Giovedì, 23 Maggio 2019

Notiziario sull’attività dell’Unione Europea

Aggiornata la black list dei vettori aerei – La Commissione europea ha aggiornato l’elenco comunitario dei vettori aerei soggetti a divieto operativo o a restrizioni all’interno dell’Unione in quanto ritenuti non sufficientemente sicuri. Il nuovo Regolamento UE n. 2019/618 con l’elenco dei vettori aerei è consultabile al seguente link
https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32019R0618&from=IT

Parlamento UE conferma riduzioni CO2 previste per il 2030 – La sessione plenaria del Parlamento UE ha definitivamente approvato la norma sul taglio delle emissioni di CO2 per i veicoli di massa superiore a 3,5 tonnellate che, come è noto, fa parte del III Pacchetto Mobilità. È stato confermato l’accordo raggiunto a fine febbraio durante i negoziati del trilogo tra Commissione europea, Parlamento e Consiglio dei Ministri che prevede una riduzione delle emissioni pari al 30% entro il 2030. Confermato anche l’obiettivo intermedio di riduzione pari al 15% fissato per il 2025. L’ultimo passaggio sarà rappresentato dall’adozione formale del testo da parte del Consiglio dei Ministri e dalla successiva pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Parlamento UE approva modifiche al I Pacchetto mobilità – La penultima sessione plenaria del Parlamento europeo di questa legislatura ha approvato modifiche al I Pacchetto mobilità votando blocchi di emendamenti che si erano resi necessari dopo il rinvio in Commissione Trasporti della settimana scorsa. La votazione dovrà essere seguita dai negoziati del trilogo con Commissione europea e Consiglio dei Ministri a cui tuttavia parteciperà certamente il Parlamento della prossima legislatura che sarà composto dai deputati eletti nelle elezioni del 26 maggio (infatti, è pressoché impossibile giungere a un’intesa entro fine aprile).
Le modifiche approvate fanno riferimento ai tre temi principali in discussione che, come è noto, riguardano i Regolamenti 1071/2009 e 1072/2009 sull’accesso alla professione e al mercato internazionale (cabotaggio), il distacco dei lavoratori e i tempi di guida e di riposo. Per quanto riguarda l’accesso all’attività di autotrasportatore con veicoli sotto le 3,5 tonnellate, è stata votata l’estensione dei requisiti per l’accesso alla professione alle imprese di autotrasporto che operano con veicoli di massa superiore alle 2,4 tonnellate (attualmente è lasciata libertà agli Stati Membri per la regolamentazione delle imprese che operano con veicoli di massa inferiore a 3,5 tonnellate).
Relativamente al cabotaggio, è stato deciso che per l’autotrasportatore che arriva da un trasporto internazionale è prevista la possibilità di effettuare un numero illimitato di operazioni in 3 giorni seguiti da un periodo di raffreddamento di 60 ore che l’autotrasportatore deve trascorrere nel proprio paese di stabilimento e finché non venga eseguito un nuovo trasporto internazionale avente origine nello Stato membro in cui è stabilita l’impresa (attualmente, come è noto, per l’autotrasportatore che arriva da un trasporto internazionale è prevista la possibilità di effettuare fino a un massimo di 3 operazioni di cabotaggio in 7 giorni).
In merito al distacco dei lavoratori è stato previsto che le norme sul distacco approvate un anno fa con la Direttiva n. 957/2018 (che rafforza il principio della parità di trattamento economico e normativo tra il lavoratore distaccato e quello del Paese ospitante) siano applicate anche ai lavoratori distaccati nel settore dell’autotrasporto precedentemente esclusi. Quindi le norme esistenti sul distacco dei lavoratori si dovrebbero applicare al cabotaggio e alle operazioni di trasporto internazionale, escludendo però il transito e le operazioni di trasporto bilaterale (in questo caso non possono essere previste più di due operazioni di carico e scarico nello stesso viaggio).
Infine, per quanto riguarda i tempi di guida e di riposo, sono state mantenute le attuali previsioni (due periodi di riposo settimanali regolari o un periodo di riposo settimanale regolare e uno ridotto) ma prevedendo che le imprese debbano fare in modo che l’autista possa tornare nel suo Paese di residenza almeno una volta ogni 4 settimane e che il riposo settimanale regolare non possa essere effettuato in cabina. Tutte le documentazioni dovranno essere tenute a bordo del veicolo per almeno 56 giorni.
Relativamente ai tachigrafi intelligenti che, come è noto, dovranno essere installati sui veicoli di nuova immatricolazione a partire dal 15 giugno 2019, per i veicoli già immatricolati è stato votato un nuovo approccio che prevede l’installazione per fasi: per i veicoli suddetti l’introduzione sarebbe dovuta avvenire da giugno 2031, mentre ora sono stati previsti dai 3 ai 5 anni di tempo a seconda della versione di tachigrafo digitale posseduto.
Nessuna disposizione di quelle approvate troverà per il momento applicazione in quanto, come premesso, l’ultima decisione spetta al trilogo tra le Isituzioni e molto probabilmente al nuovo Parlamento che si formerà dopo le elezioni del 26 maggio.

