Martedì, 22 Gennaio 2019

Notiziario sull’attività dell’Unione Europea

Commissione Trasporti del Parlamento UE approva solo una parte del I Pacchetto Mobilità – Nella giornata del 10 gennaio  la Commissione Trasporti del Parlamento europeo ha approvato solo una parte dell’intesa raggiunta a dicembre scorso dal Consiglio dei Ministri dei Trasporti europei sulle modifiche da apportare alle norme presenti nel I Pacchetto mobilità, che riguardano come è noto tempi di guida e di riposo anche in cabina, distacco, cabotaggio e requisiti per accesso all’attività di autotrasportatore con veicoli sotto le 3,5 tonnellate. Le modifiche a cui è stato dato il via libera riguardano queste ultime due materie mentre sono state respinte quelle che riguardavano tempi di guida e di riposo e distacco dei conducenti.

In particolare è stata votata l’estensione dei requisiti per l’accesso alla professione alle imprese di autotrasporto che operano con veicoli di massa superiore alle 2,4 tonnellate (attualmente è lasciata libertà agli Stati Membri per la regolamentazione delle imprese che operano con veicoli di massa inferiore a 3,5 tonnellate). Pertanto in base alle norme approvate anche le imprese che operano solo con quei veicoli dovranno possedere la capacità professionale, quella finanziaria, l’onorabilità e lo stabilimento nell’UE. Per quanto riguarda il cabotaggio viene previsto che le relative operazioni si svolgano nell’arco di tre giorni e che debbano essere interrotte da 60 ore di raffreddamento (cooling off) che l’autotrasportatore deve trascorrere nel proprio paese di stabilimento. Attualmente come è noto per l’autotrasportatore che arriva da un trasporto internazionale è prevista la possibilità di effettuare fino a un massimo di 3 operazioni di cabotaggio in 7 giorni. Nell’intesa che era stata raggiunta dal Consiglio dei Ministri dei Trasporti europei nel mese scorso il periodo di raffreddamento era pari a 5 giorni e si aggiungeva all’attuale disciplina di 3 operazioni in 7 giorni.

Al momento è difficile prevedere cosa accadrà perché le norme di modifica del pacchetto sono tutte collegate e non sembra ipotizzabile che se ne possano stralciare alcune. Dagli addetti ai lavori le previsioni circa la possibilità che l’intera riforma possa arrivare al traguardo della sua approvazione è altamente a rischio.

L’Unione europea contro le esenzioni fiscali dei porti – La Commissione Ue è tornata sulla questione della tassazione delle entrate delle Autorità di Sistema Portuale generate dalla riscossione dei canoni di concessione invitando formalmente Italia e Spagna ad adeguare dall’1 gennaio 2020 le rispettive legislazioni alle norme in materia di aiuti di Stato. Si rammenta che ad aprile scorso le 17 associazioni del cluster marittimo tra cui Confetra si erano schierate contro questa posizione dell’UE respingendo con una nota congiunta le richieste avanzate da Bruxelles. Con le decisioni ora adottate la Commissione europea ha sottolineato che le attività economiche effettuate dai porti (come la concessione dell’accesso al porto dietro pagamento) non possono essere soggette ad esenzione fiscale ma devono essere tassate al pari di quelle degli altri operatori economici che generano profitti. Le decisioni prese nei confronti di Italia e Spagna fanno seguito a recenti decisioni in cui la Commissione ha chiesto a Paesi Bassi, Belgio e Francia di abolire le esenzioni dall’imposta sulle società di cui beneficiavano i rispettivi porti al fine di garantire condizioni concorrenziali eque in questo settore economico. Italia e Spagna hanno ora due mesi di tempo per rispondere alle richieste di Bruxelles.

Brexit – La Commissione europea ha varato il piano di emergenza in caso di uscita del Regno Unito dall’UE “senza accordo”; il piano consiste in 14 misure da applicare in un numero limitato di settori, tra cui in particolare servizi finanziari, trasporti, dogane e politica europea in materia di clima, per limitare i danni più rilevanti che una Brexit senza accordo provocherebbe nei predetti settori. Nelle prossime settimane la Commissione europea continuerà ad attuare il suo piano di emergenza affinché i provvedimenti entrino in vigore il 30 marzo 2019. Per ulteriori approfondimenti si segnala il seguente link europa.eu/rapid/press-release_IP-18-6851_it.pdf 

