Confetra incontra il Ministro Giovannini

CONFETRA INCONTRA IL MINISTRO GIOVANNINI 

Nicolini: Senza una logistica forte, non può esistere un’economia forte. Un gap logistico di 70 miliardi l’anno, significa che ogni tre anni la nostra economia brucia un intero Recovery Fund.

 

Roma, 18 marzo 2021 – Ha dichiarato il Presidente di Confetra Guido Nicolini, al termine dell’incontro con il Ministro “Un Paese senza materie prime, che importa, e che ha un’economia retta dalle esportazioni – unici due indicatori macroeconomici ad essere cresciuti dalla grande crisi del 2008 al 2019 – non può non interrogarsi su quale debba essere il “suo posto nel mondo” in quello che Parag Khanna ha definito in Connectography “Il Secolo della Logistica”: delle connessioni, delle reti, dei nodi, dei flussi merci e dati. Ha continuato Nicolini “Il nostro Settore rappresenta il sistema circolatorio dell’economia reale sul piano interno, e le braccia e le gambe degli interessi economici ed industriali del Paese sul piano internazionale nel complesso scacchiere del mercato globale. Chi legge la stampa estera, sa benissimo che tali temi, e le questioni che da essi discendono – Via della Seta, Brexit, Guerra dei Dazi, 5G, infrastrutture strategiche e connessioni del TEN T Network, per citarne alcuni – sono centrali nell’agenda istituzionale, economica e nel dibattito pubblico di tutti i principali Paesi europei. In Italia invece appaiono questioni iniziatiche, da addetti ai lavori, ed assolutamente marginali per la politica. Avremo modo, nelle prossime settimane, di affrontare le tante questioni aperte che riguardano i diversi specifici segmenti della nostra supplychain: porti, interporti, aeroporti, spedizioni internazionali, cargo ferroviario, autotrasporto, hub logistici, infrastrutture materiali ed immateriali.  Ma oggi abbiamo voluto approfittare di questo primo incontro con il nuovo Ministro anzitutto per rappresentargli uno scenario, una vision, una strategia che profili un ruolo ed una funzione specifica per il nostro Settore.

“Ieri il Ministro ha detto che non ci sono le risorse per fare tutto, che a proposito di PNRR ci si è tropo concentrati sulla parte “risorse” e poco su quella “riforme”, e che la transizione green va accelerata più che resa graduale. Condividiamo le sue parole: infatti è da due anni che proponiamo un pacchetto di Semplificazioni per il nostro Settore a costo zero ed altissimo impatto. Ora siamo noi che chiediamo allo Stato di compiere lo stesso salto di qualità che il Governo ha auspicato compiano le imprese e la cultura industriale del Paese. Abbiamo circa 440 procedimenti amministrativi di controllo sulla merce e sui vettori spalmati su 17 pubbliche amministrazioni, quando la media europea è di non oltre 50 e quasi tutti coordinati dai Custom Office nazionali. Attendiamo dal 2016 un DPCM attuativo per lo Sportello Unico Doganale e dei Controlli, la famosa Single Window One Stop Shop operativa in tutta Europa tranne che da noi. Siamo l’unico Paese europeo ad avere il doppio controllo Dogana – Guardia di Finanza sulle merci. Siamo l’unico Paese europeo ad avere una legislazione sulle spedizioni che risale al periodo fascista, il Codice Civile del 1942, e non abbiamo neanche adottato la lettera di vettura elettronica e-CMR prevista dalla Convenzione di Ginevra. Nella maggior parte dei porti italiani, nelle ore di punta, i camion fanno dalle 5 alle 8 ore di fila per il carico merce, perché non esiste un sistema che garantisca l’appuntamento intermodale. E siamo l’unico Paese europeo ad avere tre soggetti di controllo per il Settore – Antitrust, ART, AgCom – in aggiunta ai ministeri vigilanti ed alla giustizia ordinaria. Potrei continuare a lungo, e del resto il costo del gap di competitività logistica nazionale è stato misurato da più autorevoli fonti in una forbice che va trai 70 ed i 90 miliardi di euro l’anno, in parte per la carenza di infrastrutture, in parte maggiore per un contesto regolatorio ostile. Proponiamo al Ministro un “Patto PNRR”: lo Stato faccia davvero le riforme che attendiamo da oltre un decennio, ed ogni euro risparmiato dalle imprese logistiche sugli assurdi oneri burocratici tutti e soli italiani sarà investito per accelerare la transizione green”.