Al via il telepedaggio unico europeo – E’ stata pubblicata sulla GUCE la direttiva UE 2019/520 sul nuovo servizio europeo di telepedaggio (S.E.T.) che abroga la precedente direttiva 2004/52 sulla materia. In questo modo gli utenti della strada potranno utilizzare un unico sistema di telepedaggio per pagare il transito autostradale nei vari paesi UE. Gli Stati membri hanno ora 3 anni di tempo per adottare il nuovo sistema di pagamento – Direttiva UE 2019/520 del 19.3.2019, su GUCE L. 91 del 29.3.2019.

Parlamento UE approva modifiche al II Pacchetto mobilità – Relativamente alla modifica della Direttiva UE n. 106/92 sul trasporto combinato la sessione plenaria del Parlamento UE ha votato positivamente sulla relazione dell’On. Daniela Aiuto (Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia diretta) confermando la posizione adottata dalla Commissione Trasporti nel luglio 2018. Come è noto, quel voto ha apportato alcune modifiche alla direttiva tra cui l’applicazione delle regole previste per il cabotaggio e il distacco transnazionale alle tratte stradali del trasporto combinato, la nuova definizione della lunghezza della tratta stradale in combinazione con la tratta non stradale portata a 150 km di distanza nel territorio dell’Unione Europea e la graduale dematerializzazione della documentazione che comprende le informazioni necessarie per ciascuna operazione di trasporto combinato. Il voto di ieri contrasta quindi l’intesa raggiunta dal Consiglio dei Ministri dei Trasporti di dicembre 2018 che, modificando l’art. 4 della direttiva, prevedeva il diritto degli Stati membri di limitare il numero di tratte stradali di trasporto combinato che un trasportatore di un altro Stato può eseguire (questione su cui il trilogo tra Commissione, Parlamento e Consiglio successivo all’intesa di dicembre non aveva raggiunto alcun accordo). I negoziati fra le tre Istituzioni continueranno sulla base della suddetta relazione e un eventuale accordo sarà raggiunto solamente nella prossima legislatura.

Brexit – Consiglio europeo del 21 marzo 2019 – Il Consiglio europeo ha approvato lo strumento relativo all’accordo di recesso e la dichiarazione congiunta integrativa della dichiarazione politica concordati tra la Commissione europea e il governo del Regno Unito a Strasburgo l’11 marzo 2019 acconsentendo a una proroga fino al 22 maggio 2019, a condizione che l’accordo di recesso sia approvato dalla Camera dei Comuni la prossima settimana. Se l’accordo di recesso non sarà approvato il Consiglio europeo acconsente a una proroga fino al 12 aprile 2019 e si attende che il Regno Unito indichi prima di tale data il percorso da seguire, in vista dell’esame da parte del Consiglio europeo. Il Consiglio europeo ha ribadito che non è possibile riaprire l’accordo di recesso che è stato concordato tra l’Unione e il Regno Unito nel novembre 2018. Ogni impegno, dichiarazione o altro atto unilaterale dovrebbe essere compatibile con la lettera e lo spirito dell’accordo di recesso.

IRU Goods Transport Liaison Committee (CLTM) – Si è svolto il 7 marzo scorso il meeting del Comitato in oggetto organizzato dall’IRU. Come di consueto sono stati affrontati specifici temi di discussione riguardanti l’industria dell’autotrasporto che continueranno a essere materia di approfondimento anche successivamente alla luce degli sviluppi politici relativi ai temi in oggetto. Si segnalano di seguito le informazioni di massima sui temi affrontati durante l’incontro:

  • Brexit – Come è noto, il 30 marzo è la data del divorzio definitivo tra Regno Unito e Unione Europea. Alla luce del voto di ieri nella Camera dei Comuni è sempre più ipotizzabile un’uscita del Regno Unito senza accordo (il cosiddetto no deal). Senza accordo il Regno Unito ormai Paese terzo dovrà reintrodurre le formalità doganali al confine e i trasporti potranno essere svolti con autorizzazioni multilaterali CEMT, ma la Presidenza rumena dell’attuale semestre al Consiglio dell’UE ha proposto a fine febbraio un regime transitorio fino a fine 2019 per poter effettuare trasporti senza limitazioni del numero di viaggi come accade oggi con la licenza comunitaria. La situazione rimane comunque in costante mutamento: oggi è previsto un nuovo voto nel Parlamento inglese sulla volontà di recedere o meno dall’UE con un accordo. In caso di volontà positiva sulla necessità di un accordo, ci sarà una terza votazione sulla possibile richiesta di proroga della scadenza di uscita (che potrebbe essere prevista non più tardi di metà maggio a causa delle imminenti elezioni del Parlamento UE).
  • Pacchetto Mobilità I – Finite quasi su un binario morto le trattative sui triloghi relativi alle proposte di modifica sull’accesso alla professione e al mercato, sul distacco e sui tempi di guida e di riposo, è stato affrontato il tema della revisione della direttiva sulle eurovignette. In base a una risoluzione legislativa di ottobre scorso è stato previsto che dal 2023 debbano essere eliminati i sistemi di tariffazione basati sul tempo e potranno essere introdotti solamente nuovi sistemi di tariffazione basati sulla distanza. Anche in questo caso i negoziati interistituzionali del trilogo devono essere ancora avviati.
  • Tachigrafo intelligente – Come è noto, dal 15 giugno 2019 i tachigrafi intelligenti che prevedono una connessione al sistema di navigazione satellitare e una comunicazione remota con le Autorità di controllo dovranno essere installati nei veicoli di nuova immatricolazione. Per tutti i veicoli immatricolati prima l’introduzione deve avvenire entro 15 anni da quando è stato pubblicato il regolamento di esecuzione n. 699/2016 del regolamento UE n. 165/2014, quindi da giugno 2031.
  • L’IRU ha inoltre presentato il proprio manifesto relativo alle priorità di lavoro da presentare ai nuovi membri del Parlamento UE e della futura Commissione europea all’indomani delle elezioni del prossimo maggio. I temi riguardano l’attuazione dei pacchetti di mobilità che includono il funzionamento del mercato, la digitalizzazione e la sicurezza stradale, l’adozione di tecnologie pulite e sicure, le sfide dell’innovazione.