Autorità europea del lavoro – Il Consiglio europeo ha concordato la sua posizione (orientamento generale) sull’istituzione dell’Autorità europea del lavoro, un nuovo organismo che dovrà sostenere gli Stati membri nell’attuazione della legislazione dell’UE negli ambiti della mobilità transfrontaliera dei lavoratori, inclusi la libera circolazione e il distacco dei lavoratori. In particolare, l’Autorità dovrà agevolare l’accesso alle informazioni riguardanti i diritti e gli obblighi nei casi di mobilità transfrontaliera per i lavoratori, i datori di lavoro e le amministrazioni nazionali, favorire il coordinamento tra gli Stati membri ai fini dell’applicazione transfrontaliera della pertinente normativa dell’Unione, anche mediante ispezioni concertate e congiunte, svolgere opera di mediazione fra le autorità degli Stati membri per trovare soluzioni nei casi di controversie transfrontaliere, agevolare la cooperazione tra i pertinenti portatori di interesse dell’Unione e nazionali al fine di trovare soluzioni in caso di perturbazioni del mercato del lavoro nonché sostenere la cooperazione tra gli Stati membri nella lotta al lavoro non dichiarato.

L’accordo raggiunto dal Consiglio costituirà la base per i negoziati con il Parlamento europeo.

Verso il telepedaggio unico europeo – La Commissione Trasporti del Parlamento europeo ha approvato all’unanimità la revisione della direttiva UE sull’interoperabilità dei sistemi di telepedaggio europeo (direttiva n. 2004/52). Il nuovo servizio di telepedaggio armonizzato, che dovrebbe entrare in vigore nel 2023, consentirà agli utenti della strada di utilizzare un unico sistema di telepedaggio per pagare il transito autostradale nei vari paesi UE.

Intesa dei Ministri dei Trasporti europei sul I Pacchetto mobilità – Il Consiglio dei Ministri dei Trasporti europeo ha raggiunto ieri un’intesa sulle modifiche da apportare alle norme presenti nel I Pacchetto mobilità, seppur con la solita spaccatura tra i Paesi dell’est più Belgio e Irlanda e i Paesi della cosiddetta Road Alliance (tra cui Italia, Francia, Germania e Austria). Partendo dal documento redatto dalla Presidenza austriaca che, come è noto, è stato reso pubblico nell’ottobre scorso i Ministri hanno raggiunto un compromesso sui temi del distacco, del cabotaggio, dei tempi di guida e di riposo e del tachigrafo intelligente. Per quanto riguarda il distacco, l’applicabilità delle regole stabilite dalla direttiva di riferimento devono essere applicate ai trasporti internazionali e devono essere esplicitamente escluse dall’applicabilità suddetta le operazioni di trasporto bilaterale (in questo caso non possono essere previste più di due operazioni di carico e scarico nello stesso viaggio) e il transito. In riferimento alle operazioni di cabotaggio (Regolamento UE n. 1072/2009) l’intesa prevede il mantenimento del limite di tre operazioni in sette giorni e un periodo di raffreddamento (cooling off) di cinque giorni che deve seguire l’ultima operazione di cabotaggio prima che ulteriori operazioni di cabotaggio possano essere effettuate nello stesso Stato membro con lo stesso veicolo. Sui tempi di guida e di riposo (Regolamento UE n. 561/2006) è stato confermato che il riposo settimanale regolare di 45 ore deve essere trascorso fuori dalla cabina in luoghi idonei forniti dal datore di lavoro; inoltre gli autisti devono tornare nel paese di origine ogni quattro settimane, ovvero ogni tre settimane se sono stati svolti almeno due riposi settimanali ridotti (da 24 a 45 ore). Infine è prevista entro la fine del 2024 l’introduzione di una nuova versione del tachigrafo intelligente (Regolamento UE n. 165/2014) che dovrà registrare ogni attraversamento di confine fra Stati e ogni punto di carico e scarico delle merci. L’iter di modifica del provvedimento prevede ora un nuovo passaggio al Parlamento europeo per giungere infine al trilogue tra Commissione europea, Parlamento e Consiglio dei Ministri.

