Martedì, 18 Giugno 2019

MONTE BIANCO E FREJUS

Basta all’aumento delle tariffe dei trafori, già carissimi! Siamo pronti a scendere in piazza per protestare!

Il traforo del Monte Bianco e il tunnel del Frejus sono infrastrutture strategiche per il nostro Stato? Chi ci governa ritiene che rappresentino importati vie di comunicazione? Se si, occorre una gestione ragionevole e non lucrativa di questi valichi naturali. Il problema del costo dei trafori alpini, è un tema sui cui da diverso tempo l’Astra si batte a gran voce. Ogni anno si verificano infatti aumenti costanti ed ingiustificati che hanno determinato negli ultimi 15 anni, dal 2002 ad oggi, a determinare un rincaro del 102%.  Con il 2019 giungono ulteriori aumenti di tariffe, precisamente un incremento fisso complessivo di 2,73% per il traforo del Frejus: soldi che entrano anche nelle casse dello Stato poiché Anas detiene il 50% della gestione sul lato italiano.

Il paradosso è che mentre si riducono le possibilità di circolare per i veicoli pesanti attraverso i valichi alpini della provincia di Cuneo e di tutto il Nord-Ovest, la cui viabilità è regolata da ordinanze di restrizione o addirittura di divieto (vedi il caso del colle di Tenda), i costi degli sbocchi a pedaggio aumentano.  Il Frejus ed i Monte Bianco, hanno un costo elevato, troppo elevato. Essi si classificano tra i più importanti a livello europeo, per lunghezza e sistemi di sicurezza, ma ne risentono in termini di costi gli abituali utilizzatori. Pensate che il transito attraverso questi trafori, per un veicolo pesante, ammonta ad oggi a 345,90 € (Iva inclusa e senza l’applicazione della scontistica prevista per i “grandi utilizzatori”). Si tratta di cifre importanti che minano evidentemente la concorrenza delle imprese italiane dedite all’esportazione. A ciò si aggiunge inoltre il costo dell’autostrada che sull’A5 Torino-Aosta è il più elevato dello stivale: circa 57 centesimi al chilometro. Tariffe inconcepibili, soprattutto se si considera che i costi per la realizzazione di tali tunnel e gallerie è già stata ammortizzata negli anni. Ci si chiede allora come la nostra politica contratti queste cifre ed in quali sedi: perché ogni anno è una vittoria economica a favore delle Concessionarie, Gavio e Anas, sempre a discapito delle imprese.

“Si tratta di un vero e proprio dazio, che non consente alle nostre imprese di lavorare a parità di condizione delle altre aziende europee. Se per uscire dall’Italia siamo costretti a pagare così tanto, il nostro cammino inizia già tutto in salita. E’ un danno evidente ed immediato cui occorre far fronte. A pagarne le spese è soprattutto il nostro territorio di confine”, spiega il Presidente di AstraCuneo Diego Pasero. “Sono aumenti inspiegabili, che mettono in seria difficoltà le nostre imprese” aggiunge il Segretario AstraCuneo Guido Rossi. “L’appello della nostra associazione alla politica italiana è: salvaguardate le nostre imprese, restituiteci la forza concorrenziale di cui siamo stati privati. E’ fondamentale ridiscutere le tariffe dei nostri trafori, adesso, subito. Se nessuno continuerà ad ascoltarci, scenderemo in piazza!” Conclude il Presidente Diego Pasero.