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Roma, 9 settembre 2014

 

Circolare n. 157/2014

 

Oggetto: Tributi – Bonus beni strumentali – Regime ACE – Legge 11.8.2014, n.116, di conversione del D.L. n.91/2014, su S.O. alla G.U. n.192 del 20.8.2014.

 

Di seguito si riepilogano le disposizioni di natura tributaria contenute nel decreto legge Competitività, così come convertito dalla legge indicata in oggetto.

 

Bonus beni strumentali (art.18) – Sono state confermate le disposizioni sul credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali nuovi. Si tratta di un bonus pari al 15 per cento delle spese sostenute in eccedenza rispetto alla media degli investimenti in beni strumentali realizzata negli ultimi 5 periodi d’imposta. L’agevolazione riguarda gli investimenti di importo superiore a 10 mila euro effettuati dal 25 giugno 2014 al 30 giugno 2015. Il credito potrà essere utilizzato in compensazione in tre quote annuali di pari importo, a partire dal secondo periodo d’imposta successivo a quello di effettuazione dell’investimento. I beni agevolabili sono i macchinari e le attrezzature rientranti nella divisione 28 della tabella Ateco 2007, tra cui alcune apparecchiature speciali per il trasporto merci entro strutture delimitate, quali gru, carrelli elevatori e altre macchine per sollevamento e movimentazione interna delle merci.

 

ACE – Aiuto alla Crescita Economica (art.19) – Sono divenute definitive le disposizioni per favorire la patrimonializzazione delle imprese attraverso la deducibilità dal reddito d’impresa di una percentuale dell’incremento del capitale netto (cd. regime ACE). A decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31.12.2014, in alternativa alla maggiore deducibilità, le imprese possono usufruire di un credito d’imposta da scomputare dall’Irap in cinque quote annuali costanti. Per le società quotate in borsa è prevista un’ulteriore agevolazione: viene infatti aumentato del 40% l’incremento del capitale netto da utilizzare ai fini della determinazione del credito d’imposta. Quest’ultima disposizione, peraltro, necessita di essere autorizzata dalla Commissione Europea.

 

Società quotate (art.20) – Sono state confermate le misure di semplificazione a favore della quotazione delle imprese.

 

Riduzione del capitale minimo delle Spa (art.20) – Il capitale sociale minimo delle società per azioni è stato ridotto da 120 mila a 50 mila euro.

 

Registro Imprese (art.20) – Le Camere di Commercio devono iscrivere immediatamente nel Registro Imprese gli atti costitutivi e modificativi delle società, ad eccezione delle società per azioni. La verifica dei relativi atti notarili, dovrà essere successiva.

 

Sindaci delle srl (art.20) – Per le srl non c’è più obbligo di nominare il collegio sindacale o il revisore nelle srl, se non nel caso in cui la società perda i requisiti per la presentazione del bilancio in forma semplificata (ovvero quando per due anni consecutivi supera i limiti dimensionali previsti dall’articolo 2435bis C.C.).

 

Facilitazioni per l’accesso al credito (artt.21 e 22) – Confermate le misure per facilitare il ricorso al credito extrabancario da parte delle imprese. In particolare, è stata soppressa la ritenuta d’acconto sugli interessi delle obbligazioni delle imprese non quotate collocate presso investitori qualificati; è stata inoltre prevista la possibilità per assicurazioni, fondi pensione, fondi di credito e società di cartolarizzazione di concedere finanziamenti alle imprese sotto qualsiasi forma (e non solo attraverso investimenti in crediti).

 

 

Daniela Dringoli

Per riferimenti confronta circ.re conf.le n.120/2014

Responsabile di Area

Allegato uno

 

D/d

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S.O. n. 72 G.U. n. 192 del 20.8.2014

LEGGE 11 agosto 2014, n. 116

Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24  giugno

2014, n. 91, recante disposizioni urgenti per il settore agricolo, la

tutela  ambientale  e  l'efficientamento   energetico   dell'edilizia

scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle  imprese,

il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche,  nonche'

per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa

europea.

 

 

                               Titolo I

                MISURE PER LA CRESCITA ECONOMICA

 

                               Capo I

    DISPOSIZIONI URGENTI PER IL RILANCIO DEL SETTORE AGRICOLO

 

                               Art. 1

Disposizioni urgenti in materia di controlli sulle imprese  agricole,

  istituzione del registro unico dei controlli sulle imprese agricole

  e   potenziamento   dell'istituto   della   diffida   nel   settore

  agroalimentare

  1.  Al  fine  di  assicurare  l'esercizio  unitario  dell'attivita'

ispettiva nei confronti delle imprese  agricole  e  l'uniformita'  di

comportamento degli organi di  vigilanza,  nonche'  di  garantire  il

regolare  esercizio  dell'attivita'  imprenditoriale,   i   controlli

ispettivi nei confronti delle imprese agricole sono effettuati  dagli

organi di vigilanza  in  modo  coordinato,  tenuto  conto  del  piano

nazionale integrato di cui all'articolo 41 del  regolamento  (CE)  n.

882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 29 aprile  2004,

e delle Linee guida adottate ai sensi dell'articolo 14, comma 5,  del

decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, convertito,  con  modificazioni,

dalla  legge  4  aprile  2012,  n.  35,  evitando  sovrapposizioni  e

duplicazioni, garantendo l'accesso all'informazione sui controlli.  I

controlli sono predisposti anche utilizzando  i  dati  contenuti  nel

registro di cui al  comma  2.  I  controlli  ispettivi  esperiti  nei

confronti delle imprese agricole sono riportati in appositi  verbali,

da notificare anche nei casi di constatata regolarita'. Nei  casi  di

attestata regolarita',  ovvero  di  regolarizzazione  conseguente  al

controllo  ispettivo  eseguito,   gli   adempimenti   relativi   alle

annualita' sulle quali sono stati effettuati i controlli non  possono

essere oggetto di contestazioni in successive ispezioni relative alle

stesse annualita' e tipologie di controllo, salvo quelle  determinate

da comportamenti omissivi o irregolari dell'imprenditore, ovvero  nel

caso emergano atti,  fatti  o  elementi  non  conosciuti  al  momento

dell'ispezione. La presente  disposizione  si  applica  agli  atti  e

documenti esaminati dagli  ispettori  ed  indicati  nel  verbale  del

controllo ispettivo.

  2.  Al  fine  di  evitare  duplicazioni   e   sovrapposizioni   nei

procedimenti  di  controllo  e  di   recare   il   minore   intralcio

all'esercizio dell'attivita' d'impresa e' istituito, con  decreto  di

natura  non  regolamentare  del  Ministro  delle  politiche  agricole

alimentari e forestali, di concerto  con  il  Ministro  dell'interno,

presso il Ministero delle politiche agricole alimentari  e  forestali

il registro unico dei controlli ispettivi di cui  al  comma  1  sulle

imprese agricole. Ai fini dell'attuazione delle disposizioni  di  cui

al  comma  1,  del  coordinamento  dell'attivita'  di   controllo   e

dell'inclusione dei dati nel registro di cui al primo periodo, i dati

concernenti i controlli effettuati da parte di organi  di  polizia  e

dai competenti organi di vigilanza e  di  controllo    ,  nonche'  da

organismi  privati  autorizzati  allo  svolgimento  di   compiti   di

controllo dalle vigenti  disposizioni,      a  carico  delle  imprese

agricole sono resi disponibili tempestivamente in  via  telematica  e

rendicontati   annualmente,   anche   ai   fini   della    successiva

riprogrammazione ai sensi dell'articolo 42 del  regolamento  (CE)  n.

882/2004 del Parlamento europeo e del Consiglio del 29  aprile  2004,

alle altre pubbliche amministrazioni secondo  le  modalita'  definite

con Accordo tra le amministrazioni interessate  sancito  in  sede  di

Conferenza unificata di cui all'articolo 8 del decreto legislativo 28

agosto 1997, n. 281, entro novanta giorni dalla data  di  entrata  in

vigore del presente decreto. All'attuazione delle disposizioni di cui

al comma 1 e al presente comma si provvede nell'ambito delle  risorse

umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e

comunque  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza

pubblica, secondo le modalita' e i termini previsti con  il  medesimo

accordo.

     3. Per le violazioni alle norme in materia  agroalimentare,  per

le   quali   e'   prevista   l'applicazione   della   sola   sanzione

amministrativa pecuniaria, l'organo di controllo incaricato, nel caso

in cui accerta per la prima volta l'esistenza di violazioni sanabili,

diffida l'interessato ad adempiere alle prescrizioni violate entro il

termine di venti giorni dalla data di ricezione dell'atto di  diffida

e ad  elidere  le  conseguenze  dannose  o  pericolose  dell'illecito

amministrativo.  Per  violazioni  sanabili  si  intendono  errori   e

omissioni   formali   che   comportano   una   mera   operazione   di

regolarizzazione ovvero  violazioni  le  cui  conseguenze  dannose  o

pericolose sono eliminabili. In caso  di  mancata  ottemperanza  alle

prescrizioni contenute nella diffida di cui al presente comma,  entro

il termine indicato, l'organo di controllo procede ad  effettuare  la

contestazione, ai sensi dell'articolo  14  della  legge  24  novembre

1981, n. 689. In tale ipotesi e' esclusa l'applicazione dell'articolo

16 della citata legge n. 689 del 1981.

  3-bis. L'articolo 7 del decreto legislativo 30 settembre  2005,  n.

225, e il comma 4 dell'articolo 12 del decreto legislativo 29  aprile

2010, n. 75, sono abrogati.    

  4. Per le violazioni alle norme in materia  agroalimentare  per  le

quali e' prevista l'applicazione della sola  sanzione  amministrativa

pecuniaria, se gia' consentito il pagamento  in  misura  ridotta,  la

somma, determinata ai sensi  dell'articolo  16,  primo  comma,  della

citata legge n. 689 del 1981, e' ridotta del trenta per cento  se  il

pagamento e' effettuato entro cinque  giorni  dalla  contestazione  o

dalla notificazione.    La disposizione di cui al  primo  periodo  si

applica anche alle violazioni contestate anteriormente alla  data  di

entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  purche'   l'interessato

effettui il pagamento e trasmetta la relativa quietanza entro  trenta

giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del

presente decreto all'autorita' competente,  di  cui  all'articolo  17

della citata legge n. 689 del 1981 e all'organo che ha  accertato  la

violazione.    

 

                               Art. 1 bis

         Disposizioni urgenti in materia di semplificazioni

  1. Ai fini  dell'applicazione  della  disciplina  dei  procedimenti

relativi alla prevenzione degli incendi,  gli  imprenditori  agricoli

che utilizzano depositi  di  prodotti  petroliferi  di  capienza  non

superiore a 6  metri  cubi,  anche  muniti  di  erogatore,  ai  sensi

dell'articolo 14, commi 13-bis e 13-ter, del decreto  legislativo  29

marzo 2004, n. 99, non sono  tenuti  agli  adempimenti  previsti  dal

regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della  Repubblica 

agosto 2011, n. 151.

  2. L'obbligo di registrazione di cui all'articolo 6 del regolamento

(CE) n. 852/2004 del Parlamento  europeo  e  del  Consiglio,  del  29

aprile 2004, si considera assolto dalle imprese agricole in  possesso

di autorizzazione  o  nulla  osta  sanitario,  di  registrazione,  di

comunicazione o segnalazione certificata di inizio attivita' prevista

per l'esercizio dell'impresa.

  3. Per le imprese agricole, definite come piccole e medie ai  sensi

del regolamento (CE) n. 800/2008  della  Commissione,  del  6  agosto

2008, nei contratti di rete, di cui all'articolo 3, comma 4-ter,  del

decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con  modificazioni,

dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e successive modificazioni, formati

da imprese agricole singole  ed  associate,  la  produzione  agricola

derivante  dall'esercizio  in  comune  delle  attivita',  secondo  il

programma comune di rete, puo' essere  divisa  fra  i  contraenti  in

natura con l'attribuzione a  ciascuno,  a  titolo  originario,  della

quota di prodotto convenuta nel contratto di rete.

  4. L'articolo 6 della legge 23 dicembre 1956, n. 1526, e' abrogato.

  5.  In  attuazione  delle  disposizioni  di  cui  all'articolo  38,

paragrafo 1, lettera a),  del  regolamento  (CE)  n.  436/2009  della

Commissione, del 26 maggio 2009, i registri dei prodotti vitivinicoli

sono  dematerializzati   e   realizzati   nell'ambito   del   Sistema

informativo agricolo nazionale (SIAN). In sede  di  attuazione  delle

disposizioni  di  cui  al  presente  comma  si  prevedono   modalita'

ulteriormente   semplificate    di    compilazione    dei    registri

dematerializzati, compresa la concessione di termini piu' favorevoli,

per le aziende vitivinicole che producono meno di mille ettolitri  di

vino l'anno, prevalentemente con uve di produzione aziendale.

  6. Il registro di carico e scarico di cui all'articolo 12, comma 3,

del regolamento di cui al decreto del Presidente della  Repubblica  9

febbraio 2001, n. 187, e' dematerializzato e  realizzato  nell'ambito

del SIAN.

  7. Il registro di carico e scarico di  cui  all'articolo  1,  sesto

comma, della legge 23 dicembre 1956, n. 1526, e'  dematerializzato  e

realizzato nell'ambito  del  SIAN.  All'articolo  1  della  legge  23

dicembre 1956, n. 1526, sono apportate le seguenti modificazioni:

  a) al  sesto  comma,  le  parole:  «presso  ogni  stabilimento,  un

registro di  carico  e  scarico  sul  quale  devono  essere  indicate

giornalmente» sono sostituite dalle seguenti: «per ogni stabilimento,

un registro di carico e scarico sul quale devono essere indicate»;

  b) il settimo comma e' abrogato.

  8. Il registro di carico e scarico di cui al comma 1  dell'articolo

28 della legge  20  febbraio  2006,  n.  82,  e'  dematerializzato  e

realizzato nell'ambito del SIAN.

  9. Gli articoli 2 e 3 della legge 11  aprile  1974,  n.  138,  sono

sostituiti dai seguenti:

  «Art.  2.  -  1.  Le  informazioni  relative  all'introduzione  sul

territorio nazionale di  latte  in  polvere  registrate  nei  sistemi

informativi utilizzati  dal  Ministero  della  salute  sono  messe  a

disposizione del Ministero  delle  politiche  agricole  alimentari  e

forestali - Dipartimento dell'Ispettorato centrale della tutela della

qualita' e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari.

  Art. 3. - 1. I produttori,  gli  importatori,  i  grossisti  e  gli

utilizzatori di latte in polvere o di altri latti comunque conservati

devono tenere aggiornato un registro di carico e scarico. Il registro

di  cui  al  primo  periodo  e'  dematerializzato  ed  e'  realizzato

nell'ambito del Sistema informativo agricolo nazionale (SIAN)».

  10. All'attuazione delle disposizioni di cui ai commi da 5 a  9  si

provvede con decreti di natura non regolamentare del Ministero  delle

politiche agricole alimentari e forestali da adottare  entro  novanta

giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del

presente decreto, nell'ambito  delle  risorse  umane,  strumentali  e

finanziarie disponibili a legislazione vigente e comunque senza nuovi

o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. Fino all'entrata in

vigore dei decreti di cui al presente comma, continuano ad applicarsi

le disposizioni previgenti.

  11. L'articolo 59-bis del decreto-legge  22  giugno  2012,  n.  83,

convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134,  e'

abrogato.

  12.  Con  riferimento  ai  terreni  agricoli   contraddistinti   da

particelle fondiarie di estensione inferiore a 5.000 metri  quadrati,

site  in  comuni   montani,   ricompresi   nell'elenco   delle   zone

svantaggiate di montagna delimitate ai  sensi  dell'articolo  32  del

regolamento (UE) n. 1305/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio,

del 17 dicembre 2013, i soggetti iscritti all'anagrafe delle  aziende

agricole di cui all'articolo 1 del regolamento di cui al decreto  del

Presidente della Repubblica 1° dicembre 1999, n. 503, non sono tenuti

a  disporre  del  relativo  titolo  di  conduzione  ai   fini   della

costituzione del fascicolo aziendale di cui all'articolo 9 del citato

decreto del Presidente della Repubblica n. 503 del 1999.

