S.O. alla G.U. n.174 del 29.7.2003 (fonte Guritel)

 

DECRETO LEGISLATIVO 30 giugno 2003, n. 196

  Codice in materia di protezione dei dati personali.
 
                   IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
 
   VISTI gli articoli 76 e 87 della Costituzione;
   VISTO  l'articolo  1  della  legge  24 marzo 2001, n. 127, recante
delega  a  Governo  per  l'emanazione di un testo unico in materia di
trattamento dei dati personali;
   VISTO  l'articolo  26  della  legge 3 febbraio 2003, n 14, recante
disposizioni     per     l'adempimento    di    obblighi    derivanti
dall'appartenenza   dell'Italia   alle   Comunita'   europee   (legge
comunitaria 2002);
   VISTA   la   legge   31   dicembre  1996,  n.  675,  e  successive
modificazioni;
   VISTA la legge 31 dicembre 1996, n. 676, recante delega al Governo
in  materia  di  tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al
trattamento dei dati personali;
   VISTA   la   direttiva  95/46/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio,  del  24  ottobre 1995, relativa alla tutela delle persone
fisiche  con riguardo al trattamento dei dati personali, nonche' alla
libera circolazione dei dati;
   VISTA  la  direttiva  2002/58/CE  del  Parlamento  europeo  e  del
Consiglio,  del  12  luglio  2002,  relativa  al trattamento dei dati
personali  e  alla  tutela  della  sita  privata  nel  settore  delle
comunicazioni elettroniche;
   VISTA  la  preliminare  deliberazione  del Consiglio dei ministri,
adottata nella riunione del 9 maggio 2003;
   SENTITO il Garante per la protezione dei dati personali;
   ACQUISITO  il  parere  delle  competenti  Commissioni parlamentari
della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica;
   VISTA  la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 27 giugno 2003;
   SULLA  PROPOSTA  del  Presidente  del  Consiglio dei Ministri, del
Ministro  per  la  funzione  pubblica e del Ministro per le politiche
comunitarie,   di   concerto   con   i   Ministri   della  giustizia,
dell'economia   e   delle   finanze,  degli  affari  esteri  e  delle
comunicazioni;
 
                                EMANA
                  il seguente decreto legislativo:
 

PARTE I
DISPOSIZIONI GENERALI

Titolo I
PRINCIPI GENERALI

                               Art. 1
            (Diritto alla protezione dei dati personali)
 
   1.  Chiunque  ha diritto alla protezione dei dati personali che lo
riguardano.
                               Art. 2
                             (Finalita)
 
   1.  Il  presente  testo  unico,  di  seguito  denominato "codice",
garantisce  che  il  trattamento  dei  dati  personali  si svolga nel
rispetto  dei  diritti  e  delle liberta' fondamentali, nonche' della
dignita'   dell'interessato,   con   particolare   riferimento   alla
riservatezza,  all'identita'  personale  e al diritto alla protezione
dei dati personali.
   2.  Il  trattamento dei dati personali e' disciplinato assicurando
un  elevato  livello di tutela dei diritti e delle liberta' di cui al
comma  1 nel rispetto dei principi di semplificazione, armonizzazione
ed  efficacia delle modalita' previste per il loro esercizio da parte
degli  interessati, nonche' per l'adempimento degli obblighi da parte
dei titolari del trattamento.
                               Art. 3
         (Principio di necessita' nel trattamento dei dati)
 
   1.   I   sistemi   informativi  e  i  programmi  informatici  sono
configurati  riducendo  al minimo l'utilizzazione di dati personali e
di  dati  identificativi, in modo da escluderne il trattamento quando
le  finalita'  perseguite  nei singoli casi possono essere realizzate
mediante,  rispettivamente,  dati  anonimi od opportune modalita' che
permettano di identificare l'interessato solo in caso di necessita'.
                               Art. 4
                            (Definizioni)
 
   1. Ai fini del presente codice si intende per:
   a)  "trattamento", qualunque operazione o complesso di operazioni,
effettuati   anche   senza   l'ausilio   di   strumenti  elettronici,
concernenti  la  raccolta,  la  registrazione,  l'organizzazione,  la
conservazione, la consultazione, l'elaborazione, la modificazione, la
selezione,      l'estrazione,      il      raffronto,     l'utilizzo,
l'interconnessione,  il  blocco,  la comunicazione, la diffusione, la
cancellazione  e  la  distruzione di dati, anche se non registrati in
una banca di dati;
   b)  "dato  personale",  qualunque  informazione relativa a persona
fisica,  persona  giuridica,  ente  od  associazione,  identificati o
identificabili,   anche   indirettamente,   mediante   riferimento  a
qualsiasi   altra   informazione,   ivi   compreso   un   numero   di
identificazione personale;
   c)   "dati   identificativi",  i  dati  personali  che  permettono
l'identificazione diretta dell'interessato;
   d)  "dati sensibili", i dati personali idonei a rivelare l'origine
razziale  ed etnica, le convinzioni religiose, filosofiche o di altro
genere,  le  opinioni  politiche,  l'adesione  a  partiti, sindacati,
associazioni  od  organizzazioni  a  carattere religioso, filosofico,
politico  o  sindacale, nonche' i dati personali idonei a rivelare lo
stato di salute e la vita sessuale;
   e)   "dati   giudiziari",  i  dati  personali  idonei  a  rivelare
provvedimenti di cui all'articolo 3, comma 1, lettere da a) a o) e da
r)  a  u),  del  d.P.R.  14  novembre  2002,  n.  313,  in materia di
casellario  giudiziale,  di  anagrafe  delle  sanzioni amministrative
dipendenti da reato e dei relativi carichi pendenti, o la qualita' di
imputato  o di indagato ai sensi degli articoli 60 e 61 del codice di
procedura penale;
   f)  "titolare",  la  persona  fisica,  la  persona  giuridica,  la
pubblica  amministrazione  e  qualsiasi  altro  ente, associazione od
organismo  cui  competono,  anche  unitamente  ad  altro titolare, le
decisioni in ordine alle finalita', alle modalita' del trattamento di
dati  personali  e agli strumenti utilizzati, ivi compreso il profilo
della sicurezza;
   g)  "responsabile",  la  persona  fisica, la persona giuridica, la
pubblica  amministrazione  e  qualsiasi  altro  ente, associazione od
organismo preposti dal titolare al trattamento di dati personali;
   h)   "incaricati",  le  persone  fisiche  autorizzate  a  compiere
operazioni di trattamento dal titolare o dal responsabile;
   i)  "interessato", la persona fisica, la persona giuridica, l'ente
o l'associazione cui si riferiscono i dati personali;
   l)  "comunicazione", il dare conoscenza dei dati personali a uno o
piu'    soggetti    determinati    diversi    dall'interessato,   dal
rappresentante   del   titolare   nel  territorio  dello  Stato,  dal
responsabile  e  dagli incaricati, in qualunque forma, anche mediante
la loro messa a disposizione o consultazione;
   m)  "diffusione", il dare conoscenza dei dati personali a soggetti
indeterminati,  in  qualunque  forma,  anche mediante la loro messa a
disposizione o consultazione;
   n)  "dato  anonimo",  il  dato  che  in  origine,  o  a seguito di
trattamento, non puo' essere associato ad un interessato identificato
o identificabile;
   o)  "blocco",  la  conservazione di dati personali con sospensione
temporanea di ogni altra operazione del trattamento;
   p)  "banca  di  dati",  qualsiasi  complesso  organizzato  di dati
personali,  ripartito  in  una  o piu' unita' dislocate in uno o piu'
siti;
   q) "Garante", l'autorita' di cui all'articolo 153, istituita dalla
legge 31 dicembre 1996, n. 675,
 
   2. Ai fini del presente codice si intende, inoltre, per:
   a)  "comunicazione  elettronica",  ogni  informazione  scambiata o
trasmessa  tra  un  numero  finito di soggetti tramite un servizio di
comunicazione  elettronica  accessibile  al pubblico. Sono escluse le
informazioni  trasmesse al pubblico tramite una rete di comunicazione
elettronica,  come parte di un servizio di radiodiffusione, salvo che
le  stesse  informazioni  siano  collegate  ad  un  abbonato o utente
ricevente, identificato o identificabile;
   b)  "chiamata", la connessione istituita da un servizio telefonico
accessibile  al pubblico, che consente la comunicazione bidirezionale
in tempo reale;
   c) "reti di comunicazione elettronica", i sistemi di trasmissione,
le apparecchiature di commutazione o di instradamento e altre risorse
che consentono di trasmettere segnali via cavo, via radio, a mezzo di
fibre  ottiche  o  con  altri mezzi elettromagnetici, incluse le reti
satellitari,  le  reti  terrestri  mobili  e  fisse a commutazione di
circuito  e  a  commutazione di pacchetto, compresa Internet, le reti
utilizzate  per  la  diffusione  circolare  dei  programmi  sonori  e
televisivi,  i  sistemi  per  il  trasporto della corrente elettrica,
nella  misura  in  cui  sono utilizzati per trasmettere i segnali, le
reti  televisive via cavo, indipendentemente dal tipo di informazione
trasportato;
   d)  "rete  pubblica  di  comunicazioni", una rete di comunicazioni
elettroniche  utilizzata  interamente  o  prevalentemente per fornire
servizi di comunicazione elettronica accessibili al pubblico;
   e)  "servizio di comunicazione elettronica", i servizi consistenti
esclusivamente  o  prevalentemente  nella  trasmissione di segnali su
reti   di   comunicazioni   elettroniche,   compresi   i  servizi  di
telecomunicazioni  e  i servizi di trasmissione nelle reti utilizzate
per  la  diffusione  circolare  radiotelevisiva,  nei limiti previsti
dall'articolo   2,   lettera   c),  della  direttiva  2002/21/CE  del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 7 marzo 2002;
   f) "abbonato", qualunque persona fisica, persona giuridica, ente o
associazione  parte  di  un  contratto con un fornitore di servizi di
comunicazione elettronica accessibili al pubblico per la fornitura di
tali  servizi, o comunque destinatario di tali servizi tramite schede
prepagate;
   g)  "utente", qualsiasi persona fisica che utilizza un servizio di
comunicazione elettronica accessibile al pubblico, per motivi privati
o commerciali, senza esservi necessariamente abbonata;
   h)  "dati  relativi  al  traffico",  qualsiasi  dato  sottoposto a
trattamento  ai  fini  della trasmissione di una comunicazione su una
rete di comunicazione elettronica o della relativa fatturazione;
   i)  "dati relativi all'ubicazione", ogni dato trattato in una rete
di  comunicazione  elettronica  che  indica  la  posizione geografica
dell'apparecchiatura   terminale   dell'utente   di  un  servizio  di
comunicazione elettronica accessibile al pubblico;
   l)  "servizio  a  valore  aggiunto",  il  servizio che richiede il
trattamento  dei  dati  relativi  al  traffico  o  dei  dati relativi
all'ubicazione  diversi dai dati relativi al traffico, oltre a quanto
e'  necessario  per  la  trasmissione  di  una  comunicazione o della
relativa fatturazione;
   m)  "posta  elettronica", messaggi contenenti testi, voci, suoni o
immagini trasmessi attraverso una rete pubblica di comunicazione, che
possono  essere  archiviati  in rete o nell'apparecchiatura terminale
ricevente, fino a che il ricevente non ne ha preso conoscenza.
 
   3. Ai fini del presente codice si intende, altresi', per:
   a)   "misure   minime",   il   complesso  delle  misure  tecniche,
informatiche,  organizzative,  logistiche  e procedurali di sicurezza
che   configurano  il  livello  minimo  di  protezione  richiesto  in
relazione ai rischi previsti nell'articolo 31;
   b)  "strumenti  elettronici",  gli  elaboratori,  i  programmi per
elaboratori   e   qualunque   dispositivo   elettronico   o  comunque
automatizzato con cui si effettua il trattamento;
   c)   "autenticazione   informatica",   l'insieme  degli  strumenti
elettronici  e  delle  procedure  per  la  verifica  anche  indiretta
dell'identita';
   d)  "credenziali  di  autenticazione", i dati ed i dispositivi, in
possesso  di una persona, da questa conosciuti o ad essa univocamente
correlati, utilizzati per l'autenticazione informatica;
   e)   "parola   chiave",   componente   di   una   credenziale   di
autenticazione  associata ad una persona ed a questa nota, costituita
da una sequenza di caratteri o altri dati in forma elettronica;
   f)  "profilo  di  autorizzazione",  l'insieme  delle informazioni,
univocamente  associate ad una persona, che consente di individuare a
quali  dati  essa  puo'  accedere,  nonche'  i  trattamenti  ad  essa
consentiti;
   g)  "sistema di autorizzazione", l'insieme degli strumenti e delle
procedure  che  abilitano  l'accesso  ai  dati  e  alle  modalita' di
trattamento  degli  stessi, in funzione del profilo di autorizzazione
del richiedente.
 
   4. Ai fini del presente codice si intende per:
   a)  "scopi  storici",  le finalita' di studio, indagine, ricerca e
documentazione di figure, fatti e circostanze del passato;
   b)  "scopi  statistici",  le finalita' di indagine statistica o di
produzione   di  risultati  statistici,  anche  a  mezzo  di  sistemi
informativi statistici;
   c)  "scopi  scientifici",  le  finalita'  di  studio e di indagine
sistematica  finalizzata  allo sviluppo delle conoscenze scientifiche
in uno specifico settore.
                               Art. 5
                 (Oggetto ed ambito di applicazione)
 
  1.  Il presente codice disciplina il trattamento di dati personali,
anche  detenuti  all'estero,  effettuato da chiunque e' stabilito nel
territorio   dello  Stato  o  in  un  luogo  comunque  soggetto  alla
sovranita' dello Stato.
  2.  Il  presente  codice  si  applica  anche al trattamento di dati
personali  effettuato  da  chiunque e' stabilito nel territorio di un
Paese   non   appartenente  all'Unione  europea  e  impiega,  per  il
trattamento,  strumenti  situati  nel  territorio  dello  Stato anche
diversi  da  quelli elettronici, salvo che essi siano utilizzati solo
ai  fini  di  transito nel territorio dell'Unione europea. In caso di
applicazione del presente codice, il titolare del trattamento designa
un  proprio  rappresentante  stabilito  nel territorio dello Stato ai
fini  dell'applicazione  della  disciplina  sul  trattamento dei dati
personali.
  3.  Il  trattamento di dati personali effettuato da persone fisiche
per  fini  esclusivamente  personali e' soggetto all'applicazione del
presente  codice  solo  se i dati sono destinati ad una comunicazione
sistematica   o  alla  diffusione.  Si  applicano  in  ogni  caso  le
disposizioni  in  tema  di responsabilita' e di sicurezza dei dati di
cui agli articoli 15 e 31.
                               Art. 6
                    (Disciplina del trattamento)
 
   1.  Le  disposizioni contenute nella presente Parte si applicano a
tutti  i  trattamenti di dati, salvo quanto previsto, in relazione ad
alcuni  trattamenti,  dalle  disposizioni  integrative o modificative
della Parte II.

Titolo II
DIRITTI DELL'INTERESSATO

                               Art. 7
       (Diritto di accesso ai dati personali ed altri diritti)
 
   1. L'interessato ha diritto di ottenere la conferma dell'esistenza
o  meno  di  dati  personali  che  lo riguardano, anche se non ancora
registrati, e la loro comunicazione in forma intelligibile.
   2. L'interessato ha diritto di ottenere
   a) dell'origine dei dati personali;
   b) delle finalita' e modalita' del trattamento;
   c)  della  logica  applicata in caso di trattamento effettuato con
l'ausilio di strumenti elettronici;
   d)  degli  estremi identificativi del titolare, dei responsabili e
del rappresentante designato ai sensi dell'articolo 5, comma 2;
   e)  dei  soggetti  o  delle  categorie di soggetti ai quali i dati
personali   possono   essere  comunicati  o  che  possono  venirne  a
conoscenza  in  qualita'  di  rappresentante designato nel territorio
dello Stato, di responsabili o incaricati.
 
   3. L'interessato ha diritto di ottenere:
   a)   l'aggiornamento,  la  rettificazione  ovvero,  quando  vi  ha
interesse, l'integrazione dei dati;
   b)  la  cancellazione,  la  trasformazione  in  forma anonima o il
blocco  dei  dati trattati in violazione di legge, compresi quelli di
cui  non e' necessaria la conservazione in relazione agli scopi per i
quali i dati sono stati raccolti o successivamente trattati;
   c)  l'attestazione  che  le operazioni di cui alle lettere a) e b)
sono  state  portate  a conoscenza, anche per quanto riguarda il loro
contenuto, di coloro ai quali i dati sono stati comunicati o diffusi,
eccettuato  il  caso  in cui tale adempimento si rivela impossibile o
comporta  un  impiego di mezzi manifestamente sproporzionato rispetto
al diritto tutelato.
 
   4. L'interessato ha diritto di opporsi, in tutto o in parte:
   a)  per  motivi legittimi al trattamento dei dati personali che lo
riguardano, ancorche' pertinenti allo scopo della raccolta;
   b)  al  trattamento  di dati personali che lo riguardano a fini di
invio  di  materiale  pubblicitario  o  di  vendita  diretta o per il
compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale.
                               Art. 8
                       (Esercizio dei diritti)
 
   1.  I  diritti di cui all'articolo 7 sono esercitati con richiesta
rivolta  senza formalita' al titolare o al responsabile, anche per il
tramite  di  un  incaricato,  alla  quale e' fornito idoneo riscontro
senza ritardo.
   2.  I  diritti di cui all'articolo 7 non possono essere esercitati
con  richiesta  al  titolare o al responsabile o con ricorso ai sensi
dell'articolo   145,   se   i  trattamenti  di  dati  personali  sono
effettuati:
   a)  in  base alle disposizioni del decreto-legge 3 maggio 1991, n.
143,  convertito, con modificazioni, dalla legge luglio 1991, n. 197,
e successive modificazioni, in materia di riciclaggio;
   b)  in  base alle disposizioni del decreto-legge 31 dicembre 1991,
n.  419, convertito, con modificazioni, dalla legge 18 febbraio 1992,
n.  172,  e  successive  modificazioni,  in  materia di sostegno alle
vittime di richieste estorsive;
   c)  da  Commissioni  parlamentari  d'inchiesta  istituite ai sensi
dell'articolo 82 della Costituzione;
   d) da un soggetto pubblico, diverso dagli enti pubblici economici,
in  base  ad  espressa disposizione di legge, per esclusive finalita'
inerenti   alla  politica  monetaria  e  valutaria,  al  sistema  dei
pagamenti,  al controllo degli intermediari e dei mercati creditizi e
finanziari, nonche' alla tutela della loro stabilita';
   e)  ai  sensi dell'articolo 24, comma 1, lettera f), limitatamente
al  periodo  durante  il  quale  potrebbe  derivarne  un  pregiudizio
effettivo   e   concreto  per  lo  svolgimento  delle  investigazioni
difensive o per l'esercizio del diritto in sede giudiziaria;
   f)   da   fornitori   di   servizi  di  comunicazione  elettronica
accessibili  al pubblico relativamente a comunicazioni telefoniche in
entrata,  salvo  che  possa  derivarne  un  pregiudizio  effettivo  e
concreto  per  lo  svolgimento  delle investigazioni difensive di cui
alla legge 7 dicembre 2000, n. 397;
   g)  per  ragioni  di  giustizia,  presso uffici giudiziari di ogni
ordine  e  grado  o il Consiglio superiore della magistratura o altri
organi di autogoverno o il Ministero della giustizia;
   h) ai sensi dell'articolo 53, fermo restando quanto previsto dalla
legge 1 aprile 1981, n. 121.
 
   3. Il Garante, anche su segnalazione dell'interessato, nei casi di
cui al comma 2, lettere a), b), d), e) ed f) provvede nei modi di cui
agli  articoli  157, 158 e 159 e, nei casi di cui alle lettere c), g)
ed h) del medesimo comma, provvede nei modi di cui all'articolo 160.
   4.  L'esercizio  dei  diritti  di  cui  all'articolo 7, quando non
riguarda  dati  di  carattere  oggettivo,  puo' avere luogo salvo che
concerna la rettificazione o l'integrazione di dati personali di tipo
valutativo,  relativi a giudizi, opinioni o ad altri apprezzamenti di
tipo  soggettivo,  nonche'  l'indicazione di condotte da tenersi o di
decisioni in via di assunzione da parte del titolare del trattamento.
                               Art. 9
                      (Modalita' di esercizio)
 
   1.  La richiesta rivolta al titolare o al responsabile puo' essere
trasmessa  anche  mediante  lettera  raccomandata,  telefax  o  posta
elettronica.  Il  Garante  puo'  individuare  altro idoneo sistema in
riferimento   a   nuove   soluzioni   tecnologiche.  Quando  riguarda
l'esercizio  dei  diritti  di  cui  all'articolo  7,  commi 1 e 2, la
richiesta  puo'  essere  formulata  anche  oralmente e in tal caso e'
annotata sinteticamente a cura dell'incaricato o del responsabile.
   2.  Nell'esercizio dei diritti di cui all'articolo 7 l'interessato
puo'  conferire,  per  iscritto,  delega o procura a persone fisiche,
enti,  associazioni od organismi. L'interessato puo', altresi', farsi
assistere da una persona di fiducia.
   3.  I  diritti  di  cui  all'articolo  7 riferiti a dati personali
concernenti  persone  decedute possono essere esercitati da chi ha un
interesse  proprio,  o agisce a tutela dell'interessato o per ragioni
familiari meritevoli di protezione.
   4. L'identita' dell'interessato e' verificata sulla base di idonei
elementi  di valutazione, anche mediante atti o documenti disponibili
o   esibizione   o   allegazione   di   copia   di  un  documento  di
riconoscimento.  La  persona  che  agisce  per conto dell'interessato
esibisce   o   allega   copia  della  procura,  ovvero  della  delega
sottoscritta in presenza di un incaricato o sottoscritta e presentata
unitamente  a  copia  fotostatica  non autenticata di un documento di
riconoscimento  dell'interessato.  Se  l'interessato  e'  una persona
giuridica,  un ente o un'associazione, la richiesta e' avanzata dalla
persona   fisica   legittimata  in  base  ai  rispettivi  statuti  od
ordinamenti.
   5.  La  richiesta di cui all'articolo 7, commi 1 e 2, e' formulata
liberamente  e  senza  costrizioni  e  puo'  essere  rinnovata, salva
l'esistenza  di  giustificati  motivi,  con  intervallo non minore di
novanta giorni.
                               Art. 10
                     (Riscontro all'interessato)
 
   1.   Per  garantire  l'effettivo  esercizio  dei  diritti  di  cui
all'articolo  7  il  titolare  del  trattamento e' tenuto ad adottare
idonee misure volte, in particolare:
   a)   ad   agevolare   l'accesso   ai   dati   personali  da  parte
dell'interessato,  anche  attraverso  l'impiego di appositi programmi
per  elaboratore  finalizzati  ad  un'accurata selezione dei dati che
riguardano singoli interessati identificati o identificabili;
   b)  a  semplificare  le  modalita'  e  a  ridurre  i  tempi per il
riscontro  al  richiedente,  anche  nell'ambito  di  uffici o servizi
preposti alle relazioni con il pubblico.
 