Raggiunto l’accordo sul Meccanismo per collegare l’Europa – Parlamento e Consiglio europei hanno raggiunto l’accordo provvisorio sulla proposta relativa al Meccanismo per collegare l’Europa – Connecting Europe Facility (CEF) – nell’ambito del prossimo bilancio UE a lungo termine 2021-2027. Il nuovo programma CEF intende rafforzare gli investimenti nelle reti infrastrutturali europee per i settori dei trasporti, dell’energia e del digitale per una mobilità più sicura, pulita e connessa. Nel settore dei trasporti il CEF – con un budget di oltre 30,6 miliardi di euro – contribuirà allo sviluppo di progetti di interesse comune per quanto riguarda reti e infrastrutture efficienti e consentirà all’UE di completare la propria rete di trasporti entro il 2030. L’accordo dovrà ora essere approvato formalmente dalle singole istituzioni.

Dal 2030 CO2 ridotte di un terzo per i veicoli pesanti – È stato raggiunto un accordo tra Commissione europea, Parlamento e Consiglio dei Ministri sulla proposta di regolamento che definisce i livelli di emissione di CO2 per i veicoli di massa superiore a 3,5 tonnellate. La proposta fa parte della terza serie di azioni per il trasporto europeo presentate a maggio 2018 dalla Commissione. Le previsioni iniziali della Commissione per la riduzione delle emissioni del 30% dal 2030 in poi con l’obiettivo intermedio di riduzione del 15% già dal 2025 al 2029 sono state approvate. I costruttori di veicoli dovranno garantire una produzione minima del 2% di veicoli a basse emissioni a partire dal 2025. L’iter di approvazione del provvedimento prevede ora il passaggio definitivo al Parlamento europeo.

Informazioni elettroniche del trasporto merci – La Commissione Trasporti-Turismo del Parlamento Europeo ha emendato la proposta di regolamento sulle informazioni elettroniche del trasporto merci (Proposta COM-2018 0279) che la Commissione europea ha presentato nell’ambito del III pacchetto mobilità. Il Parlamento ritiene che occorra dare un forte impulso all’obiettivo di digitalizzare i documenti amministrativi relativi al trasporto merci, tenuto conto che allo stato attuale circa il 99 per cento dei documenti è ancora di tipo cartaceo. Questo comporta ricadute negative a livello di sostenibilità ambientale, sia per l’impatto diretto dell’utilizzo della carta sia, soprattutto, per il mancato coordinamento e razionalizzazione delle singole operazioni nei trasporti intermodali che comportano inevitabilmente un maggior utilizzo di combustibili; inoltre i dati digitali opportunamente interconnessi potrebbero essere utilizzati dalle autorità per monitorare alcune normative importanti come quella del cabotaggio e del distacco internazionale. La decisione del Parlamento sarà ora trasmessa alla Commissione UE e al Consiglio per procedere con l’esame in prima lettura.
http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/A-8-2019-0060_IT.html?redirect

Brexit – Nell’ambito del piano di emergenza varato a dicembre scorso dalla Commissione europea in caso di uscita del Regno Unito dall’UE “senza accordo”, il Consiglio europeo ha definito la sua posizione per quanto riguarda il trasporto aereo e il trasporto su strada al fine di consentire in via provvisoria sia ai vettori aerei che agli autotrasportatori con licenze rilasciate nel Regno Unito di continuare ad effettuare l’attività di trasporto tra tale Paese e gli altri Stati membri purché tale diritto sia riconosciuto reciprocamente. Ovviamente tali misure temporanee non pregiudicano eventuali negoziati futuri con il Regno Unito.