  13. Alla sezione  6  dell'Allegato  A  al  decreto  legislativo  19

novembre  2008,  n.  194,  le  parole:   «depositi   alimentari»   si

interpretano nel senso che non sono considerati tali, ai fini di  cui

al citato decreto, gli stabilimenti utilizzati dalle  cooperative  di

cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 18 maggio  2001,

n. 228, e dai consorzi  agrari  per  la  fornitura  di  servizi  agli

imprenditori agricoli.

  14. Le  organizzazioni  professionali  agricole  ed  agromeccaniche

comprese  quelle  di  rappresentanza  delle   cooperative   agricole,

maggiormente  rappresentative  a  livello  nazionale,  nell'esercizio

dell'attivita' di  consulenza  per  la  circolazione  delle  macchine

agricole ai sensi dell'articolo 14, comma 13, del decreto legislativo

29 marzo 2004, n. 99, e successive modificazioni, possono attivare le

procedure di collegamento al sistema operativo  di  prenotazione  del

Ministero   delle   infrastrutture   e   dei   trasporti,   ai   fini

dell'immatricolazione e della gestione  delle  situazioni  giuridiche

inerenti alla proprieta' delle predette  macchine.  Con  decreto  del

Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,  di  concerto  con  il

Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, da  emanare

entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della  legge  di

conversione  del  presente  decreto,  sono  stabilite  le   modalita'

tecniche  di  collegamento  con  il  Centro  elaborazione  dati   del

Ministero stesso e le relative modalita' di gestione.

  15. Al decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214,  sono  apportate

le seguenti modificazioni:

  a) all'articolo 19, comma 1, lettera g), la parola: «applicano»  e'

sostituita dalle seguenti: «commercializzano imballaggi con»;

  b) all'articolo 54, comma 11, la parola:  «apponga»  e'  sostituita

dalle seguenti: «commercializzi imballaggi con».

  16. L'articolo 11, comma 1, lettera c), della legge 6 giugno  1986,

n.  251,  come  modificato  dall'articolo  26,   comma   2-bis,   del

decreto-legge   31   dicembre   2007,   n.   248,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 28 febbraio 2008, n. 31, si interpreta nel

senso che sono anche di competenza  degli  iscritti  nell'albo  degli

agrotecnici le attivita' di progettazione e direzione delle opere  di

trasformazione e miglioramento fondiario, sia agrario che  forestale.

   

 

                               Art. 1 ter

   Istituzione del sistema di consulenza aziendale in agricoltura

  1. E' istituito il sistema di consulenza aziendale  in  agricoltura

in conformita' al titolo III del regolamento (UE)  n.  1306/2013  del

Parlamento europeo e del Consiglio, del 17 dicembre 2013,  e  secondo

le disposizioni quadro definite  a  livello  nazionale  dal  presente

articolo.

  2. Il sistema di consulenza contempla  almeno  gli  ambiti  di  cui

all'articolo 12, paragrafi 2 e 3,  del  citato  regolamento  (UE)  n.

1306/2013 e gli aspetti  relativi  alla  competitivita'  dell'azienda

agricola,  zootecnica  e  forestale  inclusi  il   benessere   e   la

biodiversita' animale  nonche'  i  profili  sanitari  delle  pratiche

zootecniche.

  3.  Lo  svolgimento  dell'attivita'  di  consulenza   deve   essere

chiaramente separato dallo svolgimento  dell'attivita'  di  controllo

dei  procedimenti  amministrativi  e  tecnici  per  l'erogazione   di

finanziamenti pubblici all'agricoltura.

  4. I consulenti che operano nel sistema di cui al  comma  1  devono

possedere qualifiche adeguate o ricevere una adeguata  formazione  di

base e di aggiornamento, in relazione agli ambiti di cui al comma 2.

  5. Con decreto del Ministro delle politiche agricole  alimentari  e

forestali, di concerto con il Ministro della salute, d'intesa con  la

Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le  regioni  e  le

province autonome di Trento e di Bolzano, da adottare entro  sessanta

giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del

presente  decreto,  sono  definiti  i  criteri  che  garantiscono  il

rispetto del principio di separatezza di cui al comma 3, le procedure

omogenee  per  la  realizzazione  delle  attivita'  di  formazione  e

aggiornamento di cui al comma 4, le modalita' di accesso  al  sistema

di consulenza  aziendale  che  tengano  conto  delle  caratteristiche

specifiche di tutti  i  comparti  produttivi  del  settore  agricolo,

zootecnico e forestale,  nonche'  l'istituzione  del  registro  unico

nazionale  degli  organismi  di   consulenza   e   del   sistema   di

certificazione di qualita'  nazionale  sull'efficacia  ed  efficienza

dell'attivita'  di  consulenza  svolta,  presso  il  Ministero  delle

politiche agricole alimentari e forestali, nell'ambito delle  risorse

umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e

comunque  senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza

pubblica.

  6. Le regioni e  le  province  autonome  di  Trento  e  di  Bolzano

selezionano gli  organismi  di  consulenza  secondo  quanto  disposto

dall'articolo 15, paragrafo 3, del regolamento (UE) n. 1305/2013  del

Parlamento europeo e del Consiglio,  del  17  dicembre  2013,  e  con

propri provvedimenti definiscono, entro sessanta giorni dalla data di

entrata in vigore del decreto di cui  al  comma  5,  le  disposizioni

attuative a livello regionale del sistema di consulenza aziendale.

  7. All'articolo 3-bis, comma 1, del decreto legislativo  27  maggio

1999, n. 165, dopo la lettera c) e' aggiunta la seguente:

  «c-bis)  accertare  ed  attestare,  a  prescindere  dalla  suddetta

convenzione, nell'ambito delle competenze loro assegnate dalla legge,

fatti  o  circostanze  di  ordine   meramente   tecnico   concernenti

situazioni o dati  certi  relativi  all'esercizio  dell'attivita'  di

impresa».    

 

                               Art. 2

    Disposizioni urgenti per il rilancio del settore vitivinicolo

  1. Alla legge 20 febbraio 2006, n. 82, sono apportate  le  seguenti

modificazioni:

    a) all'articolo 3, il comma 2 e' sostituito dal seguente: «2.  E'

altresi' ammessa, la produzione  di  mosto  cotto,  denominato  anche

saba, sapa o similari, previa  comunicazione  al  competente  Ufficio

territoriale dell'Ispettorato centrale della tutela della qualita'  e

della repressione frodi dei  prodotti  agroalimentari,  da  eseguirsi

secondo le  modalita'  stabilite  nell'articolo  5,  comma  1,  della

presente legge.»;

    b) all'articolo 5, comma 1:

      1)  il  primo  periodo  e'   sostituito   dal   seguente:   «La

preparazione di mosti di uve fresche mutizzati  con  alcol,  di  vini

liquorosi, di vini aromatizzati, di bevande aromatizzate  a  base  di

vino,  di  cocktail  aromatizzati  di  prodotti  vitivinicoli  e   di

spumanti, nonche' la preparazione delle  bevande  spiritose,  di  cui

all'articolo 2, paragrafo 1, lettera d), punto i), terzo trattino,  e

punto ii) del regolamento (CE) n. 110/2008 del Parlamento  europeo  e

del Consiglio del 15 gennaio 2008  relativo  alla  definizione,  alla

designazione, alla presentazione, all'etichettatura e alla protezione

delle indicazioni geografiche delle bevande spiritose e che abroga il

regolamento (CEE) n. 1576/89  del  Consiglio,  puo'  essere  eseguita

anche in stabilimenti dai quali si estraggono mosti o vini nella  cui

preparazione non e' ammesso l'impiego di  saccarosio,  dell'acquavite

di vino, dell'alcol e di tutti i prodotti consentiti dal  regolamento

(UE) n. 251/2014 del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio  del  26

febbraio 2014,  e  successive  modificazioni,  a  condizione  che  le

lavorazioni siano preventivamente comunicate, entro il quinto  giorno

antecedente alla  lavorazione,  al  competente  ufficio  territoriale

dell'Ispettorato centrale della tutela della qualita'  e  repressione

frodi dei prodotti agroalimentari.»;

      2) al secondo  periodo  le  parole:  «(CEE)  n.  1601/91»  sono

sostituite dalle seguenti: «(UE) n. 251/2014»;

    c) all'articolo 6, dopo il comma  3,  e'  aggiunto  il  seguente:

«3-bis. Nei locali di un'impresa agricola      che  produce  mosti  o

vini,    e' consentita anche la detenzione dei  prodotti  di  cui  al

comma  1,  lettere  da  a)   a   d),   se   ottenuti   esclusivamente

dall'attivita' di coltivazione, silvicoltura e di allevamento  svolte

dall'impresa  oppure  impiegati  nella   preparazione   di   alimenti

costituiti  prevalentemente  da  prodotti  agricoli  ottenuti   dalle

medesime attivita'. In tali casi la detenzione e' soggetta ad una    

preventiva comunicazione da inviare anche in  via  telematica      al

competente  ufficio  dell'Ispettorato  centrale  della  tutela  della

qualita' e della repressione frodi dei prodotti agroalimentari.»;

    d) all'articolo 14:

      1) al comma  3,  primo  periodo,  le  parole:  «autorizzazione,

valida per  una  campagna  vitivinicola,  rilasciata  dal  competente

ufficio periferico dell'Ispettorato centrale  repressione  frodi,  al

quale  deve  essere  presentata  domanda  in  carta  da   bollo   con

specificazione della sede e dell'ubicazione dei  locali  interessati,

nonche'  del  quantitativo  presunto  di  sottoprodotti  oggetto   di

richiesta.»  sono  sostituite  dalle  seguenti:  «comunicazione,   da

inviarsi al competente ufficio dell'Ispettorato centrale della tutela

della   qualita'   e   della   repressione   frodi    dei    prodotti

agroalimentari.»;

      2) al comma 4, secondo periodo, le  parole:  «almeno  entro  il

quinto  giorno   antecedente»   sono   sostituite   dalla   seguente:

«antecedentemente»;

     d-bis) all'articolo 16, dopo il comma 3 e' inserito il seguente:

  3-bis. In deroga al comma 3, per gli aceti di  vino  preparati  con

metodo artigianale, a lunga maturazione, il limite dell'1,5 per cento

in volume e' elevato al 4 per cento in volume;    

    e) all'articolo 25:

      1) al comma 1, le parole: «, che rispondono ai requisiti e alle

caratteristiche anche di purezza determinati con decreto del Ministro

delle politiche agricole e forestali, di  concerto  con  il  Ministro

della salute, da emanare entro un  anno  dalla  data  di  entrata  in

vigore della presente legge» sono soppresse;

      2) i commi 2 e 3 sono abrogati;

    f) l'articolo 26 e' abrogato;

    g) all'articolo 28:

      1) al comma 1 le  parole  da:  «,  con  fogli  progressivamente

numerati e vidimati prima dell'uso dal comune competente in  base  al

luogo  di  detenzione,  e  annotarvi  tutte  le  introduzioni  e   le

estrazioni all'atto in cui si verificano» sono soppresse;

      2) i commi 4 e 5 sono abrogati;

    h) all'articolo 35:

      1) il comma 11 e' sostituito dal seguente: «11.  Salvo  che  il

fatto costituisca  reato,  chiunque  viola  le  disposizioni  di  cui

all'articolo 25 e' soggetto alla sanzione  amministrativa  pecuniaria

da 1.500 euro a 15.000 euro.»;

      2) il comma 12 e' abrogato;

    i) l'articolo 43 e' abrogato.

     1-bis. Per i titolari di  stabilimenti  enologici  di  capacita'

complessiva inferiore a 50 ettolitri con annesse attivita' di vendita

diretta o ristorazione, l'obbligo di  tenuta  di  registri  ai  sensi

dell'articolo 36 del regolamento (CE) n. 436/2009 della  Commissione,

del 26 maggio 2009, si considera assolto con la  presentazione  della

dichiarazione di produzione e la dichiarazione di giacenza.

  1-ter. All'articolo 8 del decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61,

il comma 6 e' sostituito dal seguente:

  «6. L'uso delle DOCG e DOC non e' consentito per  i  vini  ottenuti

sia totalmente che  parzialmente  da  vitigni  che  non  siano  stati

classificati fra gli idonei  alla  coltivazione  o  che  derivino  da

ibridi interspecifici tra la Vitis vinifera ed altre specie americane

o asiatiche. Per i vini ad IGT e' consentito l'uso delle varieta'  di

vite iscritte nel Registro nazionale delle varieta' di vite da  vino,

nonche' delle varieta' in osservazione».    

 

                               Art. 3

            Interventi per il sostegno del Made in Italy

  1. Alle imprese che producono prodotti agricoli,    della  pesca  e

dell'acquacoltura      di  cui  all'Allegato  I  del   Trattato   sul

funzionamento dell'Unione  europea,  nonche'  alle  piccole  e  medie

imprese,  come  definite  dal  regolamento  (CE)  n.  800/2008  della

Commissione,   del   6   agosto   2008,   che   producono    prodotti

agroalimentari,    della pesca e dell'acquacoltura    non  ricompresi

nel predetto Allegato I, anche se costituite in forma  cooperativa  o

riunite in consorzi, e' riconosciuto, nel limite di spesa di  cui  al

comma 5, lettera a), un credito d'imposta nella  misura  del  40  per

cento delle spese per nuovi investimenti sostenuti,  e  comunque  non

superiore a 50.000  euro,  nel  periodo  d'imposta  in  corso  al  31

dicembre  2014  e  nei  due  successivi,  per  la   realizzazione   e

l'ampliamento   di   infrastrutture   informatiche   finalizzate   al

potenziamento del commercio elettronico.

  2. Il credito d'imposta  di  cui  al  comma  1  va  indicato  nella

dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta per il  quale

e' concesso ed e' utilizzabile  esclusivamente  in  compensazione  ai

sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,

e successive modificazioni. Esso non  concorre  alla  formazione  del

reddito e del valore della produzione ai fini dell'imposta  regionale

sulle attivita' produttive e non rileva ai fini del rapporto  di  cui

agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico  delle  imposte  sui

redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22

dicembre 1986, n. 917.  Con  decreto  del  Ministro  delle  politiche

agricole alimentari e forestali, di concerto  con  i  Ministri  dello

sviluppo economico e dell'economia e delle finanze, da adottare entro

sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,

sono  stabilite  le  condizioni,  i  termini  e   le   modalita'   di

applicazione del comma 1 e del presente comma anche con riguardo alla

fruizione del credito d'imposta al fine  del  rispetto  del  previsto

limite di spesa e al relativo monitoraggio.

  3. Al fine di incentivare la creazione di  nuove  reti  di  imprese

ovvero lo svolgimento di nuove attivita' da parte di reti di  imprese

gia' esistenti, alle imprese  che  producono  prodotti  agricoli,    

della pesca e dell'acquacoltura    di cui all'Allegato I del Trattato

sul funzionamento dell'Unione europea, nonche' alle piccole  e  medie

imprese,  come  definite  dal  regolamento  (CE)  n.  800/2008  della

Commissione,   del   6   agosto   2008,   che   producono    prodotti

agroalimentari,    della pesca e dell'acquacoltura    non  ricompresi

nel predetto Allegato I,    anche se costituite in forma  cooperativa

o riunite in consorzi    e' riconosciuto, nel limite di spesa di  cui

al comma 5, lettera b), un credito d'imposta nella misura del 40  per

cento delle spese per i nuovi investimenti sostenuti per lo  sviluppo

di nuovi prodotti, pratiche, processi e tecnologie,  nonche'  per  la

cooperazione di filiera, e comunque non superiore a 400.000 euro, nel

periodo d'imposta in corso al 31 dicembre 2014 e nei due successivi.