Il Parlamento europeo approva una modifica al III Pacchetto mobilità – L’Europarlamento in seduta plenaria ha modificato una delle proposte presentate nel maggio scorso dalla Commissione europea nell’ambito della terza serie di azioni per il trasporto europeo. Sono stati accolti emendamenti relativi alla proposta di regolamento che definisce i livelli di emissione di CO2 per i veicoli di massa superiore a 3,5 tonnellate. Le nuove previsioni mirano a raggiungere un obiettivo più alto di riduzione delle emissioni innalzando al 20% il tetto previsto dal 2025 al 2029 e al 35% il tetto previsto dal 2030 in poi (in precedenza i valori previsti erano rispettivamente al 15% e al 30%). Inoltre i costruttori di veicoli dovranno garantire che i veicoli a basse o zero emissioni siano presenti in misura pari al 5% dal 2025 e al 20% dal 2030 all’interno del loro parco vendita. L’iter di modifica del provvedimento proseguirà nel trilogue composto dalla Commissione Europea, il Consiglio dei Ministri dei Trasporti e il Parlamento.

Zeno D’Agostino eletto al vertice della European Sea Ports Organisation (ESPO) – L’assemblea generale della European Sea Ports Organisation (ESPO) ha nominato il nuovo Ufficio di presidenza. Eamonn O’Reilly (Irlanda) è stato confermato nel ruolo di Presidente mentre sono stati nominati Vice presidenti Zeno d’Agostino, attuale Presidente di Assoporti e Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, ed Annaleena Makila (rappresentante finlandese). Per l’Italia questa nomina è molto importante poiché consentirà al Paese di esprimersi direttamente e a livello europeo su decisioni riguardanti il futuro dei porti.

In arrivo fondi europei per il porto di Napoli – Nel quadro della politica di coesione, la Commissione europea ha adottato cinque importanti progetti destinati alla città di Napoli uno dei quali finalizzato a migliorare l’accessibilità del porto. In particolare, con uno stanziamento di 111 milioni di euro l’Unione europea permetterà di effettuare lavori che consentiranno di trasportare via ferrovia volumi maggiori di merci da e verso le navi, con conseguente riduzione dell’inquinamento atmosferico e miglioramento dell’efficienza energetica del porto.

IRU Goods Transport Liaison Committee (CLTM)Si è svolto il 3 ottobre scorso il meeting del Comitato in oggetto organizzato dall’IRU. Si segnalano di seguito i principali temi di discussione riguardanti l’industria dell’autotrasporto che sono stati affrontati e che continueranno a essere materia di approfondimento alla luce delle riflessioni esposte dai rappresentanti delle diverse autorità associative degli Stati Membri presenti.

Ambiente – L’IRU supporta le proposte europee circa il raggiungimento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 dei veicoli pesanti previsti per il 2025 e il 2030 (rispettivamente al 15% e al 30%). Il coinvolgimento nell’attuazione dei suddetti standard coinvolge i governi, gli stakeholders e l’industria del settore in vista di una decarbonizzazione globale prevista per il 2050 e basata su alcuni pilastri quali l’efficienza dei veicoli, i carburanti alternativi e le nuove misure tecnologiche. È stato altresì fornito un aggiornamento sull’iter del III Pacchetto mobilità promosso dalla Commissione Europea nel maggio scorso: la Commissione ambiente del Parlamento europeo inizierà a esprimersi e a votare gli eventuali emendamenti a partire da metà ottobre.

Carenza di autisti – Si registra sempre di più la carenza di personale viaggiante in tutta Europa. Lo scorso marzo è stata istituita una task force internazionale che ha affrontato argomenti quali l’inserimento nella professione, compreso il reclutamento e le abilità, le condizioni di lavoro, l’immagine e la percezione della professione, le future opportunità che il settore può offrire e la possibilità di coinvolgere giovani e donne. Il risultato è stato quello di fissare azioni di breve, medio e lungo termine con la richiesta del sostegno e del supporto delle varie associazioni nazionali aderenti. I progressi raggiunti saranno oggetto di valutazione nel 2019.

Pacchetto mobilità I – La presidenza austriaca al Consiglio dell’UE di questo secondo semestre 2018 si è impegnata a proseguire i negoziati del I Pacchetto mobilità, nonostante il naufragio dell’iter di approvazione avvenuto a fine giugno a causa della spaccatura politica e nazionale dei gruppi presenti al Parlamento Europeo. Il documento prodotto è stato reso pubblico lo scorso 1° ottobre con l’obiettivo di giungere a un possibile compromesso sui temi del distacco, del cabotaggio, dei tempi di guida e di riposo e del tachigrafo intelligente.

Brexit – 2,6 milioni di veicoli attraversano il Porto di Dover ogni anno. L’IRU ha paventato alle associazioni partecipanti l’alta probabilità che si giunga alla soluzione “no deal”, ossia una uscita del Regno Unito dall’UE senza accordo. Alla luce di questo scenario è indispensabile capire innanzitutto quali potrebbero essere le conseguenze per le imprese che effettuano traffici di merci con l’Inghilterra, valutando di conseguenza se si renda necessario caldeggiare le istituzioni per il raggiungimento di una soluzione multilaterale o per la sottoscrizione di accordi bilaterali.