Cabine più aerodinamiche per gli autocarri – Il Consiglio europeo ha approvato l’accordo raggiunto tra la presidenza rumena e il Parlamento europeo volto a introdurre per gli autocarri cabine più lunghe e aerodinamiche che ridurranno in modo significativo il consumo di carburante e miglioreranno la sicurezza. Le nuove cabine, se saranno soddisfatti i requisiti necessari per l’omologazione, potrebbero essere immesse sul mercato già dall’1 settembre 2020.

Commissione Trasporti del Parlamento UE approva solo una parte del I Pacchetto Mobilità – Nella giornata del 10 gennaio  la Commissione Trasporti del Parlamento europeo ha approvato solo una parte dell’intesa raggiunta a dicembre scorso dal Consiglio dei Ministri dei Trasporti europei sulle modifiche da apportare alle norme presenti nel I Pacchetto mobilità, che riguardano come è noto tempi di guida e di riposo anche in cabina, distacco, cabotaggio e requisiti per accesso all’attività di autotrasportatore con veicoli sotto le 3,5 tonnellate. Le modifiche a cui è stato dato il via libera riguardano queste ultime due materie mentre sono state respinte quelle che riguardavano tempi di guida e di riposo e distacco dei conducenti.
In particolare è stata votata l’estensione dei requisiti per l’accesso alla professione alle imprese di autotrasporto che operano con veicoli di massa superiore alle 2,4 tonnellate (attualmente è lasciata libertà agli Stati Membri per la regolamentazione delle imprese che operano con veicoli di massa inferiore a 3,5 tonnellate). Pertanto in base alle norme approvate anche le imprese che operano solo con quei veicoli dovranno possedere la capacità professionale, quella finanziaria, l’onorabilità e lo stabilimento nell’UE. Per quanto riguarda il cabotaggio viene previsto che le relative operazioni si svolgano nell’arco di tre giorni e che debbano essere interrotte da 60 ore di raffreddamento (cooling off) che l’autotrasportatore deve trascorrere nel proprio paese di stabilimento. Attualmente come è noto per l’autotrasportatore che arriva da un trasporto internazionale è prevista la possibilità di effettuare fino a un massimo di 3 operazioni di cabotaggio in 7 giorni.
Nell’intesa che era stata raggiunta dal Consiglio dei Ministri dei Trasporti europei nel mese scorso il periodo di raffreddamento era pari a 5 giorni e si aggiungeva all’attuale disciplina di 3 operazioni in 7 giorni.

Al momento è difficile prevedere cosa accadrà perché le norme di modifica del pacchetto sono tutte collegate e non sembra ipotizzabile che se ne possano stralciare alcune. Dagli addetti ai lavori le previsioni circa la possibilità che l’intera riforma possa arrivare al traguardo della sua approvazione è altamente a rischio.

L’Unione europea contro le esenzioni fiscali dei porti – La Commissione Ue è tornata sulla questione della tassazione delle entrate delle Autorità di Sistema Portuale generate dalla riscossione dei canoni di concessione invitando formalmente Italia e Spagna ad adeguare dall’1 gennaio 2020 le rispettive legislazioni alle norme in materia di aiuti di Stato. Si rammenta che ad aprile scorso le 17 associazioni del cluster marittimo tra cui Confetra si erano schierate contro questa posizione dell’UE respingendo con una nota congiunta le richieste avanzate da Bruxelles. Con le decisioni ora adottate la Commissione europea ha sottolineato che le attività economiche effettuate dai porti (come la concessione dell’accesso al porto dietro pagamento) non possono essere soggette ad esenzione fiscale ma devono essere tassate al pari di quelle degli altri operatori economici che generano profitti. Le decisioni prese nei confronti di Italia e Spagna fanno seguito a recenti decisioni in cui la Commissione ha chiesto a Paesi Bassi, Belgio e Francia di abolire le esenzioni dall’imposta sulle società di cui beneficiavano i rispettivi porti al fine di garantire condizioni concorrenziali eque in questo settore economico. Italia e Spagna hanno ora due mesi di tempo per rispondere alle richieste di Bruxelles.

Brexit – La Commissione europea ha varato il piano di emergenza in caso di uscita del Regno Unito dall’UE “senza accordo”; il piano consiste in 14 misure da applicare in un numero limitato di settori, tra cui in particolare servizi finanziari, trasporti, dogane e politica europea in materia di clima, per limitare i danni più rilevanti che una Brexit senza accordo provocherebbe nei predetti settori. Nelle prossime settimane la Commissione europea continuerà ad attuare il suo piano di emergenza affinché i provvedimenti entrino in vigore il 30 marzo 2019. Per ulteriori approfondimenti si segnala il seguente link europa.eu/rapid/press-release_IP-18-6851_it.pdf 