   2. I dati sono estratti a cura del responsabile o degli incaricati
e  possono  essere  comunicati al richiedente anche oralmente, ovvero
offerti in visione mediante strumenti elettronici, sempre che in tali
casi  la  comprensione  dei  dati  sia  agevole, considerata anche la
qualita'  e  la  quantita' delle informazioni. Se vi e' richiesta, si
provvede   alla   trasposizione  dei  dati  su  supporto  cartaceo  o
informatico, ovvero alla loro trasmissione per via telematica.
   3.   Salvo  che  la  richiesta  sia  riferita  ad  un  particolare
trattamento  o  a  specifici  dati  personali  o  categorie  di  dati
personali,  il  riscontro  all'interessato  comprende  tutti  i  dati
personali   che   riguardano   l'interessato  comunque  trattati  dal
titolare.  Se la richiesta e' rivolta ad un esercente una professione
sanitaria  o  ad un organismo sanitario si osserva la disposizione di
cui all'articolo 84, comma 1.
   4.   Quando   l'estrazione   dei   dati   risulta  particolarmente
difficoltosa   il  riscontro  alla  richiesta  dell'interessato  puo'
avvenire anche attraverso l'esibizione o la consegna in copia di atti
e documenti contenenti i dati personali richiesti.
   5.  Il diritto di ottenere la comunicazione in forma intelligibile
dei  dati  non riguarda dati personali relativi a terzi, salvo che la
scomposizione  dei  dati  trattati o la privazione di alcuni elementi
renda incomprensibili i dati personali relativi all'interessato.
   6.  La comunicazione dei dati e' effettuata in forma intelligibile
anche  attraverso  l'utilizzo di una grafia comprensibile. In caso di
comunicazione  di  codici  o  sigle  sono forniti, anche mediante gli
incaricati, i parametri per la comprensione del relativo significato.
   7.  Quando, a seguito della richiesta di cui all'articolo 7, commi
1 e 2, lettere a), b) e c) non risulta confermata l'esistenza di dati
che riguardano l'interessato, puo' essere chiesto un contributo spese
non  eccedente  i  costi  effettivamente  sopportati  per  la ricerca
effettuata nel caso specifico.
   8.  Il  contributo  di  cui  al comma 7 non puo' comunque superare
l'importo  determinato  dal  Garante  con  provvedimento di carattere
generale, che puo' individuarlo forfettariamente in relazione al caso
in  cui  i dati sono trattati con strumenti elettronici e la risposta
e'  fornita  oralmente. Con il medesimo provvedimento il Garante puo'
prevedere  che  il  contributo  possa  essere  chiesto  quando i dati
personali  figurano  su  uno speciale supporto del quale e' richiesta
specificamente  la  riproduzione,  oppure  quando,  presso uno o piu'
titolari, si determina un notevole impiego di mezzi in relazione alla
complessita'   o   all'entita'   delle  richieste  ed  e'  confermata
l'esistenza di dati che riguardano l'interessato.
   9.  Il  contributo  di  cui  ai  commi  7 e 8 e' corrisposto anche
mediante  versamento  postale  o  bancario,  ovvero mediante carta di
pagamento  o  di  credito, ove possibile all'atto della ricezione del
riscontro e comunque non oltre quindici giorni da tale riscontro.

Titolo III
REGOLE GENERALI PER IL TRATTAMENTO DEI DATI

CAPO I
REGOLE PER TUTTI I TRATTAMENTI

                               Art. 11
          (Modalita' del trattamento e requisiti dei dati)
 
   1. I dati personali oggetto di trattamento sono:
   a) trattati in modo lecito e secondo correttezza;
   b)  raccolti  e  registrati  per  scopi  determinati,  espliciti e
legittimi,  ed  utilizzati  in  altre  operazioni  del trattamento in
termini compatibili con tali scopi;
   c) esatti e, se necessario, aggiornati;
   d)  pertinenti,  completi  e non eccedenti rispetto alle finalita'
per le quali sono raccolti o successivamente trattati;
   e)   conservati   in  una  forma  che  consenta  l'identificazione
dell'interessato  per  un  periodo  di  tempo  non superiore a quello
necessario  agli  scopi  per  i  quali  essi  sono  stati  raccolti o
successivamente trattati.
   2.  I  dati  personali  trattati  in  violazione  della disciplina
rilevante  in  materia  di trattamento dei dati personali non possono
essere utilizzati.
                               Art. 12
             (Codici di deontologia e di buona condotta)
 
   1.  Il  Garante  promuove nell'ambito delle categorie interessate,
nell'osservanza  del  principio di rappresentativita' e tenendo conto
dei  criteri  direttivi  delle raccomandazioni del Consiglio d'Europa
sul  trattamento  di  dati  personali, la sottoscrizione di codici di
deontologia  e di buona condotta per determinati settori, ne verifica
la  conformita'  alle leggi e ai regolamenti anche attraverso l'esame
di  osservazioni  di soggetti interessati e contribuisce a garantirne
la diffusione e il rispetto.
   2.  I  codici  sono  pubblicati  nella  Gazzetta  Ufficiale  della
Repubblica  italiana  a  cura del Garante e, con decreto del Ministro
della giustizia, sono riportati nell'allegato A) del presente codice.
   3.  Il  rispetto delle disposizioni contenute nei codici di cui al
comma   1   costituisce  condizione  essenziale  per  la  liceita'  e
correttezza del trattamento dei dati personali effettuato da soggetti
privati e pubblici.
   4.  Le  disposizioni  del  presente articolo si applicano anche al
codice  di  deontologia  per  i  trattamenti  di  dati  per finalita'
giornalistiche  promosso  dal  Garante  nei  modi di cui al comma 1 e
all'articolo 139.
                               Art. 13
                            (Informativa)
 
   1. L'interessato o la persona presso la quale sono raccolti i dati
personali sono previamente informati oralmente o per iscritto circa:
   a)  le finalita' e le modalita' del trattamento cui sono destinati
i dati;
   b) la natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dei dati;
   c) le conseguenze di un eventuale rifiuto di rispondere;
   d) i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati personali
possono  essere  comunicati  o  che  possono  venirne a conoscenza in
qualita'  di  responsabili o incaricati, e l'ambito di diffusione dei
dati medesimi;
   e) i diritti di cui all'articolo 7;
   f)  gli  estremi  identificativi del titolare e, se designati, del
rappresentante  nel territorio dello Stato ai sensi dell'articolo 5 e
del  responsabile.  Quando il titolare ha designato piu' responsabili
e'  indicato  almeno  uno  di  essi,  indicando il sito della rete di
comunicazione  o  le  modalita' attraverso le quali e' conoscibile in
modo  agevole  l'elenco  aggiornato dei responsabili. Quando e' stato
designato un responsabile per il riscontro all'interessato in caso di
esercizio  dei  diritti  di  cui  all'articolo  7,  e'  indicato tale
responsabile.
 
   2.  L'informativa  di  cui  al comma 1 contiene anche gli elementi
previsti  da  specifiche  disposizioni del presente codice e puo' non
comprendere gli elementi gia' noti alla persona che fornisce i dati o
la  cui  conoscenza  puo'  ostacolare  in concreto l'espletamento, da
parte  di  un soggetto pubblico, di funzioni ispettive o di controllo
svolte  per  finalita'  di  difesa  o sicurezza dello Stato oppure di
prevenzione, accertamento o repressione di reati.
   3. Il Garante puo' individuare con proprio provvedimento modalita'
semplificate  per  l'informativa  fornita  in  particolare da servizi
telefonici di assistenza e informazione al pubblico.
   4.  Se  i  dati  personali non sono raccolti presso l'interessato,
l'informativa  di cui al comma 1, comprensiva delle categorie di dati
trattati,   e'   data   al   medesimo   interessato   all'atto  della
registrazione  dei  dati o, quando e' prevista la loro comunicazione,
non oltre la prima comunicazione.
   5. La disposizione di cui al comma 4 non si applica quando:
   a)  i  dati  sono  trattati  in  base ad un obbligo previsto dalla
legge, da un regolamento o dalla normativa comunitaria;
   b)   i   dati  sono  trattati  ai  fini  dello  svolgimento  delle
investigazioni  difensive  di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397,
o,   comunque,  per  far  valere  o  difendere  un  diritto  in  sede
giudiziaria, sempre che i dati siano trattati esclusivamente per tali
finalita'   e   per   il  periodo  strettamente  necessario  al  loro
perseguimento;
   c)  l'informativa all'interessato comporta un impiego di mezzi che
il  Garante,  prescrivendo  eventuali  misure  appropriate.  dichiari
manifestamente sproporzionati rispetto al diritto tutelato, ovvero si
riveli, a giudizio del Garante, impossibile.
                               Art. 14
   (Definizione di profili e della personalita' dell'interessato)
 
   1.  Nessun  atto  o provvedimento giudiziario o amministrativo che
implichi  una valutazione del comportamento umano puo' essere fondato
unicamente  su un trattamento automatizzato di dati personali volto a
definire il profilo o la personalita' dell'interessato.
   2. L'interessato puo' opporsi ad ogni altro tipo di determinazione
adottata  sulla  base  del  trattamento  di  cui al comma 1, ai sensi
dell'articolo 7, comma 4, lettera a), salvo che la determinazione sia
stata adottata in occasione della conclusione o dell'esecuzione di un
contratto,  in  accoglimento di una proposta dell'interessato o sulla
base  di  adeguate  garanzie  individuate dal presente codice o da un
provvedimento del Garante ai sensi dell'articolo 17.
                               Art. 15
            (Danni cagionati per effetto del trattamento)
 
   1.  Chiunque cagiona danno ad altri per effetto del trattamento di
dati  personali e' tenuto al risarcimento ai sensi dell'articolo 2050
del codice civile.
   2.  Il  danno  non  patrimoniale  e'  risarcibile anche in caso di
violazione dell'articolo 11.
                               Art. 16
                    (Cessazione del trattamento)
 
   1. In caso di cessazione, per qualsiasi causa, di un trattamento i
dati sono:
   a) distrutti;
   b)  ceduti  ad altro titolare, purche' destinati ad un trattamento
in termini compatibili agli scopi per i quali i dati sono raccolti;
   c) conservati per fini esclusivamente personali e non destinati ad
una comunicazione sistematica o alla diffusione;
   d)  conservati  o  ceduti  ad  altro  titolare, per scopi storici,
statistici  o scientifici, in conformita' alla legge, ai regolamenti,
alla  normativa  comunitaria  e  ai  codici di deontologia e di buona
condotta sottoscritti ai sensi dell'articolo 12.
 
   2. La cessione dei dati in violazione di quanto previsto dal comma
1,  lettera  b),  o  di  altre  disposizioni  rilevanti in materia di
trattamento dei dati personali e' priva di effetti.
                               Art. 17
             (Trattamento che presenta rischi specifici)
 
   1.   Il  trattamento  dei  dati  diversi  da  quelli  sensibili  e
giudiziari  che presenta rischi specifici per i diritti e le liberta'
fondamentali,  nonche' per la dignita' dell'interessato, in relazione
alla  natura dei dati o alle modalita' del trattamento o agli effetti
che   puo'   determinare,  e'  ammesso  nel  rispetto  di  misure  ed
accorgimenti a garanzia dell'interessato, ove prescritti.
   2.  Le misure e gli accorgimenti di cui al comma 1 sono prescritti
dal Garante in applicazione dei principi sanciti dal presente codice,
nell'ambito  di  una verifica preliminare all'inizio del trattamento,
effettuata  anche  in relazione a determinate categorie di titolari o
di trattamenti, anche a seguito di un interpello del titolare.

CAPO II
REGOLE ULTERIORI PER I SOGGETTI PUBBLICI

                               Art. 18
(Principi  applicabili  a  tutti i trattamenti effettuati da soggetti
                              pubblici)
 
   1.  Le  disposizioni del presente capo riguardano tutti i soggetti
pubblici, esclusi gli enti pubblici economici.
   2.  Qualunque  trattamento  di dati personali da parte di soggetti
pubblici  e'  consentito  soltanto  per lo svolgimento delle funzioni
istituzionali.
   3.  Nel trattare i dati il soggetto pubblico osserva i presupposti
e  i  limiti  stabiliti  dal presente codice, anche in relazione alla
diversa natura dei dati, nonche' dalla legge e dai regolamenti.
   4.  Salvo  quanto  previsto  nella  Parte  II per gli esercenti le
professioni  sanitarie  e gli organismi sanitari pubblici, i soggetti
pubblici non devono richiedere il consenso dell'interessato.
   5.  Si osservano le disposizioni di cui all'articolo 25 in tema di
comunicazione e diffusione.
                               Art. 19
        (Principi applicabili al trattamento di dati diversi
                  da quelli sensibili e giudiziari)
 
   1.  Il  trattamento  da  parte di un soggetto pubblico riguardante
dati  diversi  da  quelli sensibili e giudiziari e' consentito, fermo
restando quanto previsto dall'articolo 18, comma 2, anche in mancanza
di una norma di legge o di regolamento che lo preveda espressamente.
   2.  La  comunicazione  da  parte  di un soggetto pubblico ad altri
soggetti pubblici e' ammessa quando e' prevista da una norma di legge
o  di  regolamento.  In  mancanza  di  tale norma la comunicazione e'
ammessa  quando e' comunque necessaria per lo svolgimento di funzioni
istituzionali  e puo' essere iniziata se e' decorso il termine di cui
all'articolo  39,  comma  2,  e  non  e'  stata  adottata  la diversa
determinazione ivi indicata.
   3. La comunicazione da parte di un soggetto pubblico a privati o a
enti  pubblici  economici  e  la  diffusione  da parte di un soggetto
pubblico sono ammesse unicamente quando sono previste da una norma di
legge o di regolamento.
                               Art. 20
       (Principi applicabili al trattamento di dati sensibili)
 
   1. Il trattamento dei dati sensibili da parte di soggetti pubblici
e'  consentito  solo se autorizzato da espressa disposizione di legge
nella  quale  sono  specificati  i  tipi  di' dati che possono essere
trattati  e  di  operazioni  eseguibili  e  le finalita' di rilevante
interesse pubblico perseguite.
   2.  Nei  casi  in  cui  una  disposizione  di  legge  specifica la
finalita'  di  rilevante  interesse  pubblico,  ma non i tipi di dati
sensibili  e  di  operazioni eseguibili, il trattamento e' consentito
solo  in  riferimento  ai tipi di dati e di operazioni identificati e
resi  pubblici  a cura dei soggetti che ne effettuano il trattamento,
in  relazione alle specifiche finalita' perseguite nei singoli casi e
nel  rispetto dei principi di cui all'articolo 22, con atto di natura
regolamentare  adottato in conformita' al parere espresso dal Garante
ai  sensi  dell'articolo  154,  comma  1, lettera g), anche su schemi
tipo.
   3.  Se  il  trattamento  non  e'  previsto  espressamente  da  una
disposizione  di  legge  i  soggetti  pubblici  possono richiedere al
Garante  l'individuazione  delle  attivita',  tra quelle demandate ai
medesimi  soggetti dalla legge, che perseguono finalita' di rilevante
interesse pubblico e per le quali e' conseguentemente autorizzato, ai
sensi  dell'articolo  26, comma 2, il trattamento dei dati sensibili.
Il  trattamento  e'  consentito solo se il soggetto pubblico provvede
altresi'  a  identificare  e  rendere  pubblici  i  tipi di dati e di
operazioni nei modi di cui al comma 2.
   4.  L'identificazione  dei  tipi di dati e di operazioni di cui ai
commi 2 e 3 e' aggiornata e integrata periodicamente.
                               Art. 21
      (Principi applicabili al trattamento di dati giudiziari)
 
   1. Il trattamento di dati giudiziari da parte di soggetti pubblici
e' consentito solo se autorizzato da espressa disposizione di legge o
provvedimento  del Garante che specifichino le finalita' di rilevante
interesse  pubblico  del  trattamento,  i  tipi di dati trattati e di
operazioni eseguibili.
   2.  Le  disposizioni  di  cui  all'articolo  20,  commi  2 e 4, si
applicano anche al trattamento dei dati giudiziart.
                               Art. 22
(Principi applicabili al trattamento di dati sensibili e giudiziari)
 
   1.   I  soggetti  pubblici  conformano  il  trattamento  dei  dati
sensibili e giudiziari secondo modalita' volte a prevenire violazioni
dei   diritti,   delle   liberta'   fondamentali   e  della  dignita'
dell'interessato.
   2.  Nel  fornire  l'informativa  di  cui  all'articolo 13 soggetti
pubblici  fanno  espresso  riferimento alla normativa che prevede gli
obblighi  o i compiti in base alla quale e' effettuato il trattamento
dei dati sensibili e giudiziart.
   3.  I  soggetti  pubblici possono trattare solo i dati sensibili e
giudiziari  indispensabili  per  svolgere attivita' istituzionali che
non  possono essere adempiute, caso per caso, mediante il trattamento
di dati anonimi o di dati personali di natura diversa.
   4.  I dati sensibili e giudiziari sono raccolti, di regola, presso
l'interessato.
   5.  In  applicazione  dell'articolo 11, comma 1, lettere c), d) ed
e),  i  soggetti  pubblici  verificano  periodicamente  l'esattezza e
l'aggiornamento  dei  dati  sensibili  e  giudiziari, nonche' la loro
pertinenza,  completezza,  non eccedenza e indispensabilita' rispetto
alle  finalita' perseguite nei singoli casi, anche con riferimento ai
dati  che  l'interessato  fornisce  di propria iniziativa. Al fine di
assicurare  che  i  dati  sensibili e giudiziari siano indispensabili
rispetto  agli  obblighi  e  ai  compiti  loro attribuiti, i soggetti
pubblici  valutano  specificamente  il  rapporto  tra  i  dati  e gli
adempimenti.  I  dati che, anche a seguito delle verifiche, risultano
eccedenti  o  non  pertinenti o non indispensabili non possono essere
utilizzati,  salvo  che  per  l'eventuale  conservazione,  a norma di
legge,   dell'atto   o  del  documento  che  li  contiene.  Specifica
attenzione  e'  prestata  per  la verifica dell'indispensabilita' dei
dati sensibili e giudiziari riferiti a soggetti diversi da quelli cui
si riferiscono direttamente le prestazioni o gli adempimenti.
   6.  I dati sensibili e giudiziari contenuti in elenchi, registri o
banche  di  dati, tenuti con l'ausilio di strumenti elettronici, sono
trattati  con  tecniche  di  cifratura  o mediante l'utilizzazione di
codici identificativi o di altre soluzioni che, considerato il numero
e   la   natura   dei   dati  trattati,  li  rendono  temporaneamente
inintelligibili  anche a chi e' autorizzato ad accedervi e permettono
di identificare gli interessati solo in caso di necessita'.
   7.  I dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale
sono  conservati  separatamente  da altri dati personali trattati per
finalita'  che  non richiedono il loro utilizzo. I medesimi dati sono
trattati  con le modalita' di cui al comma 6 anche quando sono tenuti
in  elenchi,  registri  o banche di dati senza l'ausilio di strumenti
elettronici.
   8.  I dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere
diffusi.
   9. Rispetto ai dati sensibili e giudiziari indispensabili ai sensi
del  comma  3,  i  soggetti  pubblici  sono autorizzati ad effettuare
unicamente   le  operazioni  di  trattamento  indispensabili  per  il
perseguimento   delle  finalita'  per  le  quali  il  trattamento  e'
consentito,  anche  quando  i dati sono raccolti nello svolgimento di
compiti di vigilanza, di controllo o ispettivi.
   10.  I  dati  sensibili  e  giudiziari non possono essere trattati
nell'ambito  di  test psicoattitudinali volti a definire il profilo o
la personalita' dell'interessato. Le operazioni di raffronto tra dati
sensibili  e  giudiziari,  nonche'  i trattamenti di dati sensibili e
giudiziari  ai  sensi  dell'articolo  14, sono effettuati solo previa
annotazione scritta dei motivi.
   11.  In  ogni  caso, le operazioni e i trattamenti di cui al comma
10,  se  effettuati  utilizzando  banche di dati di diversi titolari,
nonche'  la  diffusione dei dati sensibili e giudiziari, sono ammessi
solo se previsti da espressa disposizione di legge.
   12.  Le  disposizioni  di cui al presente articolo recano principi
applicabili, in conformita' ai rispettivi ordinamenti, ai trattamenti
disciplinati  dalla  Presidenza  della  Repubblica,  dalla Camera dei
deputati, dal Senato della Repubblica e dalla Corte costituzionale.

CAPO III
REGOLE ULTERIORI PER PRIVATI ED ENTI PUBBLICI ECONOMICI

                               Art. 23
                             (Consenso)
 
   1.  Il trattamento di dati personali da parte di privati o di enti
pubblici   economici   e'  ammesso  solo  con  il  consenso  espresso
dell'interessato.
   2.  Il  consenso puo' riguardare l'intero trattamento ovvero una o
piu' operazioni dello stesso.
   3.  Il  consenso  e'  validamente  prestato  solo  se  e' espresso
liberamente   e  specificamente  in  riferimento  ad  un  trattamento
chiaramente  individuato,  se  e' documentato per iscritto, e se sono
state rese all'interessato le informazioni di cui all'articolo 13.
   4.   Il  consenso  e'  manifestato  in  forma  scritta  quando  il
trattamento riguarda dati sensibili.
                               Art. 24
(Casi nei quali puo' essere effettuato il trattamento senza consenso)
 
   1. Il consenso non e' richiesto, oltre che nei casi previsti nella
Parte II, quando il trattamento:
   a) e' necessario per adempiere ad un obbligo previsto dalla legge,
da un regolamento o dalla normativa comunitaria;
   b)  e'  necessario per eseguire obblighi derivanti da un contratto
del  quale  e'  parte  l'interessato  o  per  adempiere,  prima della
conclusione del contratto, a specifiche richieste dell'interessato;
   c) riguarda dati provenienti da pubblici registri, elenchi, atti o
documenti  conoscibili  da  chiunque,  fermi  restando  i limiti e le
modalita'  che  le  leggi,  i  regolamenti o la normativa comunitaria
stabiliscono per la conoscibilita' e pubblicita' dei dati;
   d)   riguarda   dati   relativi   allo  svolgimento  di  attivita'
economiche,  trattati nel rispetto della vigente normativa in materia
di segreto aziendale e industriale;
   e) e' necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumita'
fisica di un terzo. Se la medesima finalita' riguarda l'interessato e
quest'ultimo non puo' prestare il proprio consenso per impossibilita'
fisica,  per incapacita' di agire o per incapacita' di intendere o di
volere,  il  consenso  e'  manifestato  da chi esercita legalmente la
potesta',  ovvero  da  un  prossimo congiunto, da un familiare, da un
convivente  o,  in  loro  assenza,  dal  responsabile della struttura
presso  cui  dimora  l'interessato. Si applica la disposizione di cui
all'articolo 82, comma 2;
   f)  con  esclusione  della diffusione, e' necessario ai fini dello
svolgimento  delle  investigazioni  difensive  di  cui  alla  legge 7
dicembre  2000,  n.  397,  o, comunque, per far valere o difendere un
diritto  in  sede  giudiziaria,  sempre  che  i  dati  siano trattati
esclusivamente  per  tali  finalita'  e  per  il periodo strettamente
necessario   al   loro  perseguimento,  nel  rispetto  della  vigente
normativa in materia di segreto aziendale e industriale;
   g)  con  esclusione  della  diffusione,  e'  necessario,  nei casi
individuati  dal Garante sulla base dei principi sanciti dalla legge,
per  perseguire  un  legittimo  interesse  del titolare o di un terzo
destinatario  dei  dati, anche in riferimento all'attivita' di gruppi
bancari e di societa' controllate o collegate, qualora non prevalgano
i  diritti  e  le  liberta'  fondamentali, la dignita' o un legittimo
interesse dell'interessato;
   h)   con   esclusione  della  comunicazione  all'esterno  e  della
diffusione,  e'  effettuato  da associazioni, enti od organismi senza
scopo di lucro, anche non riconosciuti, in riferimento a soggetti che
hanno  con essi contatti regolari o ad aderenti, per il perseguimento
di  scopi  determinati e legittimi individuati dall'atto costitutivo,
dallo statuto o dal contratto collettivo, e con modalita' di utilizzo
previste  espressamente con determinazione resa nota agli interessati
all'atto dell'informativa ai sensi dell'articolo 13;
   i)   e'   necessario,  in  conformita'  ai  rispettivi  codici  di
deontologia di cui all'allegato A), per esclusivi scopi scientifici o
statistici, ovvero per esclusivi scopi storici presso archivi privati
dichiarati  di  notevole  interesse storico ai sensi dell'articolo 6,
comma  2,  del  decreto  legislativo  29  ottobre  1999,  n.  490, di
approvazione   del  testo  unico  in  materia  di  beni  culturali  e
ambientali  o,  secondo  quanto  previsto dai medesimi codici, presso
altri archivi privati.
                               Art. 25
               (Divieti di comunicazione e diffusione)
 
   1.  La  comunicazione  e  la diffusione sono vietate, oltre che in
caso di divieto disposto dal Garante o dall'autorita' giudiziaria:
   a)  in riferimento a dati personali dei quali e' stata ordinata la
cancellazione,  ovvero quando e' decorso il periodo di tempo indicato
nell'articolo 11, comma 1, lettera e);
   b)  per  finalita'  diverse da quelle indicate nella notificazione
del trattamento, ove prescritta.
 