Via libera della Commissione europea al finanziamento del TriesteRailPort – La Commissione europea ha approvato il finanziamento del progetto TriesteRailPort presentato lo scorso mese di aprile dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale nell’ambito del programma europeo CEF (Connecting Europe Facility).
Per la realizzazione del progetto, che prevede il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie portuali di Campo Marzio, è stato stanziato un finanziamento di 32,7 milioni di euro di cui il 20% a fondo perduto e l’80% con tassazione agevolata.

Emendamenti al II pacchetto mobilità – La Commissione Trasporti del Parlamento europeo ha approvato emendamenti di modifica alla proposta di revisione della direttiva n. 106/92 sul trasporto combinato di merci tra Stati membri che fa parte del II pacchetto mobilità presentato a novembre 2017.
Tra le modifiche apportate si segnala l’applicazione delle regole previste per il cabotaggio e il distacco transnazionale alle tratte stradali del trasporto combinato, la nuova definizione della lunghezza della tratta stradale in combinazione con la tratta non stradale portata a 150 km di distanza nel territorio dell’Unione Europea, la graduale dematerializzazione della documentazione che comprende le informazioni necessarie per ciascuna operazione di trasporto combinato.
A settembre è previsto il voto in sessione plenaria del Parlamento per consentire di proseguire l’iter di modifica del provvedimento nel trilogue composto dalla Commissione Europea, il Consiglio dei Ministri dei Trasporti e il Parlamento.

Distacco transnazionale – E’ stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea del 9 luglio scorso la direttiva  2018/957 che modifica alcune disposizioni sul distacco transnazionale dei lavoratori (Direttiva 96/71/CE). La direttiva, al fine di contrastare l’uso distorto dell’istituto, rafforza in particolare il principio della parità di trattamento economico e normativo tra il lavoratore distaccato e quello del Paese ospitante e riduce da 24 a 12 mesi (prorogabile a 18 mesi) il periodo massimo di durata del distacco superato il quale il lavoratore sarà soggetto all’intera normativa del Paese ospitante (compreso il regime previdenziale).
Gli Stati membri hanno due anni di tempo per adeguare la normativa nazionale a quella europea.

Il Parlamento europeo respinge le modifiche al I Pacchetto mobilità – L’Europarlamento in seduta plenaria ha respinto le modifiche apportate il mese scorso dalla Commissione Trasporti al I Pacchetto mobilità. Le nuove disposizioni in particolare quelle sui tempi di guida e di riposo, sul cabotaggio e sul distacco transnazionale degli autisti tornano quindi all’esame della Commissione Trasporti.

Presidenza austriaca – Dall’1 luglio l’Austria ha assunto la guida del semestre di presidenza del Consiglio dell’Unione europea succedendo alla Bulgaria; tra le priorità su cui si concentrerà la nuova presidenza vi sono sicurezza e lotta all’immigrazione illegale, maggiore competitività all’interno dell’Unione europea anche attraverso la digitalizzazione e consolidamento della stabilità nei Paesi confinanti con l’UE.

Riforma dell’Eurobollo – La Commissione Trasporti del Parlamento europeo ha approvato alcuni emendamenti relativi alla riforma dell’Eurobollo, ossia il nuovo sistema di tariffazione per l’uso della strada che terrà conto della distanza percorsa da ciascun veicolo anziché del tempo. Ciò significa che, dal 2023 per i mezzi pesanti e dal 2026 per le auto, il bollo non si pagherà più dopo un determinato periodo ma dopo un determinato chilometraggio. L’obiettivo è quello di arrivare alla piena applicazione del noto principio del “chi inquina paga” contenuto nel Libro Bianco sui Trasporti.

Presentato il III pacchetto mobilità – Con il III pacchetto mobilità la Commissione europea ha completato la sua agenda finalizzata ad una mobilità sicura, pulita e connessa. Quest’ultima serie di azioni, che si aggiunge ai due precedenti pacchetti presentati l’anno scorso, prevede misure di sicurezza per i veicoli e le infrastrutture, norme in materia di emissioni CO2 per i veicoli pesanti, un piano d’azione strategico per lo sviluppo e la produzione di batterie in Europa nonché una strategia sulla mobilità connessa e automatizzata.

