copertura  dei  posti  portati  in  aumento  nella

qualifica di vigile  del  fuoco  ai  sensi  del  comma  3-octies,  e'

autorizzata l'assunzione di 1.000  unita'  mediante  il  ricorso,  in

parti uguali, alle graduatorie di cui all'art. 8 del decreto-legge 31

agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  30

ottobre 2013, n. 125, e di 30 unita'  secondo  le  modalita'  di  cui

all'art. 148 del decreto legislativo 13 ottobre 2005, n. 217, per  le

finalita' ivi previste.

  3-decies. Gli oneri derivanti dalle disposizioni di  cui  ai  commi

3-octies e 3-novies sono determinati nel limite  massimo  complessivo

di euro 130.843 per l'anno 2014, di euro 24.276.826 per l'anno 2015 e

di euro 42.051.482 a decorrere dall'anno 2016. Ai predetti  oneri  si

provvede mediante  corrispondente  riduzione  degli  stanziamenti  di

spesa  per  la  retribuzione  del  personale  volontario  del   Corpo

nazionale dei vigili del fuoco, iscritti nello  stato  di  previsione

del Ministero  dell'interno,  nell'ambito  della  missione  «Soccorso

civile».

  3-undecies. L'impiego del personale volontario, ai sensi  dell'art.

9 del  decreto  legislativo  8  marzo  2006,  n.  139,  e  successive

modificazioni, e' disposto nel limite dell'autorizzazione annuale  di

spesa, pari a euro 48.850.356 per l'anno 2015 e a euro  31.075.700  a

decorrere dall'anno 2016.    

  4. La Presidenza del Consiglio dei Ministri --  Dipartimento  della

funzione pubblica e il Ministero dell'economia  e  delle  finanze  --

Dipartimento  della   ragioneria   generale   dello   Stato   operano

annualmente un monitoraggio sull'andamento  delle  assunzioni  e  dei

livelli  occupazionali  che  si   determinano   per   effetto   delle

disposizioni dei commi 1 e 2. Nel caso in  cui  dal  monitoraggio  si

rilevino incrementi di spesa che possono compromettere gli  obiettivi

e gli equilibri di finanza pubblica, con decreto del Ministro per  la

semplificazione e la pubblica amministrazione,  di  concerto  con  il

Ministro  dell'economia  e  delle  finanze,  sono   adottate   misure

correttive volte a neutralizzare l'incidenza del  maturato  economico

del personale cessato nel calcolo delle economie  da  destinare  alle

assunzioni previste dal regime vigente.

     4-bis. Per l'assoluta esigenza di assicurare la funzionalita'  e

l'efficienza dell'area  produttiva  industriale  e,  in  particolare,

degli arsenali e degli stabilimenti militari, in deroga  all'art.  2,

comma 11, alinea, primo periodo, del decreto-legge 6 luglio 2012,  n.

95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,

e successive modificazioni,  il  Ministero  della  difesa,  nell'anno

2014, anche in presenza di posizioni soprannumerarie, e'  autorizzato

ad assumere i ventiquattro  vincitori  del  concorso  per  assistente

tecnico del  settore  motoristico  e  meccanico,  di  cui  all'avviso

pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, 4ª serie speciale, n. 59 del  27

luglio 2007, risultanti dalle graduatorie  di  merito  approvate  con

decreto dirigenziale in data 15 dicembre 2008. Per  l'attuazione  del

presente comma e' autorizzata la spesa di  434.000  euro  per  l'anno

2014 e di 866.382 euro annui a decorrere dall'anno 2015. Al  relativo

onere, pari a 434.000 euro per l'anno 2014 e a 866.382 euro  annui  a

decorrere  dall'anno  2015,  si  provvede   mediante   corrispondente

riduzione dello stanziamento del fondo  speciale  di  parte  corrente

iscritto, ai fini del bilancio triennale 2014-2016,  nell'ambito  del

programma «Fondi di riserva e  speciali»  della  missione  «Fondi  da

ripartire» dello stato di previsione del  Ministero  dell'economia  e

delle   finanze   per   l'anno   2014,   allo    scopo    utilizzando

l'accantonamento  relativo  al  medesimo   Ministero.   Il   Ministro

dell'economia e delle finanze e' autorizzato ad apportare, con propri

decreti, le occorrenti variazioni di  bilancio.  Il  Ministero  della

difesa  comunica  alla  Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri   -

Dipartimento della funzione pubblica e al Ministero  dell'economia  e

delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato le

assunzioni effettuate ai sensi del presente comma e i relativi oneri.

   

  5. Negli anni 2014 e 2015 le regioni e gli enti  locali  sottoposti

al patto di stabilita' interno procedono ad assunzioni di personale a

tempo  indeterminato  nel  limite  di  un  contingente  di  personale

complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 60 per cento  di

quella relativa al personale di ruolo cessato  nell'anno  precedente.

Resta fermo quanto disposto dall'art. 16, comma 9, del decreto  legge

6 luglio 2012, n. 95, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  7

agosto 2012, n. 135. La predetta  facolta'  ad  assumere  e'  fissata

nella misura dell'80 per cento negli anni 2016 e 2017 e del  100  per

cento a decorrere  dall'anno  2018.  Restano  ferme  le  disposizioni

previste dall'art. 1, commi 557, 557-bis e 557-ter,  della  legge  27

dicembre 2006, n. 296. A decorrere dall'anno 2014  e'  consentito  il

cumulo delle risorse destinate alle assunzioni per un arco  temporale

non superiore a tre  anni,  nel  rispetto  della  programmazione  del

fabbisogno e di quella finanziaria e contabile. L'art. 76,  comma  7,

del  decreto-legge  25  giugno  2008,   n.   112,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008,  n.  133  e'  abrogato.  Le

amministrazioni di cui al  presente  comma  coordinano  le  politiche

assunzionali dei soggetti di cui all'art. 18, comma 2-bis, del citato

decreto-legge n. 112 del 2008  al  fine  di  garantire  anche  per  i

medesimi soggetti una graduale riduzione della percentuale tra  spese

di personale e spese correnti   , fermo restando quanto previsto  dal

medesimo art. 18, comma 2-bis, come da ultimo  modificato  dal  comma

5-quinquies del presente articolo.    

     5-bis. Dopo il comma 557-ter dell'art. 1 della legge 27 dicembre

2006, n. 296, e' inserito il seguente:

  «557-quater. Ai fini dell'applicazione del comma 557,  a  decorrere

dall'anno 2014 gli enti assicurano, nell'ambito della  programmazione

triennale dei fabbisogni di personale, il contenimento delle spese di

personale con riferimento al valore  medio  del  triennio  precedente

alla data di entrata in vigore della presente disposizione».

  5-ter. Alle amministrazioni di cui al comma 5 del presente articolo

si applicano i principi di cui all'art. 4, comma 3, del decreto-legge

31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30

ottobre 2013, n. 125, attraverso  la  comunicazione  al  Dipartimento

della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio  dei  ministri

per quanto di competenza dello stesso.

  5-quater.  Fermi  restando  i  vincoli  generali  sulla  spesa   di

personale, gli enti indicati al comma 5, la cui incidenza delle spese

di personale sulla spesa corrente e'  pari  o  inferiore  al  25  per

cento, possono procedere  ad  assunzioni  a  tempo  indeterminato,  a

decorrere dal 1° gennaio 2014, nel limite  dell'80  per  cento  della

spesa relativa al personale di ruolo cessato dal  servizio  nell'anno

precedente e nel limite del 100 per cento a decorrere dall'anno 2015.

  5-quinquies. All'art. 18, comma 2-bis, del decreto-legge 25  giugno

2008, n. 112, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  6  agosto

2008, n. 133, e successive modificazioni, le parole: «fermo  restando

il contratto nazionale in vigore al 1° gennaio 2014» sono  soppresse.

   

  6. I limiti di cui al  presente  articolo  non  si  applicano  alle

assunzioni di personale appartenente alle categorie protette ai  fini

della copertura delle quote d'obbligo.

     6-bis. I contratti di lavoro a tempo determinato delle province,

prorogati fino al 31 dicembre 2014 ai sensi dell'art. 4, comma 9, del

decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con  modificazioni,

dalla legge 30 ottobre 2013, n.  125,  possono  essere  ulteriormente

prorogati,   alle   medesime    finalita'    e    condizioni,    fino

all'insediamento dei nuovi soggetti istituzionali cosi' come previsto

dalla legge 7 aprile 2014, n. 56. Dall'attuazione del presente  comma

non devono derivare nuovi o maggiori oneri per la  finanza  pubblica.

   

  7. All'art. 3, comma 102, della legge 24 dicembre 2007, n.  244  le

parole «Per il quinquennio 2010-2014» sono sostituite dalle  seguenti

«Per il quadriennio 2010-2013».

  8.  All'art.  66  del  decreto-legge  25  giugno  2008,   n.   112,

convertito, con modificazioni, dalla legge 6  agosto  2008,  n.  133,

sono apportate le seguenti modifiche:

    a) e' abrogato il comma 9;

    b) al comma 14 e' soppresso l'ultimo periodo.

      9.  All'art.  9  del  decreto-legge  31  maggio  2010,  n.  78,

convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122,  e

successive modificazioni, sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) il comma 8 e' abrogato;

  b) al comma 28, dopo il secondo periodo sono inseriti  i  seguenti:

«I limiti di cui al primo e al  secondo  periodo  non  si  applicano,

anche con riferimento ai  lavori  socialmente  utili,  ai  lavori  di

pubblica utilita' e ai cantieri di lavoro, nel caso in cui  il  costo

del personale sia coperto da finanziamenti specifici aggiuntivi o  da

fondi dell'Unione europea; nell'ipotesi di cofinanziamento, i  limiti

medesimi non si applicano con riferimento alla sola quota  finanziata

da altri soggetti».    

  10. All'art. 35, comma 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.

165, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) il secondo periodo e' sostituito dal  seguente:  «Con  decreto

del Presidente del Consiglio dei ministri di concerto con il Ministro

dell'economia  e  delle  finanze,  sono  autorizzati  l'avvio   delle

procedure concorsuali e le relative assunzioni  del  personale  delle

amministrazioni dello Stato, anche  ad  ordinamento  autonomo,  delle

agenzie e degli enti pubblici non economici.»;

    b) al terzo periodo, dopo le parole: «all'avvio  delle  procedure

concorsuali» sono inserite le seguenti: «e alle relative assunzioni».

     10-bis. Il rispetto degli adempimenti e  delle  prescrizioni  di

cui al presente articolo da parte degli enti locali viene certificato

dai revisori  dei  conti  nella  relazione  di  accompagnamento  alla

delibera di approvazione del bilancio annuale dell'ente. In  caso  di

mancato adempimento, il prefetto presenta una relazione al  Ministero

dell'interno. Con la medesima relazione viene altresi' verificato  il

rispetto delle prescrizioni di  cui  al  comma  4  dell'art.  11  del

presente decreto.    

 

                               Art. 4

                 Mobilita' obbligatoria e volontaria

  1. I commi da 1 a 2 dell'art. 30 del decreto legislativo  30  marzo

2001, n. 165 sono sostituiti dai seguenti:

  «1. Le amministrazioni possono ricoprire posti vacanti in  organico

mediante passaggio diretto di dipendenti di cui all'art. 2, comma  2,

appartenenti a una qualifica  corrispondente  e  in  servizio  presso

altre amministrazioni, che facciano domanda di trasferimento,  previo

assenso dell'amministrazione  di  appartenenza.  Le  amministrazioni,

fissando preventivamente i    requisiti e le competenze professionali

richieste   , pubblicano  sul  proprio  sito  istituzionale,  per  un

periodo pari almeno a trenta giorni, un bando in cui sono indicati  i

posti  che  intendono  ricoprire  attraverso  passaggio  diretto   di

personale di altre amministrazioni, con indicazione dei requisiti  da

possedere. In via sperimentale e    fino all'introduzione    di nuove

procedure per la determinazione dei fabbisogni standard di  personale

delle amministrazioni pubbliche, per il  trasferimento  tra  le  sedi

centrali di  differenti  ministeri,  agenzie  ed  enti  pubblici  non

economici nazionali non e' richiesto  l'assenso  dell'amministrazione

di appartenenza, la quale dispone il  trasferimento  entro  due  mesi

dalla richiesta dell'amministrazione di destinazione, fatti  salvi  i

termini per il preavviso e  a  condizione  che  l'amministrazione  di

destinazione  abbia  una  percentuale  di  posti  vacanti   superiore

all'amministrazione di appartenenza. Per agevolare  le  procedure  di

mobilita' la Presidenza del Consiglio  dei  Ministri  -  Dipartimento

della   funzione   pubblica   istituisce   un   portale   finalizzato

all'incontro tra la domanda e l'offerta di mobilita'.