   2. E' fatta salva la comunicazione o diffusione di dati richieste,
in  conformita'  alla  legge,  da  forze  di  polizia, dall'autorita'
giudiziaria,  da  organismi  di  informazione  e sicurezza o da altri
soggetti  pubblici  ai sensi dell'articolo 58, comma 2, per finalita'
di difesa o di sicurezza dello Stato o di prevenzione, accertamento o
repressione di reati.
                               Art. 26
                   (Garanzie per i dati sensibili)
 
   1. I dati sensibili possono essere oggetto di trattamento solo con
il  consenso  scritto  dell'interessato  e  previa autorizzazione del
Garante,  nell'osservanza  dei presupposti e dei limiti stabiliti dal
presente codice, nonche' dalla legge e dai regolamenti.
   2.  Il  Garante  comunica la decisione adottata sulla richiesta di
autorizzazione  entro  quarantacinque  giorni,  decorsi  i  quali  la
mancata  pronuncia  equivale  a  rigetto.  Con  il  provvedimento  di
autorizzazione, ovvero successivamente, anche sulla base di eventuali
verifiche,  il  Garante  puo'  prescrivere  misure  e  accorgimenti a
garanzia  dell'interessato, che il titolare del trattamento e' tenuto
ad adottare.
   3. Il comma 1 non si applica al trattamento:
   a) dei dati relativi agli aderenti alle confessioni religiose e ai
soggetti  che  con  riferimento  a finalita' di natura esclusivamente
religiosa  hanno  contatti  regolari  con  le  medesime  confessioni,
effettuato   dai   relativi   organi,   ovvero   da  enti  civilmente
riconosciuti,  sempre che i dati non siano diffusi o comunicati fuori
delle medesime confessioni. Queste ultime determinano idonee garanzie
relativamente  ai  trattamenti  effettuati, nel rispetto dei principi
indicati al riguardo con autorizzazione del Garante;
   b)   dei   dati   riguardanti   l'adesione   di   associazioni  od
organizzazioni   a  carattere  sindacale  o  di  categoria  ad  altre
associazioni, organizzazioni o confederazioni a carattere sindacale o
di categoria.
 
   4.  I  dati  sensibili possono essere oggetto di trattamento anche
senza consenso, previa autorizzazione del Garante:
   a)  quando  il  trattamento e' effettuato da associazioni, enti od
organismi  senza  scopo di lucro, anche non riconosciuti, a carattere
politico,  filosofico,  religioso o sindacale, ivi compresi partiti e
movimenti  politici,  per  il  perseguimento  di  scopi determinati e
legittimi  individuati  dall'atto  costitutivo,  dallo  statuto o dal
contratto  collettivo, relativamente ai dati personali degli aderenti
o  dei  soggetti  che  in  relazione  a tali finalita' hanno contatti
regolari con l'associazione, ente od organismo, sempre che i dati non
siano  comunicati  all'esterno  o  diffusi  e l'ente, associazione od
organismo  determini  idonee  garanzie  relativamente  ai trattamenti
effettuati,  prevedendo  espressamente  le  modalita' di utilizzo dei
dati   con   determinazione   resa  nota  agli  interessati  all'atto
dell'informativa ai sensi dell'articolo 13;
   b)  quando  il trattamento e' necessario per la salvaguardia della
vita  o dell'incolumita' fisica di un terzo. Se la medesima finalita'
riguarda  l'interessato  e  quest'ultimo non puo' prestare il proprio
consenso  per  impossibilita'  fisica, per incapacita' di agire o per
incapacita'  di  intendere o di volere, il consenso e' manifestato da
chi esercita legalmente la potesta', ovvero da un prossimo congiunto,
da   un   familiare,  da  un  convivente  o,  in  loro  assenza,  dal
responsabile  della  struttura  presso  cui  dimora l'interessato. Si
applica la disposizione di cui all'articolo 82, comma 2;
   c)  quando  il trattamento e' necessario ai fini dello svolgimento
delle  investigazioni difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n.
397,  o,  comunque, per far valere o difendere in sede giudiziaria un
diritto,  sempre  che  i  dati siano trattati esclusivamente per tali
finalita'   e   per   il  periodo  strettamente  necessario  al  loro
perseguimento.  Se i dati sono idonei a rivelare lo stato di salute e
la  vita  sessuale,  il  diritto  deve  essere di rango pari a quello
dell'interessato, ovvero consistente in un diritto della personalita'
o in un altro diritto o liberta' fondamentale e inviolabile;
   d)  quando  e'  necessario  per  adempiere  a specifici obblighi o
compiti  previsti  dalla  legge,  da un regolamento o dalla normativa
comunitaria  per la gestione del rapporto di lavoro, anche in materia
di  igiene e sicurezza del lavoro e della popolazione e di previdenza
e   assistenza,  nei  limiti  previsti  dall'autorizzazione  e  ferme
restando  le  disposizioni  del  codice  di  deontologia  e  di buona
condotta di cui all'articolo 111.
   5.  I dati idonei a rivelare lo stato di salute non possono essere
diffusi.
                               Art. 27
                  (Garanzie per i dati giudiziari)
 
   1. Il trattamento di dati giudiziari da parte di privati o di enti
pubblici  economici e' consentito soltanto se autorizzato da espressa
disposizione di legge o provvedimento del Garante che specifichino le
rilevanti  finalita' di interesse pubblico del trattamento, i tipi di
dati trattati e di operazioni eseguibili.

TITOLO IV
SOGGETTI CHE EFFETTUANO IL TRATTAMENTO

                               Art. 28
                     (Titolare del trattamento)
 
   1.  Quando  il trattamento e' effettuato da una persona giuridica,
da  una  pubblica  amministrazione  o  da  un  qualsiasi  altro ente,
associazione  od organismo, titolare del trattamento e' l'entita' nel
suo  complesso  o  l'unita'  od  organismo periferico che esercita un
potere  decisionale  del  tutto  autonomo  sulle  finalita'  e  sulle
modalita' del trattamento, ivi compreso il profilo della sicurezza.
                               Art. 29
                   (Responsabile del trattamento)
 
   1. Il responsabile e' designato dal titolare facoltativamente.
   2.  Se  designato, il responsabile e' individuato tra soggetti che
per esperienza, capacita' ed affidabilita' forniscano idonea garanzia
del   pieno   rispetto  delle  vigenti  disposizioni  in  materia  di
trattamento, ivi compreso il profilo relativo alla sicurezza.
   3.  Ove  necessario  per  esigenze  organizzative,  possono essere
designati  responsabili piu' soggetti, anche mediante suddivisione di
compiti.
   4.   I   compiti  affidati  al  responsabile  sono  analiticamente
specificati per iscritto dal titolare.
   5.  Il  responsabile  effettua  il  trattamento  attenendosi  alle
istruzioni  impartite  dal titolare il quale, anche tramite verifiche
periodiche,  vigila  sulla  puntuale osservanza delle disposizioni di
cui al comma 2 e delle proprie istruzioni.
                               Art. 30
                    (Incaricati del trattamento)
 
   1.  Le operazioni di trattamento possono essere effettuate solo da
incaricati  che operano sotto la diretta autorita' del titolare o del
responsabile, attenendosi alle istruzioni impartite.
   2.   La  designazione  e'  effettuata  per  iscritto  e  individua
puntualmente  l'ambito  del trattamento consentito. Si considera tale
anche  la documentata preposizione della persona fisica ad una unita'
per  la  quale e' individuato, per iscritto, l'ambito del trattamento
consentito agli addetti all'unita' medesima.

Titolo V
SICUREZZA DEI DATI E DEI SISTEMI

CAPO I
MISURE DI SICUREZZA

                               Art. 31
                       (Obblighi di sicurezza)
 
   1.  I  dati  personali  oggetto  di  trattamento  sono custoditi e
controllati,  anche in relazione alle conoscenze acquisite in base al
progresso   tecnico,   alla   natura   dei  dati  e  alle  specifiche
caratteristiche  del  trattamento,  in  modo  da  ridurre  al minimo,
mediante  l'adozione  di  idonee  e preventive misure di sicurezza, i
rischi  di distruzione o perdita, anche accidentale, dei dati stessi,
di  accesso  non  autorizzato  o  di trattamento non consentito o non
conforme alle finalita' della raccolta.
                               Art. 32
                       (Particolari titolari)
 
   1.  Il  fornitore  di  un  servizio  di  comunicazione elettronica
accessibile  al  pubblico  adotta  ai  sensi  dell'articolo 31 idonee
misure  tecniche  e  organizzative adeguate al rischio esistente, per
salvaguardare  la  sicurezza  dei suoi servizi, l'integrita' dei dati
relativi  al  traffico,  dei  dati  relativi  all'ubicazione  e delle
comunicazioni  elettroniche rispetto ad ogni forma di utilizzazione o
cognizione non consentita.
   2.  Quando la sicurezza del servizio o dei dati personali richiede
anche  l'adozione  di misure che riguardano la rete, il fornitore del
servizio  di comunicazione elettronica accessibile al pubblico adotta
tali  misure  congiuntamente  con il fornitore della rete pubblica di
comunicazioni.  In  caso  di mancato accordo, su richiesta di uno dei
fornitori, la controversia e' definita dall'Autorita' per le garanzie
nelle  comunicazioni  secondo  le  modalita' previste dalla normativa
vigente.
   3.  Il  fornitore  di  un  servizio  di  comunicazione elettronica
accessibile  al  pubblico  informa gli abbonati e, ove possibile, gli
utenti,  se  sussiste  un  particolare  rischio  di  violazione della
sicurezza  della  rete,  indicando,  quando il rischio e' al di fuori
dell'ambito  di  applicazione delle misure che il fornitore stesso e'
tenuto ad adottare ai sensi dei commi 1 e 2, tutti i possibili rimedi
e  i  relativi  costi  presumibili.  Analoga  informativa  e' resa al
Garante e all'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni.

CAPO II
MISURE MINIME DI SICUREZZA

                               Art. 33
                           (Misure minime)
 
   1.  Nel  quadro  dei  piu'  generali  obblighi di sicurezza di cui
all'articolo  31, o previsti da speciali disposizioni, i titolari del
trattamento  sono  comunque  tenuti  ad  adottare  le  misure  minime
individuate  nel  presente capo o ai sensi dell'articolo 58, comma 3,
volte  ad  assicurare  un  livello  minimo  di  protezione  dei  dati
personali.
                               Art. 34
               (Trattamenti con strumenti elettronici)
 
   1.  Il  trattamento  di  dati  personali  effettuato con strumenti
elettronici  e'  consentito  solo se sono adottate, nei modi previsti
dal  disciplinare  tecnico  contenuto  nell'allegato  B), le seguenti
misure minime:
   a) autenticazione informatica;
   b)   adozione  di  procedure  di  gestione  delle  credenziali  di
autenticazione;
   c) utilizzazione di un sistema di autorizzazione;
   d)  aggiornamento  periodico  dell'individuazione  dell'ambito del
trattamento  consentito ai singoli incaricati e addetti alla gestione
o alla manutenzione degli strumenti elettronici;
   e)  protezione  degli  strumenti elettronici e dei dati rispetto a
trattamenti   illeciti  di  dati,  ad  accessi  non  consentiti  e  a
determinati programmi informatici;
   f) adozione di procedure per la custodia di copie di sicurezza, il
ripristino della disponibilita' dei dati e dei sistemi;
   g)   tenuta   di   un  aggiornato  documento  programmatico  sulla
sicurezza;
   h)  adozione  di  tecniche di cifratura o di codici identificativi
per  determinati  trattamenti  di  dati idonei a rivelare lo stato di
salute o la vita sessuale effettuati da organismi sanitart.
                               Art. 35
       (Trattamenti senza l'ausilio di strumenti elettronici)
 
   1.  Il trattamento di dati personali effettuato senza l'ausilio di
strumenti  elettronici  e' consentito solo se sono adottate, nei modi
previsti  dal  disciplinare  tecnico  contenuto  nell'allegato B), le
seguenti misure minime:
   a)  aggiornamento  periodico  dell'individuazione  dell'ambito del
trattamento   consentito   ai   singoli   incaricati  o  alle  unita'
organizzative;
   b)  previsione  di  procedure  per  un'idonea  custodia  di atti e
documenti  affidati  agli  incaricati per lo svolgimento dei relativi
compiti;
   c)  previsione  di  procedure  per la conservazione di determinati
atti  in  archivi ad accesso selezionato e disciplina delle modalita'
di accesso finalizzata all'identificazione degli incaricati.
                               Art. 36
                            (Adeguamento)
 
   1.  Il  disciplinare tecnico di cui all'allegato B), relativo alle
misure  minime  di cui al presente capo, e' aggiornato periodicamente
con  decreto del Ministro della giustizia di concerto con il Ministro
per  le  innovazioni  e  le  tecnologie,  in relazione all'evoluzione
tecnica e all'esperienza maturata nel settore.

Titolo VI
ADEMPIMENTI

                               Art. 37
                   (Notificazione del trattamento)
 
   1.  Il  titolare  notifica  al  Garante  il  trattamento  di  dati
personali cui intende procedere, solo se il trattamento riguarda:
   a)  dati  genetici,  biometrici  o  dati che indicano la posizione
geografica  di  persone od oggetti mediante una rete di comunicazione
elettronica;
   b)  dati  idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale,
trattati  a  fini  di  procreazione assistita, prestazione di servizi
sanitari  per  via  telematica  relativi  a  banche  di  dati  o alla
fornitura  di beni, indagini epidemiologiche, rilevazione di malattie
mentali, infettive e diffusive, sieropositivita', trapianto di organi
e tessuti e monitoraggio della spesa sanitaria;
   c)  dati  idonei  a  rivelare la vita sessuale o la sfera psichica
trattati  da  associazioni,  enti  od organismi senza scopo di lucro,
anche non riconosciuti, a carattere politico, filosofico, religioso o
sindacale;
   d)  dati  trattati  con l'ausilio di strumenti elettronici volti a
definire   il  profilo  o  la  personalita'  dell'interessato,  o  ad
analizzare  abitudini  o  scelte  di  consumo,  ovvero  a  monitorare
l'utilizzo di servizi di comunicazione elettronica con esclusione dei
trattamenti   tecnicamente   indispensabili  per  fornire  i  servizi
medesimi agli utenti;
   e) dati sensibili registrati in banche di dati a fini di selezione
del  personale per conto terzi, nonche' dati sensibili utilizzati per
sondaggi   di   opinione,   ricerche  di  mercato  e  altre  ricerche
campionarie;
   f)  dati  registrati  in  apposite  banche  di  dati  gestite  con
strumenti  elettronici  e  relative  al  rischio  sulla  solvibilita'
economica,  alla  situazione patrimoniale, al corretto adempimento di
obbligazioni, a comportamenti illeciti o fraudolenti.
 
   2.  Il  Garante puo' individuare altri trattamenti suscettibili di
recare  pregiudizio  ai  diritti e alle liberta' dell'interessato, in
ragione  delle  relative modalita' o della natura dei dati personali,
con  proprio  provvedimento adottato anche ai sensi dell'articolo 17.
Con  analogo  provvedimento pubblicato sulla Gazzetta ufficiale della
Repubblica  italiana  il  Garante puo' anche individuare, nell'ambito
dei  trattamenti  di  cui  al  comma  1,  eventuali  trattamenti  non
suscettibili   di  recare  detto  pregiudizio  e  pertanto  sottratti
all'obbligo di notificazione.
   3.  La  notificazione e' effettuata con unico atto anche quando il
trattamento comporta il trasferimento all'estero dei dati.
   4.  Il  Garante inserisce le notificazioni ricevute in un registro
dei  trattamenti  accessibile a chiunque e determina le modalita' per
la  sua  consultazione  gratuita  per  via telematica, anche mediante
convenzioni  con  soggetti  pubblici  o presso il proprio Ufficio. Le
notizie  accessibili  tramite  la  consultazione del registro possono
essere   trattate  per  esclusive  finalita'  di  applicazione  della
disciplina in materia di protezione dei dati personali.
                               Art. 38
                    (Modalita' di notificazione)
 
   1. La notificazione del trattamento e' presentata al Garante prima
dell'inizio  del  trattamento  ed  una  sola volta, a prescindere dal
numero delle operazioni e della durata del trattamento da effettuare,
e  puo'  anche  riguardare  uno  o  piu'  trattamenti  con  finalita'
correlate.
   2. La notificazione e' validamente effettuata solo se e' trasmessa
per  via  telematica utilizzando il modello predisposto dal Garante e
osservando  le  prescrizioni  da  questi  impartite, anche per quanto
riguarda  le  modalita'  di  sottoscrizione  con  firma digitale e di
conferma del ricevimento della notificazione.
   3.  Il  Garante  favorisce  la  disponibilita' del modello per via
telematica  e la notificazione anche attraverso convenzioni stipulate
con soggetti autorizzati in base alla normativa vigente, anche presso
associazioni di categoria e ordini professionali.
   4.  Una  nuova  notificazione e' richiesta solo anteriormente alla
cessazione del trattamento o al mutamento di taluno degli elementi da
indicare nella notificazione medesima.
   5.  Il  Garante  puo'  individuare  altro  idoneo  sistema  per la
notificazione  in riferimento a nuove soluzioni tecnologiche previste
dalla normativa vigente.
   6.   Il   titolare   del   trattamento  che  non  e'  tenuto  alla
notificazione  al  Garante  ai  sensi  dell'articolo  37  fornisce le
notizie  contenute  nel  modello  di  cui  al  comma  2  a  chi ne fa
richiesta,  salvo  che  il  trattamento  riguardi  pubblici registri,
elenchi, atti o documenti conoscibili da chiunque.
                               Art. 39
                     (Obblighi di comunicazione)
 
   1.  Il titolare del trattamento e' tenuto a comunicare previamente
al Garante le seguenti circostanze:
   a)  comunicazione  di  dati  personali  da  parte  di  un soggetto
pubblico  ad  altro  soggetto  pubblico  non prevista da una norma di
legge  o di regolamento, effettuata in qualunque forma anche mediante
convenzione;
   b)  trattamento  di  dati  idonei  a  rivelare  lo stato di salute
previsto  dal  programma  di  ricerca  biomedica  o  sanitaria di cui
all'articolo 110, comma 1, primo periodo.
   2.  I  trattamenti  oggetto  di comunicazione ai sensi del comma 1
possono essere iniziati decorsi quarantacinque giorni dal ricevimento
della comunicazione salvo diversa determinazione anche successiva del
Garante.
 
   3.  La  comunicazione  di cui al comma 1 e' inviata utilizzando il
modello  predisposto  e  reso  disponibile dal Garante, e trasmessa a
quest'ultimo   per   via   telematica   osservando  le  modalita'  di
sottoscrizione  con  firma digitale e conferma del ricevimento di cui
all'articolo   38,   comma  2,  oppure  mediante  telefax  o  lettera
raccomandata.
                               Art. 40
                      (Autorizzazioni generali)
 
   1.   Le   disposizioni   del   presente   codice   che   prevedono
un'autorizzazione  del  Garante  sono  applicate  anche  mediante  il
rilascio  di  autorizzazioni  relative  a  determinate  categorie  di
titolari  o di trattamenti, pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
                               Art. 41
                    (Richieste di autorizzazione)
 
   1.   Il  titolare  del  trattamento  che  rientra  nell'ambito  di
applicazione  di  un'autorizzazione rilasciata ai sensi dell'articolo
40   non   e'  tenuto  a  presentare  al  Garante  una  richiesta  di
autorizzazione  se  il trattamento che intende effettuare e' conforme
alle relative prescrizioni.
   2.  Se  una  richiesta  di  autorizzazione riguarda un trattamento
autorizzato  ai  sensi  dell'articolo  40  il Garante puo' provvedere
comunque  sulla  richiesta se le specifiche modalita' del trattamento
lo giustificano.
   3.   L'eventuale   richiesta   di   autorizzazione   e'  formulata
utilizzando  esclusivamente il modello predisposto e reso disponibile
dal Garante e trasmessa a quest'ultimo per via telematica, osservando
le  modalita'  di  sottoscrizione  e  conferma del ricevimento di cui
all'articolo  38,  comma  2. La medesima richiesta e l'autorizzazione
possono   essere   trasmesse   anche   mediante   telefax  o  lettera
raccomandata.
   4.   Se   il   richiedente  e'  invitato  dal  Garante  a  fornire
informazioni  o  ad  esibire  documenti, il termine di quarantacinque
giorni  di  cui  all'articolo  26,  comma  2,  decorre  dalla data di
scadenza del termine fissato per l'adempimento richiesto.
   5.  In  presenza  di  particolari  circostanze,  il  Garante  puo'
rilasciare un'autorizzazione provvisoria a tempo determinato.