  4. Il credito d'imposta  di  cui  al  comma  3  va  indicato  nella

dichiarazione dei redditi relativa al periodo d'imposta per il  quale

e' concesso ed e' utilizzabile  esclusivamente  in  compensazione  ai

sensi dell'articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241,

e successive modificazioni. Esso non  concorre  alla  formazione  del

reddito e del valore della produzione ai fini dell'imposta  regionale

sulle attivita' produttive e non rileva ai fini del rapporto  di  cui

agli articoli 61 e 109, comma 5, del testo unico  delle  imposte  sui

redditi, di  cui  al  decreto  del  Presidente  della  Repubblica  22

dicembre 1986, n. 917.  Con  decreto  del  Ministro  delle  politiche

agricole alimentari e forestali, di concerto  con  i  Ministri  dello

sviluppo economico e dell'economia e delle finanze, da adottare entro

sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto,

sono  stabilite  le  condizioni,  i  termini  e   le   modalita'   di

applicazione del comma 3 e del presente comma anche con riguardo alla

fruizione del credito d'imposta al fine  del  rispetto  del  previsto

limite di spesa e al relativo monitoraggio.

     4-bis. Le disposizioni dei commi 1 e 3 per  le  imprese  diverse

dalle piccole e medie imprese come definite dal regolamento  (CE)  n.

800/2008 della Commissione, del  6  agosto  2008,  si  applicano  nei

limiti previsti dai regolamenti (UE) nn. 1407/2013 e 1408/2013  della

Commissione, del 18 dicembre 2013, e dal regolamento (UE) n. 717/2014

della Commissione, del  27  giugno  2014,  relativi  all'applicazione

degli articoli 107 e 108 del Trattato sul  funzionamento  dell'Unione

europea agli aiuti de minimis;    

  5. Agli oneri derivanti dall'attuazione delle disposizioni  di  cui

ai commi 1 e 3, si provvede ai sensi dell'articolo 8, comma 2:

    a) nel limite di 500.000 euro per l'anno 2014,    di 2 milioni di

euro per l'anno 2015 e di 1 milione di euro per l'anno 2016,      per

l'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1;

    b) nel limite di 4,5 milioni di euro per l'anno 2014,      di  12

milioni di euro per l'anno 2015 e di 9 milioni  di  euro  per  l'anno

2016,    per l'attuazione delle disposizioni di cui al comma 3.

  6.    Il Ministero delle politiche agricole alimentari e  forestali

effettua  gli  adempimenti  conseguenti  ai  regolamenti  dell'Unione

europea in materia di aiuti compatibili con il mercato interno.    

  7. All'articolo 4 della legge 3 febbraio 2011, n. 4, sono apportate

le seguenti modificazioni:

    a) al comma 3, il secondo periodo e' soppresso;

    b) dopo il comma 4, e' inserito il seguente:

      «4-bis. Ai fini di cui al comma 3 ed ai  sensi  degli  articoli

26, paragrafo 2, lettera a), e 39 del  regolamento  (UE)  25  ottobre

2011, n. 1169/2011, il Ministero delle politiche agricole  alimentari

e forestali svolge, attraverso il  proprio  sito  istituzionale,  una

consultazione pubblica  tra  i  consumatori  per  valutare  in  quale

misura, nelle informazioni relative  ai  prodotti  alimentari,  venga

percepita come  significativa  l'indicazione  relativa  al  luogo  di

origine o di provenienza dei  prodotti  alimentari  e  della  materia

prima agricola utilizzata nella preparazione o nella produzione degli

stessi e quando l'omissione delle medesime indicazioni  sia  ritenuta

ingannevole. Ai sensi  dell'articolo  39,  paragrafo  2,  del  citato

regolamento (UE) n. 1169/2011, il Ministero delle politiche  agricole

alimentari e forestali, in collaborazione con il  Centro  di  ricerca

per gli alimenti e la nutrizione, svolge studi diretti a individuare,

su scala territoriale, i legami  tra  talune  qualita'  dei  prodotti

alimentari e  la  loro  origine  o  provenienza.  I  risultati  delle

consultazioni effettuate e degli studi eseguiti sono resi pubblici  e

trasmessi alla Commissione europea. All'attuazione delle disposizioni

di  cui  al  presente  comma  si  provvede  con  le  risorse   umane,

finanziarie e strumentali disponibili a legislazione  vigente,  senza

nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.».

  8. Il Ministero delle politiche  agricole  alimentari  e  forestali

svolge  la  consultazione  pubblica  tra   i   consumatori   di   cui

all'articolo 4, comma 4-bis, della legge 3 febbraio 2011, n. 4,  come

introdotto dal comma 7, lettera b), entro trenta giorni dalla data di

entrata in vigore del presente decreto.

  9. I decreti di cui all'articolo 4 della legge 3 febbraio 2011,  n.

4, comma 3, sono adottati entro sei mesi dalla  data  di  entrata  in

vigore del presente decreto con le modalita' di cui al medesimo comma

3.

  10. All'articolo 58  del  decreto-legge  22  giugno  2012,  n.  83,

convertito, con modificazioni, dalla legge 7 agosto 2012, n. 134,  al

comma  1,  primo  periodo,  dopo  le  parole:  «E'  istituito  presso

l'Agenzia per le erogazioni in agricoltura un fondo» sono inserite le

seguenti: «per l'efficientamento della  filiera  della  produzione  e

dell'erogazione e».

 

                               Art. 4

Misure per la sicurezza alimentare e la produzione  della  Mozzarella

                        di Bufala Campana DOP

  1.  La  produzione  della  «Mozzarella  di  Bufala  campana»   DOP,

registrata come denominazione di origine protetta (DOP) ai sensi  del

regolamento (CE) n. 1107/96 della Commissione  del  12  giugno  1996,

deve avvenire in uno spazio in cui e' lavorato  esclusivamente  latte

proveniente da allevamenti inseriti nel sistema  di  controllo  della

DOP Mozzarella di Bufala Campana. In tale spazio puo' avvenire  anche

la produzione di semilavorati e di altri prodotti purche'  realizzati

esclusivamente con latte  proveniente  da  allevamenti  inseriti  nel

sistema di controllo della  DOP  Mozzarella  di  Bufala  Campana.  La

produzione di prodotti realizzati anche o  esclusivamente  con  latte

differente da quello da allevamenti inseriti nel sistema di controllo

della DOP Mozzarella di Bufala Campana deve essere effettuata in  uno

spazio differente,    secondo le disposizioni del decreto di  cui  al

comma 3.    

  2. Al fine di assicurare la piu' ampia tutela degli  interessi  dei

consumatori e di  garantire  la  concorrenza  e  la  trasparenza  del

mercato del latte di bufala, gli allevatori bufalini, i trasformatori

e gli intermediari di latte di bufala  sono  obbligati  ad  adottare,

nelle rispettive attivita',    secondo le disposizioni del decreto di

cui al comma 3,    sistemi idonei a garantire  la  rilevazione  e  la

tracciabilita' del latte prodotto quotidianamente,  dei  quantitativi

di  latte  di  bufala  trasformato  e  delle  quantita'  di  prodotto

derivante dalla trasformazione del latte di bufala utilizzato.

  3. Con decreto del Ministero delle politiche agricole alimentari  e

forestali, di concerto con il  Ministro  della  salute,  da  adottare

entro trenta giorni dalla data di  entrata  in  vigore  del  presente

decreto,  sono  definite  le   modalita'   per   l'attuazione   delle

disposizioni di cui ai commi 1, terzo periodo, e 2,   prevedendo  che

la separazione spaziale delle produzioni di cui al  comma  1,  ultimo

periodo,  impedisca  ogni  contatto,  anche  accidentale,  tra  latte

proveniente da allevamenti inseriti nel sistema  di  controllo  della

Mozzarella di Bufala Campana  DOP  e  altro  latte,  nonche'  tra  la

Mozzarella di Bufala Campana DOP e prodotti ottenuti con altro  latte

in tutte le fasi della lavorazione e del confezionamento.    

  4. Salva l'applicazione delle norme penali vigenti, chiunque  viola

le  disposizioni  di  cui  al  comma  1  e'  soggetto  alla  sanzione

amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro 2.000  a

euro  13.000  e  alla  sanzione  accessoria  della   chiusura   dello

stabilimento nel quale si e' verificata la violazione per un  periodo

da un minimo di dieci ad un massimo  di  trenta  giorni      e  della

pubblicazione  dell'ordinanza  di  ingiunzione,  a   cura   e   spese

dell'interessato, su due quotidiani a  diffusione  nazionale.      Si

applica altresi' la sanzione accessoria della sospensione del diritto

di utilizzare la denominazione protetta dalla data  dell'accertamento

della violazione fino  a  quando  l'organo  di  controllo  non  abbia

verificato la rimozione della causa che ha dato origine alla sanzione

e l'avvenuta pubblicita' a norma del periodo seguente. Della sanzione

della sospensione del diritto di utilizzare la denominazione protetta

e' data tempestiva pubblicita' attraverso la pubblicazione, a cura  e

spese dell'interessato, su due quotidiani a diffusione nazionale.    

Nel caso di accertamento di reiterazione delle violazioni di  cui  al

comma 1, nei  sei  mesi  successivi  all'adozione  del  provvedimento

esecutivo   , la chiusura  dello  stabilimento  e'  disposta  per  un

periodo da un minimo di trenta ad un massimo di novanta giorni e  gli

importi delle sanzioni amministrative pecuniarie previste al presente

comma sono raddoppiati. La sanzione della chiusura dello stabilimento

nel quale si e' verificata  la  violazione  e'  altresi'  disposta  a

carico di coloro che utilizzano latte o cagliata  diversi  da  quelli

della Mozzarella di Bufala Campana DOP nella produzione di Mozzarella

di Bufala Campana DOP.    In tali casi la chiusura dello stabilimento

e' disposta per un periodo da un minimo di dieci giorni a un  massimo

di trenta giorni, ovvero da un minimo di  trenta  ad  un  massimo  di

novanta  giorni  in  caso  di  reiterazione  di  tale   comportamento

accertata nei sei  mesi  successivi  all'adozione  del  provvedimento

esecutivo. La procedura prevista  dall'articolo  19  della  legge  24

novembre   1981,   n.   689,   si   applica   anche   all'opposizione

all'inibizione all'uso della denominazione protetta.    

  5. Salva l'applicazione delle norme penali vigenti, chiunque  viola

le  disposizioni  di  cui  al  comma  2  e'  soggetto  alla  sanzione

amministrativa pecuniaria del pagamento di una somma da euro  750  ad

euro 4.500. Qualora la  violazione  riguarda  prodotti  inseriti  nel

sistema  di  controllo  delle  denominazioni  protette  di   cui   al

regolamento (UE) n. 1151/2012, si applica la sanzione  amministrativa

pecuniaria da euro 2.000 a euro 13.000.

     5-bis. Per le violazioni delle disposizioni di cui ai commi 1  e

2 si applicano esclusivamente le disposizioni sanzionatorie  previste

dai commi 4 e 5.    

  6. Il Dipartimento dell'Ispettorato  centrale  della  tutela  della

qualita'  e  repressione  frodi  dei  prodotti   agroalimentari   del

Ministero  delle  politiche  agricole  alimentari  e  forestali,   e'

designato quale autorita' competente all'applicazione delle  sanzioni

di cui ai commi 4 e 5.

  7. L'articolo 4-quinquiesdecies del decreto-legge 3 novembre  2008,

n. 171, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 dicembre  2008,

n. 205, e' abrogato. L'articolo 7 della legge 3 febbraio 2011, n.  4,

e' abrogato a decorrere dalla data di entrata in vigore  del  decreto

di cui al comma 3.

  8. Salvo che il fatto costituisca piu' grave reato, chiunque  viola

i divieti di coltivazione introdotti con atti adottati, anche in  via

cautelare, ai sensi degli articoli 53 e 54 del  regolamento  (CE)  n.

178/2002 del Parlamento europeo e del Consiglio del 28 gennaio  2002,

e' punito    con la multa da euro 25.000 a euro 50.000.      L'autore

del delitto di cui al presente comma e' tenuto altresi' a  rimuovere,

a propria cura e spese, secondo le prescrizioni del competente organo

di vigilanza, nell'esercizio delle funzioni di  polizia  giudiziaria,

le coltivazioni di sementi vietate ed alla realizzazione delle misure

di riparazione primaria e compensativa nei termini e con le modalita'

definiti dalla regione competente per territorio.

 

                               Art. 5

Disposizioni per l'incentivo  all'assunzione  di  giovani  lavoratori

     agricoli e la riduzione del costo del lavoro in agricoltura

  1.  Al  fine  di  promuovere  forme  di  occupazione   stabile   in

agricoltura di giovani di eta' compresa tra i 18 e i  35  anni  e  in

attesa  dell'adozione  di  ulteriori  misure  da   realizzare   anche

attraverso  il  ricorso  alle  risorse  della  nuova   programmazione

comunitaria 2014-2020, e' istituito, nel  limite  delle  risorse  del

fondo istituito ai sensi del comma 2, un incentivo per  i  datori  di

lavoro che hanno i requisiti di  cui  all'articolo  2135  del  codice

civile e che assumono, con contratto di lavoro a tempo  indeterminato

o con  contratto  di  lavoro  a  tempo  determinato  che  presenta  i

requisiti di  cui  al  comma  3,  lavoratori  che  si  trovano  nelle

condizioni di cui al comma 4.

  2. Ai fini dell'erogazione degli incentivi di cui al  comma  1,  e'

istituito nello stato di previsione  del  Ministero  delle  politiche

agricole    alimentari e forestali     il  fondo  per  gli  incentivi

all'assunzione dei giovani lavoratori agricoli, con una dotazione    

pari a 9 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016, 2017  e  2018.

   

  3. Ai fini della concessione  dell'incentivo  di  cui  al  presente

articolo, il contratto di lavoro a tempo determinato deve:

    a) avere durata almeno triennale;

    b) garantire al lavoratore un periodo di  occupazione  minima  di

102 giornate all'anno;

    c) essere redatto in forma scritta.

  4. Le assunzioni di cui al comma 1 devono riguardare lavoratori  di

eta' compresa tra i 18 ed i 35 anni, che  si  trovano  in  una  delle

seguenti condizioni:

    a) essere privi di impiego regolarmente retribuito da almeno  sei

mesi;

    b) essere privi di un diploma di istruzione secondaria di secondo

grado.

  5.  Le  assunzioni  di  cui  al  presente  articolo  devono  essere

effettuate tra il 1° luglio  2014  e  il  30  giugno  2015  e  devono

comportare un incremento occupazionale  netto  calcolato  sulla  base

della differenza tra il numero di giornate lavorate nei singoli  anni

successivi all'assunzione e il numero di giornate lavorate  nell'anno

precedente l'assunzione. I lavoratori  dipendenti  con  contratto  di

lavoro a tempo parziale sono computati in base al rapporto tra le ore

pattuite e l'orario normale di lavoro dei lavoratori a  tempo  pieno.

L'incremento della base occupazionale va considerato al  netto  delle

diminuzioni occupazionali  verificatesi  in  societa'  controllate  o

collegate ai sensi dell'articolo 2359 del  codice  civile  o  facenti

capo, anche per interposta persona, allo stesso soggetto.

  6. L'incentivo di cui al presente articolo e' pari a un terzo della

retribuzione lorda imponibile ai fini previdenziali, per  un  periodo

complessivo di 18 mesi, riconosciuto al datore di  lavoro  unicamente

mediante compensazione dei contributi dovuti e con  le  modalita'  di

seguito illustrate:

    a) per le assunzioni a tempo determinato:

      1) 6 mensilita' a decorrere dal completamento del primo anno di

assunzione;

      2) 6 mensilita' a decorrere dal completamento del secondo  anno

di assunzione;

      3) 6 mensilita' a decorrere dal completamento del terzo anno di

assunzione;

    b) per le assunzioni a tempo indeterminato: 18  mensilita'      a

decorrere  dal  completamento  del  diciottesimo  mese  dal   momento

dell'assunzione.    