      1-bis.  L'amministrazione   di   destinazione   provvede   alla

riqualificazione dei dipendenti la cui domanda  di  trasferimento  e'

accolta, eventualmente avvalendosi, ove  sia  necessario  predisporre

percorsi specifici o settoriali di formazione, della Scuola nazionale

dell'amministrazione. All'attuazione del presente comma  si  provvede

utilizzando le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a

legislazione vigente e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per la

finanza pubblica.    

  2.    Nell'ambito dei rapporti di lavoro di cui all'art.  2,  comma

2, i dipendenti possono essere trasferiti  all'interno  della  stessa

amministrazione o, previo accordo tra le amministrazioni interessate,

in altra amministrazione, in  sedi  collocate  nel  territorio  dello

stesso comune ovvero a distanza non superiore a cinquanta  chilometri

dalla sede cui sono adibiti.  Ai  fini  del  presente  comma  non  si

applica il terzo periodo del primo comma dell'art.  2103  del  codice

civile.    Con decreto del  Ministro  per  la  semplificazione  e  la

pubblica   amministrazione,        previa   consultazione   con    le

confederazioni sindacali rappresentative  e      previa  intesa,  ove

necessario, in sede di conferenza unificata di  cui  all'art.  8  del

decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281,  possono  essere  fissati

criteri per realizzare i processi di cui al presente comma, anche con

passaggi diretti di personale tra  amministrazioni  senza  preventivo

accordo, per garantire l'esercizio delle  funzioni  istituzionali  da

parte delle amministrazioni che presentano carenze di organico.    Le

disposizioni di cui al presente comma si applicano ai dipendenti  con

figli di eta' inferiore a tre anni,  che  hanno  diritto  al  congedo

parentale, e ai soggetti di cui all'art. 33, comma 3, della  legge  5

febbraio 1992, n. 104, e successive modificazioni,  con  il  consenso

degli stessi alla prestazione della propria attivita'  lavorativa  in

un'altra sede.    

  2.1. Nei casi di cui ai commi 1 e 2 per i quali sia  necessario  un

trasferimento di risorse, si applica il comma 2.3.

  2.2. Sono nulli gli accordi, gli atti o le clausole  dei  contratti

collettivi in contrasto con le disposizioni di cui ai commi 1 e 2.

  2.3. Al fine di favorire i processi di cui  ai  commi  1  e  2,  e'

istituito, nello stato di previsione del  Ministero  dell'economia  e

delle finanze, un fondo destinato al  miglioramento  dell'allocazione

del personale presso le pubbliche amministrazioni, con una  dotazione

di 15 milioni di euro per l'anno 2014 e  di  30  milioni  di  euro  a

decorrere  dall'anno  2015,  da   attribuire   alle   amministrazioni

destinatarie dei predetti processi. Al fondo confluiscono,  altresi',

le risorse corrispondenti al  cinquanta  per  cento  del  trattamento

economico  spettante  al  personale  trasferito  mediante  versamento

all'entrata dello  Stato  da  parte  dell'amministrazione  cedente  e

corrispondente riassegnazione al fondo  ovvero  mediante  contestuale

riduzione dei trasferimenti statali  all'amministrazione  cedente.  I

criteri di utilizzo e le modalita' di gestione -  delle  risorse  del

fondo sono stabiliti con decreto del  Presidente  del  Consiglio  dei

Ministri, di concerto con il Ministro dell'economia e delle  finanze.

In  sede  di  prima  applicazione,  nell'assegnazione  delle  risorse

vengono   prioritariamente   valutate   le   richieste    finalizzate

all'ottimale funzionamento degli  uffici  giudiziari  che  presentino

rilevanti carenze di  personale      e  conseguentemente  alla  piena

applicazione della riforma delle province di cui alla legge 7  aprile

2014, n. 56.    Le risorse sono  assegnate  alle  amministrazioni  di

destinazione sino al momento di effettiva permanenza in servizio  del

personale oggetto delle procedure di cui ai commi 1 e 2.  Le  risorse

sono assegnate alle amministrazioni di destinazione sino  al  momento

di effettiva permanenza  in  servizio  del  personale  oggetto  delle

procedure di cui ai commi 1 e 2.

  2.4. Agli oneri derivanti dall'attuazione del comma 2.3, pari a  15

milioni di euro per l'anno 2014 e a 30 milioni di  euro  a  decorrere

dall'anno 2015, si provvede, quanto a 6 milioni di  euro  per  l'anno

2014  e  a  9  milioni  di  euro  a  decorrere  dal   2015   mediante

corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'art.

3, comma 97, della legge 24 dicembre 2007, n. 244, quanto a 9 milioni

di euro  a  decorrere  dal  2014  mediante  corrispondente  riduzione

dell'autorizzazione di  spesa  di  cui  all'art.  1,  comma  14,  del

decreto-legge  del  3   ottobre   2006,   n.   262   convertito   con

modificazioni, dalla legge 24 novembre 2006, n. 286  e  quanto  a  12

milioni  di  euro  a  decorrere  dal  2015  mediante   corrispondente

riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui all'art. 1, comma  527,

della legge 27 dicembre 2006, n. 296. A decorrere dall'anno 2015,    

il fondo di cui al comma 2.3 puo' essere rideterminato      ai  sensi

dell'art. 11, comma 3, lettera d), della legge 31 dicembre  2009,  n.

196. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad

apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio per

l'attuazione del presente articolo.».

     1-bis. Ai fini della predisposizione di un  piano  di  revisione

dell'utilizzo del personale comandato e nelle more della  definizione

delle procedure di mobilita', sono  fatti  salvi,  anche  per  l'anno

scolastico 2014/2015, i provvedimenti di collocamento fuori ruolo  di

cui all'art. 1, comma 58, della legge 24 dicembre  2012,  n.  228,  e

successive modificazioni.

  1-ter. All'onere  derivante  dall'attuazione  del  comma  1-bis  si

provvede, per un importo pari a 3,3  milioni  di  euro,  di  cui  1,1

milioni di euro per l'anno 2014 e 2,2  milioni  di  euro  per  l'anno

2015, a valere  sui  risparmi  di  cui  all'art.  58,  comma  5,  del

decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, convertito,  con  modificazioni,

dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.

  1-quater. Per agevolare il transito dell'erogazione dei servizi  di

volo dell'ambito militare alla societa' ENAV Spa negli  aeroporti  di

Roma - Ciampino, Verona - Villafranca, Brindisi -  Casale,  Rimini  e

Treviso, il personale militare, in  possesso  delle  abilitazioni  di

controllore del traffico militare ivi impiegato, puo'  transitare,  a

domanda, nei corrispondenti ruoli del personale civile dell'ENAV Spa,

entro il  limite  del  relativo  fabbisogno,  secondo  i  criteri  di

mobilita' geografica e di anzianita' di servizio e  senza  limite  di

eta' anagrafica, nonche' nei limiti della sostenibilita'  finanziaria

consentita dal bilancio della medesima societa'. L'inquadramento  del

personale avviene sulla base di apposite tabelle di equiparazione tra

i  livelli  di  inquadramento  previsti  dal   contratto   collettivo

nazionale di lavoro relativo al  personale  civile  dell'ENAV  Spa  e

quelli del personale appartenente al corpo militare.  Dall'attuazione

del presente comma non devono  derivare  nuovi  o  maggiori  oneri  a

carico della finanza pubblica.    

  2. E' abrogato l'art. 1, comma  29,  del  decreto-legge  13  agosto

2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre

2011, n. 148.

  3. Il decreto di cui all'art. 29-bis  del  decreto  legislativo  30

marzo 2001, n. 165 e' adottato, secondo la  procedura  ivi  indicata,

entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge  di

conversione del presente decreto. Decorso  il  suddetto  termine,  la

tabella di equiparazione ivi prevista e'  adottata  con  decreto  del

Ministro   delegato   per   la   semplificazione   e   la    pubblica

amministrazione, di concerto con il Ministro  dell'economia  e  delle

finanze. Le successive modifiche sono operate secondo la procedura di

cui al citato art. 29-bis.

 

                               Art. 5

                   Assegnazione di nuove mansioni

  1. All'art. 34 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  sono

apportate le seguenti modificazioni:

    a) dopo il comma 3 e' inserito il seguente: «3-bis.  Gli  elenchi

di cui ai commi 2 e 3 sono pubblicati sul  sito  istituzionale  delle

amministrazioni competenti.»;

    b)    al comma 4 sono aggiunti, in fine, i seguenti  periodi:   

«Nei sei mesi anteriori alla data di  scadenza  del  termine  di  cui

all'art. 33, comma 8, il personale in disponibilita' puo' presentare,

alle  amministrazioni  di  cui  ai  commi   2   e   3,   istanza   di

ricollocazione,  in  deroga  all'art.   2103   del   codice   civile,

nell'ambito dei posti vacanti in organico,  anche  in  una  qualifica

inferiore o in  posizione  economica  inferiore  della  stessa  o  di

inferiore area o categoria    di un solo livello per  ciascuna  delle

suddette  fattispecie,      al  fine  di  ampliare  le  occasioni  di

ricollocazione. In tal caso la ricollocazione non puo' avvenire prima

dei trenta giorni anteriori alla data di scadenza del termine di  cui

all'art. 33, comma 8.      Il  personale  ricollocato  ai  sensi  del

periodo precedente non ha diritto all'indennita' di cui all'art.  33,

comma 8, e mantiene il diritto di essere successivamente  ricollocato

nella propria originaria  qualifica  e  categoria  di  inquadramento,

anche attraverso le procedure di mobilita' volontaria di cui all'art.

30. In  sede  di  contrattazione  collettiva  con  le  organizzazioni

sindacali  maggiormente  rappresentative  possono  essere   stabiliti

criteri generali per l'applicazione  delle  disposizioni  di  cui  al

quinto e al sesto periodo.».    

    c) il comma 6 e' sostituito dal seguente: «6.  Nell'ambito  della

programmazione triennale del personale di cui all'art. 39 della legge

27 dicembre 1997, n. 449,  e  successive  modificazioni,  l'avvio  di

procedure concorsuali e le nuove assunzioni a tempo  indeterminato  o

determinato per un periodo superiore a dodici mesi, sono  subordinate

alla  verificata  impossibilita'  di  ricollocare  il  personale   in

disponibilita' iscritto nell'apposito elenco. I  dipendenti  iscritti

negli elenchi di cui al presente articolo possono  essere  assegnati,

nell'ambito dei posti vacanti in organico, in  posizione  di  comando

presso amministrazioni che ne  facciano  richiesta  o  presso  quelle

individuate ai  sensi  dell'art.  34-bis,  comma  5-bis.  Gli  stessi

dipendenti possono, altresi', avvalersi  della  disposizione  di  cui

all'art.  23-bis.  Durante  il  periodo  in  cui  i  dipendenti  sono

utilizzati con rapporto di lavoro a tempo determinato o in  posizione

di comando presso altre  amministrazioni  pubbliche  o  si  avvalgono

dell'art. 23-bis il termine di cui all'art. 33 comma 8 resta  sospeso

e l'onere retributivo e' a carico  dall'amministrazione  o  dell'ente

che utilizza il dipendente.».

  2. All'art. 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, dopo  il  comma

567 e' inserito il seguente:

  «567-bis. Le procedure di cui ai commi  566  e  567  si  concludono

rispettivamente entro 60 e 90  giorni  dall'avvio.  Entro  15  giorni

dalla  conclusione  delle  suddette  procedure  il   personale   puo'

presentare  istanza  alla   societa'   da   cui   e'   dipendente   o

all'amministrazione  controllante  per  una  ricollocazione,  in  via

subordinata, in una qualifica inferiore nella stessa  societa'  o  in

altra societa'.».