TITOLO VII
TRASFERIMENTO DEI DATI ALL'ESTERO

                               Art. 42
           (Trasferimenti all'interno dell'Unione europea)
 
   1.   Le  disposizioni  del  presente  codice  non  possono  essere
applicate   in   modo   tale  da  restringere  o  vietare  la  libera
circolazione  dei  dati  personali  fra  gli Stati membri dell'Unione
europea,  fatta  salva l'adozione, in conformita' allo stesso codice,
di   eventuali   provvedimenti  in  caso  di  trasferimenti  di  dati
effettuati al fine di eludere le medesime disposizioni.
                               Art. 43
              (Trasferimenti consentiti in Paesi terzi)
 
   1.  Il  trasferimento  anche temporaneo fuori del territorio dello
Stato,  con  qualsiasi  forma  o  mezzo, di dati personali oggetto di
trattamento,  se  diretto  verso un Paese non appartenente all'Unione
europea e' consentito quando:
   a) l'interessato ha manifestato il proprio consenso espresso o, se
si tratta di dati sensibili, in forma scritta;
   b)  e'  necessario  per  l'esecuzione  di obblighi derivanti da un
contratto  del  quale  e'  parte l'interessato o per adempiere, prima
della    conclusione    del   contratto,   a   specifiche   richieste
dell'interessato,  ovvero per la conclusione o per l'esecuzione di un
contratto stipulato a favore dell'interessato;
   c)  e'  necessario  per  la  salvaguardia di un interesse pubblico
rilevante   individuato   con  legge  o  con  regolamento  o,  se  il
trasferimento  riguarda  dati  sensibili  o giudiziari, specificato o
individuato ai sensi degli articoli 20 e 21;
   d) e' necessario per la salvaguardia della vita o dell'incolumita'
fisica di un terzo. Se la medesima finalita' riguarda l'interessato e
quest'ultimo non puo' prestare il proprio consenso per impossibilita'
fisica,  per incapacita' di agire o per incapacita' di intendere o di
volere,  il  consenso  e'  manifestato  da chi esercita legalmente la
potesta',  ovvero  da  un  prossimo congiunto, da un familiare, da un
convivente  o,  in  loro  assenza,  dal  responsabile della struttura
presso  cui  dimora  l'interessato. Si applica la disposizione di cui
all'articolo 82, comma 2;
   e)  e'  necessario  ai fini dello svolgimento delle investigazioni
difensive di cui alla legge 7 dicembre 2000, n. 397, o, comunque, per
far  valere  o difendere un diritto in sede giudiziaria, sempre che i
dati  siano  trasferiti  esclusivamente  per  tali finalita' e per il
periodo  strettamente  necessario al loro perseguimento, nel rispetto
della   vigente   normativa   in   materia  di  segreto  aziendale  e
industriale;
   f)  e'  effettuato  in accoglimento di una richiesta di accesso ai
documenti  amministrativi,  ovvero  di  una richiesta di informazioni
estraibili   da  un  pubblico  registro,  elenco,  atto  o  documento
conoscibile da chiunque, con l'osservanza delle norme che regolano la
materia;
   g)   e'   necessario,  in  conformita'  ai  rispettivi  codici  di
deontologia di cui all'allegato A), per esclusivi scopi scientifici o
statistici, ovvero per esclusivi scopi storici presso archivi privati
dichiarati  di  notevole  interesse storico ai sensi dell'articolo 6,
comma  2,  del  decreto  legislativo  29  ottobre  1999,  n.  490, di
approvazione   del  testo  unico  in  materia  di  beni  culturali  e
ambientali  o,  secondo  quanto  previsto dai medesimi codici, presso
altri archivi privati;
   h)  il  trattamento  concerne dati riguardanti persone giuridiche,
enti o associazioni.
                               Art. 44
                  (Altri trasferimenti consentiti)
 
   1.  Il  trasferimento  di  dati  personali oggetto di trattamento,
diretto  verso  un  Paese  non  appartenente  all'Unione  europea, e'
altresi'  consentito  quando e' autorizzato dal Garante sulla base di
adeguate garanzie per i diritti dell'interessato:
   a)  individuate dal Garante anche in relazione a garanzie prestate
con un contratto;
   b)  individuate  con  le  decisioni  previste  dagli  articoli 25,
paragrafo  6,  e  26,  paragrafo  4,  della  direttiva  95/46/CE  del
Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, con le quali
la  Commissione  europea  constata  che  un  Paese  non  appartenente
all'Unione europea garantisce un livello di protezione adeguato o che
alcune clausole contrattuali offrono garanzie sufficienti.
                               Art. 45
                       (Trasferimenti vietati)
 
   1.  Fuori  dei casi di cui agli articoli 43 e 44, il trasferimento
anche  temporaneo  fuori  del  territorio  dello Stato, con qualsiasi
forma  o  mezzo,  di  dati  personali oggetto di trattamento, diretto
verso un Paese non appartenente all'Unione europea, e' vietato quando
l'ordinamento  del  Paese  di destinazione o di transito dei dati non
assicura  un  livello di tutela delle persone adeguato. Sono valutate
anche  le  modalita' del trasferimento e dei trattamenti previsti, le
relative finalita', la natura dei dati e le misure di sicurezza.

PARTE II
DISPOSIZIONI RELATIVE A SPECIFICI SETTORI

TITOLO I
TRATTAMENTI IN AMBITO GIUDIZIARIO

CAPO I
PROFILI GENERALI

                               Art. 46
                     (Titolari dei trattamenti)
 
   1.  Gli  uffici  giudiziari  di  ogni ordine e grado, il Consiglio
superiore  della  magistratura,  gli altri organi di autogoverno e il
Ministero  della  giustizia  sono  titolari  dei  trattamenti di dati
personali relativi alle rispettive attribuzioni conferite per legge o
regolamento.
   2.  Con  decreto  del  Ministro  della giustizia sono individuati,
nell'allegato C) al presente codice, i trattamenti non occasionali di
cui  al comma 1 effettuati con strumenti elettronici, relativamente a
banche  di  dati  centrali  od  oggetto  di interconnessione tra piu'
uffici  o  titolart.  I  provvedimenti con cui il Consiglio superiore
della  magistratura e gli altri organi di autogoverno di cui al comma
1   individuano  i  medesimi  trattamenti  da  essi  effettuati  sono
riportati nell'allegato C) con decreto del Ministro della giustizia.
                               Art. 47
               (Trattamenti per ragioni di giustizia)
 
   1.  In  caso  di  trattamento  di dati personali effettuato presso
uffici  giudiziari  di  ogni  ordine  e  grado,  presso  il Consiglio
superiore  della  magistratura,  gli altri organi di autogoverno e il
Ministero  della  giustizia,  non  si applicano, se il trattamento e'
effettuato  per  ragioni  di  giustizia, le seguenti disposizioni del
codice:
   a)  articoli  9, 10, 12, 13 e 16, da 18 a 22, 37, 38, commi da 1 a
5, e da 39 a 45;
   b) articoli da 145 a 151.
 
   2.  Agli  effetti  del presente codice si intendono effettuati per
ragioni  di  giustizia  i  trattamenti di dati personali direttamente
correlati alla trattazione giudiziaria di affari e di controversie, o
che,  in  materia di trattamento giuridico ed economico del personale
di   magistratura,   hanno   una  diretta  incidenza  sulla  funzione
giurisdizionale, nonche' le attivita' ispettive su uffici giudiziart.
Le  medesime  ragioni  di  giustizia  non  ricorrono  per l'ordinaria
attivita'  amministrativo-gestionale di personale, mezzi o strutture,
quando  non  e'  pregiudicata  la  segretezza  di  atti  direttamente
connessi alla predetta trattazione.
                               Art. 48
                (Banche di dati di uffici giudiziari)
 
   1.  Nei casi in cui l'autorita' giudiziaria di ogni ordine e grado
puo'  acquisire  in conformita' alle vigenti disposizioni processuali
dati,   informazioni,   atti   e   documenti  da  soggetti  pubblici,
l'acquisizione  puo'  essere  effettuata  anche per via telematica. A
tale   fine   gli   uffici   giudiziari   possono   avvalersi   delle
convenzioni-tipo stipulate dal Ministero della giustizia con soggetti
pubblici,  volte  ad agevolare la consultazione da parte dei medesimi
uffici,  mediante  reti  di  comunicazione  elettronica,  di pubblici
registri,  elenchi,  schedari  e  banche  di dati, nel rispetto delle
pertinenti  disposizioni  e  dei principi di cui agli articoli 3 e 11
del presente codice.
                               Art. 49
                    (Disposizioni di attuazione)
 
   1.  Con  decreto del Ministro della giustizia sono adottate, anche
ad  integrazione  del  decreto  del Ministro di grazia e giustizia 30
settembre  1989, n. 334, le disposizioni regolamentari necessarie per
l'attuazione  dei principi del presente codice nella materia penale e
civile.

CAPO II
MINORI

                               Art. 50
               (Notizie o immagini relative a minori)
 
   1.  Il  divieto  di cui all'articolo 13 del decreto del Presidente
della  Repubblica  22  settembre  1988,  n.  448,  di pubblicazione e
divulgazione  con  qualsiasi  mezzo  di  notizie  o immagini idonee a
consentire l'identificazione di un minore si osserva anche in caso di
coinvolgimento   a   qualunque  titolo  del  minore  in  procedimenti
giudiziari in materie diverse da quella penale.

CAPO III
INFORMATICA GIURIDICA

                               Art. 51
                         (Principi generali)
 
   1.  Fermo  restando quanto previsto dalle disposizioni processuali
concernenti la visione e il rilascio di estratti e di copie di atti e
documenti,  i  dati  identificativi  delle questioni pendenti dinanzi
all'autorita'   giudiziaria   di   ogni  ordine  e  grado  sono  resi
accessibili   a  chi  vi  abbia  interesse  anche  mediante  reti  di
comunicazione  elettronica,  ivi compreso il sito istituzionale della
medesima autorita' nella rete Internet.
   2.  Le sentenze e le altre decisioni dell'autorita' giudiziaria di
ogni  ordine e grado depositate in cancelleria o segreteria sono rese
accessibili  anche  attraverso  il  sistema  informativo  e  il  sito
istituzionale   della   medesima   autorita'   nella  rete  Internet,
osservando le cautele previste dal presente capo.
                               Art. 52
               (Dati identificativi degli interessati)
 
   1.  Fermo  restando quanto previsto dalle disposizioni concernenti
la  redazione  e  il  contenuto  di sentenze e di altri provvedimenti
giurisdizionali  dell'autorita'  giudiziaria  di ogni ordine e grado,
l'interessato  puo'  chiedere  per  motivi  legittimi,  con richiesta
depositata  nella  cancelleria  o segreteria dell'ufficio che procede
prima che sia definito il relativo grado di giudizio, che sia apposta
a  cura della medesima cancelleria o segreteria, sull'originale della
sentenza  o  del provvedimento, un'annotazione volta a precludere, in
caso  di  riproduzione  della  sentenza  o provvedimento in qualsiasi
forma, per finalita' di informazione giuridica su riviste giuridiche,
supporti  elettronici  o  mediante reti di comunicazione elettronica,
l'indicazione  delle  generalita'  e di altri dati identificativi del
medesimo interessato riportati sulla sentenza o provvedimento.
   2.  Sulla  richiesta  di  cui  al  comma  1  provvede in calce con
decreto,  senza  ulteriori  formalita',  l'autorita' che pronuncia la
sentenza  o  adotta  il  provvedimento.  La  medesima  autorita' puo'
disporre d'ufficio che sia apposta l'annotazione di cui al comma 1, a
tutela dei diritti o della dignita' degli interessati.
   3.  Nei  casi  di  cui ai commi 1 e 2, all'atto del deposito della
sentenza  o  provvedimento,  la  cancelleria o segreteria vi appone e
sottoscrive   anche  con  timbro  la  seguente  annotazione,  recante
l'indicazione  degli  estremi  del  presente  articolo:  "In  caso di
diffusione  omettere  le  generalita' e gli altri dati identificativi
di....".
   4.  In caso di diffusione anche da parte di terzi di sentenze o di
altri  provvedimenti recanti l'annotazione di cui al comma 2, o delle
relative   massime   giuridiche,   e'   omessa   l'indicazione  delle
generalita' e degli altri dati identificativi dell'interessato.
   5. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 734-bis del codice
penale   relativamente  alle  persone  offese  da  atti  di  violenza
sessuale,   chiunque   diffonde   sentenze   o   altri  provvedimenti
giurisdizionali  dell'autorita' giudiziaria di ogni ordine e grado e'
tenuto  ad  omettere in ogni caso, anche in mancanza dell'annotazione
di  cui al comma 2, le generalita', altri dati identificativi o altri
dati   anche   relativi  a  terzi  dai  quali  puo'  desumersi  anche
indirettamente   l'identita'   di  minori,  oppure  delle  parti  nei
procedimenti  in  materia  di  rapporti  di famiglia e di stato delle
persone.
   6.  Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche
in  caso di deposito di lodo ai sensi dell'articolo 825 del codice di
procedura  civile.  La parte puo' formulare agli arbitri la richiesta
di  cui  al  comma  1  prima  della  pronuncia del lodo e gli arbitri
appongono  sul  lodo  l'annotazione di cui al comma 3, anche ai sensi
del  comma  2.  Il  collegio  arbitrale  costituito  presso la camera
arbitrale per i lavori pubblici ai sensi dell'articolo 32 della legge
11  febbraio  1994,  n.  109,  provvede  in  modo  analogo in caso di
richiesta di una parte.
   7.  Fuori  dei  casi  indicati nel presente articolo e' ammessa la
diffusione  in ogni forma del contenuto anche integrale di sentenze e
di altri provvedimenti giurisdizionali.

TITOLO II
TRATTAMENTI DA PARTE DI FORZE DI POLIZIA

CAPO I
PROFILI GENERALI

                               Art. 53
           (Ambito applicativo e titolari dei trattamenti)
 
   1.   Al  trattamento  di  dati  personali  effettuato  dal  Centro
elaborazione  dati  del Dipartimento di pubblica sicurezza o da forze
di polizia sui dati destinati a confluirvi in base alla legge, ovvero
da  organi  di  pubblica  sicurezza  o  altri  soggetti  pubblici per
finalita'   di   tutela   dell'ordine  e  della  sicurezza  pubblica,
prevenzione, accertamento o repressione dei reati, effettuati in base
ad  espressa  disposizione  di  legge  che  preveda specificamente il
trattamento, non si applicano le seguenti disposizioni del codice:
   a)  articoli  9, 10, 12, 13 e 16, da 18 a 22, 37, 38, commi da 1 a
5, e da 39 a 45;
   b) articoli da 145 a 151.
 
   2.   Con  decreto  del  Ministro  dell'interno  sono  individuati,
nell'allegato C) al presente codice, i trattamenti non occasionali di
cui  al  comma  1  effettuati con strumenti elettronici, e i relativi
titolart.
                               Art. 54
             (Modalita' di trattamento e flussi di dati)
 
   1.  Nei  casi in cui le autorita' di pubblica sicurezza o le forze
di polizia possono acquisire in conformita' alle vigenti disposizioni
di  legge  o  di  regolamento dati, informazioni, atti e documenti da
altri  soggetti,  l'acquisizione puo' essere effettuata anche per via
telematica.  A  tal  fine  gli  organi  o  uffici interessati possono
avvalersi di convenzioni volte ad agevolare la consultazione da parte
dei   medesimi  organi  o  uffici,  mediante  reti  di  comunicazione
elettronica,  di  pubblici  registri,  elenchi,  schedari e banche di
dati,  nel  rispetto  delle pertinenti disposizioni e dei principi di
cui  agli  articoli  3  e  11.  Le convenzioni-tipo sono adottate dal
Ministero   dell'interno,   su   conforme   parere   del  Garante,  e
stabiliscono  le  modalita' dei collegamenti e degli accessi anche al
fine  di  assicurare  l'accesso  selettivo  ai soli dati necessari al
perseguimento delle finalita' di cui all'articolo 53.
   2. I dati trattati per le finalita' di cui al medesimo articolo 53
sono  conservati  separatamente  da  quelli  registrati per finalita'
amministrative che non richiedono il loro utilizzo.
   3.  Fermo  restando  quanto  previsto  dall'articolo 11, il Centro
elaborazioni  dati  di  cui  all'articolo 53 assicura l'aggiornamento
periodico e la pertinenza e non eccedenza dei dati personali trattati
anche attraverso interrogazioni autorizzate del casellario giudiziale
e  del  casellario dei carichi pendenti del Ministero della giustizia
di  cui  al decreto del Presidente della Repubblica 14 novembre 2002,
n. 313, o di altre banche di dati di forze di polizia, necessarie per
le finalita' di cui all'articolo 53.
   4.   Gli   organi,   uffici   e   comandi  di  polizia  verificano
periodicamente  i  requisiti di cui all'articolo 11 in riferimento ai
dati  trattati  anche  senza  l'ausilio  di  strumenti elettronici, e
provvedono  al  loro  aggiornamento  anche sulla base delle procedure
adottate  dal Centro elaborazioni dati ai sensi del comma 3, o, per i
trattamenti  effettuati  senza  l'ausilio  di  strumenti elettronici,
mediante annotazioni o integrazioni dei documenti che li contengono.
                               Art. 55
                      (Particolari tecnologie)
 
   1. Il trattamento di dati personali che implica maggiori rischi di
un  danno  all'interessato, con particolare riguardo a banche di dati
genetici   o   biometrici,   a   tecniche  basate  su  dati  relativi
all'ubicazione,  a  banche  di dati basate su particolari tecniche di
elaborazione  delle  informazioni  e  all'introduzione di particolari
tecnologie,   e'   effettuato  nel  rispetto  delle  misure  e  degli
accorgimenti   a   garanzia   dell'interessato  prescritti  ai  sensi
dell'articolo  17  sulla  base  di  preventiva comunicazione ai sensi
dell'articolo 39.
                               Art. 56
                      (Tutela dell'interessato)
 
   1.  Le  disposizioni di cui all'articolo 10, commi 3, 4 e 5, della
legge 1 aprile 1981, n. 121, e successive modificazioni, si applicano
anche,   oltre   che   ai  dati  destinati  a  confluire  nel  Centro
elaborazione  dati  di  cui  all'articolo  53,  a  dati  trattati con
l'ausilio  di  strumenti  elettronici  da organi, uffici o comandi di
polizia.
                               Art. 57
                    (Disposizioni di attuazione)
 
   1.   Con   decreto   del   Presidente   della  Repubblica,  previa
deliberazione  del  Consiglio  dei ministri, su proposta del Ministro
dell'interno,  di  concerto  con  il  Ministro  della giustizia, sono
individuate  le  modalita'  di  attuazione  dei principi del presente
codice  relativamente  al  trattamento  dei  dati  effettuato  per le
finalita'  di  cui  all'articolo 53 dal Centro elaborazioni dati e da
organi, uffici o comandi di polizia, anche ad integrazione e modifica
del  decreto del Presidente della Repubblica 3 maggio 1982, n. 378, e
in  attuazione della Raccomandazione R (87) 15 del Consiglio d'Europa
del  17 settembre 1987, e successive modificazioni. Le modalita' sono
individuate con particolare riguardo:
   a) al principio secondo cui la raccolta dei dati e' correlata alla
specifica  finalita'  perseguita, in relazione alla prevenzione di un
pericolo  concreto  o  alla  repressione di reati, in particolare per
quanto riguarda i trattamenti effettuati per finalita' di analisi;
   b)   all'aggiornamento   periodico  dei  dati,  anche  relativi  a
valutazioni  effettuate  in  base  alla legge, alle diverse modalita'
relative  ai dati trattati senza l'ausilio di strumenti elettronici e
alle  modalita' per rendere conoscibili gli aggiornamenti da parte di
altri organi e uffici cui i dati sono stati in precedenza comunicati;
   c)   ai   presupposti  per  effettuare  trattamenti  per  esigenze
temporanee  o collegati a situazioni particolari, anche ai fini della
verifica   dei   requisiti   dei  dati  ai  sensi  dell'articolo  11,
dell'individuazione   delle   categorie   di   interessati   e  della
conservazione  separata  da  altri  dati  che  non richiedono il loro
utilizzo;
   d)  all'individuazione  di  specifici termini di conservazione dei
dati  in  relazione  alla natura dei dati o agli strumenti utilizzati
per  il  loro  trattamento,  nonche'  alla tipologia dei procedimenti
nell'ambito  dei  quali  essi  sono  trattati  o i provvedimenti sono
adottati;
   e)  alla  comunicazione  ad altri soggetti, anche all'estero o per
l'esercizio  di  un  diritto o di un interesse legittimo, e alla loro
diffusione, ove necessaria in conformita' alla legge;
   f)  all'uso  di  particolari tecniche di elaborazione e di ricerca
delle informazioni, anche mediante il ricorso a sistemi di indice.

TITOLO III
DIFESA E SICUREZZA DELLO STATO

CAPO I
PROFILI GENERALI

                               Art. 58
                     (Disposizioni applicabili)
 
   1.  Ai trattamenti effettuati dagli organismi di cui agli articoli
3, 4 e 6 della legge 24 ottobre 1977, n. 801, ovvero sui dati coperti
da  segreto  di Stato ai sensi dell'articolo 12 della medesima legge,
le  disposizioni  del  presente  codice  si applicano limitatamente a
quelle previste negli articoli da 1 a 6, 11, 14, 15, 31, 33, 58, 154,
160 e 169.
   2. Ai trattamenti effettuati da soggetti pubblici per finalita' di
difesa  o  di sicurezza dello Stato, in base ad espresse disposizioni
di legge che prevedano specificamente il trattamento, le disposizioni
del  presente codice si applicano limitatamente a quelle indicate nel
comma 1, nonche' alle disposizioni di cui agli articoli 37, 38 e 163.
   3.  Le  misure  di  sicurezza  relative  ai  dati  trattati  dagli
organismi   di  cui  al  comma  1  sono  stabilite  e  periodicamente
aggiornate con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, con
l'osservanza delle norme che regolano la materia.
   4.  Con  decreto  del  Presidente  del Consiglio dei ministri sono
individuate   le   modalita'   di   applicazione  delle  disposizioni
applicabili  del  presente  codice  in  riferimento alle tipologie di
dati,  di  interessati,  di operazioni di trattamento eseguibili e di
incaricati,    anche    in   relazione   all'aggiornamento   e   alla
conservazione.

TITOLO IV
TRATTAMENTI IN AMBITO PUBBLICO

CAPO I
ACCESSO A DOCUMENTI AMMINISTRATIVI

                               Art. 59
                (Accesso a documenti amministrativi)
 
   1. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 60, i presupposti, le
modalita',  i  limiti  per  l'esercizio  del  diritto  di  accesso  a
documenti  amministrativi  contenenti  dati  personali, e la relativa
tutela  giurisdizionale,  restano  disciplinati  dalla legge 7 agosto
1990,  n.  241, e successive modificazioni e dalle altre disposizioni
di  legge in materia, nonche' dai relativi regolamenti di attuazione,
anche  per  cio' che concerne i tipi di dati sensibili e giudiziari e
le   operazioni  di  trattamento  eseguibili  in  esecuzione  di  una
richiesta  di  accesso.  Le attivita' finalizzate all'applicazione di
tale disciplina si considerano di rilevante interesse pubblico.
                               Art. 60
   (Dati idonei a rivelare lo stato di salute e la vita sessuale)
 
   1.  Quando il trattamento concerne dati idonei a rivelare lo stato
di  salute  o  la  vita  sessuale, il trattamento e' consentito se la
situazione  giuridicamente  rilevante  che si intende tutelare con la
richiesta  di  accesso ai documenti amministrativi e' di rango almeno
pari ai diritti dell'interessato, ovvero consiste in un diritto della
personalita'  o  in  un  altro  diritto  o  liberta'  fondamentale  e
inviolabile.