Più sistemi di trasporto sostenibili e meno strozzature nelle infrastrutture – Il Parlamento europeo ha approvato una risoluzione sull’attuazione della politica di coesione e l’obiettivo tematico “Promuovere sistemi di trasporto sostenibili ed eliminare le strozzature nelle principali infrastrutture di rete”. Nella risoluzione il Parlamento invita la Commissione europea ad individuare le necessità locali e regionali in materia di infrastrutture di trasporto per determinare meglio gli investimenti necessari e le priorità da stabilire ed invita altresì ad adottare una politica europea comune dei trasporti fondata su un quadro di finanziamento integrato e coordinato con gli strumenti dell’UE nel settore dei trasporti.

Registro Trasparenza – Proseguono i negoziati tra Parlamento, Commissione e Consiglio europei per aggiornare il registro per la trasparenza al fine di elaborare delle nuove regole per rendere l’iter legislativo più trasparente e accessibile al pubblico.

Bando CEF Trasporti 2018 – Nell’ambito del meccanismo per collegare l’Europa – Connecting Europe Facility (CEF) – la Commissione europea ha lanciato un invito a presentare progetti in linea con gli obiettivi contenuti nel III pacchetto mobilità. La dotazione finanziaria di 450 milioni di euro è così suddivisa: 100 milioni per l’interoperabilità ferroviaria e i sistemi europei di gestione del traffico ferroviario; 200 milioni per le nuove tecnologie e la sicurezza delle infrastrutture; 150 milioni per i servizi di trasporto intelligenti su strada e lo sviluppo delle piattaforme logistiche multimodali. Le domande dovranno essere presentate entro il 24 ottobre 2018. https://ec.europa.eu/inea/en/connecting-europe-facility/cef-transport/apply-funding/2018-cef-transport-call-proposals

La Commissione UE contraria alla limitazione del traffico sul Brennero – Seppure in maniera non ufficiale, la Commissaria europea per i trasporti Violeta Bulc ha messo in guardia l’Austria a prendere iniziative unilaterali sul transito dei mezzi pesanti lungo l’asse del Brennero. Riguardo le recenti misure di limitazione del traffico introdotte dal governo austriaco, la Commissaria ha infatti rilevato che, pur comprendendo le motivazioni di carattere ambientale del provvedimento, l’Unione Europea può accettare un contingente al transito di veicoli industriali solo “in circostanze molto specifiche”, che devono essere giustificate dal Paese che le propone.

Il cluster marittimo unito contro la posizione dell’UE sui porti italiani – A seguito della lettera della Commissione europea al Governo italiano con la quale si chiede che vengano tassate le entrate delle Autorità di Sistema Portuale generate dall’attività di riscossione dei canoni di concessione, 17 associazioni, tra cui Confetra, hanno sottoscritto una nota congiunta nella quale respingono le richieste di Bruxelles e sottolineano che “considerare l’attività di riscossione delle Autorità di Sistema Portuale alla pari delle attività d’impresa di diritto privato ha come conseguenza diretta quella di creare incertezze nel dato normativo vigente in danno degli operatori, mettendo quindi in pericolo i positivi risultati derivanti dalla recente riforma della portualità fortemente voluta e sostenuta dal Ministro Delrio”.

Il bilancio UE per il futuro – La Commissione europea ha proposto un bilancio a lungo termine per il periodo 2021-2027 fissando le proprie priorità politiche e le relative risorse. Per quanto riguarda gli investimenti nel settore dei trasporti, il meccanismo per collegare l’Europa – Connecting Europe Facility (CEF) – è stato riconosciuto come un valore aggiunto europeo e l’UE continua a investire nella connettività e nel collegamento dell’Europa. La dotazione di bilancio proposta per il trasporto è di 30,6 miliardi di euro, compresa una dotazione generale di 12,8 miliardi di euro, e una dotazione per il fondo di coesione di 11,3 miliardi di euro. Un budget dedicato di 6,5 miliardi di euro è previsto per la Connecting Europe Facility.

Bilancio dell’UE – Comunicato stampa CE – Un bilancio moderno al servizio di una Unione che protegge, dà forza e protegge.

Consegna transfrontaliera dei pacchi – E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea (GUCE L 112/24 del 2.5.2018) il Regolamento che integra la Direttiva n. 97/67/CE sui servizi postali. Il provvedimento ha come finalità la trasparenza delle tariffe per il servizio di consegna pacchi postali al fine di facilitare l’utilizzo del commercio elettronico da parte dei privati e delle PMI. Trattandosi di un Regolamento, il provvedimento è direttamente applicabile a livello nazionale senza necessità di recepimento.