Autorità europea del lavoro – Il Consiglio europeo ha concordato la sua posizione (orientamento generale) sull’istituzione dell’Autorità europea del lavoro, un nuovo organismo che dovrà sostenere gli Stati membri nell’attuazione della legislazione dell’UE negli ambiti della mobilità transfrontaliera dei lavoratori, inclusi la libera circolazione e il distacco dei lavoratori. In particolare, l’Autorità dovrà agevolare l’accesso alle informazioni riguardanti i diritti e gli obblighi nei casi di mobilità transfrontaliera per i lavoratori, i datori di lavoro e le amministrazioni nazionali, favorire il coordinamento tra gli Stati membri ai fini dell’applicazione transfrontaliera della pertinente normativa dell’Unione, anche mediante ispezioni concertate e congiunte, svolgere opera di mediazione fra le autorità degli Stati membri per trovare soluzioni nei casi di controversie transfrontaliere, agevolare la cooperazione tra i pertinenti portatori di interesse dell’Unione e nazionali al fine di trovare soluzioni in caso di perturbazioni del mercato del lavoro nonché sostenere la cooperazione tra gli Stati membri nella lotta al lavoro non dichiarato. L’accordo raggiunto dal Consiglio costituirà la base per i negoziati con il Parlamento europeo.

Intesa dei Ministri dei Trasporti europei sul I Pacchetto mobilità – Il Consiglio dei Ministri dei Trasporti europeo ha raggiunto ieri un’intesa sulle modifiche da apportare alle norme presenti nel I Pacchetto mobilità, seppur con la solita spaccatura tra i Paesi dell’est più Belgio e Irlanda e i Paesi della cosiddetta Road Alliance (tra cui Italia, Francia, Germania e Austria). Partendo dal documento redatto dalla Presidenza austriaca che, come è noto, è stato reso pubblico nell’ottobre scorso i Ministri hanno raggiunto un compromesso sui temi del distacco, del cabotaggio, dei tempi di guida e di riposo e del tachigrafo intelligente.
Per quanto riguarda il distacco, l’applicabilità delle regole stabilite dalla direttiva di riferimento devono essere applicate ai trasporti internazionali e devono essere esplicitamente escluse dall’applicabilità suddetta le operazioni di trasporto bilaterale (in questo caso non possono essere previste più di due operazioni di carico e scarico nello stesso viaggio) e il transito. In riferimento alle operazioni di cabotaggio (Regolamento UE n. 1072/2009) l’intesa prevede il mantenimento del limite di tre operazioni in sette giorni e un periodo di raffreddamento (cooling off) di cinque giorni che deve seguire l’ultima operazione di cabotaggio prima che ulteriori operazioni di cabotaggio possano essere effettuate nello stesso Stato membro con lo stesso veicolo.
Sui tempi di guida e di riposo (Regolamento UE n. 561/2006) è stato confermato che il riposo settimanale regolare di 45 ore deve essere trascorso fuori dalla cabina in luoghi idonei forniti dal datore di lavoro; inoltre gli autisti devono tornare nel paese di origine ogni quattro settimane, ovvero ogni tre settimane se sono stati svolti almeno due riposi settimanali ridotti (da 24 a 45 ore).
Infine è prevista entro la fine del 2024 l’introduzione di una nuova versione del tachigrafo intelligente (Regolamento UE n. 165/2014) che dovrà registrare ogni attraversamento di confine fra Stati e ogni punto di carico e scarico delle merci. L’iter di modifica del provvedimento prevede ora un nuovo passaggio al Parlamento europeo per giungere infine al trilogue tra Commissione europea, Parlamento e Consiglio dei Ministri.

Il Parlamento europeo approva una modifica al III Pacchetto mobilità – L’Europarlamento in seduta plenaria ha modificato una delle proposte presentate nel maggio scorso dalla Commissione europea nell’ambito della terza serie di azioni per il trasporto europeo. Sono stati accolti emendamenti relativi alla proposta di regolamento che definisce i livelli di emissione di CO2 per i veicoli di massa superiore a 3,5 tonnellate.
Le nuove previsioni mirano a raggiungere un obiettivo più alto di riduzione delle emissioni innalzando al 20% il tetto previsto dal 2025 al 2029 e al 35% il tetto previsto dal 2030 in poi (in precedenza i valori previsti erano rispettivamente al 15% e al 30%). Inoltre i costruttori di veicoli dovranno garantire che i veicoli a basse o zero emissioni siano presenti in misura pari al 5% dal 2025 e al 20% dal 2030 all’interno del loro parco vendita. L’iter di modifica del provvedimento proseguirà nel trilogue composto dalla Commissione Europea, il Consiglio dei Ministri dei Trasporti e il Parlamento.

Zeno D’Agostino eletto al vertice della European Sea Ports Organisation (ESPO) – L’assemblea generale della European Sea Ports Organisation (ESPO) ha nominato il nuovo Ufficio di presidenza. Eamonn O’Reilly (Irlanda) è stato confermato nel ruolo di Presidente mentre sono stati nominati Vice presidenti Zeno d’Agostino, attuale Presidente di Assoporti e Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, ed Annaleena Makila (rappresentante finlandese). Per l’Italia questa nomina è molto importante poiché consentirà al Paese di esprimersi direttamente e a livello europeo su decisioni riguardanti il futuro dei porti.