 

                               Art. 6

     Divieto di incarichi dirigenziali a soggetti in quiescenza

  1. All'art. 5, comma 9, del decreto-legge 6  luglio  2012,  n.  95,

convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135,  le

parole da «a soggetti, gia' appartenenti ai ruoli delle stesse»  fino

alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti: «a soggetti  gia'

lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza. Alle  suddette

amministrazioni e', altresi', fatto divieto di conferire ai  medesimi

soggetti incarichi dirigenziali o direttivi o cariche  in  organi  di

governo delle amministrazioni    di cui al primo periodo e degli enti

e societa' da esse controllati, ad  eccezione  dei  componenti  delle

giunte degli enti territoriali e  dei  componenti  o  titolari  degli

organi elettivi degli enti  di  cui  all'art.  2,  comma  2-bis,  del

decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con  modificazioni,

dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125. Incarichi e collaborazioni  sono

consentiti, esclusivamente a titolo gratuito e  per  una  durata  non

superiore a un anno, non prorogabile ne' rinnovabile, presso ciascuna

amministrazione. Devono essere  rendicontati  eventuali  rimborsi  di

spese,  corrisposti  nei  limiti   fissati   dall'organo   competente

dell'amministrazione  interessata.  Gli  organi   costituzionali   si

adeguano alle  disposizioni  del  presente  comma  nell'ambito  della

propria autonomia».    

  2. Le disposizioni dell'art. 5, comma 9, del  decreto-legge  n.  95

del 2012, come modificato dal comma 1, si  applicano  agli  incarichi

conferiti a decorrere dalla data di entrata in  vigore  del  presente

decreto.

 

                               Art. 7

        Prerogative sindacali nelle pubbliche amministrazioni

  1.  Ai  fini  della  razionalizzazione  e  riduzione  della   spesa

pubblica,  a  decorrere  dal    settembre   2014,   i   contingenti

complessivi dei distacchi, aspettative  e  permessi  sindacali,  gia'

attribuiti dalle rispettive disposizioni regolamentari e contrattuali

vigenti al personale delle pubbliche amministrazioni di cui  all'art.

1, comma 2, ivi compreso quello dell'art. 3, del decreto  legislativo

30 marzo 2001, n. 165, sono  ridotti  del  cinquanta  per  cento  per

ciascuna associazione sindacale.

     1-bis. Per le Forze di polizia ad ordinamento civile  e  per  il

Corpo nazionale dei vigili del fuoco di cui all'art. 19 della legge 4

novembre 2010, n. 183, in sostituzione  della  riduzione  di  cui  al

comma 1 del  presente  articolo  e  con  la  stessa  decorrenza,  per

ciascuna    riunione    sindacale,     tenuta     su     convocazione

dell'amministrazione,   un   solo   rappresentante    per    ciascuna

organizzazione puo' gravare sui permessi di cui all'art. 32, comma 4,

del decreto del Presidente della Repubblica 18 giugno 2002,  n.  164,

per le Forze di polizia ad ordinamento civile. Per il Corpo nazionale

dei  vigili  del  fuoco,  un   solo   rappresentante   per   ciascuna

organizzazione puo' gravare sui permessi di cui all'art. 40, comma 4,

del decreto del Presidente della Repubblica 7  maggio  2008,  recante

«Recepimento dell'accordo sindacale integrativo per il personale  non

direttivo e non dirigente del Corpo nazionale dei vigili del  fuoco»,

pubblicato nel supplemento ordinario n. 173 alla  Gazzetta  Ufficiale

n. 168 del 19 luglio 2008, per  il  personale  non  direttivo  e  non

dirigente, e di cui all'art. 23, comma 4, del decreto del  Presidente

della Repubblica 7 maggio  2008,  recante  «Recepimento  dell'accordo

sindacale integrativo per il  personale  direttivo  e  dirigente  del

Corpo nazionale  dei  vigili  del  fuoco»,  pubblicato  nel  medesimo

supplemento ordinario n. 173 alla Gazzetta Ufficiale n.  168  del  19

luglio 2008,  per  il  personale  direttivo  e  dirigente.  Eventuali

ulteriori permessi per le predette finalita' devono essere  computati

nel monte ore di cui al comma 2 dei citati articoli 40 e 23, a carico

di ciascuna organizzazione sindacale.    

  2. Per ciascuna associazione sindacale, la     rideterminazione   

dei distacchi di cui al comma 1 e' operata con  arrotondamento  delle

eventuali frazioni all'unita' superiore  e  non  opera  nei  casi  di

assegnazione di un solo distacco.

  3.  Con  le  procedure  contrattuali  e  negoziali   previste   dai

rispettivi ordinamenti puo' essere  modificata  la  ripartizione  dei

contingenti ridefiniti ai sensi dei commi 1 e 2 tra  le  associazioni

sindacali.    In tale ambito e' possibile definire, con invarianza di

spesa, forme  di  utilizzo  compensativo  tra  distacchi  e  permessi

sindacali.    

 

                               Art. 8

          Incarichi negli uffici di diretta collaborazione

  1. All'art. 1, comma 66, della legge 6 novembre 2012 n.  190,  sono

apportate le seguenti modificazioni:

       a) le parole: «compresi quelli di titolarita' dell'ufficio  di

gabinetto,»  sono  sostituite  dalle  seguenti:   «compresi   quelli,

comunque denominati, negli  uffici  di  diretta  collaborazione,  ivi

inclusi quelli di consulente giuridico, nonche' quelli di  componente

degli organismi indipendenti di valutazione,»;    

    b) dopo il primo periodo e' inserito il seguente: «E' escluso  il

ricorso all'istituto dell'aspettativa.».

  2. Gli incarichi di cui all'art. 1, comma 66, della  legge  n.  190

del 2012, come modificato dal comma 1, in corso alla data di  entrata

in vigore della legge di conversione del presente decreto, cessano di

diritto  se  nei  trenta  giorni  successivi  non  e'   adottato   il

provvedimento di collocamento in posizione di fuori ruolo.

  3. Sono fatti salvi i provvedimenti di collocamento in  aspettativa

gia' concessi alla data di entrata in vigore del presente decreto.

  4.  Sui  siti  istituzionali  degli  uffici  giudiziari   ordinari,

amministrativi, contabili e militari nonche' sul sito dell'Avvocatura

dello Stato sono pubblicate  le  statistiche  annuali  inerenti  alla

produttivita' dei magistrati e degli avvocati dello Stato in servizio

presso l'ufficio. Sono pubblicati sui  medesimi  siti  i  periodi  di

assenza riconducibili all'assunzione di incarichi conferiti.

 

                                 Art. 9

Riforma degli onorari dell'Avvocatura generale dello  Stato  e  delle

                   avvocature degli enti pubblici

  1.  I  compensi  professionali  corrisposti  dalle  amministrazioni

pubbliche di cui all'art. 1, comma  2,  del  decreto  legislativo  30

marzo  2001,  n.  165,  e  successive  modificazioni,  agli  avvocati

dipendenti delle amministrazioni stesse,  ivi  incluso  il  personale

dell'Avvocatura   dello   Stato,   sono   computati   ai   fini   del

raggiungimento del limite retributivo  di  cui  all'art.  23-ter  del

decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni,

dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, e successive modificazioni.

  2. Sono abrogati il comma 457 dell'art. 1 della legge  27  dicembre

2013, n. 147, e il terzo comma dell'art. 21 del testo unico di cui al

regio decreto 30 ottobre 1933,  n.  1611.  L'abrogazione  del  citato

terzo comma  ha  efficacia  relativamente  alle  sentenze  depositate

successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

  3. Nelle ipotesi di sentenza favorevole con  recupero  delle  spese

legali a carico delle controparti, le somme recuperate sono ripartite

tra gli avvocati dipendenti delle amministrazioni di cui al comma  1,

esclusi gli avvocati e i procuratori dello Stato, nella misura e  con

le  modalita'  stabilite   dai   rispettivi   regolamenti   e   dalla

contrattazione collettiva  ai  sensi  del  comma  5  e  comunque  nel

rispetto dei limiti di cui al  comma  7.  La  parte  rimanente  delle

suddette somme e' riversata nel bilancio dell'amministrazione.

  4. Nelle ipotesi di sentenza favorevole con  recupero  delle  spese

legali a carico delle  controparti,  il  50  per  cento  delle  somme

recuperate e' ripartito tra gli avvocati e  procuratori  dello  Stato

secondo le  previsioni  regolamentari  dell'Avvocatura  dello  Stato,

adottate ai sensi del comma  5.  Un  ulteriore  25  per  cento  delle

suddette somme e' destinato a borse  di  studio  per  lo  svolgimento

della pratica forense presso l'Avvocatura dello Stato, da  attribuire

previa procedura di valutazione  comparativa.  Il  rimanente  25  per

cento e' destinato al Fondo per la riduzione della pressione fiscale,

di cui all'art. 1, comma 431, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, e

successive modificazioni.

  5. I regolamenti dell'Avvocatura dello Stato  e  degli  altri  enti

pubblici e i contratti collettivi prevedono criteri di riparto  delle

somme di cui al primo periodo del comma 3  e  al  primo  periodo  del

comma  4  in  base  al  rendimento   individuale,   secondo   criteri

oggettivamente  misurabili  che  tengano  conto  tra  l'altro   della

puntualita' negli adempimenti processuali. I suddetti  regolamenti  e

contratti collettivi definiscono altresi' i criteri  di  assegnazione

degli affari consultivi  e  contenziosi,  da  operare  ove  possibile

attraverso  sistemi  informatici,  secondo  principi  di  parita'  di

trattamento e di specializzazione professionale.

  6. In tutti i casi di  pronunciata  compensazione  integrale  delle

spese, ivi compresi quelli di transazione  dopo  sentenza  favorevole

alle amministrazioni pubbliche di cui al comma 1, ai  dipendenti,  ad

esclusione  del   personale   dell'Avvocatura   dello   Stato,   sono

corrisposti compensi professionali in base alle norme regolamentari o

contrattuali vigenti e nei limiti  dello  stanziamento  previsto,  il

quale non  puo'  superare  il  corrispondente  stanziamento  relativo

all'anno 2013. Nei giudizi di cui all'art. 152 delle disposizioni per

l'attuazione  del  codice  di   procedura   civile   e   disposizioni

transitorie, di cui al regio  decreto  18  dicembre  1941,  n.  1368,

possono essere corrisposti compensi professionali in base alle  norme

regolamentari o contrattuali delle  relative  amministrazioni  e  nei

limiti dello stanziamento previsto. Il suddetto stanziamento non puo'

superare il corrispondente stanziamento relativo all'anno 2013.

  7. I compensi professionali di cui al comma 3 e  al  primo  periodo

del comma 6 possono  essere  corrisposti  in  modo  da  attribuire  a

ciascun avvocato una somma non superiore al suo trattamento economico

complessivo.

  8. Il primo periodo del comma 6 si applica alle sentenze depositate

successivamente alla data di entrata in vigore del presente  decreto.

I commi 3, 4 e 5 e il secondo e il terzo periodo del comma 6  nonche'

il comma 7 si applicano a decorrere dall'adeguamento dei  regolamenti

e dei contratti collettivi di cui al comma 5, da  operare  entro  tre

mesi dalla data di entrata in vigore della legge di  conversione  del

presente decreto. In assenza del suddetto  adeguamento,  a  decorrere

dal 1° gennaio 2015, le amministrazioni pubbliche di cui al  comma  1

non  possono  corrispondere  compensi  professionali  agli   avvocati

dipendenti delle amministrazioni stesse,  ivi  incluso  il  personale

dell'Avvocatura dello Stato.

  9. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare minori

risparmi rispetto a quelli gia' previsti  a  legislazione  vigente  e

considerati nei saldi tendenziali di finanza pubblica.    

 

                               Art. 10

Abrogazione  dei  diritti  di  rogito  del  segretario   comunale   e

provinciale e abrogazione della ripartizione del provento annuale dei

                       diritti di segreteria.

  1. L'art. 41, quarto comma, della legge 11 luglio 1980, n. 312,  e'

abrogato.

  2. L'art. 30, secondo comma, della legge 15 novembre 1973, n.  734,

e' sostituito con il seguente: «Il provento annuale  dei  diritti  di

segreteria e' attribuito integralmente al comune o alla provincia.».

     2-bis. Negli enti  locali  privi  di  dipendenti  con  qualifica

dirigenziale, e comunque a tutti i segretari comunali che  non  hanno

qualifica dirigenziale, una quota del provento annuale  spettante  al

comune ai sensi dell'art. 30, secondo comma, della legge 15  novembre

1973, n. 734, come sostituito dal comma 2 del presente articolo,  per

gli atti di cui ai numeri 1, 2, 3, 4 e 5  della  tabella  D  allegata

alla legge 8 giugno 1962, n.  604,  e  successive  modificazioni,  e'

attribuita al segretario comunale rogante, in misura non superiore  a

un quinto dello stipendio in godimento.