CAPO II
REGISTRI PUBBLICI E ALBI PROFESSIONALI

                               Art. 61
                  (Utilizzazione di dati pubblici)
 
   1.   Il   Garante   promuove,   ai   sensi  dell'articolo  12,  la
sottoscrizione di un codice di deontologia e di buona condotta per il
trattamento  dei  dati  personali  provenienti  da archivi, registri,
elenchi,   atti  o  documenti  tenuti  da  soggetti  pubblici,  anche
individuando  i  casi  in  cui  deve  essere  indicata  la  fonte  di
acquisizione   dei   dati   e  prevedendo  garanzie  appropriate  per
l'associazione  di dati provenienti da piu' archivi, tenendo presente
quanto  previsto  dalla  Raccomandazione  n.  R  (91)10 del Consiglio
d'Europa in relazione all'articolo 11.
   2.  Agli  effetti  dell'applicazione  del  presente  codice i dati
personali diversi da quelli sensibili o giudiziari, che devono essere
inseriti  in  un albo professionale in conformita' alla legge o ad un
regolamento,  possono essere comunicati a soggetti pubblici e privati
o  diffusi,  ai  sensi  dell'articolo 19, commi 2 e 3, anche mediante
reti  di  comunicazione  elettronica. Puo' essere altresi' menzionata
l'esistenza  di  provvedimenti  che  dispongono  la sospensione o che
incidono sull'esercizio della professione.
   3.  L'ordine  o  collegio  professionale  puo',  a richiesta della
persona  iscritta  nell'albo che vi ha interesse, integrare i dati di
cui  al  comma  2  con  ulteriori  dati pertinenti e non eccedenti in
relazione all'attivita' professionale.
   4.  A richiesta dell'interessato l'ordine o collegio professionale
puo'  altresi'  fornire  a  terzi notizie o informazioni relative, in
particolare,  a  speciali qualificazioni professionali non menzionate
nell'albo,  ovvero  alla  disponibilita'  ad  assumere  incarichi o a
ricevere materiale informativo a carattere scientifico inerente anche
a convegni o seminart.

CAPO III
STATO CIVILE, ANAGRAFI E LISTE ELETTORALI

                               Art. 62
                    (Dati sensibili e giudiziari)
 
   1.  Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli
articoli  20 e 21, le finalita' relative alla tenuta degli atti e dei
registri   dello  stato  civile,  delle  anagrafi  della  popolazione
residente  in Italia e dei cittadini italiani residenti all'estero, e
delle   liste   elettorali,  nonche'  al  rilascio  di  documenti  di
riconoscimento o al cambiamento delle generalita'.
                               Art. 63
                       (Consultazione di atti)
 
   1.  Gli  atti dello stato civile conservati negli Archivi di Stato
sono  consultabili  nei limiti previsti dall'articolo 107 del decreto
legislativo 29 ottobre 1999, n. 490.

CAPO IV
FINALITA' DI RILEVANTE INTERESSE PUBBLICO

                               Art. 64
      (Cittadinanza, immigrazione e condizione dello straniero)
 
   1.  Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli
articoli  20  e  21, le finalita' di applicazione della disciplina in
materia  di  cittadinanza,  di  immigrazione, di asilo, di condizione
dello straniero e del profugo e sullo stato di rifugiato.
   2.  Nell'ambito  delle  finalita' di cui al comma 1 e' ammesso, in
particolare,   il   trattamento   dei  dati  sensibili  e  giudiziari
indispensabili:
   a)  al  rilascio  e  al  rinnovo di visti, permessi, attestazioni,
autorizzazioni e documenti anche sanitari;
   b)  al  riconoscimento  del  diritto  di  asilo  o  dello stato di
rifugiato,  o all'applicazione della protezione temporanea e di altri
istituti  o  misure di carattere umanitario, ovvero all'attuazione di
obblighi di legge in materia di politiche migratorie;
   c)  in  relazione  agli  obblighi  dei  datori  di  lavoro  e  dei
lavoratori, ai ricongiungimenti, all'applicazione delle norme vigenti
in materia di istruzione e di alloggio, alla partecipazione alla vita
pubblica e all'integrazione sociale.
 
   3.  Il  presente  articolo  non  si applica ai trattamenti di dati
sensibili  e  giudiziari  effettuati  in  esecuzione  degli accordi e
convenzioni  di  cui  all'articolo  154,  comma 2, lettere a) e b), o
comunque  effettuati  per  finalita'  di  difesa o di sicurezza dello
Stato o di prevenzione, accertamento o repressione dei reati, in base
ad  espressa  disposizione  di  legge  che  prevede specificamente il
trattamento.
                               Art. 65
      (Diritti politici e pubblicita' dell'attivita' di organi)
 
   1.  Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli
articoli  20  e  21, le finalita' di applicazione della disciplina in
materia di:
   a)  elettorato  attivo  e  passivo e di esercizio di altri diritti
politici,   nel  rispetto  della  segretezza  del  voto,  nonche'  di
esercizio  del mandato degli organi rappresentativi o di tenuta degli
elenchi dei giudici popolari;
   b) documentazione dell'attivita' istituzionale di organi pubblici.
 
   2.  I trattamenti dei dati sensibili e giudiziari per le finalita'
di  cui  al  comma  1  sono consentiti per eseguire specifici compiti
previsti  da  leggi  o  da  regolamenti  fra i quali, in particolare,
quelli concernenti:
   a)  lo svolgimento di consultazioni elettorali e la verifica della
relativa regolarita';
   b)  le  richieste  di  referendum,  le relative consultazioni e la
verifica delle relative regolarita';
   c) l'accertamento delle cause di ineleggibilita', incompatibilita'
o  di  decadenza,  o di rimozione o sospensione da cariche pubbliche,
ovvero di sospensione o di scioglimento degli organi;
   d)  l'esame  di  segnalazioni, petizioni, appelli e di proposte di
legge   di   iniziativa   popolare,  l'attivita'  di  commissioni  di
inchiesta, il rapporto con gruppi politici;
   e)  la  designazione e la nomina di rappresentanti in commissioni,
enti e uffici.
 
   3.  Ai fini del presente articolo, e' consentita la diffusione dei
dati  sensibili  e  giudiziari  per  le  finalita' di cui al comma 1,
lettera a), in particolare con riguardo alle sottoscrizioni di liste,
alla    presentazione    delle   candidature,   agli   incarichi   in
organizzazioni o associazioni politiche, alle cariche istituzionali e
agli organi eletti.
   4. Ai fini del presente articolo, in particolare, e' consentito il
trattamento di dati sensibili e giudiziari indispensabili:
   a)  per  la  redazione  di  verbali  e resoconti dell'attivita' di
assemblee rappresentative, commissioni e di altri organi collegiali o
assembleari;
   b)  per  l'esclusivo  svolgimento di una funzione di controllo, di
indirizzo  politico  o  di  sindacato  ispettivo  e  per  l'accesso a
documenti  riconosciuto  dalla  legge  e dai regolamenti degli organi
interessati    per    esclusive   finalita'   direttamente   connesse
all'espletamento di un mandato elettivo.
 
   5.  I dati sensibili e giudiziari trattati per le finalita' di cui
al  comma  1 possono essere comunicati e diffusi nelle forme previste
dai   rispettivi   ordinamenti.   Non   e'   comunque  consentita  la
divulgazione  dei  dati  sensibili  e  giudiziari  che  non risultano
indispensabili   per   assicurare   il   rispetto  del  principio  di
pubblicita'  dell'attivita'  istituzionale, fermo restando il divieto
di diffusione dei dati idonei a rivelare lo stato di salute.
                               Art. 66
                   (Materia tributaria e doganale)
 
   1.  Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli
articoli  20  e  21,  le  attivita'  dei  soggetti  pubblici  dirette
all'applicazione,   anche   tramite   i   loro  concessionari,  delle
disposizioni  in materia di tributi, in relazione ai contribuenti, ai
sostituti  e  ai  responsabili  di  imposta,  nonche'  in  materia di
deduzioni e detrazioni e per l'applicazione delle disposizioni la cui
esecuzione e' affidata alle dogane.
   2.  Si  considerano  inoltre  di  rilevante interesse pubblico, ai
sensi  degli  articoli  20  e 21, le attivita' dirette, in materia di
imposte,  alla  prevenzione  e  repressione  delle  violazioni  degli
obblighi  e  alla  adozione  dei  provvedimenti  previsti  da  leggi,
regolamenti  o  dalla  normativa  comunitaria, nonche' al controllo e
alla  esecuzione  forzata  dell'esatto  adempimento di tali obblighi,
alla   effettuazione   dei   rimborsi,  alla  destinazione  di  quote
d'imposta,  e quelle dirette alla gestione ed alienazione di immobili
statali,  all'inventano  e  alla qualificazione degli immobili e alla
conservazione dei registri immobiliart.
                               Art. 67
                (Attivita' di controllo e ispettive)
 
   1.  Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli
articoli 20 e 21, le finalita' di:
   a)    verifica    della    legittimita',   del   buon   andamento,
dell'imparzialita'   dell'attivita'   amministrativa,  nonche'  della
rispondenza   di   detta   attivita'  a  requisiti  di  razionalita',
economicita',  efficienza  ed  efficacia per le quali sono, comunque,
attribuite  dalla legge a soggetti pubblici funzioni di controllo, di
riscontro ed ispettive nei confronti di altri soggetti;
   b)  accertamento,  nei  limiti  delle finalita' istituzionali, con
riferimento  a  dati  sensibili  e  giudiziari  relativi ad esposti e
petizioni,  ovvero  ad  atti di controllo o di sindacato ispettivo di
cui all'articolo 65, comma 4.
                               Art. 68
                (Benefici economici ed abilitazioni)
 
   1.  Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli
articoli  20  e  21, le finalita' di applicazione della disciplina in
materia  di  concessione, liquidazione, modifica e revoca di benefici
economici,    agevolazioni,    elargizioni,    altri   emolumenti   e
abilitazioni.
   2. Si intendono ricompresi fra i trattamenti regolati dal presente
articolo anche quelli indispensabili in relazione:
   a)  alle  comunicazioni,  certificazioni  ed informazioni previste
dalla normativa antimafia;
   b)  alle  elargizioni  di  contributi  previsti dalla normativa in
materia di usura e di vittime di richieste estorsive;
   c)   alla   corresponsione   delle   pensioni   di   guerra  o  al
riconoscimento  di  benefici  in favore di perseguitati politici e di
internati in campo di sterminio e di loro congiunti;
   d) al riconoscimento di benefici connessi all'invalidita' civile;
   e)  alla  concessione  di  contributi  in  materia  di  formazione
professionale;
   f)  alla  concessione di contributi, finanziamenti, elargizioni ed
altri   benefici  previsti  dalla  legge,  dai  regolamenti  o  dalla
normativa comunitaria, anche in favore di associazioni, fondazioni ed
enti;
   g)   al   riconoscimento  di  esoneri,  agevolazioni  o  riduzioni
tariffarie  o  economiche,  franchigie,  o al rilascio di concessioni
anche  radiotelevisive,  licenze, autorizzazioni, iscrizioni ed altri
titoli  abilitativi  previsti  dalla legge, da un regolamento o dalla
normativa comunitaria.
 
   3.  Il trattamento puo' comprendere la diffusione nei soli casi in
cui  cio'  e'  indispensabile  per  la  trasparenza  delle  attivita'
indicate  nel  presente  articolo,  in  conformita' alle leggi, e per
finalita'  di  vigilanza  e  di  controllo conseguenti alle attivita'
medesime,  fermo  restando il divieto di diffusione dei dati idonei a
rivelare lo stato di salute.
                               Art. 69
             (Onorificenze, ricompense e riconoscimenti)
 
   1.  Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli
articoli  20  e  21, le finalita' di applicazione della disciplina in
materia   di   conferimento   di   onorificenze   e   ricompense,  di
riconoscimento   della   personalita'   giuridica   di  associazioni,
fondazioni  ed enti, anche di culto, di accertamento dei requisiti di
onorabilita'  e  di  professionalita' per le nomine, per i profili di
competenza  del  soggetto  pubblico,  ad  uffici  anche  di culto e a
cariche  direttive  di  persone  giuridiche, imprese e di istituzioni
scolastiche   non   statali,   nonche'   di   rilascio  e  revoca  di
autorizzazioni o abilitazioni, di concessione di patrocini, patronati
e  premi  di  rappresentanza,  di  adesione  a  comitati d'onore e di
ammissione a cerimonie ed incontri istituzionali.
                               Art. 70
               (Volontariato e obiezione di coscienza)
 
   1.  Si  considerano  di  rilevante  interesse  pubblico,  ai sensi
dell'articolo  20 e 21, le finalita' di applicazione della disciplina
in materia di rapporti tra i soggetti pubblici e le organizzazioni di
volontariato,  in  particolare  per  quanto riguarda l'elargizione di
contributi  finalizzati  al  loro  sostegno,  la  tenuta  di registri
generali    delle   medesime   organizzazioni   e   la   cooperazione
internazionale.
   2.  Si  considerano,  altresi', di rilevante interesse pubblico le
finalita'  di applicazione della legge 8 luglio 1998, n. 230, e delle
altre disposizioni di legge in materia di obiezione di coscienza.
                               Art. 71
                (Attivita' sanzionatorie e di tutela)
 
   1.  Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli
articoli 20 e 21, le finalita':
   a)   di   applicazione   delle   norme   in  materia  di  sanzioni
amministrative e ricorsi;
   b)  volte a far valere il diritto di difesa in sede amministrativa
o   giudiziaria,   anche  da  parte  di  un  terzo,  anche  ai  sensi
dell'articolo   391-quater   del   codice   di  procedura  penale,  o
direttamente  connesse alla riparazione di un errore giudiziario o in
caso  di  violazione  del  termine  ragionevole  del  processo  o  di
un'ingiusta restrizione della liberta' personale.
 
   2.  Quando il trattamento concerne dati idonei a rivelare lo stato
di  salute  o  la  vita  sessuale, il trattamento e' consentito se il
diritto  da  far valere o difendere, di cui alla lettera b) del comma
1, e' di rango almeno pari a quello dell'interessato, ovvero consiste
in  un  diritto  della  personalita' o in un altro diritto o liberta'
fondamentale e inviolabile.
                               Art. 72
                    (Rapporti con enti di culto)
 
   1.  Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli
articoli 20 e 21, le finalita' relative allo svolgimento dei rapporti
istituzionali  con  enti  di culto, confessioni religiose e comunita'
religiose.
                               Art. 73
        (Altre finalita' in ambito amministrativo e sociale)
 
   1.  Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli
articoli 20 e 21, nell'ambito delle attivita' che la legge demanda ad
un   soggetto   pubblico,   le   finalita'  socio-assistenziali,  con
particolare riferimento a:
   a)  interventi di sostegno psico-sociale e di formazione in favore
di  giovani  o di altri soggetti che versano in condizioni di disagio
sociale, economico o familiare;
   b)  interventi  anche  di  rilievo sanitario in favore di soggetti
bisognosi o non autosufficienti o incapaci, ivi compresi i servizi di
assistenza  economica o domiciliare, di telesoccorso, accompagnamento
e trasporto;
   c)  assistenza  nei  confronti  di  minori,  anche  in relazione a
vicende giudiziarie;
   d)  indagini  psico-sociali  relative  a provvedimenti di adozione
anche internazionale;
   e) compiti di vigilanza per affidamenti temporanei;
   f)  iniziative  di  vigilanza  e  di  sostegno  in  riferimento al
soggiorno di nomadi;
   g) interventi in tema di barriere architettoniche.
 
   2.  Si  considerano, altresi', di rilevante interesse pubblico, ai
sensi  degli  articoli  20  e  21, nell'ambito delle attivita' che la
legge demanda ad un soggetto pubblico, le finalita':
   a) di gestione di asili nido;
   b)  concernenti la gestione di mense scolastiche o la fornitura di
sussidi, contributi e materiale didattico;
   c)  ricreative  o  di  promozione della cultura e dello sport, con
particolare  riferimento  all'organizzazione  di  soggiorni,  mostre,
conferenze  e  manifestazioni  sportive  o all'uso di beni immobili o
all'occupazione di suolo pubblico;
   d) di assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica;
   e) relative alla leva militare;
   f)  di  polizia amministrativa anche locale, salvo quanto previsto
dall'articolo  53,  con particolare riferimento ai servizi di igiene,
di  polizia  mortuaria  e ai controlli in materia di ambiente, tutela
delle risorse idriche e difesa del suolo;
   g) degli uffici per le relazioni con il pubblico;
   h) in materia di protezione civile;
   i)  di  supporto  al  collocamento  e all'avviamento al lavoro, in
particolare a cura di centri di iniziativa locale per l'occupazione e
di sportelli-lavoro;
   l) dei difensori civici regionali e locali.

CAPO V
PARTICOLARI CONTRASSEGNI

                               Art. 74
        (Contrassegni su veicoli e accessi a centri storici)
 
   1.   I   contrassegni   rilasciati   a  qualunque  titolo  per  la
circolazione  e  la  sosta di veicoli a servizio di persone invalide,
ovvero  per il transito e la sosta in zone a traffico limitato, e che
devono   essere   esposti   su   veicoli,   contengono  i  soli  dati
indispensabili  ad  individuare  l'autorizzazione  rilasciata e senza
l'apposizione  di  simboli  o  diciture  dai  quali puo' desumersi la
speciale  natura  dell'autorizzazione  per effetto della sola visione
del contrassegno.
   2.  Le  generalita' e l'indirizzo della persona fisica interessata
sono  riportati  sui  contrassegni  con modalita' che non consentono,
parimenti, la loro diretta visibilita' se non in caso di richiesta di
esibizione o necessita' di accertamento.
   3.  La  disposizione di cui al comma 2 si applica anche in caso di
fissazione  a  qualunque  titolo  di  un  obbligo  di esposizione sui
veicoli di copia del libretto di circolazione o di altro documento.
   4.  Per  il trattamento dei dati raccolti mediante impianti per la
rilevazione degli accessi di veicoli ai centri storici ed alle zone a
traffico limitato continuano, altresi', ad applicarsi le disposizioni
del decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 1999, n. 250.

TITOLO V
TRATTAMENTO DI DATI PERSONALI IN AMBITO SANITARIO

CAPO I
PRINCIPI GENERALI

                               Art. 75
                        (Ambito applicativo)
 
   1. Il presente titolo disciplina il trattamento dei dati personali
in ambito sanitario.
                               Art. 76
   (Esercenti professioni sanitarie e organismi sanitari pubblici)
 
   1. Gli esercenti le professioni sanitarie e gli organismi sanitari
pubblici,  anche  nell'ambito  di un'attivita' di rilevante interesse
pubblico  ai sensi dell'articolo 85, trattano i dati personali idonei
a rivelare lo stato di salute:
   a) con il consenso dell'interessato e anche senza l'autorizzazione
del   Garante,   se   il   trattamento  riguarda  dati  e  operazioni
indispensabili  per perseguire una finalita' di tutela della salute o
dell'incolumita' fisica dell'interessato;
   b)   anche   senza   il   consenso   dell'interessato   e   previa
autorizzazione  del  Garante,  se la finalita' di cui alla lettera a)
riguarda un terzo o la collettivita'.
 
   2. Nei casi di cui al comma 1 il consenso puo' essere prestato con
le modalita' semplificate di cui al capo II.
   3.  Nei  casi  di  cui  al comma 1 l'autorizzazione del Garante e'
rilasciata, salvi i casi di particolare urgenza, sentito il Consiglio
superiore di sanita'.

CAPO II
MODALITA' SEMPLIFICATE PER INFORMATIVA E CONSENSO

                               Art. 77
                      (Casi di semplificazione)
 
   1.  Il presente capo individua modalita' semplificate utilizzabili
dai soggetti di cui al comma 2:
   a)  per  informare  l'interessato  relativamente ai dati personali
raccolti  presso  il  medesimo  interessato  o presso terzi, ai sensi
dell'articolo 13, commi 1 e 4;
   b)  per  manifestare il consenso al trattamento dei dati personali
nei casi in cui cio' e' richiesto ai sensi dell'articolo 76;
   c) per il trattamento dei dati personali.
 
   2. Le modalita' semplificate di cui al comma 1 sono applicabili:
   a) dagli organismi sanitari pubblici;
   b)  dagli altri organismi privati e dagli esercenti le professioni
sanitarie;
   c) dagli altri soggetti pubblici indicati nell'articolo 80.
                               Art. 78
    (Informativa del medico di medicina generale o del pediatra)
 
   1.  Il  medico di medicina generale o il pediatra di libera scelta
informano   l'interessato   relativamente  al  trattamento  dei  dati
personali,   in   forma   chiara   e   tale  da  rendere  agevolmente
comprensibili gli elementi indicati nell'articolo 13, comma 1.
   2.   L'informativa   puo'   essere   fornita  per  il  complessivo
trattamento   dei   dati   personali   necessario  per  attivita'  di
prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione, svolte dal medico o dal
pediatra   a   tutela   della   salute   o   dell'incolumita'  fisica
dell'interessato,  su  richiesta  dello  stesso  o  di  cui questi e'
informato in quanto effettuate nel suo interesse.
   3.   L'informativa   puo'  riguardare,  altresi',  dati  personali
eventualmente  raccolti  presso  terzi, ed e' fornita preferibilmente
per iscritto, anche attraverso carte tascabili con eventuali allegati
pieghevoli,  includendo  almeno  gli elementi indicati dal Garante ai
sensi  dell'articolo  13,  comma  3,  eventualmente  integrati  anche
oralmente in relazione a particolari caratteristiche del trattamento.
   4.  L'informativa, se non e' diversamente specificato dal medico o
dal  pediatra,  riguarda  anche  il  trattamento  di dati correlato a
quello  effettuato  dal medico di medicina generale o dal pediatra di
libera  scelta,  effettuato da un professionista o da altro soggetto,
parimenti individuabile in base alla prestazione richiesta, che:
   a) sostituisce temporaneamente il medico o il pediatra;
   b)  fornisce una prestazione specialistica su richiesta del medico
e del pediatra;
   c)  puo'  trattare  lecitamente i dati nell'ambito di un'attivita'
professionale prestata in forma associata;
   d) fornisce farmaci prescritti;
   e)  comunica  dati  personali  al medico o pediatra in conformita'
alla disciplina applicabile.
 