In arrivo fondi europei per il porto di Napoli – Nel quadro della politica di coesione, la Commissione europea ha adottato cinque importanti progetti destinati alla città di Napoli uno dei quali finalizzato a migliorare l’accessibilità del porto. In particolare, con uno stanziamento di 111 milioni di euro l’Unione europea permetterà di effettuare lavori che consentiranno di trasportare via ferrovia volumi maggiori di merci da e verso le navi, con conseguente riduzione dell’inquinamento atmosferico e miglioramento dell’efficienza energetica del porto.

IRU Goods Transport Liaison Committee (CLTM)Si è svolto il 3 ottobre scorso il meeting del Comitato in oggetto organizzato dall’IRU. Si segnalano di seguito i principali temi di discussione riguardanti l’industria dell’autotrasporto che sono stati affrontati e che continueranno a essere materia di approfondimento alla luce delle riflessioni esposte dai rappresentanti delle diverse autorità associative degli Stati Membri presenti:

  • Ambiente – L’IRU supporta le proposte europee circa il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti previsti per il 2025 e il 2030 (rispettivamente al 15% e al 30%). Il coinvolgimento nell’attuazione dei suddetti standard coinvolge i governi, gli stakeholders e l’industria del settore in vista di una decarbonizzazione globale prevista per il 2050 e basata su alcuni pilastri quali l’efficienza dei veicoli, i carburanti alternativi e le nuove misure tecnologiche. È stato altresì fornito un aggiornamento sull’iter del III Pacchetto mobilità promosso dalla Commissione Europea nel maggio scorso: la Commissione ambiente del Parlamento europeo inizierà a esprimersi e a votare gli eventuali emendamenti a partire da metà ottobre.
  • Carenza di autisti – Si registra sempre di più la carenza di personale viaggiante in tutta Europa. Lo scorso marzo è stata istituita una task force internazionale che ha affrontato argomenti quali l’inserimento nella professione, compreso il reclutamento e le abilità, le condizioni di lavoro, l’immagine e la percezione della professione, le future opportunità che il settore può offrire e la possibilità di coinvolgere giovani e donne. Il risultato è stato quello di fissare azioni di breve, medio e lungo termine con la richiesta del sostegno e del supporto delle varie associazioni nazionali aderenti. I progressi raggiunti saranno oggetto di valutazione nel 2019.
  • Pacchetto mobilità I – La presidenza austriaca al Consiglio dell’UE di questo secondo semestre 2018 si è impegnata a proseguire i negoziati del I Pacchetto mobilità, nonostante il naufragio dell’iter di approvazione avvenuto a fine giugno a causa della spaccatura politica e nazionale dei gruppi presenti al Parlamento Europeo. Il documento prodotto è stato reso pubblico lo scorso 1° ottobre con l’obiettivo di giungere a un possibile compromesso sui temi del distacco, del cabotaggio, dei tempi di guida e di riposo e del tachigrafo intelligente.
  • Brexit – 2,6 milioni di veicoli attraversano il Porto di Dover ogni anno. L’IRU ha paventato alle associazioni partecipanti l’alta probabilità che si giunga alla soluzione “no deal”, ossia una uscita del Regno Unito dall’UE senza accordo. Alla luce di questo scenario è indispensabile capire innanzitutto quali potrebbero essere le conseguenze per le imprese che effettuano traffici di merci con l’Inghilterra, valutando di conseguenza se si renda necessario caldeggiare le istituzioni per il raggiungimento di una soluzione multilaterale o per la sottoscrizione di accordi bilaterali.

Via libera della Commissione europea al finanziamento del TriesteRailPort – La Commissione europea ha approvato il finanziamento del progetto TriesteRailPort presentato lo scorso mese di aprile dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale nell’ambito del programma europeo CEF (Connecting Europe Facility).
Per la realizzazione del progetto, che prevede il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie portuali di Campo Marzio, è stato stanziato un finanziamento di 32,7 milioni di euro di cui il 20% a fondo perduto e l’80% con tassazione agevolata.

Emendamenti al II Pacchetto mobilità – La Commissione Trasporti del Parlamento europeo ha approvato emendamenti di modifica alla proposta di revisione della direttiva n. 106/92 sul trasporto combinato di merci tra Stati membri che fa parte del II pacchetto mobilità presentato a novembre 2017.
Tra le modifiche apportate si segnala l’applicazione delle regole previste per il cabotaggio e il distacco transnazionale alle tratte stradali del trasporto combinato, la nuova definizione della lunghezza della tratta stradale in combinazione con la tratta non stradale portata a 150 km di distanza nel territorio dell’Unione Europea, la graduale dematerializzazione della documentazione che comprende le informazioni necessarie per ciascuna operazione di trasporto combinato.
A settembre è previsto il voto in sessione plenaria del Parlamento per consentire di proseguire l’iter di modifica del provvedimento nel trilogue composto dalla Commissione Europea, il Consiglio dei Ministri dei Trasporti e il Parlamento.