     6-bis.  Il  valore  annuale  dell'incentivo  non  puo'  comunque

superare, per  ciascun  lavoratore  assunto  ai  sensi  del  presente

articolo, l'importo di:

  a) 3.000 euro, nel caso di assunzione a tempo determinato;

  b) 5.000 euro, nel caso di assunzione a tempo indeterminato.    

  7. All'incentivo di  cui  al  presente  articolo  si  applicano  le

disposizioni di cui all'articolo 4, commi 12, 13 e 15, della legge 28

giugno 2012, n. 92.

  8. Entro sessanta giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del

presente decreto, l'Inps adegua, senza nuovi o maggiori oneri per  la

finanza pubblica, le proprie procedure informatizzate allo  scopo  di

ricevere le dichiarazioni telematiche di ammissione  all'incentivo  e

di consentire la fruizione  dell'incentivo  stesso,  comunicando  sul

proprio sito internet istituzionale la data a decorrere  dalla  quale

e' possibile presentare le domande di ammissione all'incentivo. Entro

il medesimo termine l'Inps,  con  propria  circolare,  disciplina  le

modalita' attuative dell'incentivo di cui  al  comma  1,  nonche'  le

modalita' di controllo per il rispetto da parte dei datori di  lavoro

degli  impegni  assunti  nei  contratti  per  i  quali  e'   previsto

l'incentivo  ai  sensi  del  presente  articolo  e  per  la  verifica

dell'incremento occupazionale.

  9.  L'incentivo  di  cui  al  presente  articolo  e'   riconosciuto

dall'Inps in  base  all'ordine  cronologico  di  presentazione  delle

domande e, nel caso di insufficienza delle risorse indicate, valutata

anche su base pluriennale con riferimento alla durata dell'incentivo,

l'INPS non  prende  in  considerazione  ulteriori  domande,  fornendo

immediata comunicazione anche attraverso il  proprio  sito  internet.

L'INPS provvede al monitoraggio delle  minori  entrate  valutate  con

riferimento alla durata dell'incentivo, inviando relazioni mensili al

Ministero del lavoro e delle politiche sociali,  al  Ministero  delle

politiche  agricole  alimentari   e   forestali   ed   al   Ministero

dell'economia e delle finanze.

  10. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali  effettua  la

comunicazione di cui all'articolo 9 del regolamento (CE) n. 800/2008.

  11. In relazione alla prossima scadenza del citato regolamento (CE)

n. 800/2008, il  Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche  sociali

verifica la compatibilita' delle  disposizioni  di  cui  al  presente

articolo rispetto alle nuove disposizioni europee di esenzione  dalla

notifica  in  corso  di  adozione  e  propone  le  misure  necessarie

all'eventuale adeguamento.

  12. A decorrere dalla  data  in  cui  e'  possibile  presentare  le

domande di ammissione all'incentivo di cui al presente articolo,  per

le assunzioni di lavoratori agricoli a tempo indeterminato non  trova

piu' applicazione l'incentivo di cui all'articolo 1 del decreto-legge

28 giugno 2013, n. 76, convertito, con modificazioni, dalla  legge  9

agosto  2013,  n.  99.  Restano  salve  le  domande   di   ammissione

all'incentivo di cui all'articolo 1 del decreto-legge 28 giugno 2013,

n. 76, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto  2013,  n.

99, presentate fino a tale data.

  13. All'articolo 11 del decreto legislativo 15  dicembre  1997,  n.

446, dopo il comma 1, e' inserito il seguente: «1.1. Le deduzioni  di

cui al comma 1, lettera a), numeri 2), 3)  e  4),  per  i  produttori

agricoli di cui all'articolo 3, comma  1,  lettera  d),    e  per  le

societa' agricole di cui all'articolo 2 del  decreto  legislativo  29

marzo 2004, n. 99,    si applicano, nella misura  del  50  per  cento

degli importi  ivi  previsti,  anche  per  ogni  lavoratore  agricolo

dipendente a tempo  determinato  impiegato  nel  periodo  di  imposta

purche' abbia lavorato almeno  150  giornate  e  il  contratto  abbia

almeno una durata triennale.».

  14. La disposizione del comma 13 si applica, previa  autorizzazione

della Commissione  europea  richiesta  a  cura  del  Ministero  delle

politiche agricole alimentari e forestali, a  decorrere  dal  periodo

d'imposta successivo a quello in corso al  31  dicembre  2013.  Della

medesima disposizione non si tiene conto ai fini della determinazione

dell'acconto relativo al periodo d'imposta  successivo  a  quello  in

corso al 31 dicembre 2013, secondo il criterio previsionale,  di  cui

all'articolo 4 del decreto-legge 2 marzo 1989, n. 69, convertito, con

modificazioni, dalla legge 27 aprile 1989, n. 154.

 

                               Art. 6

                Rete del lavoro agricolo di qualita'

  1. E' istituita presso  l'INPS  la  Rete  del  lavoro  agricolo  di

qualita' alla quale possono partecipare le imprese  agricole  di  cui

all'articolo  2135  del  codice  civile  in  possesso  dei   seguenti

requisiti:

    a) non avere  riportato  condanne  penali  per  violazioni  della

normativa in materia di lavoro e legislazione sociale e in materia di

imposte sui redditi e sul valore aggiunto;

    b) non essere  stati  destinatari,  negli  ultimi  tre  anni,  di

sanzioni amministrative definitive per  le  violazioni  di  cui  alla

lettera a);

    c)  essere  in  regola   con   il   versamento   dei   contributi

previdenziali e dei premi assicurativi.

  2. Alla Rete del  lavoro  agricolo  di  qualita'  sovraintende  una

cabina di regia composta  da  un  rappresentante  del  Ministero  del

lavoro e delle politiche sociali, del     Ministero  delle  politiche

agricole alimentari e forestali,     del  Ministero  dell'economia  e

delle finanze, dell'INPS e della Conferenza  delle  regioni  e  delle

province autonome di Trento e di Bolzano designati  entro  30  giorni

dall'entrata in vigore del presente decreto. Fanno parte della cabina

di regia anche tre rappresentanti dei lavoratori  subordinati  e  tre

rappresentanti  dei  datori  di  lavoro  e  dei  lavoratori  autonomi

dell'agricoltura nominati con decreto del Ministro del lavoro e delle

politiche sociali,  di  concerto  con  il  Ministro  delle  politiche

agricole alimentari e forestali, entro trenta giorni  dalla  data  di

entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  su  designazione  delle

organizzazioni   sindacali   a   carattere   nazionale   maggiormente

rappresentative. La cabina di regia e' presieduta dal  rappresentante

dell'INPS.

  3. Ai fini della partecipazione alla Rete del  lavoro  agricolo  di

qualita', le imprese di cui al comma  1  presentano  istanza  in  via

telematica. Entro trenta giorni dall'insediamento la cabina di  regia

definisce  con  apposita  determinazione  gli   elementi   essenziali

dell'istanza.

  4. La cabina di regia ha i seguenti compiti:

    a) delibera sulle istanze di partecipazione alla Rete del  lavoro

agricolo di qualita' entro 30 giorni dalla presentazione;

    b) esclude dalla Rete del lavoro agricolo di qualita' le  imprese

agricole che perdono i requisiti di cui al comma 1;

    c)  redige  e  aggiorna  l'elenco  delle  imprese  agricole   che

partecipano alla Rete del lavoro agricolo di qualita' e  ne  cura  la

pubblicazione sul sito internet dell'INPS;

    d) formula proposte al Ministero del  lavoro  e  delle  politiche

sociali e al     Ministero  delle  politiche  agricole  alimentari  e

forestali    in materia di  lavoro  e  di  legislazione  sociale  nel

settore agricolo.

  5. La partecipazione alla cabina di regia e' a titolo gratuito e ai

componenti non sono corrisposti gettoni, compensi, rimborsi di  spese

o altri emolumenti comunque denominati. La cabina di regia si  avvale

per il suo funzionamento delle risorse umane e  strumentali  messe  a

disposizione dall'INPS, nel rispetto delle  disposizioni  di  cui  al

comma 8.

  6. Al fine di realizzare un piu' efficace  utilizzo  delle  risorse

ispettive disponibili, il Ministero  del  lavoro  e  delle  politiche

sociali e l'INPS, fermi restando gli ordinari controlli in materia di

tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, orientano

l'attivita' di vigilanza nei confronti delle imprese non appartenenti

alla Rete del lavoro agricolo di qualita' salvi i casi  di  richiesta

di  intervento  proveniente  dal  lavoratore,  dalle   organizzazioni

sindacali, dall'Autorita' giudiziaria o da  autorita'  amministrative

   e salvi i casi di imprese che abbiano procedimenti penali in corso

per violazioni della normativa in materia di  lavoro  e  legislazione

sociale, di contratti collettivi, di sicurezza sui luoghi di lavoro e

in materia di imposte sui redditi e sul valore aggiunto.    

  7. E' fatta salva comunque la possibilita' per  le  amministrazioni

di cui al comma 6 di effettuare  controlli  sulla  veridicita'  delle

dichiarazioni in base alla disciplina vigente.

  8. Per le attivita' di cui al presente articolo l'INPS provvede con

le risorse umane, strumentali e finanziarie previste  a  legislazione

vigente.

 

                               Art. 6 bis

                Disposizioni per i contratti di rete

  1. All'articolo 1 della legge 30 dicembre 2004,  n.  311,  dopo  il

comma 361, e' inserito il seguente:

  «361.1. Le risorse di cui al comma  354  sono  destinate  anche  al

finanziamento agevolato di  investimenti  in  ricerca  e  innovazione

tecnologica,   effettuati   da   imprese   agricole,   forestali    e

agroalimentari, che partecipano  ad  un  contratto  di  rete  di  cui

all'articolo 3, comma 4-ter, del decreto-legge 10 febbraio  2009,  n.

5, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e

successive modificazioni,  per  le  finalita'  proprie  del  medesimo

contratto di rete».

  2. Fatti salvi  i  limiti  previsti  dall'ordinamento  europeo,  le

imprese agricole,  forestali  e  agroalimentari  organizzate  con  il

contratto  di  rete  di  cui  all'articolo  3,   comma   4-ter,   del

decreto-legge 10 febbraio 2009, n. 5, convertito, con  modificazioni,

dalla legge 9 aprile 2009, n. 33, e successive modificazioni, per  le

finalita' proprie del medesimo contratto di  rete,  a  parita'  delle

altre condizioni stabilite da ciascun  documento  di  programmazione,

acquisiscono priorita' nell'accesso ai finanziamenti  previsti  dalle

misure  dei  programmi  di  sviluppo  rurale  regionali  e  nazionali

relativi alla programmazione 2014-2020.    

 

                               Art. 7

Detrazioni per l'affitto di terreni agricoli ai giovani e  misure  di

                          carattere fiscale

  1. All'articolo 16 del decreto del Presidente della  Repubblica  22

dicembre 1986, n. 917, sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) dopo il comma 1-quinquies, e' inserito il seguente:

      «1-quinquies.1. Ai  coltivatori  diretti  e  agli  imprenditori

agricoli professionali iscritti nella  previdenza  agricola  di  eta'

inferiore ai trentacinque anni, spetta, nel rispetto della regola  de

minimis di cui al regolamento (UE) n.  1408/2013  della  Commissione,

del 18 dicembre 2013, relativo all'applicazione degli articoli 107  e

108 del trattato sul funzionamento dell'Unione europea agli aiuti «de

minimis» nel settore agricolo, una detrazione del 19 per cento  delle

spese sostenute per i canoni di  affitto  dei  terreni  agricoli,    

diversi da quelli di proprieta' dei genitori    entro  il  limite  di

euro 80 per ciascun ettaro preso in affitto e fino a  un  massimo  di

euro 1.200 annui.    A tal fine, il contratto di affitto deve  essere

redatto in forma scritta »;    

    b) al comma 1-sexies, dopo le parole: «la  detrazione  spettante»

sono inserite le seguenti: «ai sensi del presente articolo».

  2. La disposizione del comma 1 si applica a decorrere  dal  periodo

d'imposta 2014, per il medesimo periodo d'imposta l'acconto  relativo

all'imposta sul reddito delle  persone  fisiche  e'  calcolato  senza

tenere conto delle disposizioni di cui allo stesso comma 1.

  3. All'articolo 31 del testo unico delle imposte sui redditi di cui

al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n.  917,

e successive modificazioni, il comma 1 e' abrogato.

  4. All'articolo 1 della legge 24 dicembre 2012, n.  228,  il  comma

512 e' sostituito dal seguente:

    «512.  Ai  soli  fini  della  determinazione  delle  imposte  sui

redditi, per i  periodi  d'imposta  2013,  2014  e  2015,  nonche'  a

decorrere dal periodo di imposta 2016, i redditi dominicale e agrario

sono rivalutati rispettivamente del 15 per cento  per  i  periodi  di

imposta 2013 e 2014 e del 30 per cento  per  il  periodo  di  imposta

2015, nonche' del 7 per cento a  decorrere  dal  periodo  di  imposta

2016. Per i terreni  agricoli,  nonche'  per  quelli  non  coltivati,

posseduti e condotti dai coltivatori  diretti  e  dagli  imprenditori

agricoli  professionali  iscritti  nella  previdenza   agricola,   la

rivalutazione e' pari al 5 per cento per i periodi di imposta 2013  e

2014 e al 10 per cento per il periodo di imposta  2015.  L'incremento

si applica sull'importo risultante  dalla  rivalutazione  operata  ai

sensi dell'articolo 3, comma 50, della legge  23  dicembre  1996,  n.

662. Ai fini della  determinazione  dell'acconto  delle  imposte  sui

redditi dovute per gli anni 2013, 2015 e 2016, si tiene  conto  delle

disposizioni di cui al presente comma.».

 

                               Art. 7 bis

  Interventi a sostegno delle imprese agricole condotte da giovani

  1. Al decreto legislativo 21 aprile 2000, n. 185, sono apportate le

seguenti modificazioni:

  a) il capo III del titolo I e' sostituito dal seguente:

 

 

                              «Capo III

 

MISURE  IN   FAVORE   DELLO   SVILUPPO   DELL'IMPRENDITORIALITA'   IN

              AGRICOLTURA E DEL RICAMBIO GENERAZIONALE

  Art. 9. - (Principi generali). - 1. Le  disposizioni  del  presente

capo sono dirette a sostenere in tutto  il  territorio  nazionale  le

imprese agricole a prevalente o totale  partecipazione  giovanile,  a

favorire il ricambio generazionale in agricoltura e a  sostenerne  lo

sviluppo attraverso migliori condizioni per l'accesso al credito.

  2.  La  concessione  delle  misure  di  cui  al  presente  capo  e'

subordinata all'autorizzazione della  Commissione  europea  ai  sensi

dell'articolo  108,  paragrafo  3,  del  Trattato  sul  funzionamento

dell'Unione europea.

  Art. 10. - (Benefici). - 1. Ai soggetti ammessi  alle  agevolazioni

di cui al presente capo possono essere concessi mutui  agevolati  per

gli investimenti, a un tasso pari a zero,  della  durata  massima  di

dieci anni comprensiva del periodo di preammortamento, e  di  importo

non superiore al  75  per  cento  della  spesa  ammissibile.  Per  le

iniziative nel settore della produzione agricola il  mutuo  agevolato

ha una  durata,  comprensiva  del  periodo  di  preammortamento,  non

superiore a quindici anni.

