Sabato, 20 Ottobre 2018

Genova – Lettera aperta del presidente dei terminalisti italiani dopo il decreto Genova.

Becce (Assiterminal): «Ha prevalso la propaganda, così il porto rischia di morire»

Genova – Lettera aperta del presidente dei terminalisti italiani dopo il decreto Genova.

Già noi liguri non siamo famosi per la apertura verso il nuovo. Quindi quando ci vediamo gettata in faccia la parola cambiamento come vessillo di qualsiasi cosa, forte si fa sentire in noi la ritrosia e la diffidenza che sono così insite nel nostro modo di pensare e vedere il mondo. Nonostante ciò gli applausi tributati a Voi rappresentanti del Governo dai genovesi parevano rappresentare che la speranza si fosse fatta più forte della paura. Su tutto questo è piombata la incredibile vicenda del Decreto. Promesse e annunci continui. Poi, dopo settimane di attesa, il semivuoto sugli aspetti fondamentali: dalla ricostruzione della città, perché di questo si tratta, di ricostruire Genova che, oggi, è spezzata in due e il ponte è la sua vera e propria spina dorsale, e che dalla lettura del Decreto non riceve data e procedure certe e a prova di ricorsi, facendo così apparire la prospettiva del nuovo ponte come incerta nei tempi e nei modi; al sostegno ai cittadini che hanno ricevuto danni e alle imprese, a cominciare da quelle portuali e dell’indotto, che stanno ricevendo danni evidenti in termini di riduzione dei volumi di traffico e di aumento dei costi logistici e che sanno bene che questa dinamica sarà ulteriormente implementata dalla incertezza del ripristino dei collegamenti infrastrutturali del porto e della città tutta.

Su tutto ciò troviamo molto poco e molto di vago e incerto. Le certezze sono che per impedire che autostrade partecipi alla ricostruzione si drenano risorse per il fondo di garanzia che si deve istituire per finanziare la costruzione, con in più quella data, 2029, che davvero suona sinistra e preoccupante, e che i continui annunci, davvero troppi, non riescono a lenire. Tutti vogliamo che chi ha sbagliato paghi fino in fondo, ma tutti vogliamo che il ponte sia ricostruito SUBITO, anche da Belzebù, come dice Bizzarri, se debitamente controllato.

La strada per questo era semplice, era stata indicata da Regione e Comune. La sensazione è che abbia prevalso la propaganda, con il risultato di rendere incerto quello che sarebbe stato rapido e sicuro. I genovesi, con l’unica eccezione di chi non può permetterselo per appartenenza politica, pensano che non si abbia consapevolezza piena da parte del Governo del Cambiamento che qui si sta giocando sulla vita del porto principale del Mediterraneo, sul flusso delle merci verso tutto il Nord Ovest, quasi che davvero si credesse che i contenitori e le merci siano finti business, come si sente in qualche spettacolo comico…

Così facendo, caro Premier, cari Ministri, state rafforzando quella caratteristica dei Genovesi che li vuole restii al nuovo. E questo è un ulteriore danno allo spirito di un popolo, che si aggiunge a quelli enormi e materiali . Dovete fare in modo che la conversione del Decreto dia le risposte fondamentali che ora mancano e che vi abbiamo indicato insieme alle confederazioni rappresentative del mondo economico molte volte e per tempo in modo serio e costruttivo. Ce lo aspettiamo.

Luca Becce
Presidente di Assiterminal

 

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