Formazione più moderna per i conducenti – In vista della revisione della direttiva 2003/59 sulla qualificazione e formazione periodica dei conducenti professionisti, il Parlamento europeo ha adottato una serie di regole volte a migliorare i requisiti di formazione. Il Consiglio dovrebbe adottare formalmente la nuova direttiva nel giugno 2018. La proposta adottata da Strasburgo intende modernizzare la formazione ponendo l’accento sulla sicurezza stradale, chiarire le norme sull’età minima e quelle in materia di patenti di guida e rendere la direttiva più chiara e più facile da interpretare.

I dati Eurostat di novembre:

Previsioni economiche stabili –Nel mese di novembre l’Economic Sentiment Indicator (ESI) nell’Eurozona è rimasto sostanzialmente stabile facendo registrare una leggerissima contrazione del -0,2 per cento; nell’UE28 si è registrata una contrazione del -0,8 per cento.
Inflazione in crescita – Il tasso di inflazione annuale stimato per il mese di novembre è pari al +2,0% nell’Eurozona, in contrazione rispetto al mese di ottobre dove si è riscontrato un tasso del +2,2%.

 I dati Eurostat di ottobre:

I prezzi alla produzione industriale crescono – Ad ottobre, rispetto al precedente mese di settembre, l’indice dei prezzi alla produzione industriale è aumentato del +0,8% nell’Eurozona e del +0,7% nell’UE28. Su base annua (ottobre 2018 rispetto ad ottobre 2017) l’indice è cresciuto del +4,9% nell’Eurozona e del +5,4% nell’UE28.
Disoccupazione in contrazione – Ad ottobre nell’Eurozona il tasso di disoccupazione, al netto delle variazioni stagionali, è stato pari all’8,1%, stabile rispetto a settembre e in contrazione rispetto all’8,8% di ottobre 2017. Anche nell’UE28 si è riscontrata una contrazione: il tasso di disoccupazione è passato dal 7,4% di ottobre 2017 al 6,7% di ottobre 2018. I tassi più bassi sono stati registrati in Repubblica Ceca (2,2%), Germania (3,3%) e Ungheria (3,7%). I tassi più alti sono stati registrati in Grecia (18,9% ad agosto) e in Spagna (14,8%). In Italia il tasso è stato pari all’10,6%.

Primi dati Eurostat del mese di settembre:

La produzione industriale cresce su base annua – A settembre, rispetto al precedente mese di agosto, l’indice della produzione industriale, al netto delle variazioni stagionali, è diminuito del -0,3% nell’Eurozona e del -0,2% nell’UE28. Su base annua (settembre 2018 rispetto a settembre 2017) la produzione è cresciuta del +0,9% nell’Eurozona e del +1,1% nell’UE28.
Espansione del commercio estero Nel mese di settembre l’Eurozona ha registrato un surplus negli scambi commerciali con il resto del mondo pari a 13,1 miliardi di euro rispetto ai 25,3 miliardi di settembre 2017.

VALORE DELL’EURO IN DIVERSE VALUTE AL 18.7.2018
1 euro =

USD dollari USA 1,1611 HKD dollari di Hong Kong 9,1141
JPY yen giapponesi 130,92 NZD dollari neozelandesi 1,7175
DKK corone danesi 7,4544 SGD dollari di Singapore 1,5883
GBP sterline inglesi 0,89118 KRW won sudcoreani 1.316,94
SEK corone svedesi 10,3120 ZAR rand sudafricani 15,5060
CHF franchi svizzeri 1,1611 CNY renminbi Yuan cinese 7,8042
ISK corone islandesi 124,40 HRK kuna croata 7,3928
NOK corone norvegesi 9,5023 IDR rupia indonesiana 16.725,65
BGN lev bulgari 1,9558 MYR ringgit malese 4,7071
CZK corone ceche 25,853 PHP peso filippino 62,163
HUF fiorini ungheresi 323,94 RUB rublo russo 73,3067
PLN zloty polacchi 4,3103 THB baht thailandese 38,734
RON leu rumeni 4,6560 BRL real brasiliano 4,4804
TRY lire turche 5,6121 MXN peso messicano 22,0778
AUD dollari australiani 1,5794 INR rupia indiana 79,6840
CAD dollari canadesi 1,5389
1 DIRITTO SPECIALE DI PRELIEVO = 1.205570 EURO