  2-ter. Le norme di cui al presente articolo non si applicano per le

quote gia' maturate alla data  di  entrata  in  vigore  del  presente

decreto.

  2-quater. All'art. 97, comma 4, lettera c), del testo unico di  cui

al decreto legislativo 18 agosto  2000,  n.  267,  le  parole:  «puo'

rogare tutti i contratti nei quali l'ente e'  parte  ed  autenticare»

sono sostituite dalle seguenti:  «roga,  su  richiesta  dell'ente,  i

contratti nei quali l'ente e' parte e autentica».    

 

                               Art. 11

    Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali

  1. All'art. 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 sono

apportate le seguenti modificazioni:

    a) il comma 1 dell'articolo e' sostituito dal  seguente:  «1.  Lo

statuto puo' prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei

servizi  o  degli  uffici,  di  qualifiche  dirigenziali  o  di  alta

specializzazione,  possa  avvenire   mediante   contratto   a   tempo

determinato. Per i posti di qualifica  dirigenziale,  il  regolamento

sull'ordinamento degli uffici e dei servizi definisce la quota  degli

stessi attribuibile mediante contratti a tempo determinato,  comunque

in misura non superiore al 30 per cento  dei  posti  istituiti  nella

dotazione organica della medesima qualifica e, comunque,  per  almeno

una unita'. Fermi restando i requisiti richiesti per la qualifica  da

ricoprire, gli incarichi a contratto di cui al  presente  comma  sono

conferiti previa selezione pubblica volta ad accertare,  in  capo  ai

soggetti  interessati,   il   possesso   di   comprovata   esperienza

pluriennale  e  specifica  professionalita'  nelle  materie   oggetto

dell'incarico.»;

       b) il comma 5 e' sostituito dal seguente:

  «5. Per il periodo di durata degli incarichi di cui ai commi 1 e  2

del presente articolo nonche' dell'incarico di cui  all'art.  108,  i

dipendenti  delle  pubbliche  amministrazioni   sono   collocati   in

aspettativa senza  assegni,  con  riconoscimento  dell'anzianita'  di

servizio.».    

     2. Il comma 6-quater dell'art. 19  del  decreto  legislativo  30

marzo 2001, n. 165, e' sostituito dal seguente:

  «6-quater.  Per  gli  enti  di  ricerca  di  cui  all'art.  8   del

regolamento di cui  al  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei

ministri 30 dicembre  1993,  n.  593,  il  numero  complessivo  degli

incarichi conferibili ai sensi del comma 6 e' elevato rispettivamente

al 20 per cento della dotazione organica dei  dirigenti  appartenenti

alla prima fascia e al 30 per  cento  della  dotazione  organica  dei

dirigenti appartenenti alla seconda  fascia,  a  condizione  che  gli

incarichi eccedenti le percentuali di cui al comma 6 siano  conferiti

a personale in servizio con  qualifica  di  ricercatore  o  tecnologo

previa selezione interna volta ad accertare il possesso di comprovata

esperienza pluriennale e  specifica  professionalita'  da  parte  dei

soggetti interessati nelle materie oggetto dell'incarico, nell'ambito

delle risorse disponibili a legislazione vigente».    

  3. Per la dirigenza regionale e la dirigenza professionale, tecnica

ed amministrativa degli enti e delle aziende del  Servizio  sanitario

nazionale, il limite dei posti  di  dotazione  organica  attribuibili

tramite assunzioni a tempo determinato      ai  sensi  dell'art.  19,

comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e  successive

modificazioni, nonche' ai sensi di disposizioni normative di  settore

riguardanti  incarichi  della  medesima  natura,   previa   selezione

pubblica ai sensi dell'art. 110, comma 1, del testo unico di  cui  al

decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, come sostituito dal comma

1, lettera a), del presente  articolo,          puo'  raggiungere  il

livello massimo del    dieci per cento.

  4. All'art. 90 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo

il comma 3, e' aggiunto, in fine, il seguente: «3-bis. Resta fermo il

divieto di effettuazione di attivita' gestionale anche  nel  caso  in

cui nel contratto individuale di  lavoro  il  trattamento  economico,

prescindendo dal possesso del titolo  di  studio,  e'  parametrato  a

quello dirigenziale.».

     4-bis. All'art. 9, comma 28, del decreto-legge 31  maggio  2010,

n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010,  n.

122, e successive modificazioni, dopo le parole: «art. 70,  comma  1,

del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276.»  e'  inserito  il

seguente periodo: «Le limitazioni previste dal presente comma non  si

applicano agli enti locali in regola con l'obbligo di riduzione delle

spese di personale di cui ai commi 557 e 562 dell'art. 1 della  legge

27 dicembre 2006, n. 296,  e  successive  modificazioni,  nell'ambito

delle risorse disponibili a legislazione vigente».

  4-ter. Nei confronti dei comuni colpiti dal sisma del 20 e  del  29

maggio 2012, i vincoli alla spesa di personale di cui  al  comma  557

dell'art. 1 della legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  e  successive

modificazioni, a decorrere dall'anno 2014  e  per  tutto  il  periodo

dello stato di emergenza, si applicano con riferimento alla spesa  di

personale dell'anno 2011. Nei confronti dei predetti  comuni  colpiti

dal sisma, i vincoli assunzionali di cui al comma 28 dell'art. 9  del

decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito,  con  modificazioni,

dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, come  da  ultimo  modificato  dal

presente articolo, non si applicano a decorrere dall'anno 2013 e  per

tutto il predetto periodo dello stato di emergenza.

  4-quater All'art. 16 del decreto-legge  13  agosto  2011,  n.  138,

convertito, con modificazioni, dalla legge 14 settembre 2011, n. 148,

e successive modificazioni, dopo il comma 31 e' aggiunto il seguente:

  «31-bis. A decorrere dall'anno 2014, le disposizioni  dell'art.  1,

comma 557, della  legge  27  dicembre  2006,  n.  296,  e  successive

modificazioni, in materia di riduzione delle spese di personale,  non

si applicano ai comuni con popolazione compresa  tra  1.001  e  5.000

abitanti per le sole spese di personale stagionale assunto con  forme

di contratto a tempo determinato, che sono strettamente necessarie  a

garantire l'esercizio delle funzioni di polizia locale in ragione  di

motivate caratteristiche socio-economiche e territoriali  connesse  a

significative  presenze  di  turisti,   nell'ambito   delle   risorse

disponibili a legislazione vigente».    

 

                               Art. 12

Copertura  assicurativa  dei  soggetti  beneficiari   di   forme   di

integrazione  e  sostegno  del  reddito  coinvolti  in  attivita'  di

              volontariato a fini di utilita' sociale.

  1. In via sperimentale, per  il  biennio  2014-2015,  e'  istituito

presso il Ministero del lavoro e delle  politiche  sociali  un  Fondo

finalizzato  a  reintegrare  l'INAIL  dell'onere   conseguente   alla

copertura degli  obblighi  assicurativi  contro  le  malattie  e  gli

infortuni, tenuto conto di quanto disposto dall'art. 4 della legge 11

agosto  1991,  n.  266,  in  favore  dei  soggetti   beneficiari   di

ammortizzatori e di  altre  forme  di  integrazione  e  sostegno  del

reddito previste dalla normativa vigente, coinvolti in  attivita'  di

volontariato a fini di utilita' sociale in favore di  Comuni  o  enti

locali.

     1-bis. Una quota del Fondo di cui al comma  1  non  superiore  a

100.000 euro per ciascuno degli anni  2014  e  2015  e'  destinata  a

reintegrare gli oneri assicurativi di cui all'art. 4 della  legge  11

agosto 1991, n. 266, relativi alle  organizzazioni  di  volontariato,

gia' costituite alla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di

conversione  del  presente  decreto,  che  esercitano  attivita'   di

utilita' sociale nei territori montani.    

  2. Alla dotazione del Fondo di cui al  comma  1,  non  superiore  a

dieci milioni di euro,  per  l'importo  di  5  milioni  di  euro  per

ciascuno degli anni 2014  e  2015,  si  provvede  con  corrispondente

riduzione del Fondo sociale per l'occupazione e la formazione, di cui

all'art. 18, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 novembre 2008,

n. 185, convertito, con modificazioni, dalla legge 28  gennaio  2009,

n. 2. Con decreto del Ministero dell'Economia  e  delle  Finanze,  su

proposta del Ministero del Lavoro e  delle  Politiche  Sociali,  sono

apportate le necessarie variazioni di bilancio.

  3.  Al  fine  di  promuovere  la  prestazione   di   attivita'   di

volontariato da parte dei soggetti di cui al comma 1, i Comuni e  gli

altri enti locali  interessati  promuovono  le  opportune  iniziative

informative e pubblicitarie finalizzate a rendere noti i progetti  di

utilita' sociale  in  corso  con  le  associazioni  di  volontariato.

L'INPS, su richiesta di Comuni o degli altri enti locali, verifica la

sussistenza del requisito soggettivo di cui al comma 1.

  4. Con decreto del Ministro del Lavoro e  delle  Politiche  Sociali

sono stabiliti modalita' e criteri per  la  valorizzazione,  ai  fini

della certificazione dei crediti formativi,  dell'attivita'  prestata

ai sensi del comma 1.

 

                                Art. 13

Abrogazione dei commi 5 e 6 dell'art. 92 del codice di cui al decreto

legislativo 12 aprile 2006, n. 163, in materia di  incentivi  per  la

                           progettazione.

  1. I commi 5 e 6 dell'art. 92 del  codice  dei  contratti  pubblici

relativi a lavori, servizi e forniture, di cui al decreto legislativo

12 aprile 2006, n. 163, e successive modificazioni, sono abrogati.  

 

                              Art. 13-bis

             Fondi per la progettazione e l'innovazione

  1. Dopo il comma 7 dell'art.  93  del  codice  di  cui  al  decreto

legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono inseriti i seguenti:

  «7-bis.  A  valere  sugli  stanziamenti  di  cui  al  comma  7,  le

amministrazioni pubbliche destinano ad un fondo per la  progettazione

e l'innovazione risorse finanziarie in misura non superiore al 2  per

cento degli importi posti a base di gara di un'opera o di un  lavoro;

la percentuale effettiva e'  stabilita  da  un  regolamento  adottato

dall'amministrazione, in rapporto  all'entita'  e  alla  complessita'

dell'opera da realizzare.

  7-ter. L'80 per cento delle risorse finanziarie del  fondo  per  la

progettazione e l'innovazione e'  ripartito,  per  ciascuna  opera  o

lavoro,  con  le  modalita'  e  i  criteri  previsti   in   sede   di

contrattazione decentrata integrativa del personale  e  adottati  nel

regolamento  di  cui  al  comma  7-bis,  tra  il   responsabile   del

procedimento e gli incaricati della redazione del progetto, del piano

della sicurezza, della direzione dei lavori,  del  collaudo,  nonche'

tra i loro collaboratori; gli importi sono  comprensivi  anche  degli

oneri previdenziali e assistenziali a carico dell'amministrazione. Il

regolamento definisce i criteri di riparto delle risorse  del  fondo,

tenendo  conto  delle  responsabilita'   connesse   alle   specifiche

prestazioni  da  svolgere,  con  particolare  riferimento  a   quelle

effettivamente assunte e non rientranti  nella  qualifica  funzionale

ricoperta, della complessita' delle opere,  escludendo  le  attivita'

manutentive, e dell'effettivo  rispetto,  in  fase  di  realizzazione

dell'opera, dei tempi e dei costi previsti dal quadro  economico  del

progetto esecutivo. Il regolamento stabilisce altresi' i criteri e le

modalita' per la riduzione delle risorse  finanziarie  connesse  alla

singola opera o lavoro a fronte di eventuali incrementi dei  tempi  o

dei costi previsti  dal  quadro  economico  del  progetto  esecutivo,

redatto nel rispetto dell'art. 16 del regolamento di cui  al  decreto

del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207, depurato  del

ribasso d'asta offerto. Ai fini dell'applicazione del  terzo  periodo

del presente comma, non sono computati nel termine di esecuzione  dei

lavori i tempi conseguenti a  sospensioni  per  accadimenti  elencati

all'art. 132, comma 1, lettere a), b), c)  e  d).  La  corresponsione

dell'incentivo e'  disposta  dal  dirigente  o  dal  responsabile  di

servizio preposto  alla  struttura  competente,  previo  accertamento

positivo delle specifiche attivita' svolte dai  predetti  dipendenti.