  2. Alle agevolazioni di cui al comma 1  si  applicano  i  massimali

previsti dalla normativa europea  e  le  agevolazioni  medesime  sono

concesse nel rispetto di quanto previsto in materia di aiuti di Stato

per  il  settore  agricolo  e  per  quello  della  trasformazione   e

commercializzazione dei prodotti agricoli.

  3. I mutui di cui al comma 1 sono assistiti dalle garanzie  di  cui

all'articolo 44 del decreto legislativo 1° settembre  1993,  n.  385,

acquisibili nell'ambito degli investimenti da realizzare.

  Art. 10-bis. - (Soggetti beneficiari).  -  1.  Possono  beneficiare

delle agevolazioni di cui al presente capo le imprese,  in  qualsiasi

forma  costituite,  che  subentrino  nella  conduzione  di  un'intera

azienda agricola, esercitante esclusivamente l'attivita' agricola  ai

sensi dell'articolo 2135 del codice civile da almeno  due  anni  alla

data di presentazione della domanda  di  agevolazione,  e  presentino

progetti per lo sviluppo o il  consolidamento  dell'azienda  agricola

attraverso  iniziative  nel  settore  agricolo  e  in  quello   della

trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli.

  2. Le imprese subentranti devono essere in  possesso  dei  seguenti

requisiti:

  a)  siano  costituite  da  non  piu'  di  sei  mesi  alla  data  di

presentazione della domanda di agevolazione;

  b)  esercitino  esclusivamente  l'attivita'   agricola   ai   sensi

dell'articolo 2135 del codice civile;

  c)  siano  amministrate  e  condotte  da  un  giovane  imprenditore

agricolo di eta' compresa tra i 18 ed i 40 anni ovvero, nel  caso  di

societa', siano composte, per oltre la  meta'  numerica  dei  soci  e

delle quote di partecipazione, da giovani  imprenditori  agricoli  di

eta' compresa tra i 18 ed i 40 anni.

  3. Possono  altresi'  beneficiare  delle  agevolazioni  di  cui  al

presente capo le imprese che presentino progetti per lo sviluppo o il

consolidamento di iniziative nei settori  della  produzione  e  della

trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, attive  da

almeno  due  anni  alla  data  di  presentazione  della  domanda   di

agevolazione. Tali imprese devono essere in possesso dei requisiti di

cui al comma 2, lettere b) e c).

  Art.  10-ter.  -  (Progetti  finanziabili).  -  1.  Possono  essere

finanziate, nei limiti delle risorse di cui  all'articolo  10-quater,

secondo i criteri e le modalita' stabiliti con decreto di natura  non

regolamentare del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto

con il Ministro delle politiche agricole alimentari e  forestali,  da

emanare entro sessanta giorni dalla data di entrata in  vigore  della

presente disposizione, e nei limiti stabiliti dall'Unione europea, le

iniziative che prevedano investimenti non superiori a euro 1.500.000,

nei   settori   della   produzione   e   della    trasformazione    e

commercializzazione dei prodotti agricoli.

  Art. 10-quater.  -  (Risorse  finanziarie  disponibili).  -  1.  La

concessione delle agevolazioni di cui al presente capo  e'  disposta,

con le modalita' previste dal decreto  di  cui  all'articolo  10-ter,

comma 1, a valere sulle risorse di cui al punto 2 della delibera  del

Comitato interministeriale per la programmazione economica n. 62/2002

del 2 agosto 2002, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 261  del  7

novembre 2002. Le predette disponibilita' possono essere incrementate

da  eventuali  ulteriori  risorse  derivanti   dalla   programmazione

nazionale ed europea»;

  b) all'articolo 24, comma 1, il secondo periodo e' soppresso.

  2. Alle domande per l'accesso alle agevolazioni di cui al capo  III

del titolo  I  del  decreto  legislativo  21  aprile  2000,  n.  185,

presentate prima della data di  entrata  in  vigore  della  legge  di

conversione del presente decreto continua ad applicarsi la disciplina

previgente.

 

                               Art. 7 ter

      Esercizio del diritto di prelazione o di riscatto agrari

  1. L'esercizio del diritto di  prelazione  o  di  riscatto  di  cui

all'articolo 8 della legge 26  maggio  1965,  n.  590,  e  successive

modificazioni, e all'articolo 7 della legge 14 agosto 1971,  n.  817,

spetta anche alle societa' cooperative di cui all'articolo  1,  comma

2, del decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228, qualora almeno  la

meta' degli amministratori e dei soci sia in possesso della qualifica

di coltivatore diretto come risultante dall'iscrizione nella  sezione

speciale del registro delle imprese  di  cui  agli  articoli  2188  e

seguenti del codice civile.   

 

                               Art. 8

                      Disposizioni finanziarie

  1. Il Fondo per interventi strutturali di politica economica di cui

all'articolo 10, comma 5, del decreto-legge 29 novembre 2004, n. 282,

convertito, con modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n.  307,

e' incrementato di 800.000 euro a decorrere dall'anno 2018. .

  2. Agli oneri derivanti dagli articoli 3, commi 1 e 3, 5, commi 2 e

13, 7, commi 1 e 2, e dal comma 1 del presente  articolo,  pari  a  5

milioni di euro per l'anno 2014,    a 65,9 milioni di euro per l'anno

2015, a 47,6 milioni di euro per l'anno 2016, a 37,6 milioni di  euro

per l'anno 2017, a 38,4 milioni di euro per l'anno 2018    e  a  29,4

milioni di euro a decorrere dall'anno 2019, si provvede:

    a) quanto a 6 milioni di euro per ciascuno degli anni 2016 e 2017

e a 4,5 milioni per l'anno 2018,  mediante  corrispondente  riduzione

delle proiezioni dello  stanziamento  del  fondo  speciale  di  parte

corrente  iscritto,  ai  fini  del  bilancio   triennale   2014-2016,

nell'ambito  del  programma  «Fondi  di  riserva  e  speciali»  della

missione «Fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero

dell'economia  e  delle  finanze  per   l'anno   2014,   allo   scopo

parzialmente  utilizzando  l'accantonamento  relativo  al   Ministero

medesimo;

    b) quanto a 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2014 e 2015

mediante corrispondente riduzione dell'autorizzazione di spesa di cui

all'articolo 4 della legge 23 dicembre 1999, n. 499, come  da  ultimo

rifinanziata ai sensi dell'articolo 11, comma 3,  lettera  e),  della

legge 31 dicembre 2009, n. 196;

       c) quanto a 11,3 milioni  di  euro  per  l'anno  2015,  a  5,6

milioni di euro per l'anno 2016, a 2,2 milioni  di  euro  per  l'anno

2017  e  a  4,5  milioni  di  euro  per  l'anno  2018,       mediante

corrispondente riduzione del  Fondo  per  interventi  strutturali  di

politica  economica,  di  cui   all'articolo   10,   comma   5,   del

decreto-legge   29   novembre   2004,   n.   282,   convertito,   con

modificazioni, dalla legge 27 dicembre 2004, n. 307;

    d) quanto a 13,3 milioni di euro per l'anno 2015 e 7,6 milioni di

euro a decorrere dall'anno  2016  mediante  utilizzo  delle  maggiori

entrate di cui all'articolo 7, comma 3, del presente decreto;

    e) quanto a 36,3 milioni di euro per l'anno 2015, 28,4 milioni di

euro per l'anno 2016 e 21,8 milioni di  euro  a  decorrere  dall'anno

2017 mediante utilizzo delle maggiori entrate di cui all'articolo  7,

comma 4, del presente decreto;

  3. Il Ministro dell'economia e  delle  finanze  e'  autorizzato  ad

apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.

 

 

                               Capo II

 DISPOSIZIONI URGENTI PER L'EFFICACIA DELL'AZIONE PUBBLICA DI TUTELA

    AMBIENTALE, PER LA SEMPLIFICAZIONE DI PROCEDIMENTI IN MATERIA

      AMBIENTALE E PER L'ADEMPIMENTO DEGLI OBBLIGHI DERIVANTI

              DALL'APPARTENENZA ALL'UNIONE EUROPEA

 

                               Art. 8 bis

         Contributo per il recupero di pneumatici fuori uso

  All'articolo 228, comma 2, del decreto legislativo 3  aprile  2006,

n.  152,  sono  aggiunti,  in  fine,  i  seguenti   periodi:   «Detto

contributo,  parte  integrante  del  corrispettivo  di  vendita,   e'

assoggettato ad IVA ed e' riportato nelle fatture in  modo  chiaro  e

distinto. Il  produttore  o  l'importatore  applicano  il  rispettivo

contributo vigente alla data  della  immissione  del  pneumatico  nel

mercato nazionale del ricambio. Il  contributo  rimane  invariato  in

tutte le successive fasi di commercializzazione  del  pneumatico  con

l'obbligo, per ciascun rivenditore, di  indicare  in  modo  chiaro  e

distinto in fattura il contributo pagato all'atto dell'acquisto dello

stesso».   

 

                               Art. 9

Interventi urgenti per  l'efficientamento  energetico  degli  edifici

scolastici e  universitari  pubblici  e  della  segnaletica  luminosa

                              stradale

  1. A valere sul Fondo di cui  all'articolo  1,  comma  1110,  della

legge 27 dicembre 2006,  n.  296,  nel  limite  di  trecentocinquanta

milioni di  euro,  possono  essere  concessi  finanziamenti  a  tasso

agevolato ai soggetti pubblici competenti ai  sensi  della  normativa

vigente  in  materia  di  immobili  di  proprieta'  pubblica  adibiti

all'istruzione scolastica e all'istruzione universitaria, nonche'  di

edifici dell'Alta formazione artistica, musicale e coreutica  (AFAM),

al  fine  di  realizzare  interventi  di  incremento  dell'efficienza

energetica degli edifici scolastici,    ivi inclusi gli  asili  nido,

   e universitari negli usi finali  dell'energia,  avvalendosi  della

Cassa depositi e prestiti S.p.A. quale soggetto gestore del  predetto

fondo.    La Cassa depositi e prestiti S.p.A. eroga  i  finanziamenti

tenuto conto di quanto stabilito dal  decreto  di  cui  comma  8  del

presente articolo, seguendo  l'ordine  cronologico  di  presentazione

delle domande.   

  2. I finanziamenti a  tasso  agevolato  di  cui  al  comma  1  sono

concessi in deroga all'articolo 204 del decreto legislativo 18 agosto

2000, n. 267, e successive modificazioni.

  3. Ai finanziamenti a tasso agevolato di cui al comma 1 si  applica

la riduzione del cinquanta per cento del tasso di interesse di cui al

decreto del Ministro dell'economia e delle finanze  del  17  novembre

2009.

     4.  Per  interventi  sul  patrimonio  immobiliare  pubblico  per

l'efficienza energetica dell'edilizia  scolastica,  ivi  inclusi  gli

asili nido, e universitaria, il fondo di cui al comma 1,  nel  limite

delle risorse ivi previste, puo' altresi' concedere  finanziamenti  a

tasso  agevolato  che  prevedano  la  selezione   dei   progetti   di

investimento presentati dai fondi immobiliari  chiusi  costituiti  ai

sensi dell'articolo 33  del  decreto-legge  6  luglio  2011,  n.  98,

convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111,  e

successive  modificazioni,  unitamente  ai  soggetti  privati  a  cui

attribuire specifici compiti operativi  connessi  alla  realizzazione

dell'intervento di incremento dell'efficienza energetica. I  progetti

di investimento, selezionati  a  seguito  di  procedura  ad  evidenza

pubblica da parte dell'ente proprietario, sono  presentati  da  fondi

immobiliari e da  soggetti  incaricati  della  loro  realizzazione  e

devono dimostrare la convenienza economica e l'efficacia nei  settori

di intervento;   

  5. L'accesso ai finanziamenti a tasso agevolato di cui ai commi 1 e

4  avviene  sulla  base  di  diagnosi   energetica   comprensiva   di

certificazione energetica, ai sensi della normativa vigente.

  6. Gli interventi di cui al presente articolo devono conseguire  un

miglioramento del parametro di efficienza energetica dell'edificio di

almeno due classi  in  un  periodo  massimo  di  tre  anni.      Tale

miglioramento  e'  oggetto  di  certificazione   da   parte   di   un

professionista competente abilitato,  che  non  sia  stato  coinvolto

nelle fasi antecedenti di progettazione, direzione lavori e  collaudo

dell'intervento  realizzato.      La  mancata  produzione  di  idonea

certificazione  attestante  la  riduzione  del   consumo   energetico

determina la revoca del finanziamento a tasso agevolato.

  7. La durata dei finanziamenti a tasso agevolato di cui al presente

articolo non potra'  essere  superiore  a  venti  anni.      Per  gli

interventi  di  efficienza  energetica  relativi  esclusivamente   ad

analisi, monitoraggio,  audit  e  diagnosi,  la  durata  massima  del

finanziamento e' fissata in dieci anni e l'importo del  finanziamento

non puo' essere superiore a trentamila  euro  per  singolo  edificio.

L'importo di  ciascun  intervento,  comprensivo  di  progettazione  e

certificazione, non puo' essere superiore a un milione  di  euro  per

interventi relativi esclusivamente agli impianti, e a due milioni  di

euro per interventi relativi  agli  impianti  e  alla  qualificazione

energetica a pieno edificio, comprensivo dell'involucro.   

  8. Entro novanta  giorni  dalla  data  di  entrata  in  vigore  del

presente decreto,    anche al fine del raggiungimento entro  il  2020

degli   obiettivi   stabiliti   in   sede   europea   dal   pacchetto

clima-energia,    con decreto  del  Ministro  dell'ambiente  e  della

tutela del territorio e del mare e del Ministro dell'economia e delle

finanze, di concerto col Ministro dello sviluppo economico e  con  il

Ministro dell'istruzione,  dell'universita'  e  della  ricerca,  sono

individuati i criteri e le modalita' di concessione, di erogazione  e

di rimborso dei finanziamenti a tasso agevolato di  cui  al  presente

articolo, nonche' le caratteristiche di strutturazione dei fondi e  

dei progetti di investimento    che si intendono realizzare ai  sensi

del comma 4  al  fine  della  compatibilita'  delle  stesse  con  gli

equilibri di finanza pubblica.

  9. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare  nuovi

e maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

  10. Il coordinamento di tutti gli interventi in materia di edilizia

scolastica pubblica, inclusi quelli di cui al presente  articolo,  e'

assicurato, in raccordo con i Ministeri competenti, dalla  Presidenza

del Consiglio dei  Ministri  anche  mediante  apposita  struttura  di

missione, alle cui attivita' si  fa  fronte  con  le  risorse  umane,

strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente e  senza

nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

 

                               Art. 10

Misure  straordinarie  per  accelerare  l'utilizzo  delle  risorse  e

  l'esecuzione  degli  interventi  urgenti  e   prioritari   per   la

  mitigazione del rischio idrogeologico nel  territorio  nazionale  e

  per  lo  svolgimento  delle  indagini  sui  terreni  della  Regione

  Campania destinati all'agricoltura

  1. A decorrere dall'entrata  in  vigore  del  presente  decreto,  i

Presidenti della regioni subentrano relativamente  al  territorio  di

competenza nelle funzioni dei commissari straordinari delegati per il

sollecito espletamento delle procedure  relative  alla  realizzazione

degli interventi di mitigazione del rischio idrogeologico individuati

negli  accordi   di   programma   sottoscritti   tra   il   Ministero

dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare e  le  regioni

ai sensi dell'articolo 2, comma 240, della legge 23 dicembre 2009, n.

191, e nella titolarita'  delle  relative  contabilita'  speciali.  I

commissari  straordinari  attualmente   in   carica   completano   le

operazioni finalizzate al subentro dei Presidenti delle regioni entro

quindici giorni dall'entrata in vigore del presente decreto.

  2. Al Presidente della regione non e' dovuto alcun compenso per  lo

svolgimento delle funzioni attribuite ai sensi del presente articolo.

