Mercoledì, 20 Novembre 2019

Confetra, le priorità per la crescita

di Guido Nicolini

Oggi, più che mai,  mi pare opportuno ribadire al mondo politico ed economico  – aggiungerei anche a tutti i cittadini, perché con le infrastrutture e la logistica noi tutti facciamo i conti quotidianamente – quelle che,  negli ultimi mesi, abbiamo indicato come priorità per la crescita. Le abbiamo indicate, ai primi di agosto, ad un Governo che non pensavamo giungesse così precipitosamente al capolinea. Le riproponiamo in queste concitate ore nelle quali una inquietante indeterminatezza sembra caratterizzare questa delicata transizione istituzionale. Come dimostrato anche nel recentissimo G7 di Biarritz, i temi della logistica sono divenuti centrali nell’Agenda globale: dazi e Brexit hanno infatti quasi monopolizzato i lavori del Vertice. E l’Italia non può non avere un proprio chiaro e netto quadro politico industriale ed economico di riferimento.

Partiamo dalla  Legge di Stabilità, con la necessità di confermare anche per il triennio 2020-2022 le risorse destinate al sostegno dello shift modale. La cura del ferro resta una nostra priorità. E quindi anche le risorse del CdP di RFI per il completamento delle opere relative ai Corridoi delle Reti Ten T, vanno messe in sicurezza. Poi c’è il dossier della riforma del Codice della Strada, con il nodo dei Trasporti eccezionali. Ma da ottobre avremo anche la nuova Commissione Europea, con la quale riaprire subito il confronto su Pacchetto Mobilità, fermo al “trilogo”, e Block Extemption Consortia Regulation. Inoltre continueremo a lavorare con le forze parlamentari più sensibili alle esigenze competitive delle imprese, per giungere ad un Testo Unico semplificato in materia di controlli sulla merce. Progetto iniziato sei mesi fa in ambito CNEL.
Quella di Confetra vuole essere una politica organica per l’industry logistica nazionale, consapevole del fatto che oggi attorno ai grandi temi del nostro settore si stanno ridefinendo i nuovi assetti di potere politico ed economico globale. Che si tratti di Via della Seta, Guerra dei Dazi, Brexit, 5G, infrastrutture strategiche: non c’è tema di nostro interesse che non sia anche grande tema di interesse nazionale. Allora occorre un Governo in campo, con idee chiare, e capace di fare scelte coerenti e conseguenti. Il rapporto con Pechino, quotidianamente al centro delle analisi degli osservatori geopolitici,  è proprio un esempio concreto di ciò che intendevo dire. L’Italia non può ambire, nel migliore dei casi, a divenire un grande nastro trasportatore di manifatture straniere che su vettori stranieri puntano a raggiungere mercati stranieri. Ciò vale nei confronti della Cina, ma ancora di più nei confronti della grandi integrazioni verticali oligopolitiche costruite negli ultimi anni dalle principali Shipping Line per invadere l’intera supplychain logistica da origine a destino. Dovremmo chiederci, come Paese: qual è l’interesse prevalente della nostra industria manifatturiera, delle imprese logistiche, dei consumatori, del mercato interno, del nostro export? E come tutelo al meglio tali interessi nelle dinamiche politico-economiche globali di oggi? In quali sistemi di alleanze? Chiedendo cosa, in cambio di cosa?
Per questo Confetra sta producendo uno sforzo organizzativo importante in ogni Regione d’Italia. Proprio perché convinti che questi grandi temi di vision generale rappresentino la cornice strategica dentro cui calare poi le tante questioni specifiche di rilevanza insieme locale e nazionale. Il potenziamento dell’hub cargo aereo di Malpensa ed il Grande Progetto Porto di Napoli, le potenzialità del nuovo terminal di Vado e quelle di Darsena Europa a Livirno, il decollo delle ZES e le connessioni ferroviarie di Genova Porto d’Italia, il ruolo del sistema logistico dell’Alto Adriatico ed i Progetti di Ultimo Miglio, ferroviario e stradale, per connettere nodi e reti. Insomma : una Confederazione che rappresenta l’industry logistica nazionale – 108 mila imprese, 85 miliardi di valore, il 9% del PIL del Paese, 800 mila addetti – non può limitarsi ad un approccio romano centrico. Soprattutto in regime di Titolo V, che affida alle Regioni rilevanti funzioni sui temi della logistica, delle infrastrutture e dei trasporti, occorre stare sul campo a rappresentare gli interessi dell’intero cluster logistico su ogni territorio, ogni giorno, su ogni dossier trasversale.

Abbiamo avviato un percorso che verrà portato a sintesi il 13 novembre con Agorà, che dedichiamo quest’anno al tema “La logistica ‘Costituzione materiale’ del nuovo mondo. l’Italia nelle mappe del futuro”. Sarà un momento importante di riflessione e confronto su tutti questi temi. Proveremo a mettere in prosa, ed a rendere narrabile e percepibile, il valore dirompente ma troppo spesso nascosto di una logistica che cambia un Mondo che cambia. Al centro di tutto, il protagonismo dinamico delle nostre imprese. Tutto intorno: progresso o entropia?
Chiudo con un riferimento a quella che è la nostra mission: Confetra è una grande comunità di imprenditori e competenze tecniche. Ma anche un laboratorio di partnership scientifiche e di ricerca, di progetti sperimentali, di servizi di assistenza tecnica ad elevato valore aggiunto. Ed ovviamente una grande Organizzazione che vive di advocacy, rappresentando quotidianamente ai decisori pubblici gli interessi ed i bisogni delle imprese logistiche italiane. Abbiamo un ricco ed articolato gruppo dirigente, che anima quotidianamente le attività di 20 Federazioni nazionali di categoria e oltre 80 Organizzazioni Territoriali e Regionali.  Un patrimonio che vuole giocare un ruolo di primo piano nella crescita dell’Italia.

Il Presidente
Guido Nicolini