Gli incentivi complessivamente corrisposti  nel  corso  dell'anno  al

singolo dipendente, anche da  diverse  amministrazioni,  non  possono

superare  l'importo  del  50  per  cento  del  trattamento  economico

complessivo annuo lordo. Le quote parti dell'incentivo corrispondenti

a prestazioni non svolte dai medesimi dipendenti, in quanto  affidate

a  personale  esterno  all'organico  dell'amministrazione   medesima,

ovvero prive del predetto accertamento,  costituiscono  economie.  Il

presente  comma  non  si   applica   al   personale   con   qualifica

dirigenziale.

  7-quater. Il restante 20 per cento delle  risorse  finanziarie  del

fondo per la progettazione e l'innovazione e' destinato  all'acquisto

da parte dell'ente di beni, strumentazioni e tecnologie funzionali  a

progetti di innovazione, di implementazione delle banche dati per  il

controllo e il miglioramento della capacita' di spesa per  centri  di

costo nonche' all'ammodernamento e all'accrescimento  dell'efficienza

dell'ente e dei servizi ai cittadini.

  7-quinquies. Gli organismi di diritto pubblico e i soggetti di  cui

all'art. 32, comma 1, lettere b) e c), possono adottare  con  proprio

provvedimento criteri analoghi a quelli di cui ai commi 7-bis,  7-ter

e 7-quater del presente articolo».    

 

                               Art. 14

Conclusione delle procedure in corso per  l'abilitazione  scientifica

                              nazionale

  1. I lavori delle commissioni nominate ai  sensi  del  decreto  del

Presidente della Repubblica del 14 settembre 2011,  n.  222  riferiti

alla tornata 2013 dell'abilitazione scientifica nazionale proseguono,

senza soluzione di continuita', fino alla data del 30 settembre 2014.

  2.  Agli  oneri  organizzativi   e   finanziari   derivanti   dalle

disposizioni di cui al  comma  1  si  provvede  mediante  le  risorse

ordinarie attribuite dal Ministero dell'istruzione,  dell'universita'

e  della  ricerca  alle  Universita'  sedi  delle  procedure  per  il

conseguimento dell'abilitazione, ai sensi dell'art. 5 del decreto del

Presidente della Repubblica del 14  settembre  2011,  n.  222,  senza

nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

     3. Le procedure previste dall'art. 3, comma 1,  del  regolamento

di cui al decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre  2011,

n. 222, relative all'anno 2014, sono indette  entro  il  28  febbraio

2015, previa revisione del regolamento di cui all'art. 16,  comma  2,

della legge 30 dicembre 2010, n. 240.

  3-bis. Alla legge 30 dicembre  2010,  n.  240,  sono  apportate  le

seguenti modificazioni:    

  a) all'art. 15, comma 2, la parola: «trenta»  e'  sostituita  dalla

seguente:    «venti»;    

  b) all'art. 16:

  1) al comma 1, le parole:  «durata  quadriennale»  sono  sostituite

dalle seguenti:    «durata di sei anni»;    

  2) al comma 3:

  2.1) alla lettera a),  la  parola:  «analitica»  e'  soppressa,  le

parole:  «area  disciplinare»  sono  sostituite  dalle  seguenti:    

«settore concorsuale»     e  sono  aggiunte,  in  fine,  le  seguenti

parole:    «, sentiti il CUN e l'ANVUR»;    

  2.2) alla lettera b),  la  parola:  «dodici»  e'  sostituita  dalla

seguente:    «dieci»;    

  2.3)  alla  lettera  c),   le   parole:   «con   apposito   decreto

ministeriale» sono sostituite dalle seguenti:      «con  la  medesima

procedura adottata per la loro  definizione;  la  prima  verifica  e'

effettuata dopo il primo biennio»;    

  2.4) la lettera d) e' sostituita dalla seguente:

      «d)  la  presentazione  della  domanda  per  il   conseguimento

dell'abilitazione  senza  scadenze  prefissate,  con   le   modalita'

individuate  nel  regolamento  medesimo;  il  regolamento  disciplina

altresi' il termine  entro  il  quale  inderogabilmente  deve  essere

conclusa la valutazione  di  ciascuna  domanda  e  le  modalita'  per

l'eventuale ritiro della stessa a seguito  della  conoscibilita'  dei

parametri utilizzati  dalla  commissione  per  il  singolo  candidato

nell'ambito dei criteri e dei parametri di cui alla lettera a)»;    

  2.5) alla lettera f), la  parola:  «quattro»  e'  sostituita  dalla

seguente:      «cinque»    ,  le  parole  da:  «e  sorteggio  di   un

commissario» fino a: «(OCSE)» sono  soppresse  e  sono  aggiunte,  in

fine, le seguenti parole:    «.  Nel  rispetto  della  rappresentanza

proporzionale di cui alla lettera i) e fatta salva la durata biennale

della commissione, il regolamento  di  cui  al  presente  comma  puo'

disciplinare la graduale sostituzione dei membri della  commissione»;

   

  2.6) alla lettera g), le parole da: «la corresponsione»  fino  alla

fine della lettera sono soppresse;

  2.7) alla  lettera  i),  le  parole  da:  «il  sorteggio»  fino  a:

«ordinari» sono sostituite dalle seguenti:    «il  sorteggio  di  cui

alla lettera h)  garantisce  la  rappresentanza  fin  dove  possibile

proporzionale dei settori scientifico-disciplinari all'interno  della

commissione e la partecipazione di almeno un commissario per  ciascun

settore scientifico-disciplinare compreso nel settore concorsuale  al

quale afferiscano almeno dieci professori ordinari;»      e  dopo  le

parole: «delle caratteristiche di cui alla lettera h);» sono inserite

le seguenti:    «il parere e'  obbligatorio  nel  caso  di  candidati

afferenti ad un settore  scientifico-disciplinare  non  rappresentato

nella commissione;»;    

  2.8) alla lettera m), le parole da: «a partecipare» fino alla  fine

della lettera sono sostituite dalle seguenti:     «a  presentare  una

nuova domanda di abilitazione, per lo stesso settore e per la  stessa

fascia  o  per  la  fascia  superiore,  nel  corso  dei  dodici  mesi

successivi alla data di presentazione della domanda  e,  in  caso  di

conseguimento dell'abilitazione, a presentare una  nuova  domanda  di

abilitazione, per lo stesso settore  e  per  la  stessa  fascia,  nei

quarantotto mesi successivi al conseguimento della stessa»;    

  2.9) dopo la lettera m) e' inserita la seguente:

     «m-bis) l'applicazione alle procedure di abilitazione, in quanto

compatibili, delle norme previste dall'art. 9  del  decreto-legge  21

aprile 1995, n. 120, convertito, con modificazioni,  dalla  legge  21

giugno 1995, n. 236».

  3-ter.  I  candidati  che  hanno  presentato  domanda,  con   esito

negativo,  per   il   conseguimento   dell'abilitazione   scientifica

nazionale nella tornata 2012 e in quella  2013  possono  ripresentare

domanda a decorrere dal 1° marzo 2015.  La  durata  dell'abilitazione

scientifica nazionale conseguita nelle tornate 2012 e 2013 e' di  sei

anni.

  3-quater. All'art. 1, comma 9, della legge 4 novembre 2005, n. 230,

le parole da: «previo parere di  una  commissione»  a:  «proposta  la

chiamata»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «previo  parere  della

commissione  nominata   per   l'espletamento   delle   procedure   di

abilitazione scientifica nazionale, di  cui  all'art.  16,  comma  3,

lettera f), della legge  30  dicembre  2010,  n.  240,  e  successive

modificazioni, per il settore per il quale e' proposta  la  chiamata,

da  esprimere  entro  trenta  giorni  dalla  richiesta  del  medesimo

parere».

  3-quinquies.  La  qualita'   della   produzione   scientifica   dei

professori  reclutati  dagli   atenei   all'esito   dell'abilitazione

scientifica nazionale e' considerata  prioritaria  nell'ambito  della

valutazione delle politiche di  reclutamento  previste  dall'art.  5,

commi 1, lettera c), e 5, della legge 30 dicembre  2010,  n.  240,  e

dall'art. 9 del decreto legislativo 29 marzo 2012, n. 49.    

  4. Le chiamate relative al piano straordinario per la chiamata  dei

professori di seconda fascia per gli anni 2012 e 2013 a valere  sulle

risorse di cui all'art. 29, comma 9, della legge 30 dicembre 2010, n.

240, sono effettuate entro il    30 giugno 2015.    

 

                               Art. 15

Disposizioni urgenti relative a borse di  studio  per  le  scuole  di

                       specializzazione medica

  1. Al comma 3-bis dell'art. 20 del decreto  legislativo  17  agosto

1999, n. 368, le parole: «da emanare entro il  31  marzo  2014»  sono

sostituite dalle seguenti:    «da emanare entro il 31 dicembre 2014».

   

  1-bis. Il comma 3-ter  dell'art.  20  del  decreto  legislativo  17

agosto 1999, n. 368, e successive modificazioni,  e'  sostituito  dal

seguente:

     «3-ter. La durata dei corsi di  formazione  specialistica,  come

definita dal decreto di cui al comma 3-bis, si  applica  a  decorrere

dall'anno  accademico  2014/2015  di  riferimento  per  i  corsi   di

specializzazione. Gli specializzandi in corso, fatti salvi coloro che

iniziano l'ultimo anno di specialita' nell'anno accademico 2014/2015,

per i quali rimane in vigore l'ordinamento previgente, devono  optare

tra il nuovo ordinamento e  l'ordinamento  previgente  con  modalita'

determinate dal medesimo decreto di cui al comma 3-bis».    

  2. Per le finalita' di cui al titolo VI del decreto legislativo  17

agosto 1999, n.  368,  e  successive  modificazioni,  e'  autorizzata

l'ulteriore spesa di 6 milioni di euro per l'anno 2014, di 40 milioni

di euro per l'anno 2015, e di 1,8 milioni di euro per l'anno 2016. Al

relativo onere si provvede, per l'anno  2014,  con  una  quota  delle

entrate di cui all'art. 7, comma 39 del decreto-legge 6 luglio  2012,

n. 95, convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto  2012,  n.

135, per un importo pari a 6 milioni  di  euro  che  resta  acquisita

all'erario, per l'anno 2015  mediante  corrispondente  riduzione  del

Fondo per  interventi  strutturali  di  politica  economica,  di  cui

all'art. 10, comma 5, del decreto-legge 29  novembre  2004,  n.  282,

convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307 e

per l'anno 2016 mediante riduzione per euro 1,8 milioni del fondo  di

cui all'art. 5, comma 1, lettera a) della legge 24 dicembre 1993,  n.

537.

  3. La procedura di  cui  all'art.  4,  comma  45,  della  legge  12

novembre 2011 n. 183, si applica anche alle prove di ammissione  alle

scuole di specializzazione in medicina di cui all'art. 36,  comma  1,

del decreto legislativo n. 368 del 1999 e successive modificazioni. A

tal fine l'importo massimo richiesto al singolo  candidato  non  puo'

eccedere la somma di 100 euro e le corrispondenti  entrate,  relative

alle prove di ammissione alle predette  scuole  di  specializzazione,

sono  versate  all'entrata  del  bilancio  dello  Stato  per   essere

riassegnate al pertinente capitolo  dello  stato  di  previsione  del

Ministero  dell'istruzione,  dell'universita'  e  della   ricerca   e

destinate  alla  copertura  degli  oneri  connessi  alle   prove   di

ammissione.

     3-bis. All'art. 36 del decreto legislativo 17  agosto  1999,  n.

368, e successive modificazioni, dopo  il  comma  1  e'  inserito  il

seguente:

  «1-bis. Sono fatte salve le disposizioni normative  delle  province

autonome  di  Trento  e  di  Bolzano  relative  all'assegnazione  dei

contratti  di  formazione  specialistica  finanziati  dalle  medesime

province   autonome   attraverso   convenzioni   stipulate   con   le

universita'».    