In caso di dimissioni o di impedimento del Presidente  della  regione

il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro  dell'ambiente  e

della tutela del territorio e del mare,  sentito  il  Ministro  delle

infrastrutture e dei trasporti, nomina un  commissario  ad  acta,  al

quale  spettano  i  poteri  indicati  nel  presente   articolo   fino

all'insediamento del nuovo Presidente della regione o alla cessazione

della causa di impedimento.

     2-bis. Fermo restando quanto disposto dal comma 2,  in  tutti  i

casi di cessazione anticipata, per qualsiasi causa, dalla  carica  di

Presidente  della  regione,  questi  cessa   anche   dalle   funzioni

commissariali eventualmente conferitegli con specifici  provvedimenti

legislativi. Qualora normative di settore o lo statuto della  regione

non prevedano apposite modalita' di  sostituzione,  con  decreto  del

Presidente del Consiglio  dei  ministri,  su  proposta  del  Ministro

competente, e' nominato un commissario  che  subentra  nell'esercizio

delle  funzioni  commissariali  fino   all'insediamento   del   nuovo

Presidente. Le disposizioni del presente  comma  si  applicano  anche

agli  incarichi  commissariali,  conferiti  ai  sensi  di   specifici

provvedimenti  legislativi,  per  i   quali   e'   gia'   intervenuta

l'anticipata cessazione dalla carica di Presidente della regione.

  2-ter. Per l'espletamento delle  attivita'  previste  nel  presente

articolo, il Presidente della regione puo' delegare apposito soggetto

attuatore  il  quale  opera  sulla  base  di  specifiche  indicazioni

ricevute dal Presidente della regione e senza alcun onere  aggiuntivo

per la finanza pubblica. Il  soggetto  attuatore,  se  dipendente  di

societa' a totale  capitale  pubblico  o  di  societa'  dalle  stesse

controllate, anche in deroga ai  contratti  collettivi  nazionali  di

lavoro delle societa' di appartenenza, e'  collocato  in  aspettativa

senza assegni, con riconoscimento dell'anzianita' di  servizio  dalla

data del provvedimento di conferimento dell'incarico e per  tutto  il

periodo di svolgimento dello stesso. Dall'attuazione  della  presente

disposizione non devono derivare nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico

della finanza pubblica.   

  3. Gli adempimenti di cui all'articolo 1, comma 111, della legge 27

dicembre 2013, n. 147, per i quali e' fissato il termine  finale  del

30 aprile 2014, sono  ultimati  entro  trenta  giorni  dall'effettivo

subentro.

  4. Per le attivita'  di  progettazione  degli  interventi,  per  le

procedure di affidamento dei lavori, per le  attivita'  di  direzione

dei lavori e  di  collaudo,  nonche'  per  ogni  altra  attivita'  di

carattere   tecnico-amministrativo   connessa   alla   progettazione,

all'affidamento e all'esecuzione dei lavori, ivi  inclusi  servizi  e

forniture, il Presidente della  regione  puo'  avvalersi,  oltre  che

delle strutture e degli uffici  regionali,  degli  uffici  tecnici  e

amministrativi dei comuni,  dei  provveditorati  interregionali  alle

opere pubbliche, nonche' della societa' ANAS S.p.A., dei consorzi  di

bonifica e delle autorita' di distretto,    nonche'  delle  strutture

commissariali gia' esistenti, non oltre il 30 giugno  2015,  e  delle

societa' a totale capitale pubblico o  delle  societa'  dalle  stesse

controllate.    Le relative spese sono ricomprese  nell'ambito  degli

incentivi per la progettazione di cui all'articolo 92, comma  5,  del

decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, e  dell'articolo  16  del

decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n. 207.

  5. Nell'esercizio delle funzioni di cui al comma 1,  il  Presidente

della  regione  e'  titolare  dei  procedimenti  di  approvazione   e

autorizzazione dei progetti e si avvale dei poteri di sostituzione  e

di deroga di cui all'articolo 17 del decreto-legge 30 dicembre  2009,

n. 195, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio  2010,

n. 26. A tal fine emana gli atti e i provvedimenti e  cura  tutte  le

attivita' di competenza delle  amministrazioni  pubbliche,  necessari

alla realizzazione degli  interventi,  nel  rispetto  degli  obblighi

internazionali e di  quelli  derivanti  dall'appartenenza  all'Unione

europea.

  6. L'autorizzazione rilasciata ai sensi  del  comma  5  sostituisce

tutti i visti, i pareri, le autorizzazioni, i nulla osta e ogni altro

provvedimento     abilitativo     necessario     per     l'esecuzione

dell'intervento,  comporta  dichiarazione  di  pubblica  utilita'   e

costituisce, ove occorra, variante agli strumenti  di  pianificazione

urbanistica e territoriale, fatti  salvi  i  pareri  e  gli  atti  di

assenso comunque denominati, di competenza del Ministero dei  beni  e

delle attivita' culturali e del turismo previsti dal codice dei  beni

culturali e del paesaggio di cui al decreto  legislativo  22  gennaio

2004, n. 42, da rilasciarsi entro il termine di trenta  giorni  dalla

richiesta,  decorso  inutilmente  il  quale  l'autorita'   procedente

provvede comunque alla conclusione  del  procedimento,  limitatamente

agli interventi individuati negli accordi  di  programma  di  cui  al

comma 1.     Per  le  occupazioni  di  urgenza  e  per  le  eventuali

espropriazioni delle aree occorrenti per l'esecuzione delle  opere  e

degli interventi, i termini di legge previsti dal testo unico di  cui

al decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n.  327,  e

successive modificazioni, sono ridotti alla meta'.   

  7. Ai fini delle attivita' di  coordinamento  delle  fasi  relative

alla programmazione e alla realizzazione degli interventi di  cui  al

comma 1, fermo  restando  il  numero  degli  uffici  dirigenziali  di

livello  generale  e  non  generale  vigenti,  l'Ispettorato  di  cui

all'articolo 17, comma 2, del decreto-legge 30 dicembre 2009, n. 195,

convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2010,  n.  26,

e' trasformato in una direzione generale individuata dai  regolamenti

di organizzazione del Ministero  dell'ambiente  e  della  tutela  del

territorio e  del  mare  e,  pertanto,  l'Ispettorato  e'  soppresso.

Conseguentemente, al citato articolo 17, comma 2,  del  decreto-legge

n. 195 del 2009 le parole da: «le proprie strutture  anche  vigilate»

a: «decreto del Presidente della Repubblica 3 agosto  2009,  n.  140»

sono sostituite dalle seguenti: «una direzione  generale  individuata

dai regolamenti di organizzazione del Ministero  nel  rispetto  della

dotazione  organica  vigente  che  subentra   nelle   funzioni   gia'

esercitate dall'Ispettorato generale».

     7-bis. I comuni possono rivolgersi  ai  soggetti  conduttori  di

aziende agricole con fondi al di sopra di 1.000 metri  di  altitudine

per l'esecuzione di opere minori  di  pubblica  utilita'  nelle  aree

attigue al fondo, come  piccole  manutenzioni  stradali,  servizi  di

spalatura della neve o regimazione delle acque  superficiali,  previa

apposita convenzione per ciascun intervento da  pubblicare  nell'albo

pretorio comunale e a condizione che siano utilizzate le attrezzature

private per l'esecuzione dei lavori.

  8. Al fine di conseguire un risparmio di  spesa,  all'articolo  17,

comma 35-octies, del decreto-legge 1º luglio 2009, n. 78, convertito,

con modificazioni, dalla legge  3  agosto  2009,  n.  102,  al  primo

periodo, dopo le parole: «due supplenti» sono aggiunte  le  seguenti:

«con comprovata esperienza in  materia  contabile  amministrativa»  e

l'ultimo periodo e' sostituito  dal  seguente:  «Uno  dei  componenti

effettivi e' designato dal Ministro dell'economia e delle finanze tra

i dirigenti del medesimo Ministero».

  8-bis. Entro venti giorni dalla data di  entrata  in  vigore  della

legge di conversione del  presente  decreto  sono  nominati  i  nuovi

componenti  del  collegio  dei  revisori  dei   conti   dell'Istituto

superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA) ai  sensi

della disciplina di cui al comma 8.   

  9. Fermo restando  il  termine  del  31  dicembre  2014,  stabilito

dall'articolo 1, comma 111, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, gli

interventi per i quali sono trasferite le relative risorse statali  o

regionali entro il  30  giugno  2014  sono  completati  entro  il  31

dicembre 2015. I Presidenti delle  regioni  provvedono,  con  cadenza

almeno trimestrale, ad aggiornare  i  dati  relativi  allo  stato  di

avanzamento degli interventi secondo modalita' di inserimento  in  un

sistema on line  specificate  dal  Ministero  dell'ambiente  e  della

tutela del territorio e del mare.

  10. Al primo periodo del comma 1-bis dell'articolo  9  del  decreto

legislativo 23  febbraio  2010,  n.  49,  dopo  le  parole:  «di  cui

all'articolo 7» sono inserite le seguenti: «comma 3, lettera a)».

  11. I criteri, le modalita' e l'entita' delle risorse destinate  al

finanziamento degli interventi in materia di mitigazione del  rischio

idrogeologico sono definiti con decreto del Presidente del  Consiglio

dei ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e  della  tutela

del territorio e del mare, di concerto, per quanto di competenza, con

il Ministro delle infrastrutture e  dei  trasporti.  A  tal  fine  la

Presidenza del Consiglio dei  Ministri  puo'  avvalersi  di  apposita

struttura di missione, alle cui attivita'  si  fara'  fronte  con  le

risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili  a  legislazione

vigente e senza  nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico  della  finanza

pubblica.

     11-bis. All'articolo 7, comma  8,  del  decreto  legislativo  23

febbraio 2010, n. 49, le parole:  «entro  il  22  giugno  2015»  sono

sostituite dalle seguenti: «entro il 22 dicembre 2015».   

  12. Al decreto-legge 10 dicembre  2013,  n.  136,  convertito,  con

modificazioni, dalla legge 6 febbraio 2014, n. 6, sono  apportate  le

seguenti modificazioni:

    a) all'articolo 1, comma 6,  le  parole:  «da  svolgere  entro  i

novanta giorni successivi all'emanazione del decreto  medesimo»  sono

sostituite  dalle  seguenti:  «da  svolgere,  secondo   l'ordine   di

priorita' definito nei medesimi decreti,    entro i centoventi giorni

successivi  alla  pubblicazione      nella  Gazzetta  Ufficiale   dei

predetti  decreti  per  i  terreni  classificati,  sulla  base  delle

indagini, nelle  classi  di  rischio  piu'  elevate,  e  entro      i

successivi duecentodieci    per i restanti terreni.  Con  i  medesimi

decreti, puo' essere disposto, nelle  more  dello  svolgimento  delle

indagini dirette, il  divieto  di  commercializzazione  dei  prodotti

derivanti  dai  terreni  rientranti  nelle  classi  di  rischio  piu'

elevato, ai sensi del principio di precauzione di cui all'articolo  7

del regolamento (CE) n. 178/2002 del 28 gennaio 2002, del  Parlamento

europeo e del Consiglio che  stabilisce  i  principi  e  i  requisiti

generali  della  legislazione  alimentare,   istituisce   l'Autorita'

europea per la sicurezza alimentare e fissa procedure nel campo della

sicurezza alimentare.»;

    b) all'articolo 1, dopo il comma  6,  e'  inserito  il  seguente:

«6.1. Le indagini di cui al presente articolo possono essere  estese,

nei limiti delle risorse  disponibili  a  legislazione  vigente,  con

direttiva  dei  Ministri  delle  politiche  agricole   alimentari   e

forestali, dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare  e

della salute, d'intesa con il Presidente della Regione  Campania,  ai

terreni agricoli che non sono stati oggetto di indagine ai sensi  del

comma 5, in quanto coperti da segreto giudiziario, ovvero oggetto  di

sversamenti resi noti successivamente alla chiusura delle indagini di

cui al comma 5.  Nelle  direttive  di  cui  al  presente  comma  sono

indicati i termini per lo svolgimento delle indagini sui  terreni  di

cui al primo periodo e la  presentazione  delle  relative  relazioni.

Entro i quindici giorni  dalla  presentazione  delle  relazioni  sono

emanati i decreti di cui al comma 6.»;

    c) all'articolo 2, dopo il comma 5-bis, e' inserito il  seguente:

«5-ter. Fatto salvo quanto stabilito dalla direttiva  del  Parlamento

europeo e del Consiglio 2000/60/CE del 23 ottobre 2000 che istituisce

un quadro  per  l'azione  comunitaria  in  materia  di  acque,  nella

concessione di contributi  e  finanziamenti  previsti  dai  programmi

comunitari finanziati con fondi strutturali, e' attribuita  priorita'

assoluta agli investimenti in infrastrutture irrigue  e  di  bonifica

finalizzati a privilegiare l'uso collettivo della risorsa idrica,  in

sostituzione del prelievo privato di acque da  falde  superficiali  e

profonde nelle province di Napoli e Caserta.»

     12-bis. All'articolo 1 del decreto-legge 10  dicembre  2013,  n.

136, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 febbraio  2014,  n.

61, dopo il comma 6-sexies e' aggiunto il seguente:

  6-septies. Entro sessanta giorni dalla data di  entrata  in  vigore

della presente disposizione, con decreto del Ministro dell'ambiente e

della tutela del territorio e del mare, di concerto con  il  Ministro

delle politiche  agricole  alimentari  e  forestali,  senza  nuovi  o

maggiori oneri a carico del bilancio  dello  Stato,  e'  disciplinata

l'interconnessione da  parte  del  Corpo  forestale  dello  Stato  al

SISTRI,  al  fine  di  intensificarne  l'azione  di  contrasto   alle

attivita'  illecite  di  gestione  dei   rifiuti,   con   particolare

riferimento al territorio campano.   

  13. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi

o maggiori oneri per la finanza pubblica.

     13-bis. All'articolo 1, comma 347, lettera b),  della  legge  27

dicembre 2013, n. 147,  le  parole:  «,  Genova  e  La  Spezia»  sono

soppresse e le parole: «20 milioni di  euro»  sono  sostituite  dalle

seguenti: «14 milioni di euro».

  13-ter.  Per  gli  interventi  di  ricostruzione  conseguenti  agli

eccezionali eventi meteorologici verificatisi nei giorni dal 20 al 24

ottobre 2013, dal 25 al 26 dicembre 2013, dal 4 al 5 e dal 16  al  20

gennaio 2014, nel territorio della regione Liguria, e' autorizzata la

spesa di 6 milioni di euro per l'anno 2014.

  13-quater. Ai maggiori oneri di cui  al  comma  13-ter,  pari  a  6

milioni di euro per l'anno 2014, si provvede a valere sui risparmi di

spesa di cui al comma 13-bis.   

 

                               Art. 11

Misure urgenti per la protezione  di  specie  animali,  il  controllo

  delle specie alloctone e la difesa  del  mare,  l'operativita'  del

  Parco nazionale delle Cinque Terre, la riduzione  dell'inquinamento

  da sostanze ozono lesive contenute nei sistemi di protezione ad uso

  antincendio e  da  onde  elettromagnetiche,  nonche'  parametri  di

  verifica per gli impianti termici civili

  1. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del  territorio  e  del

mare promuove intese e accordi con  i  Ministri  competenti,  con  le

regioni e con altri soggetti pubblici  e  privati  titolati,  per  lo

sviluppo e l'attuazione di piani d'azione  per  la  conservazione  di

specie di particolare interesse a rischio di  estinzione,  anche  per

adempiere  tempestivamente  alle  direttive   ed   atti   d'indirizzo

dell'Unione europea, alle regolazioni nazionali vigenti nonche'  alla

Strategia  Nazionale  per  la   Biodiversita',   adottata   in   base

all'articolo 6  della  Convenzione  Internazionale  sulla  Diversita'

Biologica, ratificata con legge 14 febbraio 1994, n. 124.