   5.  L'informativa  resa  ai  sensi del presente articolo evidenzia
analiticamente eventuali trattamenti di dati personali che presentano
rischi  specifici  per  i diritti e le liberta' fondamentali, nonche'
per   la   dignita'  dell'interessato,  in  particolare  in  caso  di
trattamenti effettuati:
   a)  per  scopi  scientifici,  anche  di  ricerca  scientifica e di
sperimentazione  clinica  controllata  di  medicinali, in conformita'
alle  leggi  e ai regolamenti, ponendo in particolare evidenza che il
consenso, ove richiesto, e' manifestato liberamente;
   b) nell'ambito della teleassistenza o telemedicina;
   c) per fornire altri beni o servizi all'interessato attraverso una
rete di comunicazione elettronica.
                               Art. 79
            (Informativa da parte di organismi sanitari)
 
   1.  Gli  organismi  sanitari  pubblici e privati possono avvalersi
delle  modalita'  semplificate relative all'informativa e al consenso
di  cui  agli  articoli  78  e 81 in riferimento ad una pluralita' di
prestazioni  erogate anche da distinti reparti ed unita' dello stesso
organismo   o   di   piu'   strutture   ospedaliere   o  territoriali
specificamente identificati.
   2.  Nei casi di cui al comma 1 l'organismo o le strutture annotano
l'avvenuta informativa e il consenso con modalita' uniformi e tali da
permettere  una  verifica  al  riguardo  da parte di altri reparti ed
unita'  che,  anche  in  tempi  diversi,  trattano  dati  relativi al
medesimo interessato.
   3.  Le modalita' semplificate di cui agli articoli 78 e 81 possono
essere  utilizzate  in  modo  omogeneo  e  coordinato  in riferimento
all'insieme   dei   trattamenti  di  dati  personali  effettuati  nel
complesso delle strutture facenti capo alle aziende sanitarie.
   4. Sulla base di adeguate misure organizzative in applicazione del
comma 3, le modalita' semplificate possono essere utilizzate per piu'
trattamenti di dati effettuati nei casi di cui al presente articolo e
dai soggetti di cui all'articolo 80.
                               Art. 80
          (Informativa da parte di altri soggetti pubblici)
 
   1.  Oltre  a  quanto  previsto dall'articolo 79, possono avvalersi
della  facolta' di fornire un'unica informativa per una pluralita' di
trattamenti  di  dati  effettuati,  a  fini amministrativi e in tempi
diversi,  rispetto  a  dati  raccolti  presso  l'interessato e presso
terzi, i competenti servizi o strutture di soggetti pubblici operanti
in ambito sanitario o della prevenzione e sicurezza del lavoro.
   2.  L'informativa  di  cui  al comma 1 e' integrata con appositi e
idonei cartelli ed avvisi agevolmente visibili al pubblico, affissi e
diffusi  anche  nell'ambito di pubblicazioni istituzionali e mediante
reti di comunicazione elettronica, in particolare per quanto riguarda
attivita'  amministrative  di  rilevante  interesse  pubblico che non
richiedono il consenso degli interessati.
                               Art. 81
                     (Prestazione del consenso)
 
   1.  Il consenso al trattamento dei dati idonei a rivelare lo stato
di salute, nei casi in cui e' necessario ai sensi del presente codice
o  di  altra  disposizione  di  legge,  puo'  essere  manifestato con
un'unica  dichiarazione,  anche oralmente. In tal caso il consenso e'
documentato,   anziche'   con   atto  scritto  dell'interessato,  con
annotazione  dell'esercente la professione sanitaria o dell'organismo
sanitario pubblico, riferita al trattamento di dati effettuato da uno
o  piu' soggetti e all'informativa all'interessato, nei modi indicati
negli articoli 78, 79 e 80.
   2. Quando il medico o il pediatra fornisce l'informativa per conto
di  piu'  professionisti  ai  sensi  dell'articolo 78, comma 4, oltre
quanto  previsto  dal  comma  1,  il  consenso e' reso conoscibile ai
medesimi  professionisti  con  adeguate  modalita',  anche attraverso
menzione,  annotazione o apposizione di un bollino o tagliando su una
carta  elettronica  o sulla tessera sanitaria, contenente un richiamo
al   medesimo   articolo  78,  comma  4,  e  alle  eventuali  diverse
specificazioni apposte all'informativa ai sensi del medesimo comma.
                               Art. 82
     (Emergenze e tutela della salute e dell'incolumita' fisica)
 
   1.  L'informativa  e il consenso al trattamento dei dati personali
possono  intervenire senza ritardo, successivamente alla prestazione,
nel  caso di emergenza sanitaria o di igiene pubblica per la quale la
competente autorita' ha adottato un'ordinanza contingibile ed urgente
ai  sensi dell'articolo 117 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112.
   2.  L'informativa  e il consenso al trattamento dei dati personali
possono  altresi'  intervenire  senza  ritardo,  successivamente alla
prestazione, in caso di:
   a)  impossibilita'  fisica,  incapacita' di agire o incapacita' di
intendere  o  di  volere  dell'interessato,  quando  non e' possibile
acquisire  il consenso da chi esercita legalmente la potesta', ovvero
da  un  prossimo  congiunto,  da un familiare, da un convivente o, in
loro  assenza,  dal  responsabile  della  struttura presso cui dimora
l'interessato;
   b)  rischio  grave,  imminente  ed  irreparabile  per  la salute o
dell'interessato.
 
   3.  L'informativa  e il consenso al trattamento dei dati personali
possono  intervenire senza ritardo, successivamente alla prestazione,
anche  in  caso  di  prestazione  medica che puo' essere pregiudicata
dall'acquisizione    preventiva   del   consenso,   in   termini   di
tempestivita' o efficacia.
   4.  Dopo  il  raggiungimento  della maggiore eta' l'informativa e'
fornita all'interessato anche ai fini della acquisizione di una nuova
manifestazione del consenso quando questo e' necessario.
                               Art. 83
    (Altre misure per il rispetto dei diritti degli interessati)
 
   1.  I  soggetti  di  cui agli articoli 78, 79 e 80 adottano idonee
misure  per  garantire,  nell'organizzazione  delle prestazioni e dei
servizi, il rispetto dei diritti, delle liberta' fondamentali e della
dignita'  degli interessati, nonche' del segreto professionale, fermo
restando  quanto previsto dalle leggi e dai regolamenti in materia di
modalita'  di  trattamento  dei  dati sensibili e di misure minime di
sicurezza.
   2. Le misure di cui al comma 1 comprendono, in particolare:
   a)  soluzioni  volte  a  rispettare,  in  relazione  a prestazioni
sanitarie  o ad adempimenti amministrativi preceduti da un periodo di
attesa  all'interno  di  strutture,  un  ordine  di  precedenza  e di
chiamata  degli  interessati  prescindendo  dalla loro individuazione
nominativa;
   b)  l'istituzione  di  appropriate  distanze  di cortesia, tenendo
conto dell'eventuale uso di apparati vocali o di barriere;
   c)  soluzioni  tali  da  prevenire,  durante  colloqui, l'indebita
conoscenza  da  parte  di  terzi di informazioni idonee a rivelare lo
stato di salute;
   d)  cautele  volte  ad  evitare  che le prestazioni sanitarie, ivi
compresa   l'eventuale   documentazione   di   anamnesi,  avvenga  in
situazioni  di  promiscuita'  derivanti  dalle modalita' o dai locali
prescelti;
   e)  il rispetto della dignita' dell'interessato in occasione della
prestazione medica e in ogni operazione di trattamento dei dati;
   f)  la  previsione  di  opportuni accorgimenti volti ad assicurare
che,  ove  necessario,  possa  essere  data  correttamente  notizia o
conferma   anche  telefonica,  ai  soli  terzi  legittimati,  di  una
prestazione di pronto soccorso;
   g)  la formale previsione, in conformita' agli ordinamenti interni
delle strutture ospedaliere e territoriali, di adeguate modalita' per
informare   i   terzi   legittimati  in  occasione  di  visite  sulla
dislocazione  degli interessati nell'ambito dei reparti, informandone
previamente  gli  interessati  e rispettando eventuali loro contrarie
manifestazioni legittime di volonta';
   h)  la  messa  in  atto  di  procedure,  anche  di  formazione del
personale, dirette a prevenire nei confronti di estranei un'esplicita
correlazione  tra  l'interessato  e  reparti  o strutture, indicativa
dell'esistenza di un particolare stato di salute;
   i)  la  sottoposizione  degli  incaricati  che non sono tenuti per
legge  al  segreto  professionale  a  regole  di condotta analoghe al
segreto professionale.
                               Art. 84
               (Comunicazione di dati all'interessato)
 
   1.  I  dati personali idonei a rivelare lo stato di salute possono
essere  resi  noti  all'interessato o ai soggetti di cui all'articolo
82,  comma  2,  lettera  a),  da  parte  di  esercenti le professioni
sanitarie  ed  organismi  sanitari,  solo per il tramite di un medico
designato  dall'interessato  o dal titolare. Il presente comma non si
applica  in  riferimento  ai dati personali forniti in precedenza dal
medesimo interessato.
   2.  Il titolare o il responsabile possono autorizzare per iscritto
esercenti   le   professioni   sanitarie   diversi  dai  medici,  che
nell'esercizio  dei propri compiti intrattengono rapporti diretti con
i  pazienti  e  sono  incaricati  di trattare dati personali idonei a
rivelare  lo  stato  di  salute,  a  rendere  noti  i  medesimi  dati
all'interessato  o  ai  soggetti  di  cui  all'articolo  82, comma 2,
lettera  a).  L'atto  di  incarico  individua appropriate modalita' e
cautele rapportate al contesto nel quale e' effettuato il trattamento
di dati.

CAPO III
FINALITA' DI RILEVANTE INTERESSE PUBBLICO

                               Art. 85
             (Compiti del Servizio sanitario nazionale)
 
   1.  Fuori  dei casi di cui al comma 2, si considerano di rilevante
interesse pubblico, ai sensi degli articoli 20 e 21, le finalita' che
rientrano  nei compiti del Servizio sanitario nazionale e degli altri
organismi sanitari pubblici relative alle seguenti attivita':
   a)  attivita'  amministrative  correlate  a quelle di prevenzione,
diagnosi,  cura  e riabilitazione dei soggetti assistiti dal Servizio
sanitario  nazionale,  ivi  compresa  l'assistenza degli stranieri in
Italia  e  dei  cittadini  italiani all'estero, nonche' di assistenza
sanitaria erogata al personale navigante ed aeroportuale;
   b)    programmazione,    gestione,    controllo    e   valutazione
dell'assistenza sanitaria;
   c)     vigilanza    sulle    sperimentazioni,    farmacovigilanza,
autorizzazione  all'immissione  in  commercio  e  all'importazione di
medicinali e di altri prodotti di rilevanza sanitaria;
   d) attivita' certificatorie;
   e) l'applicazione della normativa in materia di igiene e sicurezza
nei luoghi di lavoro e di sicurezza e salute della popolazione;
   f)  le  attivita' amministrative correlate ai trapianti d'organo e
di  tessuti,  nonche'  alle  trasfusioni  di  sangue  umano, anche in
applicazione della legge 4 maggio 1990, n. 107;
   g)   instaurazione,   gestione,  pianificazione  e  controllo  dei
rapporti   tra   l'amministrazione   ed   i  soggetti  accreditati  o
convenzionati del Servizio sanitario nazionale.
 
   2.  Il  comma  1  non  si  applica ai trattamenti di dati idonei a
rivelare  lo  stato  di salute effettuati da esercenti le professioni
sanitarie  o  da  organismi sanitari pubblici per finalita' di tutela
della  salute o dell'incolumita' fisica dell'interessato, di un terzo
o  della  collettivita',  per  i  quali  si osservano le disposizioni
relative   al  consenso  dell'interessato  o  all'autorizzazione  del
Garante ai sensi dell'articolo 76.
   3. All'identificazione dei tipi di dati idonei a rivelare lo stato
di  salute  e  di  operazioni  su essi eseguibili e' assicurata ampia
pubblicita',  anche  tramite  affissione  di una copia o di una guida
illustrativa presso ciascuna azienda sanitaria e presso gli studi dei
medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta.
   4.  Il  trattamento  di  dati  identificativi  dell'interessato e'
lecito  da  parte  dei  soli  soggetti che perseguono direttamente le
finalita'  di cui al comma 1. L'utilizzazione delle diverse tipologie
di  dati  e'  consentita ai soli incaricati, preposti, caso per caso,
alle  specifiche  fasi  delle  attivita'  di  cui  al medesimo comma,
secondo  il  principio  dell'indispensabilita'  dei  dati di volta in
volta trattati.
                               Art. 86
          (Altre finalita' di rilevante interesse pubblico)
 
   1.  Fuori dei casi di cui agli articoli 76 e 85, si considerano di
rilevante  interesse  pubblico,  ai  sensi degli articoli 20 e 21, le
finalita',  perseguite  mediante  trattamento  di  dati  sensibili  e
giudiziari,   relative   alle   attivita'   amministrative  correlate
all'applicazione della disciplina in materia di:
   a)  tutela  sociale  della maternita' e di interruzione volontaria
della  gravidanza, con particolare riferimento a quelle svolte per la
gestione   di   consultori  familiari  e  istituzioni  analoghe,  per
l'informazione,  la  cura  e  la degenza delle madri, nonche' per gli
interventi di interruzione della gravidanza;
   b) stupefacenti e sostanze psicotrope, con particolare riferimento
a  quelle  svolte al fine di assicurare, anche avvalendosi di enti ed
associazioni  senza  fine  di lucro, i servizi pubblici necessari per
l'assistenza  socio-sanitaria  ai  tossicodipendenti,  gli interventi
anche  di tipo preventivo previsti dalle leggi e l'applicazione delle
misure amministrative previste;
   c)  assistenza,  integrazione  sociale  e  diritti  delle  persone
handicappate effettuati, in particolare, al fine di:
   1) accertare l'handicap ed assicurare la funzionalita' dei servizi
   terapeutici  e  riabilitativi,  di  aiuto  personale  e familiare,
   nonche' interventi economici integrativi ed altre agevolazioni;
   2)  curare  l'integrazione  sociale,  l'educazione, l'istruzione e
   l'informazione alla famiglia del portatore di handicap, nonche' il
   collocamento obbligatorio nei casi previsti dalla legge;
   3) realizzare comunita-alloggio e centri socio riabilitativi;
   4)  curare la tenuta degli albi degli enti e delle associazioni ed
   organizzazioni di volontariato impegnati nel settore.
 
2.  Ai  trattamenti  di  cui  al  presente  articolo  si applicano le
disposizioni di cui all'articolo 85, comma 4.

CAPO IV
PRESCRIZIONI MEDICHE

                               Art. 87
       (Medicinali a carico del Servizio sanitario nazionale)
 
   1.  Le  ricette  relative  a  prescrizioni di medicinali a carico,
anche parziale, del Servizio sanitario nazionale sono redatte secondo
il  modello  di  cui  al comma 2, conformato in modo da permettere di
risalire  all'identita'  dell'interessato  solo in caso di necessita'
connesse  al controllo della correttezza della prescrizione, ovvero a
fini  di  verifiche  amministrative  o  per scopi epidemiologici e di
ricerca, nel rispetto delle norme deontologiche applicabili.
   2.  Il  modello  cartaceo  per le ricette di medicinali relative a
prescrizioni  di  medicinali  a  carico, anche parziale, del Servizio
sanitario nazionale, di cui agli allegati 1, 3, 5 e 6 del decreto del
Ministro  della  sanita'  11  luglio  1988,  n. 350, e al capitolo 2,
paragrafo  2.2.2.  del relativo disciplinare tecnico, e' integrato da
un  tagliando  predisposto su carta o con tecnica di tipo copiativo e
unito ai bordi delle zone indicate nel comma 3.
   3.  Il  tagliando  di  cui  al  comma  2 e' apposto sulle zone del
modello   predisposte   per   l'indicazione   delle   generalita'   e
dell'indirizzo dell'assistito, in modo da consentirne la visione solo
per  effetto di una momentanea separazione del tagliando medesimo che
risulti necessaria ai sensi dei commi 4 e 5.
   4.  Il  tagliando puo' essere momentaneamente separato dal modello
di   ricetta,  e  successivamente  riunito  allo  stesso,  quando  il
farmacista lo ritiene indispensabile, mediante sottoscrizione apposta
sul  tagliando,  per  una  effettiva necessita' connessa al controllo
della  correttezza  della  prescrizione, anche per quanto riguarda la
corretta fornitura del farmaco.
   5.  Il  tagliando puo' essere momentaneamente separato nei modi di
cui  al comma 3 anche presso i competenti organi per fini di verifica
amministrativa  sulla  correttezza  della prescrizione, o da parte di
soggetti legittimati a svolgere indagini epidemiologiche o di ricerca
in   conformita'   alla   legge,  quando  e'  indispensabile  per  il
perseguimento delle rispettive finalita'.
   6. Con decreto del Ministro della salute, sentito il Garante, puo'
essere  individuata una ulteriore soluzione tecnica diversa da quella
indicata  nel  comma  1, basata sull'uso di una fascetta adesiva o su
altra tecnica equipollente relativa anche a modelli non cartacei.
                               Art. 88
     (Medicinali non a carico del Servizio sanitario nazionale)
 
   1.   Nelle   prescrizioni   cartacee   di  medicinali  soggetti  a
prescrizione  ripetibile  non  a carico, anche parziale, del Servizio
sanitario   nazionale,   le  generalita'  dell'interessato  non  sono
indicate.
   2.  Nei  casi  di  cui  al  comma  1  il  medico  puo' indicare le
generalita'   dell'interessato   solo   se   ritiene   indispensabile
permettere   di   risalire   alla  sua  identita',  per  un'effettiva
necessita'   derivante  dalle  particolari  condizioni  del  medesimo
interessato  o  da  una  speciale  modalita'  di  preparazione  o  di
utilizzazione.
                               Art. 89
                         (Casi particolari)
 
   1. Le disposizioni del presente capo non precludono l'applicazione
di  disposizioni  normative  che prevedono il rilascio di ricette che
non  identificano  l'interessato  o  recanti particolari annotazioni,
contenute   anche   nel   decreto-legge  17  febbraio  1998,  n.  23,
convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n. 94.
   2.   Nei   casi   in   cui   deve   essere  accertata  l'identita'
dell'interessato  ai  sensi del testo unico delle leggi in materia di
disciplina  degli  stupefacenti  e  sostanze psicotrope, prevenzione,
cura  e  riabilitazione  dei  relativi  stati  di  tossicodipendenza,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990,
n.  309,  e  successive  modificazioni,  le  ricette  sono conservate
separatamente da ogni altro documento che non ne richiede l'utilizzo.

CAPO V
DATI GENETICI

                               Art. 90
     (Trattamento dei dati genetici e donatori di midollo osseo)
 
   1.  Il  trattamento  dei  dati  genetici da chiunque effettuato e'
consentito   nei   soli  casi  previsti  da  apposita  autorizzazione
rilasciata   dal  Garante  sentito  il  Ministro  della  salute,  che
acquisisce, a tal fine, il parere del Consiglio superiore di sanita'.
   2.  L'autorizzazione  di  cui  al  comma  1  individua  anche  gli
ulteriori   elementi   da   includere   nell'informativa   ai   sensi
dell'articolo  13, con particolare riguardo alla specificazione delle
finalita'  perseguite e dei risultati conseguibili anche in relazione
alle  notizie  inattese che possono essere conosciute per effetto del
trattamento  dei dati e al diritto di opporsi al medesimo trattamento
per motivi legittimi.
   3.  Il  donatore  di  midollo  osseo, ai sensi della legge 6 marzo
2001,  n.  52, ha il diritto e il dovere di mantenere l'anonimato sia
nei confronti del ricevente sia nei confronti di terzi.

CAPO VI
DISPOSIZIONI VARIE

                               Art. 91
                   (Dati trattati mediante carte)
 
   1. Il trattamento in ogni forma di dati idonei a rivelare lo stato
di  salute o la vita sessuale eventualmente registrati su carte anche
non elettroniche, compresa la carta nazionale dei servizi, o trattati
mediante  le  medesime  carte  e'  consentito  se necessario ai sensi
dell'articolo 3, nell'osservanza di misure ed accorgimenti prescritti
dal Garante nei modi di cui all'articolo 17.
                               Art. 92
                         (Cartelle cliniche)
 
   1.  Nei casi in cui organismi sanitari pubblici e privati redigono
e  conservano  una  cartella  clinica  in conformita' alla disciplina
applicabile,  sono  adottati opportuni accorgimenti per assicurare la
comprensibilita'  dei  dati  e  per  distinguere  i  dati relativi al
paziente  da  quelli eventualmente riguardanti altri interessati, ivi
comprese informazioni relative a nascituri.
   2.  Eventuali  richieste  di  presa visione o di rilascio di copia
della  cartella  e  dell'acclusa  scheda di dimissione ospedaliera da
parte di soggetti diversi dall'interessato possono essere accolte, in
tutto  o  in  parte,  solo  se  la  richiesta  e'  giustificata dalla
documentata necessita':
   a)  di  far  valere  o difendere un diritto in sede giudiziaria ai
sensi  dell'articolo  26, comma 4, lettera c), di rango pari a quello
dell'interessato, ovvero consistente in un diritto della personalita'
o in un altro diritto o liberta' fondamentale e inviolabile;
   b)  di  tutelare,  in  conformita' alla disciplina sull'accesso ai
documenti  amministrativi, una situazione giuridicamente rilevante di
rango  pari  a  quella  dell'interessato,  ovvero  consistente  in un
diritto   della  personalita'  o  in  un  altro  diritto  o  liberta'
fondamentale e inviolabile.
                               Art. 93
                (Certificato di assistenza al parto)
 
   1.  Ai  fini  della  dichiarazione  di  nascita  il certificato di
assistenza al parto e' sempre sostituito da una semplice attestazione
contenente  i  soli  dati  richiesti  nei  registri  di  nascita.  Si
osservano, altresi', le disposizioni dell'articolo 109.
   2.  Il  certificato  di assistenza al parto o la cartella clinica,
ove  comprensivi  dei  dati  personali  che rendono identificabile la
madre  che  abbia dichiarato di non voler essere nominata avvalendosi
della  facolta'  di  cui  all'articolo  30,  comma 1, del decreto del
Presidente  della  Repubblica 3 novembre 2000, n. 396, possono essere
rilasciati   in   copia  integrale  a  chi  vi  abbia  interesse,  in
conformita'  alla  legge,  decorsi  cento  anni  dalla formazione del
documento.
   3. Durante il periodo di cui al comma 2 la richiesta di accesso al
certificato o alla cartella puo' essere accolta relativamente ai dati
relativi  alla  madre  che  abbia  dichiarato  di  non  voler  essere
nominata,   osservando   le   opportune   cautele   per  evitare  che
quest'ultima sia identificabile.
                               Art. 94
      (Banche di dati, registri e schedari in ambito sanitario)
 
   1.  Il  trattamento  di  dati idonei a rivelare lo stato di salute
contenuti  in  banche di dati, schedari, archivi o registri tenuti in
ambito  sanitario,  e'  effettuato nel rispetto dell'articolo 3 anche
presso  banche  di  dati, schedari, archivi o registri gia' istituiti
alla  data  di entrata in vigore del presente codice e in riferimento
ad  accessi  di terzi previsti dalla disciplina vigente alla medesima
data, in particolare presso:
   a) il registro nazionale dei casi di mesotelioma asbesto-correlati
istituito  presso  l'Istituto  superiore  per  la  prevenzione  e  la
sicurezza  del lavoro (Ispesl), di cui all'articolo 1 del decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri 10 dicembre 2002, n. 308;
   b)  la  banca di dati in materia di sorveglianza della malattia di
Creutzfeldt-Jakob  o  delle varianti e sindromi ad essa correlate, di
cui  al  decreto  del Ministro della salute in data 21 dicembre 2001,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 8 del 10 gennaio 2002;
   c) il registro nazionale delle malattie rare di cui all'articolo 3
del  decreto  del  Ministro  della sanita' in data 18 maggio 2001, n.
279;
   d)   i  registri  dei  donatori  di  midollo  osseo  istituiti  in
applicazione della legge 6 marzo 2001, n. 52;
   e)  gli schedari dei donatori di sangue di cui all'articolo 15 del
decreto   del  Ministro  della  sanita'  in  data  26  gennaio  2001,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 78 del 3 aprile 2001.