 

 

                                Capo II

            Misure in materia di organizzazione della PA

 

                               Art. 16

          Nomina dei dipendenti nelle societa' partecipate

  1. All'art. 4 del decreto-legge 6 luglio 2012, n.  95,  convertito,

con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 135, sono  apportate

le seguenti modificazioni:

       a) il comma 4 e' sostituito dal seguente:

  «4. Fatta salva la facolta' di nomina di un amministratore unico, i

consigli di amministrazione delle societa' controllate direttamente o

indirettamente dalle amministrazioni pubbliche  di  cui  all'art.  1,

comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e  successive

modificazioni, che abbiano conseguito nell'anno 2011 un fatturato  da

prestazione  di  servizi  a  favore  di   amministrazioni   pubbliche

superiore  al  90  per  cento  dell'intero  fatturato  devono  essere

composti da non piu' di tre membri, ferme restando le disposizioni in

materia di inconferibilita' e incompatibilita' di incarichi di cui al

decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39. A decorrere dal 1°  gennaio

2015, il costo annuale sostenuto per i compensi degli  amministratori

di tali societa', ivi compresa la remunerazione di  quelli  investiti

di particolari cariche, non puo' superare l'80 per  cento  del  costo

complessivamente sostenuto nell'anno 2013. In virtu' del principio di

onnicomprensivita'  della  retribuzione,   qualora   siano   nominati

dipendenti  dell'amministrazione  titolare  della  partecipazione,  o

della societa' controllante in caso di partecipazione indiretta o del

titolare di poteri di  indirizzo  e  di  vigilanza,  fatto  salvo  il

diritto  alla  copertura  assicurativa  e  al  rimborso  delle  spese

documentate, nel rispetto del limite di spesa di  cui  al  precedente

periodo, essi  hanno  l'obbligo  di  riversare  i  relativi  compensi

all'amministrazione  o  alla  societa'   di   appartenenza   e,   ove

riassegnabili, in base alle vigenti disposizioni,  al  fondo  per  il

finanziamento del trattamento economico accessorio»;    

    b) il comma 5 e' sostituito dal seguente:

     «5. Fermo restando quanto diversamente  previsto  da  specifiche

disposizioni di legge e fatta salva  la  facolta'  di  nomina  di  un

amministratore unico,  i  consigli  di  amministrazione  delle  altre

societa' a  totale  partecipazione  pubblica,  diretta  o  indiretta,

devono essere composti da tre o da cinque membri, tenendo conto della

rilevanza  e  della  complessita'  delle  attivita'  svolte.  A  tali

societa' si applica quanto previsto dal secondo e dal  terzo  periodo

del comma 4».    

  2.    Fatto salvo quanto previsto in materia di limite ai compensi,

   le disposizioni del comma 1 si applicano  a  decorrere  dal  primo

rinnovo dei consigli  di  amministrazione  successivo  alla  data  di

entrata in vigore    del presente    decreto.

 

                               Art. 17

Ricognizione degli enti pubblici e  unificazione  delle  banche  dati

                     delle societa' partecipate

  1. Al  fine  di  procedere  ad  una  razionalizzazione  degli  enti

pubblici e di quelli ai quali lo Stato contribuisce in via ordinaria,

il  Dipartimento  della  funzione  pubblica  della   Presidenza   del

Consiglio dei Ministri, entro sessanta giorni dalla data  di  entrata

in vigore della legge di conversione del presente decreto, predispone

un  sistema  informatico  di  acquisizione  di  dati  e  proposte  di

razionalizzazione  in  ordine  ai  predetti  enti.       Il   sistema

informatico si avvale di  un  software  libero  con  codice  sorgente

aperto.     Le  amministrazioni  statali  inseriscono  i  dati  e  le

proposte con riferimento  a  ciascun  ente  pubblico  o  privato,  da

ciascuna  di  esse  finanziato  o  vigilato.      Decorsi  tre   mesi

dall'abilitazione  all'inserimento,  l'elenco  delle  amministrazioni

adempienti e di quelle non adempienti all'obbligo di  inserimento  e'

pubblicato nel sito internet  istituzionale  del  Dipartimento  della

funzione pubblica della Presidenza del  Consiglio  dei  ministri.   

Decorsi tre mesi dall'abilitazione all'inserimento, e'  vietato  alle

suddette amministrazioni, con riferimento agli enti  per  i  quali  i

dati e  le  proposte  non  siano  stati  immessi,  il  compimento  di

qualsiasi atto nei confronti  dei  suddetti  enti,  ivi  compresi  il

trasferimento di fondi e la  nomina  di  titolari  e  componenti  dei

relativi organi.

  2. Al fine  di  procedere  ad  una  razionalizzazione  dei  servizi

strumentali  all'attivita'  delle  amministrazioni  statali,  con  le

modalita' di cui al comma 1, il Dipartimento della funzione  pubblica

della Presidenza del Consiglio dei  Ministri  predispone  un  sistema

informatico di  acquisizione  di  dati  relativi  alla  modalita'  di

gestione dei servizi  strumentali,  con  particolare  riferimento  ai

servizi esternalizzati.    Il sistema informatico  si  avvale  di  un

software libero con codice sorgente aperto.    Nello stesso termine e

con le stesse modalita' di cui al comma 1, le amministrazioni statali

inseriscono i relativi dati. Il mancato inserimento  rileva  ai  fini

della responsabilita' dirigenziale del dirigente competente.

     2-bis. I dati di cui ai commi 1 e 2 sono  inseriti  nella  banca

dati  di  cui  al  comma  3,  consultabile   e   aggiornabile   dalle

amministrazioni   pubbliche   coinvolte   nella    rilevazione.    Il

Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza  del  Consiglio

dei  ministri  consente  altresi',  con  le  stesse   modalita',   la

consultazione dei dati di cui  all'art.  60,  comma  3,  del  decreto

legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni.

  2-ter. Entro il 15 febbraio 2015 sono pubblicati nel sito  internet

istituzionale  del  Dipartimento  della   funzione   pubblica   della

Presidenza del Consiglio dei ministri l'elenco delle  amministrazioni

adempienti e di quelle non adempienti all'obbligo di  inserimento  di

cui al comma 2 e i dati inviati a norma del medesimo comma.    

  3.  A  decorrere  dal    gennaio  2015,  nella  banca  dati   del

Dipartimento del Tesoro del Ministero dell'economia e delle  finanze,

di cui all'art. 2, comma 222, della legge 23 dicembre 2009,  n.  191,

confluiscono, secondo le modalita' fissate  dal  decreto  di  cui  al

comma 4, le informazioni di cui all'art. 60,  comma  3,  del  decreto

legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni, nonche'

quelle acquisite fino al 31 dicembre 2014 ai sensi dell'art. 1, comma

587, della legge 27 dicembre 2006, n.  296.  Tali  informazioni  sono

rese disponibili alla banca dati delle amministrazioni  pubbliche  di

cui all'art. 13 della legge 31 dicembre 2009, n. 196. Al Dipartimento

della funzione pubblica  e'  garantito  l'accesso  alle  informazioni

contenute nella banca dati in cui confluiscono i dati di cui al primo

periodo  ai  fini  dello   svolgimento   delle   relative   attivita'

istituzionali.

  4. A decorrere dal 1° gennaio 2015, il  Ministero  dell'economia  e

delle finanze acquisisce le informazioni relative alle partecipazioni

   in societa' ed enti di  diritto  pubblico  e  di  diritto  privato

detenute  direttamente   o   indirettamente   dalle   amministrazioni

pubbliche individuate dall'Istituto nazionale di statistica ai  sensi

dell'art. 1 della legge  31  dicembre  2009,  n.  196,  e  successive

modificazioni, e da quelle di cui all'art. 1, comma  2,  del  decreto

legislativo 30 marzo 2001, n. 165,  e  successive  modificazioni.   

L'acquisizione delle predette informazioni puo'  avvenire  attraverso

banche dati esistenti ovvero con la richiesta di invio da parte delle

citate amministrazioni pubbliche ovvero da parte  delle  societa'  da

esse partecipate. Tali informazioni sono rese disponibili alla  banca

dati delle amministrazioni pubbliche di cui all'art. 13  della  legge

31 dicembre 2009, n. 196. Con decreto del  Ministro  dell'economia  e

delle  finanze,  di  concerto  con  il  Ministro  delegato   per   la

semplificazione e la  pubblica  amministrazione,  da  adottare  entro

novanta giorni dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di

conversione del presente decreto, sono indicate le  informazioni  che

le amministrazioni sono tenute a comunicare e definite  le  modalita'

tecniche  di  attuazione   del   presente   comma.   L'elenco   delle

amministrazioni adempienti e di quelle non adempienti all'obbligo  di

comunicazione e' pubblicato sul sito istituzionale  del  Dipartimento

del Tesoro del Ministero dell'economia e delle finanze  e  su  quello

del  Dipartimento  della  funzione  pubblica  della  Presidenza   del

Consiglio dei Ministri.

  5. A decorrere dal 1º gennaio 2015, i commi da 587 a 591  dell'art.

1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296 sono abrogati.

 

                              Art. 17-bis

Divieto per le pubbliche  amministrazioni  di  richiedere  dati  gia'

presenti nell'Anagrafe nazionale della popolazione residente.

  1. Le amministrazioni pubbliche di cui all'art.  1,  comma  2,  del

decreto  legislativo  30   marzo   2001,   n.   165,   e   successive

modificazioni, non possono richiedere  ai  cittadini  informazioni  e

dati  gia'  presenti  nell'Anagrafe   nazionale   della   popolazione

residente di cui all'art. 62 del codice di cui al decreto legislativo

7 marzo 2005, n. 82, e successive modificazioni.    

 

                               Art. 18

Soppressione  delle  sezioni  staccate  di  Tribunale  amministrativo

regionale  e  del  Magistrato  delle  acque,  Tavolo  permanente  per

             l'innovazione e l'Agenda digitale italiana.

     1. Nelle more della rideterminazione dell'assetto  organizzativo

dei tribunali amministrativi  regionali,  in  assenza  di  misure  di

attuazione del piano di cui al comma 1-bis, a decorrere dal 1° luglio

2015 sono soppresse le sezioni staccate di  tribunale  amministrativo

regionale aventi sede in comuni che non sono sedi di corte d'appello,

ad eccezione della sezione autonoma della provincia di  Bolzano.  Con

decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  ministri,  sentito  il

Consiglio di Presidenza della giustizia amministrativa,  da  adottare

entro  il  31  marzo  2015,  sono  stabilite  le  modalita'  per   il

trasferimento del contenzioso pendente presso le  sezioni  soppresse,

nonche'   delle   risorse   umane   e   finanziarie,   al   tribunale

amministrativo della relativa regione. Dal 1° luglio 2015, i  ricorsi

sono depositati presso la sede centrale del tribunale  amministrativo

regionale.

  1-bis. Entro il 31 dicembre 2014 il Governo, sentito  il  Consiglio

di Presidenza della giustizia amministrativa,  presenta  alle  Camere

una relazione sull'assetto organizzativo dei tribunali amministrativi

regionali, che comprende un'analisi dei fabbisogni, dei  costi  delle

sedi e del personale, del carico di lavoro di ciascun tribunale e  di

ciascuna  sezione,  nonche'  del  grado  di  informatizzazione.  Alla

relazione e' allegato  un  piano  di  riorganizzazione,  che  prevede

misure  di  ammodernamento  e   razionalizzazione   della   spesa   e

l'eventuale individuazione di sezioni da  sopprimere,  tenendo  conto

della   collocazione   geografica,   del   carico   di    lavoro    e

dell'organizzazione degli uffici giudiziari.    

  2. A decorrere dal 1° luglio 2015, all'art.      1  della  legge  6

dicembre 1971, n. 1034 sono apportate le seguenti modificazioni:

        a)  al  terzo  comma,  le  parole:  «Emilia-Romagna,   Lazio,

Abruzzi,» sono soppresse;    

    b) al quinto comma, le parole: «, oltre  una  sezione  staccata,»

sono soppresse.

     3. E' soppresso il magistrato delle acque per le province venete

e di Mantova, istituito ai sensi della legge 5 maggio 1907,  n.  257.

Le funzioni, i compiti e le attribuzioni gia' svolti  dal  magistrato

delle acque sono trasferiti al provveditorato interregionale  per  le

opere pubbliche competente per territorio. E' altresi'  soppresso  il

Comitato tecnico di magistratura, di  cui  all'art.  4  della  citata

legge n. 257 del 1907. Il comitato  tecnico-amministrativo  istituito

presso il provveditorato di cui al  primo  periodo  e'  competente  a

pronunciarsi sui progetti di cui all'art. 9, comma 7, lettera a), del

regolamento di cui  al  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei

ministri 11 febbraio 2014, n. 72, anche quando  il  relativo  importo

ecceda i 25 milioni di euro. Con decreto del Presidente del Consiglio

dei ministri, da adottare entro il 31  marzo  2015  su  proposta  del

Ministro per gli affari regionali e le autonomie, di concerto con  il

Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, previa intesa in  sede

di Conferenza unificata di cui all'art. 8 del decreto legislativo  28

agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, sono individuate  le

funzioni  gia'  esercitate  dal  citato  magistrato  delle  acque  da

trasferire alla  citta'  metropolitana  di  Venezia,  in  materia  di

salvaguardia e di risanamento della citta' di Venezia e dell'ambiente

lagunare, di polizia lagunare e  di  organizzazione  della  vigilanza

lagunare, nonche' di tutela dall'inquinamento  delle  acque.  Con  il

medesimo  decreto  sono  individuate,  altresi',  le  risorse  umane,

finanziarie  e  strumentali   da   assegnare   alla   stessa   citta'

metropolitana in relazione alle funzioni trasferite.    