     1-bis. Il comma 3 dell'articolo 2 della legge 8  febbraio  2006,

n. 61, e' sostituito dal seguente:

  «3.  Alle  attivita'  di  pesca  si  applica  quanto  previsto  dal

regolamento (UE) n. 1380/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio,

dell'11 dicembre 2013».   

  2. All'articolo 12, comma 23, secondo periodo, del decreto-legge  6

luglio 2012, n. 95, convertito,  con  modificazioni,  dalla  legge  7

agosto 2012,    n. 135,    dopo le parole: «e rimborsi  spese»,  sono

aggiunte le seguenti: «, fatti salvi  gli  oneri  di  missione.  Agli

oneri   derivanti   dall'applicazione   del    precedente    periodo,

quantificati  in  euro  ventimila   annui,   si   provvede   mediante

corrispondente riduzione, a decorrere dall'entrata in vigore    della

presente  disposizione,      dell'autorizzazione  di   spesa   recata

dall'articolo 6, comma 1, della legge 31 luglio 2002, n. 179».

     2-bis. All'articolo 2, comma 4,  del  decreto-legge  25  gennaio

2012, n. 2, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012,

n.  28,   le   parole:   «A   decorrere   dal   sessantesimo   giorno

dall'emanazione dei decreti di natura non  regolamentare  di  cui  al

comma 2» sono soppresse.   

  3. All'articolo 12  della  legge  31  dicembre  1982,  n.  979,  e'

aggiunto,  in  fine,  il   seguente   comma:   «Nei   casi   in   cui

l'amministrazione fa eseguire  le  misure  necessarie  ai  sensi  del

secondo e terzo comma, le spese sostenute sono recuperate, nei limiti

del valore del carico anche nei confronti del proprietario del carico

stesso quando, in relazione all'evento, si  dimostri  il  dolo  o  la

colpa del medesimo.».

  4. Al fine di conseguire con immediatezza i  necessari  livelli  di

operativita' e  consentire  lo  svolgimento  stabile  delle  primarie

funzioni attribuite al Parco nazionale delle Cinque Terre in tema  di

salvaguardia  degli  ecosistemi  naturali  e  di   promozione   della

sostenibilita',   nella   specifica   cornice    di    vulnerabilita'

territoriale messa a rischio da  ricorrenti  eventi  alluvionali,  il

Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare,  con

proprio decreto da  adottare  entro  novanta  giorni  dalla  data  di

entrata  in  vigore  della  presente  disposizione,  ne   nomina   il

direttore, scegliendolo  in  una  terna  motivatamente  proposta  dal

Presidente dell'Ente all'esito di una procedura pubblica di selezione

effettuata avuto riguardo alle attitudini,  alle  competenze  e  alle

capacita' professionali necessarie per l'attribuzione dello specifico

incarico. Alla  selezione  possono  partecipare  dirigenti  pubblici,

funzionari  pubblici  con  almeno  dieci  anni  di  anzianita'  nella

qualifica nonche' esperti anche tra coloro che  abbiano  gia'  svolto

funzioni di direttore di parchi nazionali o regionali per almeno  due

anni. Il presidente  dell'ente  parco  stipula  col  direttore  cosi'

nominato un contratto di diritto privato di durata  non  superiore  a

cinque anni. Il  direttore,  se  dipendente  pubblico,  e'  posto  in

aspettativa senz'assegni  dall'amministrazione  di  appartenenza  per

tutta la durata dell'incarico.

  5. Al decreto legislativo 13 settembre 2013, n. 108, sono apportate

le seguenti modificazioni:

    a) e' aggiunto, in fine, l'Allegato I di cui  all'allegato  1  al

presente decreto;

    b) all'articolo 5, dopo  il  comma  2  e'  aggiunto  il  seguente

«2-bis. Il termine  di  sei  mesi  di  cui  al  comma  precedente  e'

differito  di  ulteriori  nove  mesi  per  i  detentori  di   sistemi

antincendio contenenti sostanze controllate, di cui  all'articolo  3,

punto 4), del regolamento, che ne danno comunicazione,  entro  il  30

settembre  2014,  ai  Ministeri  dell'ambiente  e  della  tutela  del

territorio  e  del  mare  e  dello  sviluppo   economico,   indicando

l'ubicazione dell'impianto, la natura e la quantita'  della  sostanza

secondo il formato di cui all'allegato I al presente decreto.».

     6. All'articolo 14, comma 8, lettera d),  del  decreto-legge  18

ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla  legge  17

dicembre 2012,  n.  221,  il  penultimo  periodo  e'  sostituito  dal

seguente: "L'ISPRA e  le  ARPA/APPA  provvedono,  in  attuazione  del

presente decreto, all'elaborazione di linee guida, che sono approvate

con uno o piu' decreti del Ministro dell'ambiente e della tutela  del

territorio  e   del   mare,   sentite   le   competenti   Commissioni

parlamentari";

  6-bis. I decreti del Ministro  dell'ambiente  e  della  tutela  del

territorio e del mare previsti  dal  citato  articolo  14,  comma  8,

lettera d), del decreto-legge 18 ottobre 2012,  n.  179,  convertito,

con modificazioni,  dalla  legge  17  dicembre  2012,  n.  221,  come

modificato dal comma 6 del presente  articolo,  sono  adottati  entro

novanta giorni dalla  data  di  entrata  in  vigore  della  legge  di

conversione del presente decreto;   

  7. Agli  adempimenti  relativi  all'integrazione  dei  libretto  di

centrale per gli impianti termici civili previsti dall'articolo  284,

comma 2, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e  successive

modificazioni, si procede, ove non espletati in precedenza, entro sei

mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.

     8. In armonia con le finalita'  e  i  principi  dell'ordinamento

giuridico nazionale in materia  di  aree  protette,  nonche'  con  la

disciplina comunitaria relativa alla Rete Natura  2000,  le  funzioni

statali concernenti la  parte  lombarda  del  Parco  nazionale  dello

Stelvio sono attribuite alla regione Lombardia che, conseguentemente,

partecipa all'intesa relativa al predetto Parco, di cui  all'articolo

1,  comma  515,  della  legge  27  dicembre   2013,   n.   147.   Per

l'attribuzione alle province autonome di Trento e  di  Bolzano  delle

funzioni statali concernenti  la  parte  del  Parco  nazionale  dello

Stelvio  situata  nella  regione  Trentino-Alto   Adige/Südtirol   si

provvede con norma di attuazione dello Statuto della regione medesima

ai sensi dell'articolo 107 del testo unico  di  cui  al  decreto  del

Presidente della  Repubblica  31  agosto  1972,  n.  670.  Fino  alla

sottoscrizione della predetta intesa e comunque non oltre centottanta

giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del

presente decreto, le funzioni  demandate  agli  organi  centrali  del

consorzio, ad eccezione di quelle dei revisori dei conti, sono svolte

dal direttore del Parco in  carica  e  dal  presidente  in  carica  o

operante in regime di prorogatio; i mandati relativi  sono  prorogati

fino  alla  predetta  data.  In  caso   di   mancato   raggiungimento

dell'intesa di cui all'articolo 1, comma 515, della legge 27 dicembre

2013, n. 147, entro sessanta giorni dalla data di entrata  in  vigore

della legge di conversione del presente decreto,  il  Presidente  del

Consiglio dei ministri, entro i successivi trenta giorni,  nomina  un

Comitato paritetico  composto  da  un  rappresentante  del  Ministero

dell'ambiente e della  tutela  del  territorio  e  del  mare,  da  un

rappresentante di ciascuna delle province autonome  di  Trento  e  di

Bolzano e da un rappresentante della regione Lombardia.  Ove  non  si

riesca a costituire il Comitato paritetico, ovvero  non  si  pervenga

ancora alla definizione dell'intesa entro i trenta giorni  successivi

alla  costituzione  del  Comitato,  si  provvede  con   decreto   del

Presidente della Repubblica, previa deliberazione del  Consiglio  dei

ministri,  integrato  con  la  partecipazione  dei  Presidenti  delle

province autonome di Trento e  di  Bolzano  e  del  Presidente  della

regione Lombardia. Ai componenti del Comitato paritetico  non  spetta

alcun compenso, indennita', gettone di  presenza,  rimborso  spese  o

emolumento  comunque  denominato.  Dall'attuazione   della   presente

disposizione non devono derivare nuovi  o  maggiori  oneri  a  carico

della finanza pubblica.   

  9. L'articolo 285 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, e'

sostituito dal seguente:

    «Art. 285.  -  (Caratteristiche  tecniche).  -  1.  Gli  impianti

termici civili di potenza termica nominale  superiore  al  valore  di

soglia devono rispettare le caratteristiche tecniche  previste  dalla

parte II dell'allegato IX alla presente parte pertinenti al  tipo  di

combustibile utilizzato. I piani e i programmi di qualita'  dell'aria

previsti  dalla   vigente   normativa   possono   imporre   ulteriori

caratteristiche  tecniche,  ove  necessarie  al  conseguimento  e  al

rispetto dei valori e degli obiettivi di qualita' dell'aria.».

  10. Gli impianti termici civili che, prima dell'entrata  in  vigore

della presente disposizione, sono  stati  autorizzati  ai  sensi  del

titolo I della parte quinta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.

152, e che, a partire da tale data, ricadono  nel  successivo  titolo

II, devono essere adeguati alle disposizioni del titolo II  entro  il

1° settembre 2017 purche' sui  singoli  terminali,  siano  e  vengano

dotati di elementi  utili  al  risparmio  energetico,  quali  valvole

termostatiche e/o ripartitori di calore    e/o generatori con celle a

combustibile con efficienza elettrica superiore al 48 per  cento.   

Il titolare dell'autorizzazione  produce,  quali  atti  autonomi,  le

dichiarazioni previste dall'articolo 284, comma 1, della stessa parte

quinta nei novanta giorni successivi all'adeguamento ed  effettua  le

comunicazioni previste da tale articolo nei tempi ivi  stabiliti.  Il

titolare dell'autorizzazione e' equiparato all'installatore  ai  fini

dell'applicazione delle sanzioni previste dall'articolo 288.

  11. All'articolo 9, comma 2, del decreto-legge 9 febbraio 2012,  n.

5, convertito, con modificazioni, dalla legge 4 aprile 2012,  n.  35,

e' aggiunto, in fine, il seguente periodo:  «Restano  altresi'  fermi

gli obblighi di comunicazione previsti dall'articolo 284 del  decreto

legislativo 3 aprile 2006, n. 152.».

  12. All'articolo 2 della legge 11 febbraio 1992, n.  157,  dopo  il

comma 2 e' inserito  il  seguente:  «2-bis.  Nel  caso  delle  specie

alloctone, con esclusione delle specie da individuare con decreto del

Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del  mare,  di

concerto con  il  Ministro  delle  politiche  agricole  alimentari  e

forestali, sentito  l'Istituto  superiore  per  la  protezione  e  la

ricerca ambientale (ISPRA), la gestione di cui all'articolo 1,  comma

3, e' finalizzata all'eradicazione  o  comunque  al  controllo  delle

popolazioni.».

     12-bis. All'articolo 2, comma 2, della legge 11  febbraio  1992,

n. 157, dopo  le  parole:  «propriamente  detti,»  sono  inserite  le

seguenti: «alle nutrie,».

  12-ter. Nell'allegato II alla parte quinta del decreto  legislativo

3 aprile 2006, n. 152, nella parte II, sezione 4, alla lettera B-bis,

le parole: «CCGT usate per trasmissioni meccaniche»  sono  sostituite

dalle seguenti: «Turbine a gas per trasmissione  meccanica  (comprese

le CCGT)».   

  13. Dall'attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi

o maggiori oneri per la finanza pubblica.

 

                               Art. 12

Misure urgenti per garantire l'alta qualificazione e  la  trasparenza

  degli organi di verifica ambientale e per accelerare la  spesa  per

  la programmazione unitaria 2007/2013

  1. All'articolo  7,  del  decreto-legge  23  maggio  2008,  n.  90,

convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio  2008,  n.  123,

sono apportate le seguenti modificazioni:

    a) al comma 1, il primo periodo e' sostituito dal  seguente:  «Ai

fini  del  contenimento  della  spesa  pubblica   e   dell'incremento

dell'efficienza  procedimentale,  il  numero   dei   commissari   che

compongono la Commissione tecnica di verifica dell'impatto ambientale

di cui all'articolo 9 del decreto del Presidente della Repubblica  14

maggio 2007, n. 90, e' ridotto da cinquanta a  quaranta,  inclusi  il

presidente e il segretario, scelti fra soggetti provvisti del diploma

di laurea, non triennale,    con adeguata  esperienza  professionale,

   all'atto della nomina, di almeno cinque anni.»;

    b) al comma 1, il secondo periodo e' sostituito dal seguente: «Il

Ministro dell'ambiente e della  tutela  del  territorio  e  del  mare

procede, con proprio decreto, a  ripartire  le  quaranta  unita'  per

profili di competenze ed esperienze, stabilendo i relativi criteri.».

  2. Il decreto di cui al comma 1,  lettera  b),  e'  adottato  entro

trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto. I

componenti  della  Commissione  tecnica  di   verifica   dell'impatto

ambientale, che sono in carica alla data di  entrata  in  vigore  del

presente decreto, cessano dalle loro funzioni al momento del subentro

dei nuovi componenti nominati,  con  successivo  decreto,  secondo  i

criteri stabiliti dal decreto di cui al medesimo comma 1, lettera b).

  3. Resta in ogni caso fermo, per i componenti della Commissione  di

cui al presente articolo, quanto stabilito dall'articolo 6-bis  della

legge 7 agosto 1990, n. 241, e dal decreto legislativo 8 aprile 2013,

n. 39. In caso di accertata violazione delle prescrizioni del decreto

legislativo n. 39 del 2013, fermo  restando  ogni  altro  profilo  di

responsabilita', il componente responsabile decade dall'incarico  con

effetto dalla data dell'accertamento.  Il  Ministro  dell'ambiente  e

della  tutela  del  territorio  e  del  mare  segnala  la  violazione

all'ordine  professionale  di   appartenenza   per   le   conseguenti

determinazioni.

  4. Al fine di consentire l'immediato ed efficiente  utilizzo  delle

risorse finanziarie, ai soggetti pubblici gia' titolari di interventi

finanziati, in tutto o in  parte,  con  risorse  dell'Unione  europea

nell'ambito del Quadro Comunitario  di  Sostegno  (QCS)  2007/2013  e

destinate dai Programmi nazionali, interregionali  e  regionali  alla

riqualificazione e messa in sicurezza di edifici  pubblici,  compresi

gli interventi  di  efficientamento  energetico  degli  stessi,  sono

attribuiti, fino al 31 dicembre 2015, i  poteri  derogatori  previsti

dal decreto del Presidente del Consiglio del 22 gennaio 2014 ai sensi

dell'articolo 18, comma 8-ter, del decreto-legge 21 giugno  2013,  n.

69, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013, n. 98.

      4-bis.  Ai  fini  dell'accelerazione  della   spesa   e   della

semplificazione delle procedure, le autorita'  ambientali  componenti

la  rete  nazionale  cooperano  sistematicamente   con   i   soggetti

responsabili delle politiche di coesione per il rispetto dei principi

di sostenibilita' ambientale nella  programmazione,  realizzazione  e

monitoraggio degli interventi.   

 

                              Art. 12 bis

Soppressione della Commissione prevista dal  regolamento  di  cui  al

  decreto del Presidente della Repubblica 18 novembre 1998,  n.  459,

  in  materia  di  inquinamento  acustico   derivante   da   traffico

  ferroviario

  1. E' soppressa la Commissione prevista agli articoli 4, comma 6, e

5, comma 4, del regolamento di cui al decreto  del  Presidente  della

Repubblica 18 novembre 1998,  n.  459,  in  materia  di  inquinamento

acustico derivante da traffico ferroviario, istituita con decreto del

Ministro dell'ambiente 24  aprile  2001,  per  la  valutazione  degli

interventi diretti sui ricettori di cui agli articoli 4, comma  5,  e

5, comma 3, dello stesso regolamento.