TITOLO VI
ISTRUZIONE

CAPO I
PROFILI GENERALI

                               Art. 95
                    (Dati sensibili e giudiziari)
 
   1.  Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli
articoli  20  e  21,  le  finalita'  di istruzione e di formazione in
ambito  scolastico,  professionale,  superiore  o  universitario, con
particolare riferimento a quelle svolte anche in forma integrata.
                               Art. 96
              (Trattamento di dati relativi a studenti)
 
   1.   Al   fine   di  agevolare  l'orientamento,  la  formazione  e
l'inserimento  professionale,  anche  all'estero,  le  scuole  e  gli
istituti  scolastici  di  istruzione  secondaria,  su richiesta degli
interessati,  possono  comunicare o diffondere, anche a privati e per
via  telematica,  dati  relativi  agli  esiti scolastici, intermedi e
finali,  degli  studenti  e  altri  dati  personali diversi da quelli
sensibili   o  giudiziari,  pertinenti  in  relazione  alle  predette
finalita'  e indicati nell'informativa resa agli interessati ai sensi
dell'articolo  13.  I  dati  possono  essere successivamente trattati
esclusivamente per le predette finalita'.
   2. Resta ferma la disposizione di cui all'articolo 2, comma 2, del
decreto del Presidente della Repubblica 24 giugno 1998, n. 249, sulla
tutela del diritto dello studente alla riservatezza. Restano altresi'
ferme  le vigenti disposizioni in materia di pubblicazione dell'esito
degli esami mediante affissione nell'albo dell'istituto e di rilascio
di diplomi e certificati.

TITOLO VII
TRATTAMENTO PER SCOPI STORICI, STATISTICI O SCIENTIFICI

CAPO I
PROFILI GENERALI

                               Art. 97
                        (Ambito applicativo)
 
   1. Il presente titolo disciplina il trattamento dei dati personali
effettuato per scopi storici, statistici o scientifici.
                               Art. 98
             (Finalita' di rilevante interesse pubblico)
 
   1.  Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli
articoli  20 e 21, le finalita' relative ai trattamenti effettuati da
soggetti pubblici:
   a)  per scopi storici, concernenti la conservazione, l'ordinamento
e  la  comunicazione  dei documenti detenuti negli archivi di Stato e
negli  archivi  storici  degli enti pubblici, secondo quanto disposto
dal  decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490, di approvazione del
testo   unico  in  materia  di  beni  culturali  e  ambientali,  come
modificato dal presente codice;
   b)  che  fanno  parte del sistema statistico nazionale (Sistan) ai
sensi  del decreto legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e successive
modificazioni;
   c) per scopi scientifici.
                               Art. 99
         (Compatibilita' tra scopi e durata del trattamento)
 
   1.  Il trattamento di dati personali effettuato per scopi storici,
statistici  o  scientifici  e'  considerato compatibile con i diversi
scopi  per  i  quali  i  dati  sono  stati  in  precedenza raccolti o
trattati.
   2.  Il trattamento di dati personali per scopi storici, statistici
o  scientifici puo' essere effettuato anche oltre il periodo di tempo
necessario  per  conseguire  i  diversi scopi per i quali i dati sono
stati in precedenza raccolti o trattati.
   3.  Per  scopi  storici, statistici o scientifici possono comunque
essere  conservati  o  ceduti  ad altro titolare i dati personali dei
quali, per qualsiasi causa, e' cessato il trattamento.
                              Art. 100
          (Dati relativi ad attivita' di studio e ricerca)
 
   1.   Al   fine   di   promuovere  e  sostenere  la  ricerca  e  la
collaborazione   in   campo  scientifico  e  tecnologico  i  soggetti
pubblici,  ivi comprese le universita' e gli enti di ricerca, possono
con  autonome determinazioni comunicare e diffondere, anche a privati
e  per  via  telematica,  dati  relativi  ad attivita' di studio e di
ricerca,  a  laureati,  dottori  di  ricerca,  tecnici  e  tecnologi,
ricercatori,  docenti,  esperti  e studiosi, con esclusione di quelli
sensibili o giudiziart.
   2.  Resta  fermo il diritto dell'interessato di opporsi per motivi
legittimi ai sensi dell'articolo 7, comma 4, lettera a).
   3.  I dati di cui al presente articolo non costituiscono documenti
amministrativi ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241.
   4.   I   dati   di   cui   al  presente  articolo  possono  essere
successivamente  trattati  per  i  soli  scopi  in base ai quali sono
comunicati o diffusi.

CAPO II
TRATTAMENTO PER SCOPI STORICI

                              Art. 101
                     (Modalita' di trattamento)
 
   1.  I dati personali raccolti per scopi storici non possono essere
utilizzati   per   adottare   atti   o  provvedimenti  amministrativi
sfavorevoli  all'interessato,  salvo  che  siano utilizzati anche per
altre finalita' nel rispetto dell'articolo 11.
   2.  I  documenti  contenenti  dati  personali,  trattati per scopi
storici,  possono essere utilizzati, tenendo conto della loro natura,
solo  se  pertinenti  e  indispensabili  per il perseguimento di tali
scopi. I dati personali diffusi possono essere utilizzati solo per il
perseguimento dei medesimi scopi.
   3.  I  dati  personali possono essere comunque diffusi quando sono
relativi    a    circostanze   o   fatti   resi   noti   direttamente
dall'interessato o attraverso suoi comportamenti in pubblico.
                              Art. 102
             (Codice di deontologia e di buona condotta)
 
   1. Il Garante promuove ai sensi dell'articolo 12 la sottoscrizione
di  un  codice  di  deontologia  e  di  buona condotta per i soggetti
pubblici  e  privati,  ivi  comprese  le  societa'  scientifiche e le
associazioni  professionali,  interessati al trattamento dei dati per
scopi storici.
   2.  Il codice di deontologia e di buona condotta di cui al comma 1
individua, in particolare:
   a) le regole di correttezza e di non discriminazione nei confronti
degli  utenti da osservare anche nella comunicazione e diffusione dei
dati,  in armonia con le disposizioni del presente codice applicabili
ai   trattamenti   di   dati   per   finalita'  giornalistiche  o  di
pubblicazione  di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero
anche nell'espressione artistica;
   b)  le  particolari cautele per la raccolta, la consultazione e la
diffusione  di  documenti concernenti dati idonei a rivelare lo stato
di  salute,  la vita sessuale o rapporti riservati di tipo familiare,
identificando  casi  in cui l'interessato o chi vi abbia interesse e'
informato dall'utente della prevista diffusione di dati;
   c)  le  modalita'  di  applicazione  agli  archivi  privati  della
disciplina  dettata  in  materia  di  trattamento  dei  dati  a scopi
storici,  anche in riferimento all'uniformita' dei criteri da seguire
per  la consultazione e alle cautele da osservare nella comunicazione
e nella diffusione.
                              Art. 103
         (Consultazione di documenti conservati in archivi)
 
   1.  La  consultazione  dei  documenti  conservati negli archivi di
Stato,  in quelli storici degli enti pubblici e in archivi privati e'
disciplinata  dal  decreto  legislativo  29  ottobre 1999, n. 490, di
approvazione   del  testo  unico  in  materia  di  beni  culturali  e
ambientali, come modificato dal presente codice.

CAPO III
TRATTAMENTO PER SCOPI STATISTICI O SCIENTIFICI

                              Art. 104
(Ambito  applicativo  e  dati  identificativi  per scopi statistici o
                            scientifici)
 
   1.  Le  disposizioni del presente capo si applicano ai trattamenti
di  dati  per  scopi  statistici  o, in quanto compatibili, per scopi
scientifici.
   2.  Agli effetti dell'applicazione del presente capo, in relazione
ai  dati  identificativi  si  tiene  conto dell'insieme dei mezzi che
possono essere ragionevolmente utilizzati dal titolare o da altri per
identificare  l'interessato,  anche in base alle conoscenze acquisite
in relazione al progresso tecnico.
                              Art. 105
                     (Modalita' di trattamento)
 
   1.  I  dati  personali trattati per scopi statistici o scientifici
non  possono essere utilizzati per prendere decisioni o provvedimenti
relativamente  all'interessato, ne' per trattamenti di dati per scopi
di altra natura.
   2.  Gli  scopi  statistici o scientifici devono essere chiaramente
determinati e resi noti all'interessato, nei modi di cui all'articolo
13  anche  in relazione a quanto previsto dall'articolo 106, comma 2,
lettera  b),  del  presente  codice e dall'articolo 6-bis del decreto
legislativo 6 settembre 1989, n. 322, e successive modificazioni.
   3.  Quando  specifiche  circostanze  individuate dai codici di cui
all'articolo 106 sono tali da consentire ad un soggetto di rispondere
in  nome  e  per conto di un altro, in quanto familiare o convivente,
l'informativa  all'interessato  puo' essere data anche per il tramite
del soggetto rispondente.
   4.   Per   il   trattamento  effettuato  per  scopi  statistici  o
scientifici  rispetto  a dati raccolti per altri scopi, l'informativa
all'interessato   non   e'   dovuta   quando   richiede   uno  sforzo
sproporzionato  rispetto  al  diritto  tutelato,  se sono adottate le
idonee   forme   di   pubblicita'   individuate  dai  codici  di  cui
all'articolo 106.
                              Art. 106
             (Codici di deontologia e di buona condotta)
 
   1. Il Garante promuove ai sensi dell'articolo 12 la sottoscrizione
di  uno  o  piu'  codici  di  deontologia  e  di buona condotta per i
soggetti  pubblici e privati, ivi comprese le societa' scientifiche e
le  associazioni  professionali,  interessati al trattamento dei dati
per scopi statistici o scientifici.
   2. Con i codici di cui al comma 1 sono individuati, tenendo conto,
per  i  soggetti  gia'  compresi  nell'ambito  del Sistema statistico
nazionale,   di  quanto  gia'  previsto  dal  decreto  legislativo  6
settembre  1989,  n.  322,  e  successive modificazioni, e, per altri
soggetti, sulla base di analoghe garanzie, in particolare:
   a) i presupposti e i procedimenti per documentare e verificare che
i   trattamenti,   fuori  dai  casi  previsti  dal  medesimo  decreto
legislativo n. 322 del 1989, siano effettuati per idonei ed effettivi
scopi statistici o scientifici;
   b)  per  quanto  non  previsto  dal presente codice, gli ulteriori
presupposti   del  trattamento  e  le  connesse  garanzie,  anche  in
riferimento   alla   durata   della   conservazione  dei  dati,  alle
informazioni  da  rendere  agli  interessati  relativamente  ai  dati
raccolti  anche  presso  terzi,  alla  comunicazione e diffusione, ai
criteri   selettivi   da   osservare   per  il  trattamento  di  dati
identificativi,  alle specifiche misure di sicurezza e alle modalita'
per  la  modifica  dei  dati  a  seguito  dell'esercizio  dei diritti
dell'interessato,   tenendo   conto   dei  principi  contenuti  nelle
pertinenti raccomandazioni del Consiglio d'Europa;
   c)   l'insieme   dei  mezzi  che  possono  essere  ragionevolmente
utilizzati  dal  titolare del trattamento o da altri per identificare
l'interessato,  anche  in relazione alle conoscenze acquisite in base
al progresso tecnico;
   d)  le  garanzie  da  osservare  ai  fini  dell'applicazione delle
disposizioni di cui all'articolo 24, comma 1, lettera i), e 43, comma
1,   lettera   g),   che   permettono  di  prescindere  dal  consenso
dell'interessato, tenendo conto dei principi contenuti nelle predette
raccomandazioni;
   e)  modalita'  semplificate  per la prestazione del consenso degli
interessati relativamente al trattamento dei dati sensibili;
   f) le regole di correttezza da osservare nella raccolta dei dati e
le istruzioni da impartire al personale incaricato;
   g)  le misure da adottare per favorire il rispetto dei principi di
pertinenza  e  non  eccedenza dei dati e delle misure di sicurezza di
cui  all'articolo  31,  anche  in  riferimento  alle cautele volte ad
impedire   l'accesso  da  parte  di  persone  fisiche  che  non  sono
incaricati  e  l'identificazione  non  autorizzata degli interessati,
all'interconnessione  dei  sistemi  informativi anche nell'ambito del
Sistema  statistico  nazionale  e  all'interscambio di dati per scopi
statistici  o  scientifici  da effettuarsi con enti ed uffici situati
all'estero anche sulla base delle garanzie previste dall'articolo 44,
comma 1, lettera a);
   h)  l'impegno  al  rispetto di regole di condotta degli incaricati
che  non  sono  tenuti  in  base  alla  legge  al segreto d'ufficio o
professionale,  tali da assicurare analoghi livelli di sicurezza e di
riservatezza.
                              Art. 107
                   (Trattamento di dati sensibili)
 
   1.  Fermo  restando  quanto  previsto dall'articolo 20 e fuori dei
casi  di  particolari  indagini  statistiche o di ricerca scientifica
previste  dalla legge, il consenso dell'interessato al trattamento di
dati  sensibili,  quando  e'  richiesto,  puo'  essere  prestato  con
modalita'  semplificate,  individuate  dal codice di cui all'articolo
106  e  l'autorizzazione  del Garante puo' essere rilasciata anche ai
sensi dell'articolo 40.
                              Art. 108
                   (Sistema statistico nazionale)
 
   1. Il trattamento di dati personali da parte di soggetti che fanno
parte  del  Sistema statistico nazionale, oltre a quanto previsto dal
codice  di  deontologia  e  di  buona  condotta sottoscritto ai sensi
dell'articolo  106,  comma  2, resta inoltre disciplinato dal decreto
legislativo  6 settembre 1989, n. 322, e successive modificazioni, in
particolare  per  quanto  riguarda  il trattamento dei dati sensibili
indicati    nel   programma   statistico   nazionale,   l'informativa
all'interessato,  l'esercizio  dei  relativi  diritti  e  i  dati non
tutelati  dal  segreto  statistico ai sensi dell'articolo 9, comma 4,
del medesimo decreto.
                              Art. 109
         (Dati statistici relativi all'evento della nascita)
 
   1.  Per la rilevazione dei dati statistici relativi agli eventi di
nascita,  compresi quelli relativi ai nati affetti da malformazioni e
ai  nati  morti,  nonche'  per  i  flussi  di  dati anche da parte di
direttori  sanitari,  si osservano, oltre alle disposizioni di cui al
decreto  del  Ministro  della  sanita'  16  luglio  2001,  n. 349, le
modalita'   tecniche   determinate   dall'istituto   nazionale  della
statistica,  sentito  il  Ministro  della  salute,  dell'interno e il
Garante.
                              Art. 110
            (Ricerca medica, biomedica ed epidemiologica)
 
   1. Il consenso dell'interessato per il trattamento dei dati idonei
a  rivelare  lo  stato  di  salute,  finalizzato  a  scopi di ricerca
scientifica  in  campo  medico,  biomedico  o  epidemiologico, non e'
necessario  quando la ricerca e' prevista da un'espressa disposizione
di legge che prevede specificamente il trattamento, ovvero rientra in
un  programma  di  ricerca  biomedica  o  sanitaria previsto ai sensi
dell'articolo  12-bis  del  decreto  legislativo 30 dicembre 1992, n.
502,  e  successive  modificazioni,  e  per  il  quale  sono  decorsi
quarantacinque   giorni  dalla  comunicazione  al  Garante  ai  sensi
dell'articolo  39.  Il  consenso  non  e' inoltre necessario quando a
causa   di   particolari  ragioni  non  e'  possibile  informare  gli
interessati  e  il programma di ricerca e' oggetto di motivato parere
favorevole del competente comitato etico a livello territoriale ed e'
autorizzato dal Garante anche ai sensi dell'articolo 40.
   2.  In  caso  di  esercizio  dei diritti dell'interessato ai sensi
dell'articolo  7  nei  riguardi  dei  trattamenti  di cui al comma 1,
l'aggiornamento,  la  rettificazione  e  l'integrazione dei dati sono
annotati  senza modificare questi ultimi, quando il risultato di tali
operazioni  non  produce  effetti  significativi  sul risultato della
ricerca.

TITOLO VIII
LAVORO E PREVIDENZA SOCIALE

CAPO I
PROFILI GENERALI

                              Art. 111
             (Codice di deontologia e di buona condotta)
 
   1.   Il   Garante   promuove,   ai   sensi  dell'articolo  12,  la
sottoscrizione  di un codice di deontologia e di buona condotta per i
soggetti  pubblici  e  privati  interessati  al  trattamento dei dati
personali  effettuato  per  finalita' previdenziali o per la gestione
del  rapporto  di  lavoro,  prevedendo anche specifiche modalita' per
l'informativa  all'interessato  e  per  l'eventuale  prestazione  del
consenso relativamente alla pubblicazione degli annunci per finalita'
di  occupazione  di cui all'articolo 113, comma 3 e alla ricezione di
curricula contenenti dati personali anche sensibili.
                              Art. 112
             (Finalita' di rilevante interesse pubblico)
 
   1.  Si considerano di rilevante interesse pubblico, ai sensi degli
articoli  20  e 21, le finalita' di instaurazione e gestione da parte
di  soggetti  pubblici  di  rapporti  di  lavoro  di  qualunque tipo,
dipendente  o  autonomo,  anche  non  retribuito o onorario o a tempo
parziale o temporaneo, e di altre forme di impiego che non comportano
la costituzione di un rapporto di lavoro subordinato.
   2.  Tra  i trattamenti effettuati per le finalita' di cui al comma
1, si intendono ricompresi, in particolare, quelli effettuati al fine
di:
   a)  applicare la normativa in materia di collocamento obbligatorio
e assumere personale anche appartenente a categorie protette;
   b) garantire le pari opportunita';
   c)  accertare  il  possesso  di particolari requisiti previsti per
l'accesso  a  specifici  impieghi,  anche  in materia di tutela delle
minoranze  linguistiche, ovvero la sussistenza dei presupposti per la
sospensione   o   la  cessazione  dall'impiego  o  dal  servizio,  il
trasferimento  di  sede  per  incompatibilita'  e  il conferimento di
speciali abilitazioni;
   d)  adempiere  ad  obblighi  connessi alla definizione dello stato
giuridico ed economico, ivi compreso il riconoscimento della causa di
servizio  o  dell'equo  indennizzo,  nonche' ad obblighi retributivi,
fiscali  o  contabili,  relativamente  al  personale in servizio o in
quiescenza,  ivi  compresa  la  corresponsione  di  premi  e benefici
assistenziali;
   e)  adempiere  a  specifici  obblighi  o svolgere compiti previsti
dalla  normativa  in  materia  di  igiene e sicurezza del lavoro o di
sicurezza o salute della popolazione, nonche' in materia sindacale;
   f)   applicare,   anche   da   parte   di  enti  previdenziali  ed
assistenziali,  la  normativa  in materia di previdenza ed assistenza
ivi  compresa  quella  integrativa, anche in applicazione del decreto
legislativo  del Capo provvisorio dello Stato 29 luglio 1947, n. 804,
riguardo   alla   comunicazione  di  dati,  anche  mediante  reti  di
comunicazione elettronica, agli istituti di patronato e di assistenza
sociale,  alle  associazioni di categoria e agli ordini professionali
che   abbiano   ottenuto   il   consenso  dell'interessato  ai  sensi
dell'articolo   23   in   relazione   a   tipi  di  dati  individuati
specificamente;
   g)    svolgere    attivita'    dirette    all'accertamento   della
responsabilita'  civile,  disciplinare  e  contabile  ed  esaminare i
ricorsi  amministrativi  in  conformita'  alle  norme che regolano le
rispettive materie;
   h)  comparire  in  giudizio  a  mezzo  di  propri rappresentanti o
partecipare  alle  procedure di arbitrato o di conciliazione nei casi
previsti dalla legge o dai contratti collettivi di lavoro;
   i) salvaguardare la vita o l'incolumita' fisica dell'interessato o
di terzi;
   l)  gestire  l'anagrafe  dei  pubblici  dipendenti  e applicare la
normativa   in  materia  di  assunzione  di  incarichi  da  parte  di
dipendenti pubblici, collaboratori e consulenti;
   m)  applicare  la  normativa  in  materia  di  incompatibilita'  e
rapporti di lavoro a tempo parziale;
   n)  svolgere  l'attivita'  di indagine e ispezione presso soggetti
pubblici;
   o)   valutare  la  qualita'  dei  servizi  resi  e  dei  risultati
conseguiti.
 
   3.  La  diffusione  dei  dati di cui alle lettere m), n) ed o) del
comma  2  e'  consentita  in  forma  anonima e, comunque, tale da non
consentire l'individuazione dell'interessato.

CAPO II
ANNUNCI DI LAVORO E DATI RIGUARDANTI PRESTATORI DI LAVORO

                              Art. 113
                   (Raccolta di dati e pertinenza)
 
   1.  Resta  fermo  quanto  disposto  dall'articolo 8 della legge 20
maggio 1970, n. 300.

CAPO III
DIVIETO DI CONTROLLO A DISTANZA E TELELAVORO

                              Art. 114
                       (Controllo a distanza)
 
   1.  Resta  fermo  quanto  disposto  dall'articolo 4 della legge 20
maggio 1970, n. 300.
                              Art. 115
                  (Telelavoro e lavoro a domicilio)
 
   1.  Nell'ambito  del rapporto di lavoro domestico e del telelavoro
il  datore  di lavoro e' tenuto a garantire al lavoratore il rispetto
della sua personalita' e della sua liberta' morale.
   2.  Il  lavoratore  domestico  e' tenuto a mantenere la necessaria
riservatezza per tutto quanto si riferisce alla vita familiare.

CAPO IV
ISTITUTI DI PATRONATO E DI ASSISTENZA SOCIALE

                              Art. 116
        (Conoscibilita' di dati su mandato dell'interessato)
 
   1.  Per  lo  svolgimento  delle  proprie attivita' gli istituti di
patronato  e di assistenza sociale, nell'ambito del mandato conferito
dall'interessato,  possono  accedere  alle  banche di dati degli enti
eroganti  le  prestazioni,  in  relazione  a tipi di dati individuati
specificamente con il consenso manifestato ai sensi dell'articolo 23.
   2. Il Ministro del lavoro e delle politiche sociali stabilisce con
proprio  decreto  le linee-guida di apposite convenzioni da stipulare
tra  gli  istituti  di  patronato  e di assistenza sociale e gli enti
eroganti le prestazioni.