Distacco transnazionale – E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 9 luglio scorso la direttiva  2018/957 che modifica alcune disposizioni sul distacco transnazionale dei lavoratori (Direttiva 96/71/CE). La direttiva, al fine di contrastare l’uso distorto dell’istituto, rafforza in particolare il principio della parità di trattamento economico e normativo tra il lavoratore distaccato e quello del Paese ospitante e riduce da 24 a 12 mesi (prorogabile a 18 mesi) il periodo massimo di durata del distacco superato il quale il lavoratore sarà soggetto all’intera normativa del Paese ospitante (compreso il regime previdenziale).
Gli Stati membri hanno due anni di tempo per adeguare la normativa nazionale a quella europea.

Il Parlamento europeo respinge le modifiche al I Pacchetto mobilità – L’Europarlamento in seduta plenaria ha respinto le modifiche apportate il mese scorso dalla Commissione Trasporti al I Pacchetto mobilità. Le nuove disposizioni in particolare quelle sui tempi di guida e di riposo, sul cabotaggio e sul distacco transnazionale degli autisti tornano quindi all’esame della Commissione Trasporti.

Riforma dell’Eurobollo – La Commissione Trasporti del Parlamento europeo ha approvato alcuni emendamenti relativi alla riforma dell’Eurobollo, ossia il nuovo sistema di tariffazione per l’uso della strada che terrà conto della distanza percorsa da ciascun veicolo anziché del tempo. Ciò significa che, dal 2023 per i mezzi pesanti e dal 2026 per le auto, il bollo non si pagherà più dopo un determinato periodo ma dopo un determinato chilometraggio. L’obiettivo è quello di arrivare alla piena applicazione del noto principio del “chi inquina paga” contenuto nel Libro Bianco sui Trasporti.

Presentato il III pacchetto mobilità – Con il III pacchetto mobilità la Commissione europea ha completato la sua agenda finalizzata ad una mobilità sicura, pulita e connessa. Quest’ultima serie di azioni, che si aggiunge ai due precedenti pacchetti presentati l’anno scorso, prevede misure di sicurezza per i veicoli e le infrastrutture, norme in materia di emissioni CO2 per i veicoli pesanti, un piano d’azione strategico per lo sviluppo e la produzione di batterie in Europa nonché una strategia sulla mobilità connessa e automatizzata.

Più sistemi di trasporto sostenibili e meno strozzature nelle infrastrutture – Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sull’attuazione della politica di coesione e l’obiettivo tematico “Promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete”. Nella risoluzione il Parlamento invita la Commissione europea ad individuare le necessità locali e regionali in materia di infrastrutture di trasporto per determinare meglio gli investimenti necessari e le priorità da stabilire ed invita altresì ad adottare una politica europea comune dei trasporti fondata su un quadro di finanziamento integrato e coordinato con gli strumenti dell’UE nel settore dei trasporti.

Registro Trasparenza – Proseguono i negoziati tra Parlamento, Commissione e Consiglio europei per aggiornare il registro per la trasparenza al fine di elaborare delle nuove regole per rendere l’iter legislativo più trasparente e accessibile al pubblico.

La Commissione UE contraria alla limitazione del traffico sul Brennero – Seppure in maniera non ufficiale, la Commissaria europea per i trasporti Violeta Bulc ha messo in guardia l’Austria a prendere iniziative unilaterali sul transito dei mezzi pesanti lungo l’asse del Brennero. Riguardo le recenti misure di limitazione del traffico introdotte dal governo austriaco, la Commissaria ha infatti rilevato che, pur comprendendo le motivazioni di carattere ambientale del provvedimento, l’Unione Europea può accettare un contingente al transito di veicoli industriali solo “in circostanze molto specifiche”, che devono essere giustificate dal Paese che le propone.

Il cluster marittimo unito contro la posizione dell’UE sui porti italiani – A seguito della lettera della Commissione europea al Governo italiano con la quale si chiede che vengano tassate le entrate delle Autorità di Sistema Portuale generate dall’attività di riscossione dei canoni di concessione, 17 associazioni, tra cui Confetra, hanno sottoscritto una nota congiunta nella quale respingono le richieste di Bruxelles e sottolineano che “considerare l’attività di riscossione delle Autorità di Sistema Portuale alla pari delle attività d’impresa di diritto privato ha come conseguenza diretta quella di creare incertezze nel dato normativo vigente in danno degli operatori, mettendo quindi in pericolo i positivi risultati derivanti dalla recente riforma della portualità fortemente voluta e sostenuta dal Ministro Delrio”.

Il bilancio UE per il futuro – La Commissione europea ha proposto un bilancio a lungo termine per il periodo 2021-2027 fissando le proprie priorità politiche e le relative risorse. Per quanto riguarda gli investimenti nel settore dei trasporti, il meccanismo per collegare l’Europa – Connecting Europe Facility (CEF) – è stato riconosciuto come un valore aggiunto europeo e l’UE continua a investire nella connettività e nel collegamento dell’Europa. La dotazione di bilancio proposta per il trasporto è di 30,6 miliardi di euro, compresa una dotazione generale di 12,8 miliardi di euro, e una dotazione per il fondo di coesione di 11,3 miliardi di euro. Un budget dedicato di 6,5 miliardi di euro è previsto per la Connecting Europe Facility.

