Martedì, 8 Settembre 2026

Trasporto

I RITARDI DELLE GRANDI OPERE METTONO A RISCHIO LA COMPETITIVITÀ DEL PAESE
“Brennero e Terzo Valico dimostrano che una rete TEN-T vale soltanto se completa, interoperabile e accessibile lungo l’intero corridoio”

 

Roma, 7 settembre 2026 – “I ritardi nella realizzazione delle grandi infrastrutture di trasporto, in particolare dei valichi alpini e dei corridoi TEN-T, rappresentano un rischio crescente per la competitività dell’Italia, per i porti e per l’intera filiera del trasporto, delle spedizioni e della logistica”.
Confetra, per voce del suo Presidente Carlo De Ruvo, esprime in una nota forte preoccupazione per il disallineamento tra il completamento delle opere principali e quello delle tratte di accesso.

“Un’infrastruttura transfrontaliera – continua il testo – produce benefici soltanto quando tutte le sue componenti sono operative e adeguate agli standard europei. I ritardi di un singolo Paese generano effetti sull’intero corridoio, riducendo il rendimento degli investimenti già sostenuti dagli altri Stati”.

Secondo Confetra il caso del Brennero è emblematico: “il completamento del nuovo accesso ferroviario sul versante tedesco, previsto soltanto nel 2043, rischia di limitare per molti anni il pieno utilizzo del Tunnel di base. Un ritardo destinato a incidere sugli scambi intraeuropei, ai quali è riconducibile oltre il 60% delle esportazioni italiane, penalizzando il sistema industriale e producendo effetti negativi sui porti e sulle infrastrutture logistiche nazionali. Analoga attenzione va riservata al Terzo Valico dei Giovi, infrastruttura decisiva per collegare Genova e i porti liguri al sistema produttivo del Nord e al Corridoio Reno-Alpi. Il completamento dell’opera è indicato entro il 2028, mentre l’entrata in esercizio resta subordinata a collaudi e autorizzazioni. La sua piena efficacia dipenderà inoltre dal potenziamento delle tratte a nord, dei nodi e dei collegamenti di ultimo miglio, evitando che nuove strozzature, a partire dall’asse Pavia-Voghera, riducano la capacità resa disponibile”.

Per la Confederazione “ogni rinvio comporta maggiori costi logistici, minore affidabilità delle catene di approvvigionamento, perdita di competitività dell’export, rinvio degli investimenti privati e possibile deviazione dei traffici verso porti e corridoi concorrenti, oltre a produrre ritardi nel conseguimento degli obiettivi europei di intermodalità e decarbonizzazione”.

“Le reti TEN-T – spiega De Ruvo – sono un bene comune europeo e non possono restare ostaggio di ritardi nazionali o di programmazioni non coordinate. Realizzare una galleria senza rendere tempestivamente disponibili gli accessi significa ridurre l’utilità economica dell’intero investimento», sottolinea Carlo de Ruvo, presidente di Confetra. L’Italia sta rispettando pienamente e con grande impegno gli obblighi assunti per il completamento delle opere sul versante italiano del Brennero, è pertanto necessaria un’iniziativa forte presso le istituzioni europee e gli Stati interessati, insieme a cronoprogrammi pubblici e verificabili, continuità finanziaria per le opere complementari e un monitoraggio unitario di valichi, accessi, nodi, porti e terminali. Occorre inoltre predisporre soluzioni transitorie e valorizzare i percorsi alternativi disponibili, affinché imprese e territori non sostengano passivamente il costo dei ritardi», continua De Ruvo. «La competitività logistica dell’Italia non dipende dalla somma di singole opere, ma dalla capacità di farle funzionare come una rete continua, efficiente e interoperabile. Il rispetto dei tempi è una condizione essenziale per trasformare la posizione geografica del Paese in crescita, occupazione e maggiore attrattività per i traffici internazionali”.