TITOLO IX
SISTEMA BANCARIO, FINANZIARIO ED ASSICURATIVO

CAPO I
SISTEMI INFORMATIVI

                              Art. 117
             (Affidabilita' e puntualita' nei pagamenti)
 
   1.   Il   Garante   promuove,   ai   sensi  dell'articolo  12,  la
sottoscrizione di un codice di deontologia e di buona condotta per il
trattamento  dei  dati  personali  effettuato  nell'ambito di sistemi
informativi  di cui sono titolari soggetti privati, utilizzati a fini
di   concessione   di  crediti  al  consumo  o  comunque  riguardanti
l'affidabilita'  e  la  puntualita'  nei  pagamenti  da  parte  degli
interessati, individuando anche specifiche modalita' per garantire la
comunicazione  di dati personali esatti e aggiornati nel rispetto dei
diritti dell'interessato.
                              Art. 118
                     (Informazioni commerciali)
 
   1.   Il   Garante   promuove,   ai   sensi  dell'articolo  12,  la
sottoscrizione di un codice di deontologia e di buona condotta per il
trattamento  dei  dati  personali  effettuato  a fini di informazione
commerciale,  prevedendo  anche,  in correlazione con quanto previsto
dall'  articolo 13, comma 5, modalita' semplificate per l'informativa
all'interessato  e  idonei  meccanismi  per  garantire  la qualita' e
l'esattezza dei dati raccolti e comunicati.
                              Art. 119
             (Dati relativi al comportamento debitorio)
 
   1.  Con  il  codice  di  deontologia  e  di  buona condotta di cui
all'articolo  118  sono  altresi'  individuati termini armonizzati di
conservazione dei dati personali contenuti, in particolare, in banche
di  dati,  registri ed elenchi tenuti da soggetti pubblici e privati,
riferiti al comportamento debitorio dell'interessato nei casi diversi
da  quelli  disciplinati  nel codice di cui all'articolo 117, tenendo
conto della specificita' dei trattamenti nei diversi ambiti.
                              Art. 120
                             (Sinistri)
 
   1.  L'Istituto  per  la vigilanza sulle assicurazioni private e di
interesse  collettivo  (ISVAP) definisce con proprio provvedimento le
procedure  e  le  modalita'  di funzionamento della banca di dati dei
sinistri istituita per la prevenzione e il contrasto di comportamenti
fraudolenti  nel  settore  delle  assicurazioni  obbligatorie  per  i
veicoli  a motore immatricolati in Italia, stabilisce le modalita' di
accesso  alle  informazioni  raccolte dalla banca dati per gli organi
giudiziari  e  per le pubbliche amministrazioni competenti in materia
di  prevenzione  e contrasto di comportamenti fraudolenti nel settore
delle assicurazioni obbligatorie, nonche' le modalita' e i limiti per
l'accesso alle informazioni da parte delle imprese di assicurazione.
   2. Il trattamento e la comunicazione ai soggetti di cui al comma 1
dei  dati personali sono consentiti per lo svolgimento delle funzioni
indicate nel medesimo comma.
   3.  Per  quanto non previsto dal presente articolo si applicano le
disposizioni  dell'articolo  2,  comma 5-quater, del decreto-legge 28
marzo  2000,  n.  70,  convertito,  con modificazioni, dalla legge 26
maggio 2000, n. 137, e successive modificazioni.

TITOLO X
COMUNICAZIONI ELETTRONICHE

CAPO I
SERVIZI DI COMUNICAZIONE ELETTRONICA

                              Art. 121
                        (Servizi interessati)
 
   1. Le disposizioni del presente titolo si applicano al trattamento
dei   dati   personali   connesso   alla   fornitura  di  servizi  di
comunicazione  elettronica  accessibili al pubblico su reti pubbliche
di comunicazioni.
                              Art. 122
  (Informazioni raccolte nei riguardi dell'abbonato o dell'utente)
 
   1. Salvo quanto previsto dal comma 2, e' vietato l'uso di una rete
di  comunicazione  elettronica per accedere a informazioni archiviate
nell'apparecchio  terminale  di  un  abbonato  o  di  un  utente, per
archiviare informazioni o per monitorare le operazioni dell'utente.
   2.  Il  codice  di deontologia di cui all'articolo 133 individua i
presupposti e i limiti entro i quali l'uso della rete nei modi di cui
al   comma   1,   per   determinati  scopi  legittimi  relativi  alla
memorizzazione  tecnica  per  il  tempo  strettamente necessario alla
trasmissione  della  comunicazione o a fornire uno specifico servizio
richiesto dall'abbonato a dall'utente, e' consentito al fornitore del
servizio  di  comunicazione  elettronica nei riguardi dell'abbonato e
dell'utente che abbiano espresso il consenso sulla base di una previa
informativa  ai sensi dell'articolo 13 che indichi analiticamente, in
modo chiaro e preciso, le finalita' e la durata del trattamento.
                              Art. 123
                     (Dati relativi al traffico)
 
   1.  I  dati  relativi  al  traffico riguardanti abbonati ed utenti
trattati  dal fornitore di una rete pubblica di comunicazioni o di un
servizio  di  comunicazione  elettronica accessibile al pubblico sono
cancellati  o  resi  anonimi  quando  non sono piu' necessari ai fini
della  trasmissione  della  comunicazione elettronica, fatte salve le
disposizioni dei commi 2, 3 e 5.
   2.  Il  trattamento  dei  dati  relativi  al traffico strettamente
necessari  a fini di fatturazione per l'abbonato, ovvero di pagamenti
in  caso  di  interconnessione, e' consentito al fornitore, a fini di
documentazione  in  caso  di  contestazione  della  fattura  o per la
pretesa del pagamento, per un periodo non superiore a sei mesi, salva
l'ulteriore  specifica  conservazione  necessaria  per effetto di una
contestazione anche in sede giudiziale.
   3.  Il  fornitore  di  un  servizio  di  comunicazione elettronica
accessibile  al pubblico puo' trattare i dati di cui al comma 2 nella
misura  e  per  la durata necessarie a fini di commercializzazione di
servizi  di comunicazione elettronica o per la fornitura di servizi a
valore  aggiunto,  solo  se  l'abbonato  o  l'utente  cui  i  dati si
riferiscono  hanno manifestato il proprio consenso, che e' revocabile
in ogni momento.
   4.  Nel  fornire l'informativa di cui all'articolo 13 il fornitore
del  servizio  informa  l'abbonato  o  l'utente sulla natura dei dati
relativi al traffico che sono sottoposti a trattamento e sulla durata
del medesimo trattamento ai fini di cui ai commi 2 e 3.
   5.  Il  trattamento  dei  dati  personali  relativi al traffico e'
consentito  unicamente  ad  incaricati del trattamento che operano ai
sensi  dell'articolo  30 sotto la diretta autorita' del fornitore del
servizio  di  comunicazione  elettronica accessibile al pubblico o, a
seconda  dei casi, del fornitore della rete pubblica di comunicazioni
e  che  si occupano della fatturazione o della gestione del traffico,
di  analisi per canto di clienti, dell'accertamento di frodi, o della
commercializzazione  dei servizi di comunicazione elettronica o della
prestazione dei servizi a valore aggiunto. Il trattamento e' limitato
a  quanto  e'  strettamente  necessario  per  lo  svolgimento di tali
attivita'  e  deve  assicurare  l'identificazione dell'incaricato che
accede   ai  dati  anche  mediante  un'operazione  di  interrogazione
automatizzata.
   6. L'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni puo' ottenere i
dati relativi alla fatturazione o al traffico necessari ai fini della
risoluzione    di    controversie    attinenti,    in    particolare,
all'interconnessione o alla fatturazione.
                              Art. 124
                     (Fatturazione dettagliata)
 
   1.  L'abbonato  ha diritto di ricevere in dettaglio, a richiesta e
senza  alcun  aggravio  di spesa, la dimostrazione degli elementi che
compongono  la  fattura relativi, in particolare, alla data e all'ora
di  inizio  della  conversazione,  al  numero selezionato, al tipo di
numerazione,  alla  localita',  alla  durata  e  al  numero di scatti
addebitati per ciascuna conversazione.
   2.   Il   fornitore  del  servizio  di  comunicazione  elettronica
accessibile al pubblico e' tenuto ad abilitare l'utente ad effettuare
comunicazioni   e   a  richiedere  servizi  da  qualsiasi  terminale,
gratuitamente  ed  in  modo  agevole, avvalendosi per il pagamento di
modalita'  alternative  alla  fatturazione,  anche impersonali, quali
carte di credito o di debito o carte prepagate.
   3.   Nella   documentazione  inviata  all'abbonato  relativa  alle
comunicazioni   effettuate  non  sono  evidenziati  i  servizi  e  le
comunicazioni  di cui al comma 2, ne' le comunicazioni necessarie per
attivare le modalita' alternative alla fatturazione.
   4.  Nella fatturazione all'abbonato non sono evidenziate le ultime
tre  cifre  dei  numeri  chiamati.  Ad  esclusivi  fini  di specifica
contestazione  dell'esattezza  di  addebiti  determinati o riferiti a
periodi  limitati,  l'abbonato  puo'  richiedere la comunicazione dei
numeri completi delle comunicazioni in questione.
   5.   Il   Garante,   accertata  l'effettiva  disponibilita'  delle
modalita'  di  cui  al  comma  2,  puo'  autorizzare  il fornitore ad
indicare nella fatturazione i numeri completi delle comunicazioni.
                              Art. 125
                    (Identificazione della linea)
 
   1.  Se  e' disponibile la presentazione dell'identificazione della
linea   chiamante,   il   fornitore  del  servizio  di  comunicazione
elettronica  accessibile al pubblico assicura all'utente chiamante la
possibilita'  di  impedire,  gratuitamente  e  mediante  una funzione
semplice,   la   presentazione   dell'identificazione   della   linea
chiamante,  chiamata  per  chiamata.  L'abbonato chiamante deve avere
tale possibilita' linea per linea.
   2.  Se  e' disponibile la presentazione dell'identificazione della
linea   chiamante,   il   fornitore  del  servizio  di  comunicazione
elettronica accessibile al pubblico assicura all'abbonato chiamato la
possibilita'  di  impedire,  gratuitamente  e  mediante  una funzione
semplice,   la   presentazione  dell'identificazione  delle  chiamate
entranti.
   3.  Se  e' disponibile la presentazione dell'identificazione della
linea chiamante e tale indicazione avviene prima che la comunicazione
sia stabilita, il fornitore del servizio di comunicazione elettronica
accessibile   al   pubblico   assicura   all'abbonato   chiamato   la
possibilita',   mediante   una   funzione  semplice  e  gratuita,  di
respingere    le    chiamate    entranti    se    la    presentazione
dell'identificazione   della   linea  chiamante  e'  stata  eliminata
dall'utente o abbonato chiamante.
   4.  Se  e' disponibile la presentazione dell'identificazione della
linea   collegata,   il   fornitore  del  servizio  di  comunicazione
elettronica accessibile al pubblico assicura all'abbonato chiamato la
possibilita'  di  impedire,  gratuitamente  e  mediante  una funzione
semplice, la presentazione dell'identificazione della linea collegata
all'utente chiamante.
   5.  Le  disposizioni  di  cui  al  comma 1 si applicano anche alle
chiamate  dirette verso Paesi non appartenenti all'unione europea. Le
disposizioni  di  cui  ai  commi  2,  3  e  4 si applicano anche alle
chiamate provenienti da tali Paesi.
   6.  Se  e' disponibile la presentazione dell'identificazione della
linea  chiamante  o di quella collegata, il fornitore del servizio di
comunicazione   elettronica   accessibile  al  pubblico  informa  gli
abbonati  e  gli  utenti  dell'esistenza  di  tale  servizio  e delle
possibilita' previste ai commi 1, 2, 3 e 4.
                              Art. 126
                   (Dati relativi all'ubicazione)
 
   1.  I  dati  relativi  all'ubicazione diversi dai dati relativi al
traffico,  riferiti  agli utenti o agli abbonati di reti pubbliche di
comunicazione  o  di servizi di comunicazione elettronica accessibili
al  pubblico, possono essere trattati solo se anonimi o se l'utente o
l'abbonato ha manifestato previamente il proprio consenso, revocabile
in  ogni  momento,  e  nella  misura e per la durata necessari per la
fornitura del servizio a valore aggiunto richiesto.
   2.  Il  fornitore  del  servizio, prima di richiedere il consenso,
informa  gli  utenti  e  gli  abbonati sulla natura dei dati relativi
all'ubicazione  diversi  dai  dati  relativi  al traffico che saranno
sottoposti   al   trattamento,   sugli   scopi   e  sulla  durata  di
quest'ultimo, nonche' sull'eventualita' che i dati siano trasmessi ad
un terzo per la prestazione del servizio a valore aggiunto.
   3.  L'utente  e  l'abbonato che manifestano il proprio consenso al
trattamento  dei  dati  relativi  all'ubicazione,  diversi  dai  dati
relativi   al   traffico,   conservano   il  diritto  di  richiedere,
gratuitamente   e  mediante  una  funzione  semplice,  l'interruzione
temporanea del trattamento di tali dati per ciascun collegamento alla
rete o per ciascuna trasmissione di comunicazioni.
   4.  Il  trattamento  dei  dati relativi all'ubicazione diversi dai
dati  relativi  al  traffico,  ai  sensi  dei  commi  1  ,  2 e 3, e'
consentito  unicamente  ad  incaricati del trattamento che operano ai
sensi  dell'articolo  30, sono la diretta autorita' del fornitore del
servizio  di  comunicazione  elettronica accessibile al pubblico o, a
seconda  dei casi, del fornitore della rete pubblica di comunicazioni
o   del  terzo  che  fornisce  il  servizio  a  valore  aggiunto.  Il
trattamento  e'  limitato  a quanto e' strettamente necessario per la
fornitura   del   servizio   a  valore  aggiunto  e  deve  assicurare
l'identificazione  dell'incaricato  che accede ai dati anche mediante
un'operazione di interrogazione automatizzata.
                              Art. 127
                (Chiamate di disturbo e di emergenza)
 
   1.  L'abbonato che riceve chiamate di disturbo puo' richiedere che
il  fornitore  della rete pubblica di comunicazioni o del servizio di
comunicazione    elettronica    accessibile    al    pubblico   renda
temporaneamente   inefficace   la  soppressione  della  presentazione
dell'identificazione della linea chiamante e conservi i dati relativi
alla   provenienza   della  chiamata  ricevuta.  L'inefficacia  della
soppressione puo' essere disposta per i soli orari durante i quali si
verificano  le  chiamate di disturbo e per un periodo non superiore a
quindici giorni.
   2.  La richiesta formulata per iscritto dall'abbonato specifica le
modalita'  di  ricezione delle chiamate di disturbo e nel caso in cui
sia   preceduta  da  una  richiesta  telefonica  e'  inoltrata  entro
quarantotto ore.
   3.  I  dati  conservati  ai  sensi  del  comma  1  possono  essere
comunicati  all'abbonato  che  dichiari  di utilizzarli per esclusive
finalita' di tutela rispetto a chiamate di disturbo. Per i servizi di
cui  al  comma  1  il  fornitore  assicura  procedure trasparenti nei
confronti  degli  abbonati  e puo' richiedere un contributo spese non
superiore ai costi effettivamente sopportati.
   4.  Il  fornitore  di  una  rete pubblica di comunicazioni o di un
servizio   di   comunicazione  elettronica  accessibile  al  pubblico
predispone  procedure  trasparenti  per  garantire,  linea per linea,
l'inefficacia  della  soppressione  dell'identificazione  della linea
chiamante,  nonche', ove necessario, il trattamento dei dati relativi
all'ubicazione,   nonostante   il   rifiuto  o  il  mancato  consenso
temporanei   dell'abbonato   o  dell'utente,  da  parte  dei  servizi
abilitati  in  base  alla  legge  a  ricevere chiamate d'emergenza. I
servizi   sono   individuati   con   decreto   del   Ministro   delle
comunicazioni, sentiti il Garante e l'Autorita' per le garanzie nelle
comunicazioni.
                              Art. 128
              (Trasferimento automatico della chiamata)
 
   1.  Il  fornitore  di  un  servizio  di  comunicazione elettronica
accessibile  al pubblico adotta le misure necessarie per consentire a
ciascun  abbonato, gratuitamente e mediante una funzione semplice, di
poter  bloccare  il  trasferimento automatico delle chiamate verso il
proprio terminale effettuato da terzi.
                              Art. 129
                        (Elenchi di abbonati)
 
   1. Il Garante individua con proprio provvedimento, in cooperazione
con   l'Autorita'  per  le  garanzie  nelle  comunicazioni  ai  sensi
dell'articolo   154,   comma  3,  e  in  conformita'  alla  normativa
comunitaria, le modalita' di inserimento e di successivo utilizzo dei
dati  personali  relativi  agli  abbonati  negli  elenchi  cartacei o
elettronici a disposizione del pubblico, anche in riferimento ai dati
gia'  raccolti  prima  della  data  di entrata in vigore del presente
codice.
   2.  Il  provvedimento di cui al comma 1 individua idonee modalita'
per  la  manifestazione  del consenso all'inclusione negli elenchi e,
rispettivamente,  all'utilizzo  dei  dati  per  le  finalita'  di cui
all'articolo  7,  comma  4,  lettera  b),  in base al principio della
massima semplificazione delle modalita' di inclusione negli elenchi a
fini  di mera ricerca dell'abbonato per comunicazioni interpersonali,
e  del consenso specifico ed espresso qualora il trattamento esuli da
tali fini, nonche' in tema di verifica, rettifica o cancellazione dei
dati senza oneri.
                              Art. 130
                    (Comunicazioni indesiderate)
 
   1.  L'uso  di sistemi automatizzati di chiamata senza l'intervento
di  un  operatore per l'invio di materiale pubblicitario o di vendita
diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione
commerciale e' consentito con il consenso dell'interessato.
   2.  La  disposizione  di  cui  al  comma  1  si applica anche alle
comunicazioni elettroniche, effettuate per le finalita' ivi indicate,
mediante   posta   elettronica,   telefax,   messaggi  del  tipo  Mms
(Multimedia  Messaging  Service)  o  Sms (Short Message Service) o di
altro tipo.
   3.  Fuori  dei casi di cui ai commi 1 e 2, ulteriori comunicazioni
per  le  finalita'  di  cui  ai  medesimi  commi effettuate con mezzi
diversi  da  quelli  ivi  indicati,  sono  consentite  ai sensi degli
articoli 23 e 24.
   4.  Fatto  salvo  quanto previsto nel comma 1 , se il titolare del
trattamento  utilizza, a fini di vendita diretta di propri prodotti o
servizi,  le coordinate di posta elettronica fornite dall'interessato
nel  contesto della vendita di un prodotto o di un servizio, puo' non
richiedere  il  consenso  dell'interessato,  sempre  che si tratti di
servizi  analoghi  a  quelli  oggetto  della vendita e l'interessato,
adeguatamente  informato,  non  rifiuti  tale  uso, inizialmente o in
occasione  di  successive  comunicazioni.  L'interessato,  al momento
della  raccolta  e  in  occasione  dell'invio  di  ogni comunicazione
effettuata  per  le  finalita' di cui al presente comma, e' informato
della  possibilita'  di  opporsi  in  ogni momento al trattamento, in
maniera agevole e gratuitamente.
   5.  E'  vietato  in  ogni  caso  l'invio  di  comunicazioni per le
finalita'  di  cui  al  comma  1  o,  comunque, a scopo promozionale,
effettuato  camuffando  o  celando  l'identita'  del mittente o senza
fornire  un  idoneo  recapito  presso  il  quale  l'interessato possa
esercitare i diritti di cui all'articolo 7.
   6.  In  caso  di reiterata violazione delle disposizioni di cui al
presente articolo il Garante puo', provvedendo ai sensi dell'articolo
143, comma 1, lettera b), altresi' prescrivere a fornitori di servizi
di  comunicazione  elettronica  di adottare procedure di filtraggio o
altre  misure  praticabili  relativamente  alle  coordinate  di posta
elettronica da cui sono stati inviate le comunicazioni.
                              Art. 131
                 (Informazioni ad abbonati e utenti)
 
   1.  Il  fornitore  di  un  servizio  di  comunicazione elettronica
accessibile al pubblico informa l'abbonato e, ove possibile, l'utente
circa  la  sussistenza  di situazioni che permettono di apprendere in
modo  non  intenzionale il contenuto di comunicazioni o conversazioni
da parte di soggetti ad esse estranei.
   2.   L'abbonato   informa   l'utente  quando  il  contenuto  delle
comunicazioni  o  conversazioni  puo' essere appreso da altri a causa
del  tipo  di apparecchiature terminali utilizzate o del collegamento
realizzato tra le stesse presso la sede dell'abbonato medesimo.
   3.  L'utente  informa  l'altro  utente  quando,  nel  corso  della
conversazione,  sono  utilizzati dispositivi che consentono l'ascolto
della conversazione stessa da parte di altri soggetti.
                              Art. 132
        Conservazione di dati di traffico per altre finalita'
 
  1.  Fermo  restando  quanto  previsto dall'articolo 123, comma 2, i
dati  relativi  al  traffico telefonico sono conservati dal fornitore
per  trenta  mesi,  per  finalita'  di  accertamento e repressione di
reati,  secondo  le  modalita'  individuate  con decreto del Ministro
della  giustizia,  di  concerto  con  i Ministri dell'interno e delle
comunicazioni, e su conforme parere del Garante.

CAPO II
INTERNET E RETI TELEMATICHE

                              Art. 133
             (Codice di deontologia e di buona condotta)
 
   1.   Il   Garante   promuove,   ai   sensi  dell'articolo  12,  la
sottoscrizione di un codice di deontologia e di buona condotta per il
trattamento  dei dati personali effettuato da fornitori di servizi di
comunicazione  e  informazione offerti mediante reti di comunicazione
elettronica,  con  particolare  riguardo ai criteri per assicurare ed
uniformare  una  piu'  adeguata  informazione  e consapevolezza degli
utenti  delle  reti  di comunicazione elettronica gestite da soggetti
pubblici e privati rispetto ai tipi di dati personali trattati e alle
modalita' del loro trattamento, in particolare attraverso informative
fornite in linea in modo agevole e interattivo, per favorire una piu'
ampia  trasparenza  e correttezza nei confronti dei medesimi utenti e
il  pieno rispetto dei principi di cui all'articolo 11, anche ai fini
dell'eventuale  rilascio  di  certificazioni  attestanti  la qualita'
delle modalita' prescelte e il livello di sicurezza assicurato.

CAPO III
VIDEOSORVEGLIANZA

                              Art. 134
             (Codice di deontologia e di buona condotta)
 
   1.   Il   Garante   promuove,   ai   sensi  dell'articolo