 

Bilancio dell’UE – Comunicato stampa CE – Un bilancio moderno al servizio di una Unione che protegge, dà forza e protegge.

Consegna transfrontaliera dei pacchi – E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea (GUCE L 112/24 del 2.5.2018) il Regolamento che integra la Direttiva n. 97/67/CE sui servizi postali. Il provvedimento ha come finalità la trasparenza delle tariffe per il servizio di consegna pacchi postali al fine di facilitare l’utilizzo del commercio elettronico da parte dei privati e delle PMI. Trattandosi di un Regolamento, il provvedimento è direttamente applicabile a livello nazionale senza necessità di recepimento.

Formazione più moderna per i conducenti – In vista della revisione della direttiva 2003/59 sulla qualificazione e formazione periodica dei conducenti professionisti, il Parlamento europeo ha adottato una serie di regole volte a migliorare i requisiti di formazione. Il Consiglio dovrebbe adottare formalmente la nuova direttiva nel giugno 2018. La proposta adottata da Strasburgo intende modernizzare la formazione ponendo l’accento sulla sicurezza stradale, chiarire le norme sull’età minima e quelle in materia di patenti di guida e rendere la direttiva più chiara e più facile da interpretare.

 

I dati Eurostat di dicembre:

La produzione industriale decresce – A dicembre, rispetto al precedente mese di novembre, l’indice della produzione industriale, al netto delle variazioni stagionali, è diminuito del -0,9% nell’Eurozona e del -0,5% nell’UE28. Su base annua (dicembre 2018 rispetto a dicembre 2017) la produzione è diminuita del -4,2% nell’Eurozona e del -2,7% nell’UE28.

Contrazione del saldo commerciale – Nel mese di dicembre l’Eurozona ha registrato un surplus negli scambi commerciali con il resto del mondo pari a 17,0 miliardi di euro rispetto ai 24,5 miliardi di dicembre 2017.

I dati Eurostat di gennaio:

I prezzi alla produzione industriale crescono – A gennaio, rispetto al precedente mese di dicembre, l’indice dei prezzi alla produzione industriale è aumentato del +0,4% nell’Eurozona e del +0,3% nell’UE28. Su base annua (gennaio 2019 rispetto a gennaio 2018) l’indice è cresciuto del +3,0% nell’Eurozona e del +2,9% nell’UE28.

Disoccupazione in contrazione – A gennaio nell’Eurozona il tasso di disoccupazione, al netto delle variazioni stagionali, è stato pari al 7,8%, stabile rispetto a dicembre e in contrazione rispetto al 8,6% di gennaio 2018. Anche nell’UE28 si è riscontrata una con-trazione: il tasso di disoccupazione è passato dal 7,2% di gennaio 2018 al 6,5% di gennaio 2019. I tassi più bassi sono stati registrati in Repubblica Ceca (2,1%), Germania (3,2%) e Ungheria (3,6% a dicembre). I tassi più alti sono stati registrati in Grecia (18,5% a novembre) e in Spagna (14,1%). In Italia il tasso è stato pari all’10,5%.

Primi dati Eurostat del mese di febbraio:

Previsioni economiche stabili – Nel mese di febbraio l’Economic Sentiment Indicator (ESI) nell’Eurozona è rimasto sostanzialmente stabile facendo registrare una leggerissima contrazione del -0,2 per cento; nell’UE28 si è registrata una contrazione del -0,9 per cento.

Inflazione in leggera crescita – Il tasso di inflazione annuale stimato per il mese di febbraio è pari al +1,5% nell’Eurozona, in aumento rispetto al mese di gennaio dove si è riscontrato un tasso del +1,4%.

 

VALORE DELL’EURO IN DIVERSE VALUTE AL 5.3.2019
1 euro =

USD dollari USA 1,1329 HKD dollari di Hong Kong 8,8929
JPY yen giapponesi 126,80 NZD dollari neozelandesi 1,6682
DKK corone danesi 7,4614 SGD dollari di Singapore 1,5358
GBP sterline inglesi 0,86358 KRW won sudcoreani 1.276,61
SEK corone svedesi 10,5523 ZAR rand sudafricani 16,0513
CHF franchi svizzeri 1,1341 CNY renminbi Yuan cinese 7,5939
ISK corone islandesi 137,10 HRK kuna croata 7,4228
NOK corone norvegesi 9,8023 IDR rupia indonesiana 16.007,31
BGN lev bulgari 1,9558 MYR ringgit malese 4,6152
CZK corone ceche 25,623 PHP peso filippino 59,325
HUF fiorini ungheresi 315,61 RUB rublo russo 74,5028
PLN zloty polacchi 4,3016 THB baht thailandese 36,015
RON leu rumeni 4,7489 BRL real brasiliano 4,2773
TRY lire turche 6,1029 MXN peso messicano 21,8555
AUD dollari australiani 1,6017 INR rupia indiana 79,9360
CAD dollari canadesi 1,5116    
1 DIRITTO SPECIALE DI PRELIEVO = 1.228820 EURO