  4.    All'art. 47, comma 2, quarto  periodo,  del  decreto-legge  9

febbraio 2012, n. 5, convertito, con  modificazioni,  dalla  legge  4

aprile 2012, n. 35, le parole da: «, presieduto»    fino a «Ministri»

sono sostituite dalle seguenti: «Il Presidente del predetto Tavolo e'

individuato  dal  Ministro  delegato  per  la  semplificazione  e  la

pubblica amministrazione».

 

                               Art. 19

Soppressione dell'Autorita' per la vigilanza sui  contratti  pubblici

di  lavori,  servizi  e  forniture  e  definizione   delle   funzioni

              dell'Autorita' nazionale anticorruzione.

  1. L'Autorita' di  vigilanza  sui  contratti  pubblici  di  lavori,

servizi e forniture, di cui all'art. 6  del  decreto  legislativo  12

aprile 2006, n. 163 e successive modificazioni,  e'  soppressa  ed  i

relativi organi decadono a decorrere dalla data di entrata in  vigore

del presente decreto.

  2. I compiti e le funzioni svolti dall'Autorita' di  vigilanza  sui

contratti pubblici di lavori, servizi  e  forniture  sono  trasferiti

all'Autorita' nazionale anticorruzione e  per  la  valutazione  e  la

trasparenza (ANAC), di cui all'art. 13  del  decreto  legislativo  27

ottobre  2009,  n.  150,  che  e'  ridenominata  Autorita'  nazionale

anticorruzione.

  3. Il Presidente dell'Autorita' nazionale anticorruzione, entro  il

31 dicembre 2014, presenta al Presidente del Consiglio  dei  ministri

un piano per il riordino dell'Autorita' stessa, che contempla:

    a) il trasferimento definitivo delle risorse umane, finanziarie e

strumentali, necessarie per lo svolgimento delle funzioni di  cui  al

comma 2,    specificando che il  personale  attualmente  in  servizio

presso l'ANAC, appartenente ai ruoli delle amministrazioni  pubbliche

di cui all'art. 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n.

165, e successive modificazioni, confluisce in un unico ruolo insieme

con il personale della  soppressa  Autorita'  per  la  vigilanza  sui

contratti pubblici di lavori, servizi  e  forniture  individuato  nel

piano di riordino di cui all'alinea del presente comma;    

    b) la riduzione non inferiore al venti per cento del  trattamento

economico accessorio del personale dipendente, inclusi i dirigenti;

    c) la riduzione delle spese di  funzionamento  non  inferiore  al

venti per cento.

  4. Il piano  di  cui  al  comma  3  acquista  efficacia  a  seguito

dell'approvazione  con  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei

ministri,    da emanare, previo parere delle  competenti  Commissioni

parlamentari, entro sessanta giorni dalla presentazione del  medesimo

piano al Presidente del Consiglio dei ministri.    

  5. In aggiunta ai compiti di cui al comma 2, l'Autorita'  nazionale

anticorruzione:

    a) riceve notizie e segnalazioni di illeciti, anche  nelle  forme

di cui all'art. 54-bis del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165;

     a-bis) riceve notizie e segnalazioni da ciascun  avvocato  dello

Stato il quale, nell'esercizio delle funzioni di cui all'art. 13  del

testo unico di cui al regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611, venga a

conoscenza di violazioni di disposizioni di legge o di regolamento  o

di altre anomalie o irregolarita' relative ai contratti che rientrano

nella disciplina del codice di cui al decreto legislativo  12  aprile

2006, n. 163. Per gli avvocati dello  Stato  segnalanti  resta  fermo

l'obbligo di denuncia di cui all'art. 331  del  codice  di  procedura

penale;    

    b) salvo che il fatto costituisca reato,  applica,  nel  rispetto

delle norme previste dalla  legge  24  novembre  1981,  n.  689,  una

sanzione amministrativa non inferiore nel minimo a euro 1.000  e  non

superiore nel massimo a euro 10.000, nel  caso  in  cui  il  soggetto

obbligato ometta l'adozione dei piani triennali di prevenzione  della

corruzione, dei programmi triennali di trasparenza o  dei  codici  di

comportamento.

     5-bis. Per le controversie aventi ad oggetto le sanzioni di  cui

al comma 5, lettera b), e' competente il  tribunale  in  composizione

monocratica.

  5-ter. Nella relazione di cui all'art.  1,  comma  2,  lettera  g),

della  legge  6  novembre  2012,  n.   190,   l'Autorita'   nazionale

anticorruzione da' altresi' conto dell'attivita' svolta ai sensi  dei

commi 2, 3, 4 e 5  del  presente  articolo,  indicando  le  possibili

criticita' del quadro  amministrativo  e  normativo  che  rendono  il

sistema dell'affidamento dei lavori pubblici vulnerabile  a  fenomeni

di corruzione.    

  6.  Le  somme  versate  a  titolo  di  pagamento   delle   sanzioni

amministrative  di  cui  al  comma  5   lett.   b),   restano   nella

disponibilita'  dell'Autorita'  nazionale   anticorruzione   e   sono

utilizzabili per le proprie attivita'  istituzionali.      Le  stesse

somme vengono rendicontate  ogni  sei  mesi  e  pubblicate  nel  sito

internet  istituzionale   dell'Autorita'   nazionale   anticorruzione

specificando la sanzione applicata e le modalita'  di  impiego  delle

suddette  somme,  anche  in  caso  di  accantonamento  o  di  mancata

utilizzazione.    

  7. Il Presidente dell'Autorita'  nazionale  anticorruzione  formula

proposte al Commissario unico delegato del Governo per l'Expo  Milano

2015 ed alla Societa' Expo 2015 p.a. per la corretta  gestione  delle

procedure  d'appalto  per  la  realizzazione   dell'evento.        Il

presidente   dell'Autorita'    nazionale    anticorruzione    segnala

all'autorita' amministrativa di cui all'art. 47, comma 3, del decreto

legislativo 14 marzo  2013,  n.  33,  le  violazioni  in  materia  di

comunicazione  delle  informazioni  e  dei  dati  e  di  obblighi  di

pubblicazione previste nel citato art. 47, ai fini dell'esercizio del

potere sanzionatorio di cui al medesimo articolo.    

  8. Allo svolgimento  dei  compiti  di  cui  ai  commi  2  e  5,  il

Presidente dell'ANAC provvede con le  risorse  umane,  strumentali  e

finanziarie della soppressa  Autorita'  di  vigilanza  sui  contratti

pubblici di lavori, servizi e forniture, nelle more dell'approvazione

del piano di cui al comma 4.

  9. Al fine  di  concentrare  l'attivita'  dell'Autorita'  nazionale

anticorruzione sui compiti di  trasparenza  e  di  prevenzione  della

corruzione  nelle  pubbliche  amministrazioni,  le   funzioni   della

predetta Autorita' in materia  di  misurazione  e  valutazione  della

performance, di cui agli articoli 7,    8, 9,    10, 12, 13 e 14  del

decreto legislativo 27 ottobre  2009,  n.  150,  sono  trasferite  al

Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza  del  Consiglio

dei ministri, a decorrere dalla data di entrata in vigore della legge

di  conversione  del  presente  decreto.      Con  riguardo  al  solo

trasferimento delle funzioni di cui all'art. 13, comma 6, lettere  m)

e p), del decreto legislativo  n.  150  del  2009,  relativamente  ai

progetti  sperimentali  e  al  Portale   della   trasparenza,   detto

trasferimento  di  funzioni  deve  avvenire  previo  accordo  tra  il

Dipartimento  della  funzione  pubblica   e   l'Autorita'   nazionale

anticorruzione, anche al fine di individuare i progetti  che  possono

piu' opportunamente rimanere  nell'ambito  della  medesima  Autorita'

nazionale anticorruzione.    

  10. Con regolamento da emanare ai  sensi  dell'art.  17,  comma  2,

della      legge  23  agosto  1988,  n.  400    ,  entro  180  giorni

dall'entrata in vigore del presente decreto, il  Governo  provvede  a

riordinare le funzioni di cui al comma 9 in materia di misurazione  e

valutazione  della  performance,  sulla  base  delle  seguenti  norme

generali regolatrici della materia:

       a) revisione e  semplificazione  degli  adempimenti  a  carico

delle  amministrazioni  pubbliche,  al   fine   di   valorizzare   le

premialita' nella  valutazione  della  performance,  organizzativa  e

individuale,  anche  utilizzando  le  risorse  disponibili  ai  sensi

dell'art. 16, commi 4 e 5, del decreto-legge 6 luglio  2011,  n.  98,

convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111;    

    b) progressiva integrazione del ciclo della  performance  con  la

programmazione finanziaria;

    c) raccordo con il sistema dei controlli interni;

    d)    valutazione indipendente    dei sistemi e risultati;

    e)  conseguente  revisione  della  disciplina   degli   organismi

indipendenti di valutazione.

  11. Il Dipartimento della funzione pubblica  della  Presidenza  del

Consiglio dei ministri puo' avvalersi ai sensi  dell'art.  17,  comma

14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, di personale in posizione  di

fuori ruolo o di comando per lo svolgimento delle  funzioni  relative

alla misurazione e valutazione della performance.

  12. Il comma 7, dell'art. 13, del decreto  legislativo  27  ottobre

2009, n. 150 e' abrogato.

  13. All'art. 11 del decreto legislativo 30  luglio  1999,  n.  286,

sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) il comma 2 e' abrogato;

    b) al comma 5,  secondo  periodo,  le  parole:  «sino  a  diversa

disposizione adottata ai sensi del comma 2,» sono soppresse.

  14. Il Comitato tecnico-scientifico di cui all'art. 1  del  decreto

del  Presidente  della  Repubblica  12  dicembre  2006,  n.  315   e'

soppresso.

     14-bis. Le funzioni di supporto dell'autorita' politica delegata

per  il  coordinamento  in  materia  di  controllo  strategico  nelle

amministrazioni  dello  Stato  sono  attribuite  all'Ufficio  per  il

programma di Governo della Presidenza  del  Consiglio  dei  ministri.

L'Ufficio provvede alle funzioni trasferite  con  le  risorse  umane,

strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.    

  15. Le funzioni del  Dipartimento  della  funzione  pubblica  della

Presidenza del Consiglio dei Ministri in materia di    trasparenza  e

   prevenzione della corruzione di cui all'art. 1   , commi 4, 5 e 8,

   della legge 6 novembre 2012 n.  190,      e  le  funzioni  di  cui

all'art. 48 del decreto legislativo 14 marzo 2013,  n.  33,      sono

trasferite all'Autorita' nazionale anticorruzione.

  16. Dall'applicazione del presente  articolo  non  devono  derivare

nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.

 

                               Art. 20

                       Associazione Formez PA

  1. Entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente

decreto, il Ministro delegato per la semplificazione  e  la  pubblica

amministrazione propone all'assemblea dell'Associazione Formez PA, di

cui al decreto legislativo 25 gennaio 2010,  n.  6,  lo  scioglimento

dell'Associazione stessa e la nomina di un Commissario straordinario.

A far data dalla nomina del Commissario  straordinario  decadono  gli

organi dell'Associazione Formez PA in  carica,  fatta  eccezione  per

l'assemblea e il collegio dei revisori. Il  Commissario  assicura  la

continuita' nella gestione delle  attivita'  dell'Associazione  e  la

prosecuzione dei progetti in corso.  Entro  il  31  ottobre  2014  il

Commissario propone al suddetto Ministro un piano delle politiche  di

sviluppo delle amministrazioni dello Stato e degli enti territoriali,

che salvaguardi i livelli occupazionali del personale in  servizio  e

gli equilibri  finanziari  dell'Associazione  e  individui  eventuali

nuove forme per il perseguimento delle suddette politiche.  Il  piano

e' presentato dal  Ministro  medesimo  all'assemblea  ai  fini  delle

determinazioni conseguenti.

     1-bis. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare

nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.    