  2. I compiti di valutazione della Commissione  sono  trasferiti  al

Ministero dell'ambiente e della tutela  del  territorio  e  del  mare

nell'ambito delle  competenze  relative  all'approvazione  dei  piani

degli interventi di contenimento ed abbattimento del rumore  prodotto

nell'esercizio   delle   infrastrutture   dei   trasporti,   per   le

infrastrutture esistenti, ed alla  Commissione  tecnica  di  verifica

dell'impatto ambientale VIA e VAS, per  le  infrastrutture  di  nuova

realizzazione. Dall'attuazione della presente disposizione non devono

derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.   

 

                               Art. 13

   Procedure semplificate per le operazioni di bonifica e di messa in

  sicurezza, per la caratterizzazione dei materiali di riporto e  per

  il recupero di rifiuti anche  radioattivi.  Norme  urgenti  per  la

  gestione  dei  rifiuti  militari  e  per  la  bonifica  delle  aree

  demaniali destinate ad uso  esclusivo  delle  forze  armate.  Norme

  urgenti per gli scarichi in mare   

  1. Dopo l'articolo 242 del decreto legislativo 3  aprile  2006,  n.

152,    sono inseriti i seguenti:   

    «Art. 242-bis. - (Procedura semplificata  per  le  operazioni  di

bonifica ). - 1. L'operatore  interessato  a  effettuare,  a  proprie

spese,  interventi  di  bonifica  del  suolo  con   riduzione   della

contaminazione  ad  un  livello  uguale  o  inferiore  ai  valori  di

concentrazione   soglia   di    contaminazione,    puo'    presentare

all'amministrazione di cui agli articoli  242  o  252  uno  specifico

progetto completo degli interventi programmati sulla  base  dei  dati

dello stato di contaminazione del sito, nonche' del cronoprogramma di

svolgimento dei lavori. L'operatore e' responsabile della veridicita'

dei dati e delle informazioni forniti, ai sensi  e  per  gli  effetti

dell'articolo 21 della legge 7 agosto 1990, n. 241.

  2.  Per  il  rilascio  degli  atti  di   assenso   necessari   alla

realizzazione e all'esercizio degli impianti e attivita' previsti dal

progetto di bonifica l'interessato  presenta  gli  elaborati  tecnici

esecutivi  di  tali  impianti  e  attivita'  alla  regione  nel   cui

territorio ricade la maggior parte degli impianti e delle  attivita',

che, entro i successivi trenta giorni, convoca apposita conferenza di

servizi, ai sensi  della  legge  7  agosto  1990,  n.  241,  o  delle

discipline regionali applicabili in  materia.  Entro  novanta  giorni

dalla convocazione, la regione adotta  la  determinazione  conclusiva

che sostituisce a tutti gli effetti ogni autorizzazione, concessione,

nulla osta o atto di assenso comunque denominato.  Non  oltre  trenta

giorni  dalla  comunicazione  dell'atto  di  assenso,   il   soggetto

interessato comunica all'amministrazione titolare del procedimento di

cui  agli  articoli  242  o  252  e       all'ARPA   territorialmente

competente,    la data di avvio dell'esecuzione della bonifica che si

deve concludere    nei successivi diciotto mesi,     salva  eventuale

proroga non  superiore  a  sei  mesi;  decorso  tale  termine,  salvo

motivata sospensione, deve essere avviato il  procedimento  ordinario

ai sensi degli articoli 242 o 252.

     2-bis. Nella selezione della strategia  di  intervento  dovranno

essere privilegiate modalita' tecniche  che  minimizzino  il  ricorso

allo smaltimento in  discarica.  In  particolare,  nel  rispetto  dei

principi di cui alla  parte  IV  del  presente  decreto  legislativo,

dovra' essere  privilegiato  il  riutilizzo  in  situ  dei  materiali

trattati.   

  3. Ultimati gli interventi di bonifica, l'interessato  presenta  il

piano di caratterizzazione all'autorita' di cui agli articoli  242  o

252  al  fine  di  verificare  il   conseguimento   dei   valori   di

concentrazione soglia di contaminazione della matrice  suolo  per  la

specifica destinazione d'uso. Il piano e'  approvato  nei  successivi

quarantacinque  giorni.  In  via  sperimentale,  per  i  procedimenti

avviati entro il 31 dicembre 2017, decorso inutilmente il termine  di

cui al periodo precedente, il piano di caratterizzazione  si  intende

approvato.   L'esecuzione   di   tale   piano   e'   effettuata    in

contraddittorio con l'ARPA territorialmente competente,  che  procede

alla  validazione  dei  relativi  dati   e   ne   da'   comunicazione

all'autorita'   titolare   del   procedimento   di   bonifica   entro

quarantacinque giorni.

     4. La validazione dei risultati del piano  di  campionamento  di

collaudo finale da parte dell'Agenzia  regionale  per  la  protezione

dell'ambiente   territorialmente   competente,   che   conferma    il

conseguimento dei valori di concentrazione soglia  di  contaminazione

nei suoli,  costituisce  certificazione  dell'avvenuta  bonifica  del

suolo. I costi dei controlli sul  piano  di  campionamento  finale  e

della relativa validazione sono a carico del soggetto di cui al comma

1. Ove i risultati del campionamento di  collaudo  finale  dimostrino

che non sono stati conseguiti i valori di  concentrazione  soglia  di

contaminazione  nella  matrice  suolo,  l'Agenzia  regionale  per  la

protezione  dell'ambiente  territorialmente  competente  comunica  le

difformita' riscontrate all'autorita' titolare  del  procedimento  di

bonifica e al soggetto di cui al comma 1, il quale  deve  presentare,

entro i successivi quarantacinque giorni, le necessarie  integrazioni

al progetto di bonifica che e' istruito nel rispetto delle  procedure

ordinarie ai sensi degli articoli 242 o 252 del presente decreto.   

  5. Resta fermo l'obbligo di  adottare  le  misure  di  prevenzione,

messa in sicurezza e bonifica delle acque di  falda,  se  necessarie,

secondo le procedure di cui agli articoli 242 o 252.

  6. Conseguiti i valori di concentrazione soglia  di  contaminazione

del suolo,  il  sito  puo'  essere  utilizzato  in  conformita'  alla

destinazione  d'uso  prevista  secondo  gli   strumenti   urbanistici

vigenti, salva la valutazione di  eventuali  rischi  sanitari  per  i

fruitori del sito derivanti dai contaminanti volatili presenti  nelle

acque di falda.».

  2. L'articolo 242-bis si applica anche ai procedimenti di cui  agli

articoli 242 o 252 in corso  alla  data  di  entrata  in  vigore  del

presente decreto.

  3. I procedimenti di approvazione degli interventi  di  bonifica  e

messa in sicurezza avviati prima dell'entrata in vigore  del  decreto

legislativo 3 aprile 2006, n 152, la cui istruttoria non sia conclusa

alla data di entrata in vigore del presente  decreto,  sono  definiti

secondo le procedure e i criteri di cui alla  parte  IV  del  decreto

legislativo 3 aprile 2006, n 152.

     3-bis Alla tabella 1 dell'allegato 5 al  titolo  V  della  parte

quarta del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, al punto 13, la

parola:   «Stagno»   e'   sostituita   dalle   seguenti:    «Composti

organo-stannici».

  3-ter s. All'articolo 242 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.

152, e' aggiunto, in fine, il seguente comma:

  «13-bis. Per la rete di distribuzione carburanti  si  applicano  le

procedure semplificate di cui all'articolo 252, comma 4».

  4. All'articolo 216 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.  152,

e successive modificazioni, dopo  il  comma  8-ter  sono  aggiunti  i

seguenti:

  «8-quater. Le attivita' di trattamento disciplinate dai regolamenti

di cui all'articolo 6, paragrafo 2, della  direttiva  2008/98/CE  del

Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 novembre 2008, che fissano

i criteri che determinano quando specifici tipi di rifiuti cessano di

essere  considerati   rifiuti,   sono   sottoposte   alle   procedure

semplificate disciplinate dall'articolo 214 del  presente  decreto  e

dal presente articolo a  condizione  che  siano  rispettati  tutti  i

requisiti,  i  criteri  e  le  prescrizioni  soggettive  e  oggettive

previsti dai predetti regolamenti, con particolare riferimento:

  a) alla qualita' e alle caratteristiche dei rifiuti da trattare;

  b) alle condizioni specifiche che devono  essere  rispettate  nello

svolgimento delle attivita';

  c) alle prescrizioni necessarie per assicurare che i rifiuti  siano

trattati senza  pericolo  per  la  salute  dell'uomo  e  senza  usare

procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente,

con specifico riferimento agli obblighi minimi di monitoraggio;

  d) alla destinazione dei rifiuti che cessano di essere  considerati

rifiuti agli utilizzi individuati.

  8-quinquies. L'operazione di  recupero  puo'  consistere  nel  mero

controllo sui materiali di rifiuto per  verificare  se  soddisfino  i

criteri elaborati affinche' gli stessi cessino di essere  considerati

rifiuti nel rispetto delle condizioni previste. Questa e' sottoposta,

al  pari  delle  altre,  alle  procedure  semplificate   disciplinate

dall'articolo 214 del presente decreto  e  dal  presente  articolo  a

condizione che siano rispettati tutti i requisiti,  i  criteri  e  le

prescrizioni soggettive e oggettive previsti dai predetti regolamenti

con particolare riferimento:

  a) alla qualita' e alle caratteristiche dei rifiuti da trattare;

  b) alle condizioni specifiche che devono  essere  rispettate  nello

svolgimento delle attivita';

  c) alle prescrizioni necessarie per assicurare che i rifiuti  siano

trattati senza  pericolo  per  la  salute  dell'uomo  e  senza  usare

procedimenti o metodi che potrebbero recare pregiudizio all'ambiente,

con specifico riferimento agli obblighi minimi di monitoraggio;

  d) alla destinazione dei rifiuti che cessano di essere  considerati

rifiuti agli utilizzi individuati.

  8-sexies. Gli enti e le imprese  che  effettuano,  ai  sensi  delle

disposizioni del decreto del Ministro dell'ambiente 5 febbraio  1998,

pubblicato nel supplemento ordinario n. 72 alla Gazzetta Ufficiale n.

88 del 16 aprile 1998, dei regolamenti di cui ai decreti del Ministro

dell'ambiente e della tutela del territorio 12 giugno 2002, n. 161, e

17 novembre 2005, n. 269, e dell'articolo 9-bis del  decreto-legge  6

novembre 2008, n. 172, convertito, con modificazioni, dalla legge  30

dicembre 2008, n.  210,  operazioni  di  recupero  di  materia  prima

secondaria  da  specifiche  tipologie  di  rifiuti  alle  quali  sono

applicabili i regolamenti di  cui  al  comma  8-quater  del  presente

articolo, adeguano le proprie attivita' alle disposizioni di  cui  al

medesimo comma 8-quater o  all'articolo  208  del  presente  decreto,

entro  sei  mesi  dalla  data  di  entrata  in  vigore  dei  predetti

regolamenti di cui al comma 8-quater.  Fino  alla  scadenza  di  tale

termine e' autorizzata la continuazione dell'attivita' in essere  nel

rispetto  delle  citate  disposizioni  del   decreto   del   Ministro

dell'ambiente 5 febbraio 1998, dei regolamenti di cui ai decreti  del

Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio n. 161 del  2002

e n. 269 del 2005 e dell'articolo 9-bis del decreto-legge n. 172  del

2008, convertito, con modificazioni, dalla legge  n.  210  del  2008.

Restano in ogni caso ferme le quantita' massime stabilite dalle norme

di cui al secondo periodo.

  8-septies. Al fine di un uso piu' efficiente  delle  risorse  e  di

un'economia circolare che promuova ambiente e occupazione, i  rifiuti

individuati nella lista verde di cui al regolamento (CE) n. 1013/2006

del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 giugno  2006,  possono

essere utilizzati negli impianti  industriali  autorizzati  ai  sensi

della disciplina dell'autorizzazione integrata ambientale di cui agli

articoli 29-sexies e seguenti del presente decreto, nel rispetto  del

relativo  BAT   References,   previa   comunicazione   da   inoltrare

quarantacinque giorni prima dell'avvio  dell'attivita'  all'autorita'

ambientale competente. In tal caso i rifiuti saranno assoggettati  al

rispetto alle  norme  riguardanti  esclusivamente  il  trasporto  dei

rifiuti e il formulario di identificazione ».

  4-bis. All'articolo 10 del decreto legislativo 14  marzo  2014,  n.

49, sono apportate le seguenti modificazioni:

  a)  al  comma  1  sono  aggiunte,  in  fine,  le  seguenti  parole:

«L'adesione ai sistemi collettivi e'  libera  e  parimenti  non  puo'

essere ostacolata la fuoriuscita dei produttori da un  consorzio  per

l'adesione  ad  un  altro,  nel  rispetto  del  principio  di  libera

concorrenza»;

  b) al comma 4 sono  aggiunte,  in  fine,  le  seguenti  parole:  «I

contratti stipulati dai sistemi collettivi inerenti la  gestione  dei

RAEE sono stipulati in forma scritta a pena di nullita'»;

  c) dopo il comma 4 e' inserito il seguente:

  «4-bis.  Ciascun  sistema  collettivo   deve,   prima   dell'inizio

dell'attivita' o entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore

della presente disposizione in caso di sistemi collettivi  esistenti,

dimostrare  al  Comitato  di  vigilanza  e  controllo  una  capacita'

finanziaria minima proporzionata alla quantita' di RAEE da gestire»;

  d) dopo il comma 5 e' inserito il seguente:

  «5-bis. Lo statuto-tipo assicura che  i  sistemi  collettivi  siano

dotati di adeguati organi di controllo, quali il collegio  sindacale,

l'organismo di vigilanza ai sensi del decreto  legislativo  8  giugno

2001, n. 231, ed una societa' di revisione indipendente, al  fine  di

verificare periodicamente la regolarita' contabile e fiscale»;

  e) al comma 9 sono aggiunte, in fine,  le  seguenti  parole:  «Ogni

anno ciascun sistema collettivo inoltra al Comitato  di  vigilanza  e

controllo un'autocertificazione attestante la regolarita'  fiscale  e

contributiva.  Il  Ministero  dell'ambiente  e   della   tutela   del

territorio e  del  mare  e  il  Comitato  di  vigilanza  e  controllo

assicurano la trasparenza e la pubblicita' dei dati raccolti ai sensi

del presente comma»;

  f) dopo il comma 10 sono aggiunti i seguenti:

  «10-bis. Ciascun sistema collettivo deve rappresentare una quota di

mercato di AEE, immessa complessivamente sul mercato nell'anno solare

precedente dai produttori che lo costituiscono, almeno superiore al 3

per cento, in almeno un raggruppamento.

  10-ter. I sistemi collettivi esistenti  alla  data  di  entrata  in

vigore della presente disposizione si adeguano alla  disposizione  di

cui al comma 10-bis entro il 31 dicembre dell'anno solare  successivo

a quello dell'approvazione dello  statuto-tipo.  Qualora  un  sistema

collettivo scenda, per la prima  volta  dopo  la  costituzione  dello

stesso, sotto la quota di mercato di cui al comma 10-bis, lo comunica

senza indugio al Comitato di vigilanza e controllo, e puo' proseguire

le attivita' di gestione dei  RAEE  fino  al  31  dicembre  dell'anno

solare successivo. Fermo restando l'obbligo di comunicazione  di  cui

al precedente periodo, i successivi casi di  mancato  raggiungimento,

da parte del medesimo sistema collettivo, della quota di  mercato  di

cui al comma 10-bis,  sono  valutati  dal  Comitato  di  vigilanza  e

controllo in conformita' all'articolo 35».

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