 

                               Art. 21

               Unificazione delle Scuole di formazione

  1. Al fine di razionalizzare il sistema delle scuole di  formazione

delle amministrazioni  centrali,  eliminando  la  duplicazione  degli

organismi  esistenti,  la  Scuola  superiore  dell'economia  e  delle

finanze, l'Istituto diplomatico «Mario Toscano», la Scuola  superiore

dell'amministrazione dell'interno (SSAI),  il  Centro  di  formazione

della difesa e la Scuola superiore di statistica e di analisi sociali

ed economiche, nonche' le  sedi  distaccate  della  Scuola  nazionale

dell'amministrazione prive di centro residenziale sono soppresse.  Le

funzioni    di  reclutamento  e  di  formazione      degli  organismi

soppressi sono attribuite alla Scuola nazionale  dell'amministrazione

e assegnate ai corrispondenti dipartimenti, individuati ai sensi  del

comma  3.  Le  risorse  finanziarie  gia'   stanziate   e   destinate

all'attivita'   di   formazione   sono   attribuite,   nella   misura

dell'ottanta per cento, alla Scuola nazionale dell'amministrazione  e

versate, nella misura del venti per cento, all'entrata  del  bilancio

dello Stato. La stessa Scuola subentra nei rapporti di lavoro a tempo

determinato e  di  collaborazione  coordinata  e  continuativa  o  di

progetto in essere presso gli organismi soppressi, che  cessano  alla

loro naturale scadenza.

  2. All'art. 6, comma 1, del decreto legislativo 1 dicembre 2009, n.

178, sono apportate le seguenti modificazioni:

    1) le parole: «dal Capo del Dipartimento per la  digitalizzazione

della pubblica amministrazione  e  l'innovazione  tecnologica,»  sono

soppresse;

       2) le parole: «da  due  rappresentanti»  fino  alla  fine  del

periodo  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «da  tre  rappresentanti

nominati  dal  Ministro  per  la  semplificazione   e   la   pubblica

amministrazione,  di  cui   uno   su   indicazione   del   Presidente

dell'Istituto nazionale di statistica, da un rappresentante  nominato

dal Ministro dell'istruzione, dell'universita' e  della  ricerca,  da

uno nominato dal Ministro dell'interno, da uno nominato dal  Ministro

dell'economia e delle finanze, da uno  nominato  dal  Ministro  degli

affari esteri, da uno nominato dal Ministro della  difesa  e  da  non

piu' di tre nominati da ulteriori Ministri designati con decreto  del

Presidente del Consiglio dei Ministri».    

  3. Entro centoventi giorni dall'entrata in vigore  della  legge  di

conversione   del   presente    decreto,    la    Scuola    nazionale

dell'amministrazione  adegua  il  proprio  ordinamento  ai   seguenti

principi:

    1) organizzazione in dipartimenti, assegnando, in particolare, le

funzioni  degli  organismi  soppressi  ai  sensi  del  comma   1   ad

altrettanti dipartimenti;

    2) collaborazione con gli  organi  costituzionali,  le  autorita'

indipendenti, le istituzioni universitarie e l'Istituto nazionale  di

statistica, anche attraverso convenzioni relative allo svolgimento di

attivita' di formazione iniziale e permanente.

  4. I docenti ordinari e i ricercatori dei ruoli a esaurimento della

Scuola Superiore dell'economia  e  delle  finanze,  di  cui  all'art.

4-septies,  comma  4,  del  decreto-legge  3  giugno  2008,  n.   97,

convertito, con modificazioni, dalla legge 2  agosto  2008,  n.  129,

sono trasferiti alla Scuola  nazionale  dell'amministrazione  e  agli

stessi    e' applicato  lo  stato  giuridico  dei  professori  o  dei

ricercatori universitari. Il trattamento economico  e'  rideterminato

con decreto del Presidente del Consiglio dei  ministri,  al  fine  di

renderlo omogeneo a quello degli altri docenti della Scuola nazionale

dell'amministrazione, che viene determinato dallo stesso decreto  del

Presidente del Consiglio dei  ministri  sulla  base  del  trattamento

economico spettante, rispettivamente, ai professori o ai  ricercatori

universitari   a   tempo   pieno   con   corrispondente   anzianita'.

Dall'attuazione del  presente  comma  non  devono  derivare  nuovi  o

maggiori oneri per la finanza pubblica.    

  5. Il personale non docente  anche  in  servizio  in  posizione  di

comando o fuori ruolo presso gli organismi soppressi di cui al  comma

1, entro centoventi giorni dall'entrata  in  vigore  della  legge  di

conversione del presente decreto, rientra  nelle  amministrazioni  di

appartenenza. Il personale non docente in  servizio  presso  le  sedi

distaccate o periferiche, anche  in  posizione  di  comando  o  fuori

ruolo, puo' transitare nei ruoli delle amministrazioni pubbliche  con

posti  vacanti  nella  dotazione  organica  o,   in   subordine,   in

sovrannumero, con preferenza nelle amministrazioni aventi sede  nella

stessa Regione. Il personale trasferito ai sensi del  presente  comma

mantiene l'inquadramento previdenziale di provenienza e  allo  stesso

si applica il trattamento  giuridico  e  economico,  compreso  quello

accessorio,    previsto    dai    contratti    collettivi     vigenti

nell'amministrazione di destinazione.

  6. Con decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  su

proposta del Ministro dell'economia e delle finanze, sono individuate

e trasferite alla Presidenza del Consiglio dei  Ministri  le  risorse

finanziarie e strumentali necessarie per l'esercizio  delle  funzioni

trasferite ai sensi del presente articolo.    Fino  all'adozione  del

decreto del Presidente del Consiglio dei ministri  di  cui  al  primo

periodo, le attivita'  formative  e  amministrative  degli  organismi

soppressi di cui al comma 1 del presente articolo  sono  regolate  da

accordi conclusi ai sensi dell'art. 15 della legge 7 agosto 1990,  n.

241,  e   successive   modificazioni,   tra   la   Scuola   nazionale

dell'amministrazione e le amministrazioni di riferimento degli organi

soppressi, senza pregiudizio per la continuita' e il compimento delle

attivita' formative, di reclutamento  e  concorsuali  gia'  disposte,

autorizzate o comunque in  essere  presso  le  Scuole  di  formazione

medesime secondo i rispettivi ordinamenti.    

 

                              Art. 21-bis

             Riorganizzazione del Ministero dell'interno

  1. In conseguenza delle riduzioni previste dall'art.  2,  comma  1,

lettere a) e b), del decreto-legge 6 luglio 2012, n. 95,  convertito,

con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012,  n.  135,  da  definire

entro il 31  ottobre  2014,  il  Ministero  dell'interno  provvede  a

predisporre, entro il 31 dicembre 2014, il decreto del Presidente del

Consiglio dei ministri di cui all'art. 2, comma 7, del  decreto-legge

31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30

ottobre 2013, n. 125, e successive modificazioni. Il termine  di  cui

all'art. 2, comma 11, lettera b), del citato decreto-legge n. 95  del

2012, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 135 del  2012,  e

successive modificazioni, e'  differito  al  31  dicembre  2014,  con

conseguente riassorbimento, nel  successivo  biennio,  degli  effetti

derivanti dalle predette riduzioni.    

 

                               Art. 22

           Razionalizzazione delle autorita' indipendenti

  1. I componenti dell'Autorita'  garante  della  concorrenza  e  del

mercato, della Commissione nazionale per  le  societa'  e  la  borsa,

dell'Autorita'  di  regolazione  dei  trasporti,  dell'Autorita'  per

l'energia elettrica, il gas e il sistema idrico,  dell'Autorita'  per

le garanzie nelle comunicazioni, del Garante per  la  protezione  dei

dati  personali,  dell'Autorita'  nazionale   anticorruzione,   della

Commissione di vigilanza sui fondi pensione e  della  Commissione  di

garanzia dell'attuazione  della  legge  sullo  sciopero  nei  servizi

pubblici  essenziali,  alla  cessazione  dall'incarico,  non  possono

essere nuovamente nominati componenti di una autorita'  indipendente,

a pena di decadenza, per un periodo pari a    cinque    anni.

  2.    Nel capo III del titolo IV della legge 28 dicembre  2005,  n.

262, dopo  l'art.  29  e'  aggiunto  il  seguente:  «Art.  29-bis.  -

(Incompatibilita' per i componenti e i dirigenti della CONSOB cessati

dall'incarico).    - 1. I componenti degli  organi  di  vertice  e  i

dirigenti della Commissione nazionale per le societa' e la borsa,    

nei due anni successivi    alla cessazione dell'incarico, non possono

intrattenere,   direttamente   o    indirettamente,    rapporti    di

collaborazione, di consulenza o di impiego con i soggetti regolati   

ne' con  societa'  controllate  da  questi  ultimi.      I  contratti

conclusi in violazione del presente comma sono nulli. Le disposizioni

del presente comma non si applicano ai dirigenti che    negli  ultimi

due anni    di servizio sono  stati  responsabili  esclusivamente  di

uffici di supporto.     Le  disposizioni  del  presente  articolo  si

applicano ai componenti degli organi di vertice e ai dirigenti  della

Banca d'Italia e dell'Istituto per la vigilanza  sulle  assicurazioni

per un periodo, non superiore a due anni, stabilito con  decreto  del

Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare previo parere della

Banca centrale europea, che viene richiesto entro trenta giorni dalla

data di entrata in vigore della presente disposizione».    

  3. All'art. 2, comma 9, della legge 14 novembre 1995, n. 481,  sono

apportate le seguenti modificazioni:

     0a)    al primo periodo,  la  parola:  «quattro»  e'  sostituita

dalla seguente:    «due»;    

    a) dopo le parole: «i componenti» sono inserite le seguenti: «e i

dirigenti»;

    b) e' aggiunto in fine il seguente periodo: «Le disposizioni  del

presente comma non si applicano ai dirigenti che negli ultimi quattro

anni di servizio sono stati responsabili esclusivamente di uffici  di

supporto.».

  4. Le procedure concorsuali per il reclutamento di personale  degli

organismi di cui  al  comma  1  sono  gestite  unitariamente,  previa

stipula  di  apposite  convenzioni  tra  gli  stessi  organismi,  che

assicurino la trasparenza e  l'imparzialita'  delle  procedure  e  la

specificita' delle professionalita' di ciascun organismo. Sono  nulle

le  procedure  concorsuali  avviate  dopo  l'entrata  in  vigore  del

presente decreto e prima della stipula delle convenzioni o  poste  in

essere, successivamente alla predetta stipula,  in  violazione  degli

obblighi  di  cui  al  presente  comma  e  le  successive   eventuali

assunzioni. Restano valide le procedure  concorsuali  in  corso  alla

data di entrata in vigore del presente decreto.

  5. A decorrere dal 1º luglio 2014, gli organismi di cui al comma  1

provvedono, nell'ambito dei propri ordinamenti, a una  riduzione  non

inferiore al venti per cento del trattamento economico accessorio del

personale dipendente, inclusi i dirigenti.

  6. A decorrere dal 1º ottobre 2014, gli organismi di cui al comma 1

riducono in misura non inferiore al cinquanta per cento,  rispetto  a

quella complessivamente sostenuta nel 2013, la spesa per incarichi di

consulenza, studio e ricerca e quella per gli organi  collegiali  non

previsti dalla legge. Gli incarichi  e  i  contratti  in  corso  sono

rinegoziati entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della

legge di conversione del presente decreto al fine  di  assicurare  il

rispetto dei limiti di cui al periodo precedente.

  7. Gli organismi di cui al comma 1 gestiscono i servizi strumentali

in  modo  unitario,  mediante  la  stipula  di   convenzioni   o   la

costituzione di uffici comuni ad almeno due organismi.  Entro  il  31

dicembre 2014, i predetti organismi provvedono  ai  sensi  del  primo

periodo per almeno tre dei seguenti servizi: affari generali, servizi

finanziari e  contabili,  acquisti  e  appalti,  amministrazione  del

personale, gestione del  patrimonio,  servizi  tecnici  e  logistici,

sistemi informativi ed informatici.  Dall'applicazione  del  presente

comma devono derivare, entro l'anno 2015, risparmi  complessivi  pari

ad almeno il dieci per cento della spesa complessiva sostenuta  dagli

stessi organismi per i medesimi servizi nell'anno 2013.

  8. Alla legge 27 dicembre 2006, n. 296 sono apportate  le  seguenti

modificazioni:

    a) all'art. 1, comma 449, al secondo periodo, dopo le  parole  «e